Nov 02

Montedison di Crotone, sette morti per cancro

Dottor Vito Totire, presidente dell’”Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute”. E’ dell’altro giorno la notizia di otto dirigenti della Montedison di Crotone incriminati per il decesso, causato da mesotelioma pleurico, di cinque lavoratori e delle mogli di altri due operai che si sono ammalate per avere lavato gli indumenti di lavoro dei mariti. La Procura ha accertato una massiccia presenza della fibretta di amianto nel reparto “forno fosforo” dello stabilimento. L’accusa nei confronti dei dirigenti è di «omicidio colposo plurimo con l’aggravante della colpa cosciente», dal momento che la cancerogenità di questa polvere è scientificamente confermata sin dai primi anni Sessanta. Secondo lei i lavoratori della Montedison di Crotone e le loro famiglie riusciranno ad avere giustizia?

Lo spero. Per ora posso dire che noi, come Associazione, faremo i nostri passi per costituirci come parte civile al processo che si dovrebbe tenere. Il problema è che al magistrato arrivano frequentemente segnalazioni di casi che, purtroppo, molto spesso rappresentanto solo la punta dell’iceberg. Quindi bisogna con assoluta urgenza ricostruire tutta la coorte dei lavoratori esposti e dei loro familiari, fare una indagine epidemiologica completa e solo a quel punto potremmo sapere se i casi di decesso addebitabili all’amianto sono sette, perché potrebbero essere molti di più.

Anche la Procura crotonese è convinta che ci sia dell’altro, tanto da avere chiesto l’aiuto delle famiglie affinchè segnalino eventuali morti da mesotelioma passate sotto silenzio.

Va bene fare appello alle famiglie, però bisogna anche fare appello a chi su questo tema ha degli obblighi di legge. Mi riferisco ai medici e alle strutture di sanità pubblica. Per esempio uno dei metodi usati per scoprire l’incidenza delle malattie in un determinato contesto è quello di controllare le dimissioni ospedaliere, un canale di indagine attraverso cui molto spesso si arriva a identificare casi di patologie asbestocorrelabili. Bisogna insomma fare un grosso sforzo per effettuare indagini epidemiologiche capillari, che consentano di evitare che molti di questi casi sfuggano.

Nonostante l’amianto sia fuorilegge dal 1992, si stima che ogni anno le morti per tumore provocate dal contatto con questa fibra siano intorno alle 4mila. C’è quindi ancora molto da fare per risolvere il problema, a cominciare dalla bonifica dei siti produttivi dove l’amianto è presente. Dal tuo osservatorio, puoi darci una fotografia della situazione a livello nazionale?

E’ difficile avere un quadro ben delineato, perché i censimenti sono stati condotti in maniera estremamente lacunosa, soprattutto per quanto riguarda il cemento-amianto. Basti dire che si trovano ancora oggi con alta frequenza persino siti con presenza di amianto friabile che non erano stati censiti. Quindi bisogna andarea avanti con il censimento delle situazioni a rischio e bisogna accelerare i tempi degli interventi di bonifica. Una delle piaghe maggiori è quella degli smaltimenti abusivi. Le campagne di molte regioni del Mezzogiorno sono piene zeppe di cemento-amianto. E ciò ha come conseguenza non soltanto l’inquinamento del sito dal momento in cui lo smaltimento abusivo viene fatto. Il problema è che, a fronte di questi smaltimenti, ci sono degli interventi che sono stati fatti senza la minima precauzione dal punto di vista della prevenzione primaria.

Per esempio?

In Puglia, qualche settimana fa, ho fotografato una marea di smaltimenti abusivi di cemento-amianto tirato giù a martellate, senza utilizzo di maschere per le vie respiratorie. Questo vale per il centro-sud ma potrei fare esempi molto significativi anche del nord. Potrà sembrare incredibile, ma c’è un asilo nido di Comacchio, provincia di Ferrara, dove i bambini giocano beatamente sotto la tettoia di cemento-amianto. Tuttora nella civile Emilia-Romagna, che non è la situazione più arretrata a livello nazionale, si continuano a trovare siti di amianto friabile, che è ancora più pericoloso dell’amianto in matrice cementizia, il cosiddetto eternit. Alcuni epidemiologi affermano che la curva dei mesoteliomi potrebbe cominciare a calare dal 2030, io invece temo che, se le cose continuano, così quella curva comincerà a calare un po’ più in là.

Roberto Farneti

31/10/2009

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Nov 02

Violenza di Stato? Non è una novità. Stefano è l’ultima vittima

Stiamo assistendo ad una recrudescenza della violenza statale? La domanda è d’obbligo dopo l’ultima vicenda che ha portato alla morte di Stefano Cucchi. In realtà il ricorso a pratiche violente da parte degli apparati statali non è una novità. Una semplice disamina di lungo periodo del fenomeno porta a concludere che il ricorso ad un uso brutale, non proporzionato e fuorilegge della forza, è “prassi ordinaria” dei corpi dello Stato.

Per i più giovani la memoria arriva alla «macelleria messicana» di Bolzaneto e della Diaz. I più anziani ricordano cosa fossero i commissariati e le carceri del dopoguerra, e cosa accadde nel calderone degli anni 70 con la legge Reale. Dal 1 gennaio 1976 al 30 giugno 1989 vennero uccise dalle «forze dell’ordine» 237 persone, mentre altre 352 rimasero ferite (dati censiti dal Centro Luca Rossi e fondazione Calamandrei).

Senza dimenticare le torture contro i militanti della lotta armata praticate nel biennio 1981-1983, dopo il via libera venuto dal Cis, il comitato interministeriale per la sicurezza. Una squadretta dei Nocs imperversò per l’Italia praticando sevizie apprese dai manuali utilizzati dagli aguzzini delle dittature militari dell’America latina. Manuali redatti dai generali francesi che ne avevano aggiornato le tecniche durante la guerra d’Indocina e poi in Algeria, ed esportate in seguito nella famigerata Scuola delle Americhe . Eppure c’è la sensazione che negli ultimi tempi qualcosa sia cambiato. Analisi sociologiche ci spiegano che le forze di polizia si sono hooliganizzate , basta leggere il libro di Carlo Bonini, ( Acab , Einaudi 2009) per farsene un’idea. Sorta di calco del mondo imbastardito delle curve.

La sensazione d’impunità, la forza dell’omertà-ambiente che copre questi comportamenti, hanno attenuato i meccanismi di autocontrollo. Il populismo penale, l’importazione dei modelli di “tolleranza zero”, hanno portato alla costruzione di un nuovo “nemico interno” identificato nella piccola devianza, nei migranti. Una gestione dell’ordine pubblico militarizzata, sommata alla legislazione proibizionista e all’internamento carcerario come soluzione dei problemi, hanno generato un mostro sicuritario che produce un fisiologico esercizio della coercizione che dilaga in violenza aperta, tra fermi, celle di sicurezza, tribunali, prigioni.

Negli ultimi anni la cronaca è fitta di episodi del genere: Marcello Lonzi , morto nel 2003 all’interno del carcere di Livorno. Sul suo corpo numerosi segni di vergate e colpi di bastone. Dopo anni di denunce la procura ha recentemente riaperto l’inchiesta. Due agenti penitenziari sono indagati.

Federico Aldovrandi , pestato a morte il 25 settembre 2005 in piena strada dai poliziotti di una volante. Aldo Bianzino , deceduto il 14 ottobre 2007 nel carcere di Perugia. Sul suo corpo vengono riscontrate «lesioni massive al cervello e alle viscere», provocate prima dell’ingresso nel penitenziario. Un’inchiesta per omicidio volontario è in corso contro ignoti.

Stefano Brunetti , arrestato ad Anzio l’8 settembre 2008, muore in ospedale il giorno successivo a causa delle percosse subite. Dall’autopsia emerge un decesso provocato da «emorragia interna dovuta ad un grave danno alla milza. Risultano anche fratture a due costole».

Mohammed , marocchino di ventisei anni suicidatosi il 6 marzo 2009 nel carcere di santa Maria Maggiore a Venezia, dopo una lunga permanenza in cella liscia. Sei poliziotti della penitenziaria finiscono nel registro degli indagati per «abuso di autorità contro persone arrestate o detenute».

Francesco Mastrogiovanni , morto in un letto di contenzione il 4 agosto scorso dopo un Tso abusivo. Per le molteplici morti violente avvenute in carcere e nelle questure, l’Italia è sotto accusa da parte di alcuni organismi internazionali e dalla commissione europea per la prevenzione della tortura.

Paolo Persichetti

Liberazione
31/10/2009

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Nov 02

nel paese della bugia, la verità è una malattia Gianni Rodari

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Nov 02

31 Storie dall’Italia, terra di…etc, etc, ma anche di mafi/osi, industrial/osi, politici/osi, insomma terra dove il crimine osa

31 Uno dei temi caldi affrontati sui tavoli tecnici delle convenzioni energetiche è quello della cattura della CO2

31 In Honduras c’era un lumbard che prese il potere con le armi da fuoco, in Italia ancora c’è uno con un potere più micidiale

30 Lotta al silenzio. Riprendiamo la testimonianza di un malato di SLA ” io lotto, e questo mi ha aiutato a reagire”

30 Amnesty International: sistema idrico al collasso, mentre gli insediamenti dei coloni hanno forniture illimitate

30 Masscarato di botte e poi lasciato morire. La violenza gratuita, vigliacca, sadica di chi dovrebbe curare, anche in un carcere

29 Uno studio congiunto Wto - Ilo conferma quello che tutte le persone col cervello libero hanno sempre saputo e affermato

29 Storia di una moderna azienda di telefonia per la vendita di servizi che reclama la restituzione degli stipendi

29 I massacri di civili? Che importa, intanto Obama paga i talebani e il governo italiano ci butta altri 225 milioni di euro

28 C’è differenza tra gli atti di violenza della chiesa contro i preti schierati con gli ultimi e le violenze razziste e omofobe?

28 Calci in faccia fino a fratturargli il naso e sulla schiena fino a rompergli una costola

28 Democrazia calpestata, lavoro scomparso, questione morale da avanspettacolo, 150mila sui blog e su facebook: scendere in piazza

27 Anticipazione uno stralcio da un libro-inchiesta in uscita in questi giorni: Amianto, storia di un Killer

27 Lo scambio sessuo-economico, venuto alla ribalta con le vicende berlusconiane, è solo l’aspetto più vistoso di un processo

27 Sicurezza per i lavoratori e i cittadini!. Lo dice un giudice ma non la politica! Ecco la crepa nella civiltà del lavoro

26 Il caro amico, avvocato Luigi Scatturin ci ha lasciati il 22 ottobre 2009, a Milano, Il dolore di Medicna Democratica

26 Il core-business di questo sistema politico mercenario basato sulla vendita del corpo e della mente. Ma anche delle alleanze

26 Rifiuti tossici e tumori: in Calabria e tutto il sud usato come discarica di veleni. Commento di una lettrice

25 Tra un mese anche in Italia la RU486, un grande passo di civiltà sotto attacco dell’oscurantismo raligioso e politico

25 Persone non comuni, al servizio della solidarietà con gli ultimi. Alessandro racconta la sua esperienza di infermiere

25 La Calabria e tutto il sud si ribella al destino di discarica di scorie tossiche e radioattive degli industriali del nord

24 Il Sud si ribella contro mafie e veleni. Oggi la protesta della Calabria

24 Nei luoghi di lavoro e di studio cresce la ribellione contro la destra e complici vari nei media e nel PD

23 Presidio di solidarietà con Dante De Angelis, il ferroviere che dununciò i rischi sul lavoro e i pericoli per i cittadini

23 Fatti quotidiani in questa tragica Italia. Storie reali nel Paese dei salotti chic

23 Come prima, più di prima, come sempre. Nulla da meravigliarsi, è il sistema! Questo, peggiore di quello della prima Repubblica

22 Certificato e documentato dal rapporto annuale di “Reporters sans frontierès” quanto gli italiani liberi sanno bene

22 Gravissimo incidente sul lavoro, ad un passo dall’apocalisse a Casalbordino 

22 laNel 98 per la lega Berlusconi era mafioso, poi scelse gli affari berlusconiani e il potere, tanto odiato a parole….

21 TAV: fermarli è possibile, ci siamo riusciti nel 2005, ci riusciremo anche oggi e domani

21 Siamo di fronte ad una svolta autoritaria che si serve anche della psicologia e della psichiatria?

21 Questi “signori” prendono anche in giro milioni di precari dopo averne distrutto dignità e futuro, complice il PD

20 Appello da alcuni abitanti delle tendopoli a L’Aquila

20 Le stragi fasciste e mafiose e le zone buie di questo stato. Riceviamo dall’Associazione 2 agosto 1980

20 Mentre Tremonti butta fumo negli occhi sul posto fisso, il governo vuole tagliare le già misere pensioni agli anziani

19 Il caso di Yussef Nada, italiano. La denuncia di Vittorio Agnoletto

19 Immigrati ricattati ed emarginati alle politiche governative che incentivano schiavismo. Ecco i 200mila a Roma

19 Tra i tragici sogni del governo e gli incubi della Valsusa e della Sicilia c’è la realtà delle lotte delle popolazioni

18 La ridicola denuncia populista sullo sfascio nella sanità dimostra anche in Piemonte l’incompetenza della destra a governare

18 Lettera col timbro di questi anni bui. Guardo i figli e mi vergogno per quello che ora non vedono, ma domani capiranno.

18 A Roma duecentomila persone in piazza a gridare no alla deriva razzista. Questo è il popolo della libertà!

17 Dalla Puglia proposte estendibili a tutte le Regioni. Appello che Lavoro e Salute invita a sottoscrivere e diffondere

17 Ultimatum agli sfollati: chi rifiuta la destinazione verrà abbandonato come già successo a Piazza D’Armi

17 A Roma da tutta Italia, “fratelli d’Italia” manifestazione contro il razzismo

16 I dati globali del rapporto del Guttmacher institute smentiscono ancora una volta le stupidaggini dei cattolici talebani

16 “Meat, the truth”, in un film l’impatto inquinante degli allevamenti bovini occidentali

16 Le violenze che le donne subiscono all’interno dei CIE Centri di identificazione ed espulsione

SOMMARIO 1/15 OTTOBRE

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Nov 02

da www.arcoiris.tv

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Nov 02

La tecnologia per la cattura della CO2 favola o realtà?

Come molti sapranno la CO2, anidride carbonica, dispersa in atmosfera non è un gas tossico-nocivo ma è un gas clima alterante ed è il principale responsabile del cosiddetto effetto serra. La centrale Enel Federico II di Cerano bruciando 8 milioni di tonnellate di carbone all’anno è uno dei principali produttori di CO2 in Europa, produce infatti circa 15 milioni di tonnellate annue di CO2. I protocolli di Kyoto vincolano i paesi che l’hanno firmato alla riduzione della CO2 emessa in atmosfera e quindi anche l’Italia per non incorrere in pesanti sanzioni economiche deve adoperarsi per la riduzione della CO2.

Il primo e più semplice metodo per abbattere le emissioni di CO2 è ovviamente basato sulla riduzione del consumo del carbone, cosa che ridurrebbe anche le quantità di energia elettrica prodotta e quindi i profitti delle aziende elettriche.

Le aziende elettriche negli ultimi anni propongono un’altra via per ridurre le emissioni di CO2 basata su tecnologie per la cattura della CO2.

Ma in cosa consiste questa tecnologia? In breve essa viene denominata CCS ovvero cattura di carbonio e stoccaggio. Scopriamo quindi che la CO2 catturata in vari modi deve quindi essere stoccata in depositi. Attualmente si prevede di depositarla nel sottosuolo all’interno di giacimenti petroliferi o di gas ormai esauriti.

L’uso di queste tecnologie aprono in realtà tutta una serie di problemi su cui le aziende elettriche non forniscono spiegazioni chiare e convincenti:

1) Qualora anche a Brindisi si volesse realizzare un impianto per la cattura della CO2 con l’attuale tecnologia quanta CO2 si potrebbe sequestrare? Dal sito web dell’Enel otteniamo una prima risposta: “Intesa tra Enel e Institut francais du petrole per la realizzazione di un sistema di cattura post-combustione dell’anidride carbonica attraverso solventi chimici.

Enel realizzerà nella centrale “Federico II” un impianto pilota da 2,25 tonnellate l’ora di CO2, che entrerà in funzione a inizio 2010”.

Quindi uso di solventi chimici? Quali e con quale impatto ambientale ? Inoltre si cattura CO2 pari a 20.000 tonnellate all’anno ben poca cosa rispetto ai 15.000.000 di tonnellate emesse.

Il comunicato del giugno del 2009 si chiude con “Si tratta di verificare se questi esperimenti avranno il successo sperato e in tempi giudicati accettabili rispetto alle emergenze ambientali del pianeta.” Quindi abbiamo a che fare con sperimentazioni o con tecnologie mature?

2) Ma anche ammesso e non concesso che si riesca a catturare 2 milioni all’anno di tonnellate di CO2 dove la si mette tutta questa CO2? Basti pensare che in dieci anni occorrerà stoccare circa 20mln di tonnellate di CO2. Nelle vicinanze di Brindisi ovviamente non esistono giacimenti petroliferi esauriti.

Quindi dove? Anche in questo caso apprendiamo da un comunicato pubblicato sul sito web Enel “ENEL E ENI FIRMANO ACCORDO STRATEGICO PER LA CATTURA DELLA C02” poi prosegue “Enel costruirà un impianto di cattura e liquefazione della CO2 a Brindisi, mentre Eni inietterà la CO2 all’interno del giacimento esaurito di Stogit di Cortemaggiore (Piacenza).” Bene quindi la CO2 catturata a Brindisi finirà a Piacenza. Ma come vi arriverà? L’unico modo per poter spostare tali quantità di CO2, dopo averla pressurizzata è realizzare un gasdotto. Ma esiste un progetto per la costruzione del gasdotto? Ha tale progetto di un gasdotto che attraverserebbe tutta l’Italia ottenuto la Valutazione di Impatto Ambientale e i relativi permessi? Di questo non vi è traccia.

Inoltre trasportare milioni di tonnellate di CO2 da Brindisi a Piacenza costerà tantissimo. Un costo pesante anche per le multinazionali dell’energia.

3) Il Processo di cattura della CO2 inoltre è un processo dispendioso in termini energetici. Occorre quindi spendere parte dell’energia prodotta dalla combustione del carbone per catturare la CO2 emessa dalla combustione del carbone stesso.

In definitiva la centrale perde efficienza, di quanto? Gli studi più attendibili prevedono almeno un 10 % di perdita di efficienza. Ma qui avviene la cosa più paradossale: occorrerà aumentare l’uso del carbone per avere la stessa quantità di energia elettrica prodotta poiché parte dell’energia prodotta servirà per catturare la CO2 emessa dalla combustione del carbone.

Da queste prime e semplici considerazioni sorgono dei dubbi sulla effettiva possibilità di avere dei sistemi di cattura e stoccaggio della CO2 per grandi impianti. Tant’è che un recente rapporto di Greenpeace sulle tecnologie CCS è stato così intitolato: “ Il confinamento della CO2: un’illusione”

Ing. Riccardo Rossi, ricercatore

Medicina Democratica e Salute Pubblica

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Nov 02

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Il 14 novembre ci sarà il Carnevale della Matematica: chi vuole partecipare si iscriva qui. Non siate timidi…

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Nov 02

eties è il primo progetto di Cravattificio Diana, azienda facente parte di un gruppo specializzato nella produzione e distribuzione della cravatta dal 1954. Da oltre mezzo secolo la garanzia di qualità è l’impronta dell’intera produzione e, ancora oggi, rappresenta pienamente lo stile eties.
eties è espressione di connubio tra stile e modernità: stile e cultura di [...]

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Nov 02

L’Antitrust ha sollevato una serie di questioni riguardanti gli obblighi di informazione e della pubblicità dei prodotti assicurativi.
Innanzitutto, stando alle ultime novità, i prodotti presentati dalle compagnie assicurative dovevano avere il carattere della chiarezza favorendo anche il confronto tra prodotti concorrenziali, in termini anche di prezzi più bassi. Le assicurazioni legate ai mutui potrebbero richiedere [...]

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