Nov 30

<p>
<p>
Argentina, Singapore o Turchia. Sono solo alcune delle destinazioni possibili grazie al nuovo bando del ministero degli Esteri che assegna le borse di studio da utilizzare per corsi in università o istituti superiori stranieri. Le possibilità di studio sono previste anche presso gli istituti internazionali come l’Unesco e il Collegio d’Europa.<P>

Gli assegnatari delle borse svolgeranno le loro attività frequentando archivi, centri culturali, biblioteche e laboratori sparsi ai diversi poli del pianeta. Ma chi può accedere a queste borse di studio? I requisiti possono variare da paese a paese, in genere comunque sono riservate a laureandi e laureati ma anche ad artisti diplomati che non abbiano superato specifici limiti d’età. In alcuni casi però non esiste alcun un limite d’età. <p>

In ogni caso è sempre indispensabile avere un ottimo curriculum di studi e conoscere la lingua ufficiale del paese che offre la borsa di studio. Al termine del periodo, ciascun borsista dovrà elaborare una relazione sul lavoro svolto anche a livello di impressione e fruibilità.<p>

Quest’anno, per la prima volta, la compilazione della domanda per la borsa di studio viene effuettuata online sul sito del ministero (<a rel=”nofollow” target=”_blank” href=”http://borsedistudio.esteri.it/borsedistudio/” target=”_blank” class=”strillo”>vedi le istruzioni per l’uso</a>). Per alcuni Paesi (tra cui Australia, Austria, Canada Quebec, Germania, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna, Stati Uniti) ed Organizzazioni Internazionali (UNESCO) le domande devono essere inoltrate esclusivamente agli Uffici indicati nella relativa scheda (<a rel=”nofollow” target=”_blank” href=”http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/dossier/dettaglio/borse-di-studio-nel-mondo-dove-andare/3359346″ target=”_blank” class=”strillo”>la lista dei paesi offerenti e i singoli bandi</a>).
<p>
Le prime selezioni avvengono attraverso le valutazioni di una commissione mista composta da elementi dell’ambasciata del paese offerente e da esperti delle diverse discipline. Successivamente il paese offerente la borsa compierà la scelta sulla base di una lista di candidati inviatagli dal ministero. In alcuni casi le selezioni vengono svolte direttamente dal paese offerente. <p>

Verranno preferiti i candidati che non hanno mai goduto di borse di studio concesse dal paese di destinazione. Solo ai candidati prescelti verrà inviata una comunicazione da parte del ministero degli Esteri.<p>

<b>IL DOCUMENTO:</b><br>
<a rel=”nofollow” target=”_blank” href=”http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Italiani/Opportunita/Di_studio/Bando_Ordinario_20072008.htm” target=”_blank” class=”strillo”>Il bando sul sito del ministero degli Esteri</a>
<p>
<b>DOVE ANDARE:</b><br>
<a rel=”nofollow” target=”_blank” href=” http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/dossier/dettaglio/borse-di-studio-nel-mondo-dove-andare/3359346″ target=”_blank” class=”strillo”>La lista dei paesi</a>
<p>
<b>ISTRUZIONI PER L’USO:</b><br>
<a rel=”nofollow” target=”_blank” href=” http://borsedistudio.esteri.it/borsedistudio/” target=”_blank” class=”strillo”>Come e dove presentare la domanda</a><p>

fonte: data.kataweb.it »




Nov 30

Cari amici, ho famiglia, ho perso il lavoro, non ho soldi e perdo anche la casa

Cari amici,

tra una settimana i miei 2 figli minorenni, la mia compagna ed io saremo buttati fuori casa (giustamente a Natale visto che Lui nacque in una capanna). Il mio padrone di casa vive comodamente in un’altra e questa la usa semplicemente per lucrare sui malcapitati che non hanno risolto un bisogno primario che dovrebbe essere sancito costituzionalmente e che non lo risolveranno mai visto che le banche vogliono garanzie.

Io sono moroso quindi escluso dalla proroga. Bella cosa!!! Proprio noi che siamo i più deboli… se fosse per fine locazione avrebbe voluto dire che i soldi li avevo, ma io che non ho più potuto pagare perché cacciato dal lavoro cosa dovrei fare???

Sui mutui si interviene, quelli la casa l’hanno potuta comprare, hanno dato garanzie, perché aiutarli??? Spero che la banche si mangino quelle garanzie, così magari saremo uguali a quel maledetto 80% di italiani che la casa la possiedono. Io vivo a Roma e, forse non lo sapete, non bastano 1200 euro al mese.

Fatevi sentire, cercate almeno una proroga anche per noi. (E scusate il mio italiano approssimativo, so scrivere molto meglio, ma ora sono nervosissimo).

fonte: blog.libero.it »
Nov 30

Mi permetto di scrivervi perché sono alla canna del gas

Cari compagni,

mi permetto di scrivervi perché sono alla canna del gas. Sono un uomo di 55 anni, da alcuni anni mi trovo senza lavoro, fino a poco tempo fa vivevo insieme a mia madre, una donna di 87 anni, e campavamo con la sua pensione sociale, purtroppo il 28 febbraio di quest’anno è venuta a mancare. Per un po’ di tempo sono riuscito a barcamenarmi con i pochi soldi che avevo da parte, ma adesso la scorta è finita. Ho lavorato per dieci anni come assistente operatore tv, aiuto regista per documentari, sempre come freelance per agenzie, ultimamente ho fatto un laboratorio di sceneggiatura, scrivendo una ventina di soggetti. Chi li ha letti li ha trovati interessanti, ma i più mi hanno chiesto se ho conoscenze politiche per avere un appoggio nella loro realizzazione… Sono sfiduciato, non ho più voglia di vivere, molte volte mi verrebbe voglia di invocare l’eutanasia e farla finita: in fondo, sono una persona morente, che non ha più speranze di vita. Oppure, e cosa più dolorosa, chiedere l’assistenza della mafia, a Riina, a Provenzano: visto che lo Stato non mi soccorre, mi rivolgo all’antistato. Mi sono spinto a chiedervi un aiuto perché sono disperato, e non vedo la possibilità di uscire da questo cul de sac senza l’aiuto di qualche persona che mi dia una mano. Se volete vi invio il mio curriculum vitae, dove potete vedere tutti i lavori fatti in Rai e Mediaset. Vi prego con tutto il cuore di aiutarmi, rischio di finire in mezzo a una strada e diventare un barbone: infatti, non ho neanche i soldi per pagare l’affitto di novembre. E tutto per 300 miseri euro.

Sandro Marconi

lettera a Liberazione

fonte: blog.libero.it »
Nov 30

La Social card di Tremonti: l’elemosina che disprezza

Socializzare i debiti e privatizzare i profitti è uno slogan pieno di futuro. La social card voluta dal ministro Tremonti ne è l’ennesima dimostrazione: 1,33 euro per chi può contare su meno di 500 euro al mese.

Il genio Tremonti ha dunque deciso: i cittadini devono pagare miliardi per i debiti Alitalia, le briciole si possono investire per la social card. L’aiuto economico, si fa per dire, della social card è pari a 1,33 euro al giorno. Elemosina che diventa uno strumento mortificante di «distinzione» sociale. Per i cittadini che ne fanno domanda e che hanno i requisiti di legge è disponibile direttamente dall’ufficio marketing del governo una Carta Acquisti utilizzabile per il sostegno della spesa alimentare e dell’onere per le bollette della luce e del gas.

La Carta Acquisti viene concessa agli anziani di età superiore o uguale ai 65 anni o ai bambini di età inferiore ai tre anni che siano in possesso di particolari requisiti. Cioè trattamenti pensionistici o assistenziali che, cumulati ai relativi redditi propri, siano di importo inferiore a 6 mila euro l’anno. Per i bambini di età inferiore a 3 anni, è necessario rispettare l’Indicatore della situazione economica equivalente inferiore a 6 mila euro.

Intanto, l’Istat fa sapere che la soglia di povertà relativa in Italia è di 987 euro al mese. Il requisito per la social card prevede, come abbiamo visto, tra l’altro, un reddito mensile di 500 euro. Dare 1,33 euro al giorno a chi è più che povero è un’elemosina! Lo Stato dovrebbe, per questi casi, attivarsi in ben altri modi; una persona che «vive» con 500 euro al mese è al limite della sopravvivenza. Tradotto: una tazza di caffé a chi ha bisogno di un primo piatto caldo.

La social card, o carta acquisti, ha spiegato Tremonti è anonima, «quindi nessuno può dire che segna i portatori ». Ma è poi serio lanciare la social card anonima, così da non mettere in imbarazzo i poveri, mostrandola, ripetutamente, su tutti i telegiornali? In Italia, le famiglie che nel 2007 si trovano in condizioni di povertà relativa sono 2 milioni 653 mila e rappresentano l’11,1 per cento delle famiglie residenti; nel complesso sono 7 milioni 542 mila gli individui poveri, il 12,8 per cento dell’intera popolazione. La social card non è nemmeno un palliativo, giacché le cure palliative leniscono almeno il dolore di chi versa in stato terminale. Nel caso della social card non otterranno nessun risultato, se non quello di fare aumentare l’esasperazione dei beneficiari. Tremonti, sembra evidente, punta sul marketing a suo favore e, con altrettanta evidenza, all’inefficacia della proposta.

Quanti la useranno? Quanti la richiederanno? Pochi, non tutti. Per diverse ragioni: la compilazione del modello obbligatorio, un senso di dignità e orgoglio molto presente negli anziani, la semplice non conoscenza della proposta del governo. E’ abbastanza evidente che Tremonti e il governo puntino a tutte queste possibilità perché altrimenti avrebbero applicato - con maggior facilità – una soluzione diversa della tessera annonaria per gli acquisti: avrebbe accreditato l’importo individuato sulla pensione/stipendio. Costava pure molto meno.

Quanto costa, infatti, l’emissione della carta rispetto a un aumento da corrispondere direttamente al pagamento della pensione? Prodi, addirittura Prodi, per semplicità e anonimato, fece pervenire agli interessati con questo metodo un migliaio di euro, pronti per essere ritirati e spesi «liberamente».

Invece un pezzo di plastica è come un numero tatuato sul braccio. Altro che anonimato: alla cassa di qualsiasi negozio, bisognerà pur mostrare quella che diventerà l’inconfondibile Carta acquisti. E poi non è facilmente prevedibile che questa tesserina, con le caratteristiche di denaro contante, è nel concreto, soggetta facilmente a cambiare di mano, soprattutto per le persone più deboli, come gli anziani senza difesa?

Eppure ci sarebbero centinaia di alternative, soluzioni concrete, vere, per cambiare la vita ai poveri, con serietà, dignità e intelligenza, e soprattutto equità.

Basterebbe leggere, copiare, almeno un anno, le proposte – pensate senza onere aggiuntivo per lo Stato – della campagna della società civile «Sbilanciamoci! Per una finanziaria capace di futuro».

Per esempio lasciando stare la facile riduzione delle spese militari. Basterebbe armonizzazione le rendite finanziarie al 23 per cento. L’armonizzazione della tassazione delle rendite porterebbe importanti entrate nella casse dello Stato [con un'aliquota al 20 per cento da un minimo di 2,5 miliardi di euro nelle stime più prudenti fino a oltre 6 miliardi di euro!]. Con l’adozione del software libero da parte di amministrazioni centrali e locali, invece, si otterrebbe un risparmio di circa 2 miliardi di euro l’anno sui costi delle licenze [di cui 680 milioni solo per Microsoft]. La carta della povertà diventa insomma uno strumento mortificante di «distinzione» sociale dal peso di 1,33 euro al giorno. Peccato che i poveri non siano in condizione di sputare su elemosine così ipocrite. La miseria è riservata sempre ai più deboli.

Paolo Trezzi

www.carta.org

fonte: blog.libero.it »
Nov 30

Sono 255 i malati

di Gaza morti dal giugno del 2007

perché non hanno ottenuto dalle autorità israeliane il permesso di uscire e farsi curare altrove, mentre le chiusure impediscono agli ospedali della Striscia di rifornirsi anche delle più basilari medicine.

Indifferenza letale. A denunciarlo è Luisa Morgantini, vicepresidente del Parlamento Europeo che si è recata nei giorni scorsi nella West Bank e nella Striscia di Gaza con una delegazione di parlamentari europei dei diversi gruppi politici. ”La situazione permane tragica e drammatica e quello che è veramente grave è che la comunità internazionale continua ad avallare l’embargo israeliano nella Striscia - dice la Morgantini - i prezzi sono triplicati, il 95 percento delle imprese sono chiuse, dilaga il contrabbando, le persone non hanno possibilità di movimento, nemmeno quando necessitano cure sanitarie per patologie gravi”. E la gente continua a morire. L’ultimo, Ahmed Al-Shafey, un anziano di 76 anni, deceduto lo scorso 28 ottobre per un’infezione renale: per motivi di sicurezza le autorità israeliane non l’hanno fatto uscire da Gaza. Come la piccola Hani, tre anni, morta il 14 ottobre perché la proteina necessaria per il nutrimento del suo cervello e di cui era carente a Gaza non si trovava: anche per lei nessun permesso e la sua vita è stata stroncata. ”Il 35 percento di questi decessi riguarda i bambini - prosegue - morti senza un atto né una parola spesi dalla comunità internazionale per denunciare la punizione collettiva del milione e mezzo di civili della Striscia. Eppure da tempo organizzazioni palestinesi, israeliane e internazionali, Unrwa, Croce Rossa Internazionale, Physician for Human Rights, Amnesty International, Bet’selem e altre denunciano la crisi umanitaria senza precedenti a Gaza, le responsabilità dell’assedio israeliano. Ma cosa fanno l’Unione Europea, gli Arabi, le Nazioni Unite?”. ”In questi giorni abbiamo visto SS Dignity, la seconda nave di attivisti palestinesi e internazionali organizzata dal movimento Free Gaza arrivare nella Striscia con mezza tonnellata di medicinali e altri aiuti umanitari, nulla rispetto ai bisogni, ma molto a livello simbolico per rompere l’isolamento e la prigione a cielo aperto in cui vive la popolazione di Gaza”, racconta l’europarlamentare.

La fine dei diritti. ”Quando non esiste più il diritto di accesso alle cure sanitarie, il diritto ad una vita dignitosa, il diritto alla sicurezza e nemmeno il diritto all’infanzia, allora rimane solo la vergogna, quella di chi è responsabile di questa situazione immorale: le autorità israeliane in primis ma anche il silenzio complice della comunità internazionale, perché sarà anche colpa nostra se Jihad, 12 anni, nei prossimi mesi dovesse morire - dichiara la Morgantini - A lui circa un anno fa è stata diagnosticata una grave leucemia che non può essere curata a Gaza. Il bambino ha ottenuto il permesso di andare in Israele per fare la chemioterapia a patto di ritornare nella Striscia dopo ogni trattamento. Nonostante le forti nausee derivanti dalla terapia e sebbene il medico abbia confermato l’alto rischio di viaggi ricorrenti e ricordato la necessità di un ambiente sterile in cui il ragazzo dovrebbe vivere, le autorità israeliane si rifiutano di dargli il permesso di rimanere in ospedale. Con la paura costante che il figlio muoia nel tragitto tra l’ospedale e la casa, la madre di Jihad è disperata: non può neanche lontanamente concepire come una situazione politica possa mettere a rischio la vita di suo figlio. E perché poi dovrebbe farlo?”.

Secondo diversi studi -gli stessi che sono stati al centro della Conferenza internazionale sull’impatto dell’assedio sulla salute menale organizzata il 27 e 28 ottobre dal Gaza Community Health Program in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità- ansie, fobie, disordini ossessivi e compulsivi colpiscono in modo devastante le donne palestinesi della Striscia mentre oltre il 90 percento dei Palestinesi si sente rinchiuso in una prigione, con frustrazioni e ansie crescenti per la paura di non poter ricevere cure mediche, di non trovare medicine per i propri figli e non ottenere il permesso di farli curare all’estero, mettendo a rischio le loro vite. Di questo hanno discusso centinaia di esperti ed accademici internazionali accorsi per la Conferenza che, essa stessa sotto assedio, alla fine si è svolta a Ramallah, dato che le Autorità israeliane hanno negato agli internazionali i permessi di raggiungere Gaza.Ovviamente i minori sono i più esposti: nella Striscia dove il tasso di disoccupazione è al 45 percento e il 55 percento delle famiglie vive al di sotto della soglia della povertà, dove dal 2000 il numero di pazienti che hanno ricevuto cure dai centri per la salute mentale è aumentato del 38 percento (dati OMS) e dove i minori hanno un’esperienza diretta e devastante di morte e violenza, come possono i bambini avere fiducia nel loro futuro?

Un lungo cammino nel dolore. Di disagi e tragedie parlano le storie raccolte dal GCMHP (Gaza Community Mental Health Programme): Eisa, 14 anni, vive con i suoi genitori e 12 fratelli a Beit Lahia, nel Nord della Striscia. Il 4 gennaio 2005, giocava in un campo di fragole, un missile israeliano l’ha gravemente ferito e le sue gambe sono state amputate. Ora Eisa si muove su una sedia a rotelle, non vuole accettare l’incidente, è sempre nervoso, grida, picchia e tormenta i fratelli minori. A casa distrugge tutto, specialmente ciò che si muove, perché non vuole vedere niente capace di muoversi visto che lui ora può farlo solo con la sua sedia a rotelle, e spesso tenta di rompere anche quella. Huda, invece, ha 11 anni, anche lei vive a Beit Lahia e di anni ne aveva solo 7 quando un missile israeliano caduto sulla spiaggia le ha portato via di colpo quasi tutta la famiglia: il padre, la suocera, le sorelle di 24, quattro e un anno e mezzo e anche il fratellino di quattro mesi. Stava nuotando Huda: poi il fuoco, la morte e le sue foto che hanno fatto il giro del mondo. Il GCMHP ha raccolto la sua storia a distanza di anni: la bambina soffre di continui flashback e incubi, ha le immagini terribili di quei corpi straziati davanti agli occhi. E’ terrorizzata dal mare e dalla spiaggia, evita ogni oggetto le ricordi la tragedia, dorme con difficoltà, ha frequenti mal di testa e poca concentrazione. Difficile per lei costruire un altro futuro possibile. Per Eyad El-Sarraj, coordinatore del Gaza Mental Health Programme, "la situazione della salute mentale a Gaza è davvero grave e si teme per le future generazioni di bambini che sono stati cresciuti fino ad oggi in un tale ambiente di privazioni, sfiducia e mancanza di speranza".

La delegazione di parlamentari recatasi a Gaza ha raccolto anche la testimonianza di Tala, 10 anni di Gaza city. Il suo racconto inizia con gli incidenti che la bambina ha vissuto personalmente nel luglio del 2007 quando "in un giorno pieno di paura e di panico, sono scoppiati gli scontri tra Fatah e Hamas; gli spari sono aumentati; tutti erano spaventati, la paura era veramente tremenda; mi sono attaccata a mia madre e pregavamo per i miei nonni il cui appartamento è stato bombardato da un missile". Il corpo le tremava e Tala voleva gridare: "Basta, voi siete un unico popolo, fratelli e amici, è orribile quello che state facendo: fermatevi!". Ora Tala a volte sogna di scappare via "lontano nello spazio e di vivere nel più distante dei pianeti, Pluto, fino alla fine del conflitto. Ma la violenza potrebbe durare a lungo e nel frattempo io potrei essere congelata e morta". "Di questo - dice Luisa Morgantini - porta responsabilità anche la leadership palestinese con le divisioni territoriali e politiche tra la West Bank e Gaza e la scelta di Hamas di azioni suicide ed omicide contro la popolazione civile israeliana, che hanno influito sull’isolamento di Gaza anche se oggi, e mi auguro si mantenga, vi e una tregua che Hamas sta rispettando". "E noi movimenti, partiti dove siamo - si chiede - dopo 60 di diaspora,dopo più di 40 anni di occupazione militare non siamo ancora riusciti a far si che i nostri governi, che le Nazioni Unite mettano in pratica le risoluzioni che votano: la fine dell’occupazione militare israeliana ed uno Stato per i Palestinesi sui Territori occupati nel 1967".

PEACEREPORTER 27/11/2008

——————————————————————————————————————–

Campagna nazionale 2008 anno della Palestina
Per informazioni :
http://www.forumpalestina.org

fonte: blog.libero.it »
Nov 30

Era poco più di un ragazzo… è morto sul lavoro

Era poco più di un ragazzo, un incidente mortale sul lavoro lo ha strappato alla vita e all’affetto dei suoi cari a soli 18 anni. Si chiamava Michele Matera, da circa un mese aveva lasciato la casa di Montale (Pistoia) per fare l’operaio nell’azienda dello zio, una fabbrica di cuscini con sede a Vaiano (Prato). I suoi sogni, le speranze, il suo entusiasmo giovanile si sono spenti ieri su un letto dell’ospedale Careggi di Firenze, dove Michele è spirato a causa delle ferite riportate in un incidente accaduto martedì scorso. Il giovane era stato colpito alla testa da un macchinario riportando un forte trauma cranico e una profonda ferita alla testa. Inutile l’intervento di neuro-chirurgia a cui era stato sottoposto poche ore dopo. I familiari del giovane hanno dato il consenso per l’espianto degli organi.

Un’altra tragedia in Toscana, l’ennesima, proprio alla vigilia della giornata che il consiglio regionale ha voluto dedicare alla memoria delle vittime sui luoghi di lavoro. Oggi a Barberino del Mugello (Firenze) ci sarà un convegno sul tema e una corona di fiori sarà deposta in memoria di Giovanni Mesiti, Rosario Caruso e Gaetano Cervicato, i tre operai morti sul cantiere dell’A1. Ma anche la morte del giovane Michele non mancherà di essere ricordata. Tra le lacrime di amici e parenti.

Quelle stesse lacrime che in queste ore bagnano gli occhi dei familiari di Ciro Cozzolino, 41 anni, folgorato ieri mattina da una scarica elettrica mentre eseguiva dei lavori nella stazione centrale di Napoli. Per gli Rsu/Rls delle ferrovie si tratta di una morte annunciata: «Solo in questi mesi del 2008 - ricordano in una nota - abbiamo contato nelle ferrovie otto morti e decine di infortuni gravi tra ferrovieri e operai delle ditte appaltatrici». L’incidente costato la vita a Cozzolino «è l’ennesimo frutto avvelenato - accusano i rappresentanti per la sicurezza - di una politica aziendale che punta tutto sull’immagine e poco sull’attenzione ai problemi relativi alla sicurezza del lavoro». Tra l’altro proprio oggi si sarebbe dovuto tenere uno sciopero contro il licenziamento del macchinista e RLS Dante De Angelis. «Uno sciopero - sottolineano ancora Rsu/Rls delle ferrovie - che per tre volte ci è stato impedito e con il quale intendevamo mettere in luce anche i problemi della sicurezza sul lavoro nelle società del gruppo FS e nelle ditte appaltatrici». C’è anche chi si accontenta di uno sciopero simbolico. Filt, Fit, Uilt, Orsa, Ugl e Fast lo annunciano per lunedi 1 dicembre con il ritardo delle partenze da Napoli Centrale dalle 9.01 alle 9.11. «Siamo stufi di contare i morti sopratutto se essi sono vittime di esternalizzazioni che presuppongono solo il risparmio di spesa», afferma Andrea Crimaldi dell’Ugl, che parla di «lavoratori mandati allo sbaraglio su sistemi complessi che presuppongono un specifica formazione».

Un governo che si preoccupa di non far restare a piedi i cittadini ma che non sembra mostrare la stessa sensibilità nei confronti di chi rischia la vita in fabbrica e nei cantieri, visto che da quando si è insediato ha come obiettivo dichiarato quello di smantellare il Testo unico per la sicurezza sul lavoro, con il pretesto che gli industriali non lo hanno condiviso perché "troppo severo". In compenso, lo stesso governo non fa nulla per aumentare i controlli.

Risultato: la strage continua.

Tragedia sfiorata a Castiglione delle Stiviere (Mantova) dove due operai sono rimasti feriti nel crollo della facciata di una vecchia fabbrica in ristrutturazione nel centro storico. Renato Cappelletti, 53 anni, è stato trasportato in neurochirurgia a Brescia per traumi alla schiena e al bacino, mentre Mohamed Fahid, 36 anni, di nazionalità tunisina, si trova all’ospedale di Mantova con una ferita ad una gamba. Entrambi non sono in pericolo di vita.

Un albero caduto ha invece causato il ferimento di un vigile del fuoco e di un medico accorsi in elicottero per soccorrere un operaio finito in un dirupo dentro la miniera di feldspato di Tremenico (Lecco). Ricovero in rianimazione con riserva sulla prognosi per L.M. (l’operaio) e per D.B. (il vigile del fuoco); ferite lievi invece per F.M. (il medico).

Roberto Farneti

Liberazione

28/11/2008

fonte: blog.libero.it »
Nov 30

 

BUON WEEK-END!

fonte: blog.libero.it »
Nov 30

Un numero infinito di matematici entra in un bar.
Il primo ordina una birra.
Il secondo ordina mezza birra.
Il terzo ordina un quarto di birra.
Il barista dice “siete degli idioti” e serve due birre.

(Via phonkmeister)
Un numero infinito di matematici entra in un bar.
Il primo ordina una birra.
Il secondo ordina mezza birra.
Il terzo ordina un quarto di birra.
Il barista dice “siete degli idioti” e serve due birre.

(Via phonkmeister)

Nov 30

Avete mai letto “I sette messaggeri”, di Dino Buzzati? No? E cosa fate ancora qua? Andate a leggerlo, via.

“Fatto. Carino, un po’ angosciante, eh”.

“Un pochino, in effetti”.

“Certo che tutti quei conti…”

“Cos’hanno?”.

“Insomma, Buzzati voleva un po’ tirarsela, ecco”.

“Guarda che non sono mica conti messi a caso”.

“No? Cioè, vuoi dire che sono… giusti?”.

“Eh sì”.

“E come fai a saperlo?”.

“Bè, dico, son domande da fare queste?”.

“Naa, hai fatto i conti?”.

“Già”.

“Ma sei un nerd totale”.

“Preferirei essere considerato un Vero Matematico”.

“Come vuoi, contento tu”.

“E non sei curioso di vedere i calcoli?”.

“Mh. Un pochino, solo perché il racconto mi è piaciuto”.

“Pronti. Allora, la carovana del figlio del re procede a 40 leghe al giorno; invece i messaggeri viaggiano una volta e mezzo più veloci, cioè 60 leghe al giorno”.

“Ok, questo lo dice anche il racconto, quindi è vero”.

“Allora, supponiamo che in un certo istante un messaggero decida di partire. La carovana ha già percorso una certa distanza, che indichiamo con x”.

“Bene. Non sappiamo quanto è, e quindi la indichiamo con x? Non potremmo fare un esempio?”.

“Se lasciamo x troviamo una legge generale”.

“Va bene”.

“Quanto tempo è passato?”.

“E come faccio a saperlo, se non conosco x?”.

“Sapendo che la carovana fa 40 leghe al giorno, se ha percorso x leghe quanti giorni sono passati?”.

“Uhm, se non sbaglio vale la relazione spazio uguale velocità per tempo”.

“Esatto. Quindi, se indichiamo con t0 il tempo trascorso, possiamo scrivere x = 40t0”.

“Ho capito. E adesso?”.

“Ora ci chiediamo dopo quanti giorni tornerà il messaggero: dobbiamo uguagliare lo spazio percorso dalla carovana, che indichiamo con 40t, con lo spazio percorso dal messaggero, che indichiamo con 60t - 2x”.

“Perché devi togliere 2x?”.

“Perché prima il messaggero deve tornare indietro, percorrendo una lunghezza x. Poi deve tornare al punto da cui era partito, percorrendo nuovamente x. Finalmente può cominciare a percorrere della strada nuova, al ritmo di 60 leghe al giorno”.

“Ho capito: dobbiamo risolvere l’equazione 40t = 60t - 2x”.

“Sì, prova a ricavare t”.

“Risulta 20t = 2x, quindi t = x/10”.

“Ricordando che x è uguale a 40t0 cosa ottieni?”.

“Ottengo che t = 4t0”.

“E dunque possiamo dire che se il messaggero parte al tempo t0, tornerà dopo 4t0, e cioè tornerà al tempo 4t0 + t0 = 5t0”.

“Ah, ma è vero! Lo dice anche il testo: Ben presto constatai che bastava moltiplicare per cinque i giorni fin lì impiegati per sapere quando il messaggero ci avrebbe ripresi”.

“Visto? Buzzati non ha sbagliato i calcoli”.

“Ma poi ne fa anche degli altri. Per esempio, calcola il distacco tra due messaggeri”.

“Possiamo farlo anche noi, con la legge appena trovata. Il racconto ci dice che il primo messaggero parte il giorno 2, il secondo il giorno 3, e così via fino al settimo, che parte il giorno 8. Ora, utilizzando la formula che abbiamo appena trovato, dimmi quando torneranno i sette messaggeri”.

“La formula ci dice che devo moltiplicare per cinque i giorni impiegati, quindi il primo messaggero torna il giorno 5×2=10, il secondo torna il giorno 5×3=15, fino al settimo che torna il giorno 5×8=40. Ognuno riparte subito, giusto?”.

“Ecco, in effetti riparte la mattina dopo, dopo essersi riposato. Ma anche la carovana è stata ferma durante la notte, quindi dovremmo considerare, come giorno di partenza di ogni messaggero, lo stesso giorno di arrivo. La carovana si mette in moto dopo, per percorrere le sue 40 leghe giornaliere”.

“Allora se il primo messaggero riparte il giorno 5×2, tornerà il giorno 52×2”.

“Bravo, e il secondo tornerà il giorno 52×3, e cioè dopo 25 giorni”.

“Ah, anche il testo lo dice! Dopo cinquanta giorni di cammino, l’intervallo fra un arrivo e l’altro dei messaggeri cominciò a spaziarsi sensibilmente; mentre prima ne vedevo arrivare al campo uno ogni cinque giorni, questo intervallo divenne di venticinque”.

“Esatto. Anche qui possiamo ricavare una legge: prova a considerare la successione dei giorni di arrivo:”.

2, 3, …, 8,
5×2, 5×3, …, 5×8,
52×2, 52×3, …, 52×8,
53×2, 53×3, …, 53×8,

“Uhm, mi sembra difficile”.

“Ragioniamo in questo modo: indichiamo con n la posizione di un valore all’interno della successione. Cioè, per n uguale a 0 abbiamo il primo valore, che è 2. Per n uguale a 1 abbiamo il secondo, che è 3, eccetera”.

“Uff, questa mania dei Veri Matematici di cominciare a contare da zero. Va bene, e poi?”.

“Vedi che il valore dell’esponente del 5 cambia dopo 7 passi: da 0 a 6 l’esponente è zero, da 7 a 13 invece vale 1, poi 2, 3, e così via. Ci basta fare la divisione di n per 7 per trovare l’esponente del 5”.

“E come facciamo coi numeri con la virgola?”.

“No, niente virgola. Devi considerare la divisione con resto: per esempio, per trovare il valore che occupa la decima posizione devi calcolare 10/7, che fa 1 con il resto di 3”.

“Questo significa che l’esponente vale 1? Ah, sì, vedo che in effetti è così”.

“Esattamente. Se poi prendi il resto della divisione, e lo aumenti di 2, ottieni il fattore moltiplicativo. In pratica alla posizione 10 troverai 5×5”.

“Giusto anche questo. Un po’ macchinoso, ma funziona. Provo a scrivere una formula generale: a(n) = 5n div 7(n mod 7 + 2)”.

“Molto bene, vedo che hai usato un linguaggio da informatico: div sarebbe il quoziente della divisione, mentre con mod ottieni il resto. Bravo; ora puoi anche verificare l’affermazione che dice che dopo 50 giorni si vede arrivare un messaggero ogni 25 giorni”.

“E come faccio?”.

“Puoi provare a esprimere 50 nella forma 5n×m”.

“Bè, è facile, 50 è 52×2. Ah, ho capito: dopo avremo 52×3, e il distacco è di 25 giorni”.

“Giusto, in pratica dato un certo numero di giorni devi trasformarlo nella forma che meglio approssima 5n×m e guardare quanto vale l’esponente del 5”.

“Vediamo: il testo dice che dopo 6 mesi l’intervallo tra un messaggero e l’altro è di 4 mesi. Allora, 6 mesi sono 180 giorni…”.

“Anche un po’ di più, qualche mese è di 31 giorni”.

“Giusto. Non posso però esprimere 180 come 5n×m”.

“Non importa: tieni presente che 180 è un valore poco preciso, e poi hai un certo periodo durante il quale i messaggeri arrivano sempre con la stessa cadenza. In pratica il settimo messaggero arriva il giorno 52×7 = 175, poi l’ottavo arriva il giorno 52×8 = 200, poi ritorna il primo il giorno 53×2=250. A questo punto comincia la cadenza di 125 giorni, che sono circa quattro mesi”.

“Ci sono, e provo ad andare avanti. Il testo dice che dopo 4 anni i messaggeri arrivano ogni 20 mesi. Quattro anni sono 1460 giorni (volendo fare i Veri Matematici, sono 1461): siamo nell’ordine di 54, cioè 625 giorni di intervallo. È giusto, sono circa 20 mesi”.

“Perfetto. Ora andiamo al finale: sono trascorsi otto anni e mezzo, cioè circa 3100 giorni. Il quarto messaggero, Domenico, è appena entrato nella tenda: i calcoli ci dicono che Domenico dovrebbe presentarsi il giorno 54×5, cioè 3125”.

“Praticamente perfetto”.

“Domenico era arrivato all’accampamento l’ultima volta sette anni fa”.

“Vediamo, la volta precedente era la numero 53×5, cioè 625. È stato 2500 giorni prima. Quasi sette anni, giusto”.

“Dovrebbe ritornare dopo 34 anni, quando chi scrive ne avrà 72”.

“Uh, qua possiamo fare un po’ di considerazioni. Verifichiamo se è vero che tornerà tra 34 anni: dovrebbe tornare al giorno 55×5, cioè 15625. Passano 12500 giorni, fanno giusto 34 anni e rotti”.

“Bene. E quali altre considerazioni vuoi fare?”.

“Per prima cosa, l’età del figlio del re, quello che scrive. Se tra 34 anni ne avrà 72, ora ne ha 38; se sono trascorsi otto anni e mezzo da quando è partito, significa che quando è partito ne aveva circa 30”.

“E infatti il testo dice che è partito poco più che trentenne”.

“Bello. Chissà quanta strada ha fatto”.

“Puoi calcolare facilmente anche questo”.

“Ah, già. Percorrendo 40 leghe al giorno, la carovana ha fatto 124600 leghe circa. Quant’è, poi, una lega?”.

“Wikipedia dice circa 5 chilometri”.

“Allora sono 623000 chilometri”.

“E questo dimostra che il regno percorso in lungo e in largo dai sette messaggeri non si trova sulla nostra terra”.

Avete mai letto “I sette messaggeri”, di Dino Buzzati? No? E cosa fate ancora qua? Andate a leggerlo, via.

“Fatto. Carino, un po’ angosciante, eh”.

“Un pochino, in effetti”.

“Certo che tutti quei conti…”

“Cos’hanno?”.

“Insomma, Buzzati voleva un po’ tirarsela, ecco”.

“Guarda che non sono mica conti messi a caso”.

“No? Cioè, vuoi dire che sono… giusti?”.

“Eh sì”.

“E come fai a saperlo?”.

“Bè, dico, son domande da fare queste?”.

“Naa, hai fatto i conti?”.

“Già”.

“Ma sei un nerd totale”.

“Preferirei essere considerato un Vero Matematico”.

“Come vuoi, contento tu”.

“E non sei curioso di vedere i calcoli?”.

“Mh. Un pochino, solo perché il racconto mi è piaciuto”.

“Pronti. Allora, la carovana del figlio del re procede a 40 leghe al giorno; invece i messaggeri viaggiano una volta e mezzo più veloci, cioè 60 leghe al giorno”.

“Ok, questo lo dice anche il racconto, quindi è vero”.

“Allora, supponiamo che in un certo istante un messaggero decida di partire. La carovana ha già percorso una certa distanza, che indichiamo con x”.

“Bene. Non sappiamo quanto è, e quindi la indichiamo con x? Non potremmo fare un esempio?”.

“Se lasciamo x troviamo una legge generale”.

“Va bene”.

“Quanto tempo è passato?”.

“E come faccio a saperlo, se non conosco x?”.

“Sapendo che la carovana fa 40 leghe al giorno, se ha percorso x leghe quanti giorni sono passati?”.

“Uhm, se non sbaglio vale la relazione spazio uguale velocità per tempo”.

“Esatto. Quindi, se indichiamo con t0 il tempo trascorso, possiamo scrivere x = 40t0”.

“Ho capito. E adesso?”.

“Ora ci chiediamo dopo quanti giorni tornerà il messaggero: dobbiamo uguagliare lo spazio percorso dalla carovana, che indichiamo con 40t, con lo spazio percorso dal messaggero, che indichiamo con 60t - 2x”.

“Perché devi togliere 2x?”.

“Perché prima il messaggero deve tornare indietro, percorrendo una lunghezza x. Poi deve tornare al punto da cui era partito, percorrendo nuovamente x. Finalmente può cominciare a percorrere della strada nuova, al ritmo di 60 leghe al giorno”.

“Ho capito: dobbiamo risolvere l’equazione 40t = 60t - 2x”.

“Sì, prova a ricavare t”.

“Risulta 20t = 2x, quindi t = x/10”.

“Ricordando che x è uguale a 40t0 cosa ottieni?”.

“Ottengo che t = 4t0”.

“E dunque possiamo dire che se il messaggero parte al tempo t0, tornerà dopo 4t0, e cioè tornerà al tempo 4t0 + t0 = 5t0”.

“Ah, ma è vero! Lo dice anche il testo: Ben presto constatai che bastava moltiplicare per cinque i giorni fin lì impiegati per sapere quando il messaggero ci avrebbe ripresi”.

“Visto? Buzzati non ha sbagliato i calcoli”.

“Ma poi ne fa anche degli altri. Per esempio, calcola il distacco tra due messaggeri”.

“Possiamo farlo anche noi, con la legge appena trovata. Il racconto ci dice che il primo messaggero parte il giorno 2, il secondo il giorno 3, e così via fino al settimo, che parte il giorno 8. Ora, utilizzando la formula che abbiamo appena trovato, dimmi quando torneranno i sette messaggeri”.

“La formula ci dice che devo moltiplicare per cinque i giorni impiegati, quindi il primo messaggero torna il giorno 5×2=10, il secondo torna il giorno 5×3=15, fino al settimo che torna il giorno 5×8=40. Ognuno riparte subito, giusto?”.

“Ecco, in effetti riparte la mattina dopo, dopo essersi riposato. Ma anche la carovana è stata ferma durante la notte, quindi dovremmo considerare, come giorno di partenza di ogni messaggero, lo stesso giorno di arrivo. La carovana si mette in moto dopo, per percorrere le sue 40 leghe giornaliere”.

“Allora se il primo messaggero riparte il giorno 5×2, tornerà il giorno 52×2”.

“Bravo, e il secondo tornerà il giorno 52×3, e cioè dopo 25 giorni”.

“Ah, anche il testo lo dice! Dopo cinquanta giorni di cammino, l’intervallo fra un arrivo e l’altro dei messaggeri cominciò a spaziarsi sensibilmente; mentre prima ne vedevo arrivare al campo uno ogni cinque giorni, questo intervallo divenne di venticinque”.

“Esatto. Anche qui possiamo ricavare una legge: prova a considerare la successione dei giorni di arrivo:”.

2, 3, …, 8,
5×2, 5×3, …, 5×8,
52×2, 52×3, …, 52×8,
53×2, 53×3, …, 53×8,

“Uhm, mi sembra difficile”.

“Ragioniamo in questo modo: indichiamo con n la posizione di un valore all’interno della successione. Cioè, per n uguale a 0 abbiamo il primo valore, che è 2. Per n uguale a 1 abbiamo il secondo, che è 3, eccetera”.

“Uff, questa mania dei Veri Matematici di cominciare a contare da zero. Va bene, e poi?”.

“Vedi che il valore dell’esponente del 5 cambia dopo 7 passi: da 0 a 6 l’esponente è zero, da 7 a 13 invece vale 1, poi 2, 3, e così via. Ci basta fare la divisione di n per 7 per trovare l’esponente del 5”.

“E come facciamo coi numeri con la virgola?”.

“No, niente virgola. Devi considerare la divisione con resto: per esempio, per trovare il valore che occupa la decima posizione devi calcolare 10/7, che fa 1 con il resto di 3”.

“Questo significa che l’esponente vale 1? Ah, sì, vedo che in effetti è così”.

“Esattamente. Se poi prendi il resto della divisione, e lo aumenti di 2, ottieni il fattore moltiplicativo. In pratica alla posizione 10 troverai 5×5”.

“Giusto anche questo. Un po’ macchinoso, ma funziona. Provo a scrivere una formula generale: a(n) = 5n div 7(n mod 7 + 2)”.

“Molto bene, vedo che hai usato un linguaggio da informatico: div sarebbe il quoziente della divisione, mentre con mod ottieni il resto. Bravo; ora puoi anche verificare l’affermazione che dice che dopo 50 giorni si vede arrivare un messaggero ogni 25 giorni”.

“E come faccio?”.

“Puoi provare a esprimere 50 nella forma 5n×m”.

“Bè, è facile, 50 è 52×2. Ah, ho capito: dopo avremo 52×3, e il distacco è di 25 giorni”.

“Giusto, in pratica dato un certo numero di giorni devi trasformarlo nella forma che meglio approssima 5n×m e guardare quanto vale l’esponente del 5”.

“Vediamo: il testo dice che dopo 6 mesi l’intervallo tra un messaggero e l’altro è di 4 mesi. Allora, 6 mesi sono 180 giorni…”.

“Anche un po’ di più, qualche mese è di 31 giorni”.

“Giusto. Non posso però esprimere 180 come 5n×m”.

“Non importa: tieni presente che 180 è un valore poco preciso, e poi hai un certo periodo durante il quale i messaggeri arrivano sempre con la stessa cadenza. In pratica il settimo messaggero arriva il giorno 52×7 = 175, poi l’ottavo arriva il giorno 52×8 = 200, poi ritorna il primo il giorno 53×2=250. A questo punto comincia la cadenza di 125 giorni, che sono circa quattro mesi”.

“Ci sono, e provo ad andare avanti. Il testo dice che dopo 4 anni i messaggeri arrivano ogni 20 mesi. Quattro anni sono 1460 giorni (volendo fare i Veri Matematici, sono 1461): siamo nell’ordine di 54, cioè 625 giorni di intervallo. È giusto, sono circa 20 mesi”.

“Perfetto. Ora andiamo al finale: sono trascorsi otto anni e mezzo, cioè circa 3100 giorni. Il quarto messaggero, Domenico, è appena entrato nella tenda: i calcoli ci dicono che Domenico dovrebbe presentarsi il giorno 54×5, cioè 3125”.

“Praticamente perfetto”.

“Domenico era arrivato all’accampamento l’ultima volta sette anni fa”.

“Vediamo, la volta precedente era la numero 53×5, cioè 625. È stato 2500 giorni prima. Quasi sette anni, giusto”.

“Dovrebbe ritornare dopo 34 anni, quando chi scrive ne avrà 72”.

“Uh, qua possiamo fare un po’ di considerazioni. Verifichiamo se è vero che tornerà tra 34 anni: dovrebbe tornare al giorno 55×5, cioè 15625. Passano 12500 giorni, fanno giusto 34 anni e rotti”.

“Bene. E quali altre considerazioni vuoi fare?”.

“Per prima cosa, l’età del figlio del re, quello che scrive. Se tra 34 anni ne avrà 72, ora ne ha 38; se sono trascorsi otto anni e mezzo da quando è partito, significa che quando è partito ne aveva circa 30”.

“E infatti il testo dice che è partito poco più che trentenne”.

“Bello. Chissà quanta strada ha fatto”.

“Puoi calcolare facilmente anche questo”.

“Ah, già. Percorrendo 40 leghe al giorno, la carovana ha fatto 124600 leghe circa. Quant’è, poi, una lega?”.

“Wikipedia dice circa 5 chilometri”.

“Allora sono 623000 chilometri”.

“E questo dimostra che il regno percorso in lungo e in largo dai sette messaggeri non si trova sulla nostra terra”.

Nov 30

La Risoluzione n. 444/E del 18/11/2008 chiarisce il trattamento tributario relativo al Bollo da applicare su Fatture o ricevute mediche.

L’Agenzia delle Entrate ricorda che il cliente che riceve una fattura o ricevuta, è autorizzato a portare la spesa in detrazione  solo se su di essa è stato applicata la marca da bollo. Nel caso in cui il medico sia inadempiente, il cliente è autorizzato a pagare l’ imposta di bollo in sua vece. E’ inoltre consentito addebitare al cliente, in aggiunta al compenso, l’importo del Bollo.

Si ricorda che l’Imposta di Bollo è dovuta anche su : fatture, note, ricevute e quetanze, conti o documenti simili recanti addebiti o accrediti (Art.13-n.1 del DPR 642/1972) che superino la somma di Euro 77,47.

                  Per  info  mail tofisco-blog@libero.it

La Risoluzione n. 444/E del 18/11/2008 chiarisce il trattamento tributario relativo al Bollo da applicare su Fatture o ricevute mediche.

L’Agenzia delle Entrate ricorda che il cliente che riceve una fattura o ricevuta, è autorizzato a portare la spesa in detrazione  solo se su di essa è stato applicata la marca da bollo. Nel caso in cui il medico sia inadempiente, il cliente è autorizzato a pagare l’ imposta di bollo in sua vece. E’ inoltre consentito addebitare al cliente, in aggiunta al compenso, l’importo del Bollo.

Si ricorda che l’Imposta di Bollo è dovuta anche su : fatture, note, ricevute e quetanze, conti o documenti simili recanti addebiti o accrediti (Art.13-n.1 del DPR 642/1972) che superino la somma di Euro 77,47.

                  Per  info  mail tofisco-blog@libero.it

fonte: blog.libero.it »
Nov 30

 
Il Comune di Imperia - Assessorato al Turismo e Manifestazioni in collaborazione con il Cineforum Imperia organizza la 4° Edizione del Video Festival Imperia “Festival Internazionale d’Arte Cinematografica Digitale” dedicato al cortometraggio, documentario e animazione.
Questa Edizione, data l’importanza raggiunta a livello nazionale ed internazionale, ha ottenuto i prestigiosi patrocini di Ministero per lo Sviluppo Economico, [...]
 
Il Comune di Imperia - Assessorato al Turismo e Manifestazioni in collaborazione con il Cineforum Imperia organizza la 4° Edizione del Video Festival Imperia “Festival Internazionale d’Arte Cinematografica Digitale” dedicato al cortometraggio, documentario e animazione.
Questa Edizione, data l’importanza raggiunta a livello nazionale ed internazionale, ha ottenuto i prestigiosi patrocini di Ministero per lo Sviluppo Economico, [...]

Nov 30

Domenica 21 Dicembre presso il Teatro Puccini, Via delle Cascine, 41 Firenze, alle ore 21:00 si terrà il Concerto di Natale eseguito dal Coro Gospel The Pilgrims in favore dell’Associazione Annulliamo la Distanza Onlus.
L’intero incasso della serata sarà devoluto al nuovo progetto di Annulliamo la Distanza, “Adotta l’Ospedale del Villaggio” che consiste nell’allestimento di una [...]
Domenica 21 Dicembre presso il Teatro Puccini, Via delle Cascine, 41 Firenze, alle ore 21:00 si terrà il Concerto di Natale eseguito dal Coro Gospel The Pilgrims in favore dell’Associazione Annulliamo la Distanza Onlus.
L’intero incasso della serata sarà devoluto al nuovo progetto di Annulliamo la Distanza, “Adotta l’Ospedale del Villaggio” che consiste nell’allestimento di una [...]

Nov 30

27/11/2008 – Sono quasi 30 gli operatori umanitari che hanno perso la vita quest’anno in Somalia, a causa degli attacchi a fuoco dei guerriglieri che assaltano ormai da tempo il paese. Gli attentati subiti dalle Organizzazioni Non Governative che stanno aiutando la popolazione somala sono oltre un centinaio e la situazione è ogni [...]
27/11/2008 – Sono quasi 30 gli operatori umanitari che hanno perso la vita quest’anno in Somalia, a causa degli attacchi a fuoco dei guerriglieri che assaltano ormai da tempo il paese. Gli attentati subiti dalle Organizzazioni Non Governative che stanno aiutando la popolazione somala sono oltre un centinaio e la situazione è ogni [...]

Nov 30

Milano, 28.11.2008. Cos’è un ‘secret event’? Il portale Pickwicki, la community italiana dei lettori e delle librerie, fra scoppi di luce, giochi pirotecnici e viaggi stellari, sta organizzando il suo primo ‘secret event’, che rivelerà aspetti sorprendenti del mondo del libro e del marketing. Altri indizi e particolari su www.pickwicki.com  
Milano, 28.11.2008. Cos’è un ‘secret event’? Il portale Pickwicki, la community italiana dei lettori e delle librerie, fra scoppi di luce, giochi pirotecnici e viaggi stellari, sta organizzando il suo primo ‘secret event’, che rivelerà aspetti sorprendenti del mondo del libro e del marketing. Altri indizi e particolari su www.pickwicki.com  

Nov 30

Gruppo Sì illustra il successo ottenuto grazie alla propria presente al Sia Guest di Rimini, fiera dell’accoglienza che ha avuto luogo dal 22 al 25 novembre.
Gruppo Sì era presente con il suo stand a questo importante evento dedicato ai fornitori di servizi del settore dell’ospitalità: hanno presenziato all’evento alcuni rivenditori affiliati e Loris [...]
Gruppo Sì illustra il successo ottenuto grazie alla propria presente al Sia Guest di Rimini, fiera dell’accoglienza che ha avuto luogo dal 22 al 25 novembre.
Gruppo Sì era presente con il suo stand a questo importante evento dedicato ai fornitori di servizi del settore dell’ospitalità: hanno presenziato all’evento alcuni rivenditori affiliati e Loris [...]

Nov 30

007 in Quantum of Solace ha riscosso un enorme successo in Gran Bretagna al suo debutto al cinema, polverizzando il precedente record di incassi ottenuto da Harry Potter nel 2005.
Leggi qui tutto l’articolo sull’esordio record al cinema per 007 Quantum of Solace.
007 in Quantum of Solace ha riscosso un enorme successo in Gran Bretagna al suo debutto al cinema, polverizzando il precedente record di incassi ottenuto da Harry Potter nel 2005.
Leggi qui tutto l’articolo sull’esordio record al cinema per 007 Quantum of Solace.

Nov 30

Le promozioni di Capodanno 2009 sulla neve che sono state presentate alla fiera “Skipass” di Modena per trascorrere una settimana bianca nelle più rinomate località sciistiche d’Italia aprezzi speciali nonostante l’alta stagione. Sconti sugli skipass e offerte 2×1.
Per tutte le info, leggi il comunciato sulle offerte di capodanno 2009 allo Skipass.
Le promozioni di Capodanno 2009 sulla neve che sono state presentate alla fiera “Skipass” di Modena per trascorrere una settimana bianca nelle più rinomate località sciistiche d’Italia aprezzi speciali nonostante l’alta stagione. Sconti sugli skipass e offerte 2×1.
Per tutte le info, leggi il comunciato sulle offerte di capodanno 2009 allo Skipass.

Nov 30

E’ la terra dei miti, delle leggende, capace di unire la bellezza del suo mare e delle sue spiagge con la ricchezza delle sue tradizioni, l’ importanza della sua cultura e della sua storia, terra natale del pensiero, della cultura e della civiltà occidentale. E’ la Grecia.  
Un pezzo di terra costituito da oltre 2000 isole [...]
E’ la terra dei miti, delle leggende, capace di unire la bellezza del suo mare e delle sue spiagge con la ricchezza delle sue tradizioni, l’ importanza della sua cultura e della sua storia, terra natale del pensiero, della cultura e della civiltà occidentale. E’ la Grecia.  
Un pezzo di terra costituito da oltre 2000 isole [...]

Nov 30

L’azienda Centro Diffusione sceglie la Dysotek per la gestione online delle sue campagne di keyword advertising.
L’azienda Centro Diffusione sceglie la Dysotek per la gestione online delle sue campagne di keyword advertising.

Nov 30

Sipro presenta il sistema completo di gestione dell’energia e degli elettrodomestici che aiutera’ l’utente a sfruttare al meglio i contratti stipulati con i fornitori di energia.
Sipro presenta il sistema completo di gestione dell’energia e degli elettrodomestici che aiutera’ l’utente a sfruttare al meglio i contratti stipulati con i fornitori di energia.

Nov 28

COLPO GROSSO DEGLI INDUSTRIALI DELL’AUTO

La Commissione Europea ha annunciato oggi il raddoppio dei prestiti agevolati all’industria dell’auto… a spese del contribuente. Sara l’European Investment Bank (EIB) a sborsare il malloppo, senza neppure bisogno della famosa frase "questa è una rapina".

Intanto Germania e Regno Unito hanno già annunciato che aboliranno le tasse adottate per incentivare modelli a basso consumo e ad alte efficienza energetica.

"Per decenni l’industria dell’auto ha spinto per la creazione di modelli sempre più pesanti e potenti perchè questi fruttavano maggiori guadagni, senza curarsi delle conseguenze sul clima. Insomma, ha fatto profitti ai danni di tutti - ha commentato Daniel Monetti di Terra! -

Ora che i nodi vengono al pettine, invece di pagare i danni causati, o almeno di attrezzarsi per una svolta, intasca ulteriori finanziamenti pubblici. Che saranno usati per costruire nuovi modelli di Jaguar e Land Rover. Insomma, per continuare a inquinare."

Terra! chiede una legge europea che limiti le emissioni di CO2 delle auto di nuova costruzione a 120 grammi per km entro il 2012, a 80 grammi per chilometro entro il 2020 e a 60 grammi entro il 2025. Se questa legge fosse stata approvata come previsto entro il 2005, oggi la dipendenza dal petrolio sarebbe molto più ridotta. Ridurre il consumo di carburante delle emissioni di CO2 delle auto nuove rappresenta la misura singola più efficace per ridurre la dipendenza dal petrolio, combattere l’effetto serra e al tempo stesso investire in tecnologie a basso impatto.

Terra! propone ai cittadini di scrivere ai deputati europei per chiedere una legge che protegga il loro bilancio familiare dall’aumento delle spese per la benzina, e che aiuti a fermare il riscaldamento del pianeta:

http://www.e-terra.it/mail.php

L’associazione TERRA

Bruxelles, 26 Novembre 2008

fonte: blog.libero.it »
Nov 28

LA REGIONE PIEMONTE HA IMPUGNATO IL PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO CHE PRIVATIZZA L’ACQUA

La Regione Piemonte ha accolto la proposta del Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista ed ha impugnato il provvedimento voluto da Tremonti e Berlusconi. Lo stesso professor Roberto Cavallo Perin, ordinario di diritto amministrativo all’Università di Torino e uno degli estensori del ricorso, a sostenere che l’art. 23 bis è andato ben oltre le competenze statali, ricordando inoltre che l’idea di razionalizzazione del servizio che la norma propone non è materia che compete alla legislazione nazionale.

De Ambrogio, consigliere regionale PRC "In una vicenda come questa però è basilare l’impostazione di una campagna di lotta estesa, che sappia coniugare le attività di diversi attori. Voglio ricordare che in gioco c’è la fruibilità pubblica di un bene comune necessario come l’acqua. Se non ci sarà una risposta all’altezza bisogna sapere che la strada è segnata: il servizio andrà nelle mani di multinazionali come Suez, Veolia o di SpA che sono oggi veri imperi finanziari come Iride, Hera, Acea. Quale sia il risultato di queste privatizzazioni è noto a causa di molti esempi già praticati con innalzamento delle tariffe anche sino al 300%, assenza di investimenti e decadimento del servizio. Dobbiamo poi, in un tempo di grave crisi economico-finanziaria, chiederci se sia davvero giusto affidare a società per azioni  i servizi pubblici locali. Che potrebbe succedere se il gestore dell’acqua fallisse?"

Centinaia di amministratori hanno dato vita a un coordinamento nazionale degli enti locali contro la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni, che ha già partecipato, ad Aprilia, al Forum dei movimenti per l’acqua pubblica e stanno lavorando insieme per costruire un ventaglio di azioni in grado di contrastare quanto contenuto nell’art. 23 bis della Legge 133, per difendere un bene primario ed essenziale come l’acqua.

redazione

fonte: blog.libero.it »
Nov 28

Una legge per le molestie insistenti (stalking)

Ora il fenomeno dello stalking è ricondotto al reato di molestia o disturbo alla persona. Se ne sta discutendo in Commissione giustizia della Camera dei deputati dal 24 giugno scorso. Una discussione che deve conciliare le posizioni di tredici proposte di legge presentate in questa legislatura, alcune molto simili tra loro, una discussione che non prevede (…)  Redazione

Per memoria, si ricorda nella passata legislatura, era stata approvata dalla commissione giustizia la proposta di legge "Nuove norme per il potenziamento della lotta contro la violenza sessuale" (AC1249).

Nel corso della trattazione in commissione, era stata accolta la proposta di stralcio (ovvero di discutere separatamente) per i reati di stalking e di omofobia dal pacchetto in materia di violenza sessuale, un risultato importante, come aveva dichiarato in Assemblea la deputata Titti De Simone, ottenuto grazie al lavoro dei movimenti e della battaglia parlamentare di cui Rifondazione Comunista in primis si è fatta promotrice in commissione giustizia. La fine anticipata della legislatura ha impedito l’approvazione della legge.

Undici finora le sedute della commissione dedicate allo stalking, al momento si stanno esaminando gli emendamenti presentati al testo del governo, assunto come testo base.

Le proposte di legge in esame introducono nel nostro codice penale il reato di molestie insistenti, comunemente noto come stalking.

Attualmente il fenomeno dello stalking è ricondotto al reato di molestia o disturbo alla persona, art. 660 codice penale, punito con una contravvenzione.

Nei casi più gravi di molestia insistente si ricorre all’art. 610 che sanziona la violenza privata, con reclusione fino a quattro anni.

Queste fattispecie previste dal codice penale sono del tutto inidonee sia a colpire che a prevenire lo stalking, e tardive nel caso di violenza già manifestata.

Per il nuovo reato tutte le proposte prevedono la procedibilità a querela della persona offesa, con pena che variano da sei mesi a quattro anni di reclusione, che diventa procedibilità d’ufficio per le fattispecie aggravate, se il fatto è commesso nei confronti di minori, di coniugi o da persona legata da relazione affettiva o se si tratta di comportamento reiterato.

Alcuni testi prevedono l’avviso orale del questore nei confronti del persecutore, altri introducono la diffida del questore su autorizzazione del magistrato, oppure la misura coercitiva del divieto di avvicinamento, fino alla sospensione condizionale della pena o alle misure alternative alla detenzione.

Altri ancora introducono modifiche al codice di procedura penale per consentire, anche nelle indagini sullo stalking, modalità processuali quali le intercettazioni, l’acquisizione, mediante incidente probatorio, della testimonianza dei minori di sedici anni e l’esame in dibattimento del minore. Il testo che uscirà dalla commissione dovrà essere approvato anche dall’Aula della Camera e quindi ripetere lo stesso iter al Senato.

www.womenews.net

fonte: blog.libero.it »
Nov 28

COSA POSSONO FARE I GIOVANI PER RIDURRE L’IMPATTO AMBIENTALE?

Il Programma per la tutela dell’ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per Educazione, Scienza e Cultura (UNESCO), hanno pubblicato una nuova edizione aggiornata del manuale "YouthXchange".

La guida vuole trasmettere ai giovani tutta una serie di informazioni e consigli da seguire per cambiare le proprie abitudini, adottando comportamenti proiettati verso un maggior rispetto dell’ambiente ed un consumo sostenibile.

Tra le tante caratteristiche della nostra società, la velocità è quella che risalta maggiormente, il throw-away è un termine ultimamente molto diffuso, il consumismo è uno dei valori più condivisi e sorge spontaneo chiedersi: come possiamo difenderci, come migliorare l’attuale situazione ?

La risposta è fornita proprio all’interno di "YouthXchange", basta applicare piccole pratiche quotidiane.

"YouthXchange" è una delle azioni più importanti che sono state compiute per responsabilizzare la gioventù nei confronti del consumo. Il messaggio che il manuale ci vuole trasmettere è che i giovani sono in grado di diventare i veri ed i principali protagonisti di un cambiamento che può essere realizzato attraverso piccoli gesti che tuttavia hanno nel loro complesso un impatto importante e significativo, ponendo così le basi per una nuova e migliore società.

Spesso i giovani definiscono la propria identità a seconda di ciò che comprano, acquistando l’ultimo prodotto lanciato sul mercato non per vero bisogno, ma per sentirsi inseriti ed integrati all’interno della società, diventando vittime del mercato ed inconsapevoli portatori di ulteriori danni all’ambiente: surriscaldamento globale, ozono, emissioni di Co2, cambiamenti che investono non solo la sfera privata, ma quella pubblica e globale.

Un intero capitolo della guida è, ad esempio, dedicato all’abbigliamento.

http://www.youthxchange.net/download/guide/text/guide%

dove è possibile scaricare l’edizione italiana

20text%20italian.pdf

www.arpat.toscana.it

fonte: blog.libero.it »
Nov 28

Dicevano: «Che scaldata gli abbiamo dato!».

Ma la colpa è anche nostra

Quattro giovani "perbene", quattro ragazzi che arrivano a mala pena ai 20 anni. Quattro riminesi che non avrebbero destato alcun sospetto se non fossero stati scoperti dalle indagini della polizia. Perché? Perché non corrispondono in alcun modo allo stereotipo del delinquente che prende una tanica di benzina, la rovescia su un senzatetto che dorme su una panchina e poi accende un fiammifero e lo fa diventare una torcia umana.

E invece sembra essere andata proprio così: questi ragazzi hanno detto agli inquirenti che volevano solamente divertirsi, rompere la sordida noia di un giorno qualunque dell’autunno romagnolo. E così si sono detti: andiamo a fare qualcosa di spettacolare, di eclatante, di eccitante. Diamo fuoco ad un barbone. Tanto… è solo un barbone.

Da quel giorno il povero Andrea Severi lotta tra la vita e la morte con il 50% del suo corpo completamente ustionato e i quattro giovincelli ammettono: "Volevamo solamente divertirci". E non era forse la stessa spiegazione che davano alcuni di coloro che gettavano i sassi dai cavalcavia delle autostrade? Non volevano anche loro trasgredire oltre ogni misura, oltre il rispetto delle persone, cercando di fare centro con i parabrezza delle macchine in corsa proprio come si cerca il centro di un tondo da freccette in un bar?

E’ del tutto ovvio che c’è una componente di sadismo in questi episodi: il gusto del veder soffrire qualcuno per un proprio gesto è quanto di peggiore si possa trovare nel giustificazionismo dell’autore di queste che non si possono definire "bravate", ma solo crimini. Crimini che questi ragazzi non sanno di commettere. Crimini che loro interpretano al pari di una mangiata in compagnia, di una partita ai videogiochi o di un ballo in discoteca.

Che differenza passa tra il dare fuoco ad un clochard e sedersi a tavola e mangiare? Solo una: la seconda, se interpretiamo bene le loro parole, è molto molto meno divertente della prima. "Dovevi vederlo tra le fiamme, che scaldata gli abbiamo dato", dice uno dei quattro agli amici in macchina…

E allora, se il metro di valori che questi giovani hanno può essere questo, c’è tutta una società che sta fallendo, c’è un vuoto morale, c’è il tutto del niente, l’apocalisse dei sentimenti, il diluvio universale sulle emozioni e sulle sensazioni che dovrebbero spingerci a sentire in noi il male fatto agli altri e a riconoscerlo come possibile anche sulla nostra di pelle.

Nel riconoscere il male comune, l’uomo ha sempre cercato di contrastarlo, spingendosi a difendere i suoi simili e creando, laddove è stato possibile, delle comunità solidali che si fondassero esclusivamente sul rapporto di interazione tra il singolo e il collettivo.

Ma non è forse vero che è sempre l’uomo ad aver deriso e goduto della morte di altri uomini in giochi come quelli dei gladiatori? Non è forse vero che il duello a morte certa era applaudito da folle festanti sotto la benedizione degli imperatori?

Nei tempi della storia, la crudeltà dell’uomo verso l’uomo, il non riconoscere l’altro da noi come uguale e non solo come simile, è andata ora scemando e ora crescendo. Oggi ci troviamo in una situazione di ritorno di una barbarie simile a quella che si consumava nel Colosseo: non ci sono più i gladiatori e i leoni, ma ci sono le leggi che impartiscono la morale e che sanciscono l’ineguaglianza umana, che la santificano affermando che i bambini non italiani dovranno andare a studiare in classi "ponte", separati dai loro coetanei "autoctoni" solamente perché nati da genitori che non sono italiani "puri", ma immigrati.

Siamo su un confine pericolosissimo, letale per la democrazia che fa emergere le differenze che si vogliono creare per mantenere in stato di allerta i disperati e i meno abbienti, quelli che sono facilmente manovrabili proprio a causa del loro stato di indigenza e che, pertanto, è facile mettere contro il poveraccio come loro. Sì, come loro. Ma non italiano. E allora, questi italiani che da sempre non sono mai stati veramente tali, uniti e sentimentalmente unici in una riunione "nazionale" se non con la Resistenza antifascista, questi italiani fobici si fanno unire ora sotto il tricolore per respingere il diverso, lo straniero, chiunque li minacci di poter avere un centesimo di euro in meno in tasca, o che presumibilmente possa essere causa di ciò, e ora si fanno unire dal più vile dei campanilismi: la difesa strenue di sé stessi, in un bagno di egoismo che spaventa al solo pensarlo.

Ed ecco che quei quattro ragazzi riminesi, che vivono in questa società della paura e del disprezzo per il disagiato, per il debole e per il diverso, ecco che collocano in un gradino inferiore, nel sottoscala dei risentimenti e nella voglia di giganteggiare su ciò associandovi un divertimento lugubre, il barbone che dorme su una panchina del parco e che non sente la benzina scivolargli addosso e che si sveglia ormai quando le fiamme lo hanno già avvolto e il suo corpo, giocattolo di un inconsapevole - e per questo ancor più tremendo - razzismo, viene piagato dalle ferite del fuoco.

Se i ragazzi sono ridotti a questo, come diceva Diogene, la colpa non è completamente loro. La colpa è nostra. Siamo anche noi che abbiamo dato fuoco ad Andrea Severi. E’ anche colpa nostra se oggi lui rischia di morire per un comportamento che si può solo equiparare, in spietata crudeltà e tasso di sadismo, alle torture dei nazisti nei campi di concentramento.

Marco Sferini

www.Lanternerosse.it

del 25/11/2008

fonte: blog.libero.it »
Nov 28

L’ennesimo falso scoop, stavolta del Vaticano

Gramsci convertito in fin di vita? La Storia fatta con le barzellette

«La sai l’ultima? Gramsci si è convertito in punto di morte!» Sì, è proprio l’ultima! L’ultima barzelletta, in ordine di tempo. Perché quasi ogni giorno ce n’è una, di barzelletta sul comunista sardo. Tramontate le barzellette su Totti, le barzellette su Gramsci continuano a essere una moda nazionale. Non si tratta qui di riscrivere la storia, ma semplicemente di fregarsene, della storia. Di farne carne da porco. Basta spararne una "carina", che ovviamente abbia una qualche valenza anticomunista, e subito il "Corrierone" la rilancia sul suo sito, i giornali di destra ci faranno pagine e pagine, e qualche craxiano di ferro (esistono ancora) presto ci scriverà addirittura un libro («il libro delle barzellette su Gramsci»). Così, dopo Gramsci che organizzava orge nel sanatorio russo in cui era ricoverato, dopo Gramsci che in carcere si iscrisse al Psi, dopo Gramsci che in realtà era liberale, dopo Gramsci che si è suicidato buttandosi dalla finestra della clinica Quisisana, dopo Gramsci che è stato ucciso da Togliatti e da Stalin mascherati da Diabolik nella stessa clinica (tutto questo - si badi bene - è veramente già stato detto!), ecco ora Gramsci che si è convertito alla religione cattolica nei giorni precedenti alla morte, avvenuta il 27 aprile 1937.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO SU newslavoroesalute.blogspot.com   

fonte: blog.libero.it »
Nov 28

Piemonte: al via la vaccinazione contro il virus

del cancro all’utero

Dal 17 novembre, è iniziata nelle Aziende Sanitarie piemontesi la campagna di vaccinazione contro il Papilloma virus umano (HPV), responsabile del carcinoma alla cervice uterina. La campagna, promossa dal Ministero della Salute, in tutto il paese è rivolta alle ragazze undicenni ma nella Regione Piemonte l’assessore alla Sanità Eleonora Artesio (Rifondazione Comunista) ha deciso che oltre a tutte le ragazze di 11 anni, nate cioè nel 1997, la vaccinazione sarà a disposizione anche delle ragazze nate nel 1993 quindi allargando la vaccinazione alle quindicenni.

redazione

fonte: blog.libero.it »
Nov 28

PER LA PREVENZIONE DEI TUMORI SUL LAVORO

Stimare il numero di tumori causati dall’esposizione a sostanze cancerogene sul lavoro è il primo passo da fare per la prevenzione delle malattie oncologiche professionali. Questo sostiene uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista Occupational & Environmental Medicine che fotografa la situazione delle tipologie e del numero dei tumori riconducibili a malattie occupazionali. In Gran Bretagna, riporta l’articolo, ogni anno muoiono circa 160 mila persone di cancro equamente distribuite tra i sessi. Di queste morti, il 4,9 per cento è dovuto a tumori causati dall’esposizione all’amianto, alla diossina, alle radiazioni. L’asbestosi rimane la malattia occupazionale più diffusa e più grave. Ma negli ultimi anni si è registrato anche un aumento delle leucemie.  Secondo recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oggi i rischi sui luoghi di lavoro causano nel mondo 850 mila morti; ma si può supporre che il numero sia notevolmente più alto se si tiene conto di tutto il lavoro nero e dello sfruttamento. Il 37 per cento dei decessi dichiarati è legato a malattie polmonari croniche e a infortuni.

"Il primo passo per attuare un’efficace campagna di prevenzione nei confronti delle malattie occupazionali, soprattutto in caso di tumori, è quantificarli e classificarli. Per ottenere questo risultato è necessario coordinare il lavoro dei medici del lavoro con quello degli altri specialisti che sempre devono ricordare di indagare sulla storia clinica del paziente, il lavoro ed eventuali esposizioni a sostanze pericolose", si legge nell’articolo. Affermazioni ragionevoli che però, evidentemente, non sono ancora state recepite totalmente nella pratica quotidiana.

Fonte:  Emanuela Grasso - Pensiero Scientifico

fonte: blog.libero.it »
Nov 28

AMBIENTE: CARBONE O NUCLEARE COSA CI FARA’

PIU’ MALE?

La storia recente ci ricorda come l’atteggiamento del nostro Legislatore sia quello di non occuparsi in modo preventivo dei rischi connessi al rapporto uomo-ambiente (e non solo) prima che degli eventi dannosi non si siano già verificati. Pensiamo ad esempio all’istituzione del nostro primo Ministero dell’Ambiente (con portafoglio) avvenuta in seguito al disastroso evento di Chernobyl o al primo Testo Unico della sicurezza sul lavoro approvato dopo il rogo della Thyssenkrupp.

Se poi l’ambito d’intervento preventivo è la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, il binomio danno - intervento legislativo - è destinato a modificarsi. Perché, per taluni governi, il danno (quello vero) sarebbe solo conseguenza di previsioni pessimistiche, e l’incisività degli interventi dovrebbe quindi essere opportunamente diluita ed edulcorata in nome di un sistema economico che mai come adesso ci mostra le proprie debolezze.

La paura di gravi ricadute sul sistema industriale italiano ha ispirato il nostro attuale Governo (tramite il Ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi) a contestare il piano 20-20-20 dell’Unione Europea (abbattimento del 20% delle emissioni di gas-serra entro il 2020; riduzione del 20% dei consumi energetici ed incremento del 20% dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili).

Non solo. Il Ministro Scajola, nella relazione presentata il 19 novembre 2008 al CNEL, ha ravvisato che "[…] in questo contesto, l’Italia si trova in una situazione più difficile di altri Paesi europei a causa di tre fattori:

-  l’elevata dipendenza dalle importazioni di energia, oggi pari all’85% e destinate a raggiungere il 95% nel 2020 se non saranno adottate misure correttive;

-  la maggiore incidenza del trasporto su strada, frutto delle annose carenze infrastrutturali del nostro Paese;

-  gli squilibri del mix di generazione elettrica, caratterizzato dall’impiego prevalente del gas naturale, dalla totale assenza del nucleare, dal modesto ricorso al carbone e da una quota di rinnovabili in flessione. Negli altri Paesi europei il mix è radicalmente diverso: carbone, nucleare e rinnovabili costituiscono le fonti prevalenti di generazione, con evidenti vantaggi in termini di sicurezza degli approvvigionamenti, indipendenza dall’estero, tutela dell’ambiente, costi dell’elettricità, con prezzi inferiori del 30% rispetto ai nostri.[…]"

Ecco. Cosa effettivamente intenda dire quando parla di tutela dell’ambiente in riferimento a fonti di approvvigionamento energetico come il carbone ed il nucleare rimane un mistero. Tralasciando per il momento le criticità legate all’uso dell’atomo, pensando al carbone, non possiamo assolutamente ritenere che si tratti di un combustibile pulito. Possiamo dire che è economico, che non si presta a cartelli di fornitura, ma non di certo che sia un elemento di maggior tutela dell’ambiente.

Bruciando carbone, a parità di unità di energia prodotta, si ha un rilascio in atmosfera quattro volte più elevato di anidride carbonica rispetto all’uso del metano. Tale super-produzione di CO2 viene emessa integralmente in atmosfera, senza possibilità (allo stato di sviluppo tecnologico attuale) di poter essere “sequestrata” dai fumi. Per la mitigazione dell’impatto ambientale del carbone, occorre anche adottare idonee tecnologie per il trasporto, lo scarico, lo stoccaggio e la relativa movimentazione. Per questo, al momento, il metano (rispetto agli altri combustibili di origine fossile) viene definito "pulito".

Indubbiamente il gas sta divenendo critico per quanto attiene gli approvvigionamenti ed il crescente costo (che a quanto pare per l’Italia è il più elevato), ma necessita comunque di minori spese nel trattamento degli effluenti gassosi e soprattutto, in un paese dove le rinnovabili non riescono a decollare, comporta una minor produzione di CO2.

Si pensi, ad esempio, che un gran numero di fonderie ha convertito i propri vecchi forni fusori “a cubilotto” nella quale si bruciava coke, con forni elettrici, di minor versatilità produttiva ma con esternalità ambientali di ordini di grandezza inferiori, dimostrando comunque come sia possibile rinunciare ai benefici economici del combustibile solido.

Nel frattempo, il gruppo Enel che gestisce trentadue centrali termoelettriche, tramite l’intervento al 2° Meeting Europeo IPPC di Torino del proprio Responsabile Grandi Progetti Infrastrutturali Ing. Fano, ha più volte richiamato l’attenzione sulle difficoltà incontrate nel fare piani di miglioramento ambientale e nel capire quali fossero gli obiettivi principali (riduzione delle emissioni in aria, in acqua) del Ministero dell’Ambiente, durante (fra l’altro) le fasi di progettazione ed autorizzazione della riconversione di centrali ad olio combustibile in centrali a carbone.

Quindi da un lato il Ministro Scajola ritiene l’uso del carbone una tecnologia idonea alla tutela dell’ambiente, dall’altro il Ministero dell’Ambiente parrebbe latitare anche nei confronti del principale gruppo energetico italiano, non addivenendo ad una pianificazione globale delle prestazioni ambientali dei grandi impianti di combustione. Bisogna infatti ricordare che la mancanza di “indirizzi globali” (e non solo, anche delle Linee Guida italiane in tema di Autorizzazione Integrata Ambientale) impedisce in concreto una corretta pianificazione a livello nazionale delle politiche da attuare per la scelta delle fonti energetiche e delle migliori tecnologie disponibili per il trattamento di eventuali emissioni.

Continua l’lng. Fano richiamando la mancanza di protagonismo dell’Italia nel contesto Europeo, in quanto il sistema termoelettrico italiano, già dal 1990 e fino al 2002, avrebbe portato avanti un piano di trasformazione delle centrali con aumento di efficienza e riduzione delle emissioni di anidride solforosa ed ossidi di azoto superiori a qualsiasi altro paese europeo.

Il timore per il futuro, secondo Fano, sarebbe proprio quello di andare a pagare un elevato tributo economico, se si tiene conto che la nostra energia elettrica costerebbe dal 38 al 45% in più rispetto agli altri paesi UE, in quanto in sede europea non sarebbero stati riconosciuti gli sforzi già fatti dall’apparato industriale italiano.

Il nostro sistema industriale (ed energetico) quindi, dopo essere divenuto leader nella produzione delle turbine a gas ad alto rendimento (ed essersi dotato di un discreto numero di impianti a ciclo combinato a gas) ora ritiene di aver “guadagnato” dagli anni ‘80 ad oggi un diritto a ri-emettere tutta la CO2 che avrebbe risparmiato all’atmosfera nel corso degli ultimi 25 anni. Una sorta di acquisizione di “quote di peggioramento” che, secondo il nostro Governo, dovrebbero scandalosamente consentirci di continuare ad inquinare come prima (perché prima saremmo stati troppo bravi ma abbiamo speso troppo) intervenendo proprio sulla modifica di alcuni dei parametri sostanziali di computo degli obiettivi energetici stabiliti nelle Direttive Europee del 20-20-20 .

In realtà, la volontà potrebbe essere quella di continuare a risparmiare grazie all’uso di combustibili meno costosi (carbone) al fine di reinvestire, non tanto sulle rinnovabili, quanto per il finanziamento del nucleare, che potrebbe arrivare (se malauguratamente dovesse ripartire il piano) entro il 2022.

Solo la Gabanelli ci ha ricordato che la nostra bolletta energetica è fra le più care in Europa anche grazie alle onerose spese per il mantenimento della nostra “eredità radioattiva” nazionale.

Michele Diciolla

Redazione Lavoro e Salute

fonte: blog.libero.it »
Nov 28

 

 

 

Il blitz nella notte. Mentre il Paese dorme. Sacchetti di plastica "contro la disintegrazione dello stato sociale e della dignità del lavoro ormai non più contrastata da alcuna delle forze politiche sedicenti progressiste". Da Milano a Roma, da Torino a Palermo: CasaPound Italia ha incappucciato - nelle principali città del Belpaese - le statue dei padri della patria per "evitare ai loro occhi la vista di un dramma che ha responsabilità chiare, precise, evidenti". Ovunque un volantino a denuncia di questo orrore: una croce rossa su sfondo bianco porta la scritta "lavoratore" sul braccio orizzontale.

Il blitz di Roma Cappucci a coprire il volto della statua di Gioacchino Belli a Trastevere, su Trilussa nell’omonima piazza del centro storico e ancora a piazza del Popolo, su via dei Fori Imperiali, sui busti del Pincio, sul Lungotevere e a Ponte Sisto. Un gesto di protesta per denunciare "gli oltre 2500 incidenti registrati ogni giorno e ancora le 3 morti quotidiane ed i 27 invalidi permanenti, per un bilancio complessivo che nel 2007 ha raggiunto le 1.200 vittime" si legge nella nota inviata da Casa Pound che, oltre alla capitale, si è mobilitata nelle principali città italiane.

Il blitz a Milano Stessa scena anche nel capoluogo lombardo. La statua dedicata a Leonardo da Vinci in piazza della Scala a Milano è stata incappucciata la notte scorsa, così come le teste di altre statue a Milano da ignoti per protesta contro le morti bianche. In piazza della Scala, questa mattina, è stato trovato un volantino, firmato Casa Pound.Org nel quale si legge che " a causa del lavoro si verificano: "più di 2500 incidenti al giorno, tre morti quotidiane, 27 invalidi permanenti, per un bilancio complessivo che solo nel 2007 ha raggiunto le 1.200 vittime. Dati che saranno purtroppo confermati se non superati quest’anno. Il tutto nella quasi indifferenza generale".

". L’incappucciamento delle statue in piazza della Scala è stato scoperto durante la notte da una pattuglia del radiomobile della polizia locale che ha provveduto a rimuovere i teli. Analogo incappucciamento è stato compiuto in piazza Velasquez ai danni della statura di Padre Pio ed è stato scoperto da un vigile motociclista.

La denuncia di Casa Pound "Ogni maledetto giorno - denuncia Gianluca Iannone di Casapound Italia - in Italia si muore sul lavoro, con cifre e proporzioni indegne di un Paese civile. Ogni maledetto giorno la nazione cade strozzata dagli speculatori, dagli affaristi e dai loro padroni e padrini illustri". Contro lo scempio sociale delle morti sul lavoro CasaPound Italia vuole "aprire gli occhi di quegli italiani che qualcuno vorrebbe distratti dalle avventure, certo socialmente fondamentali, di ex parlamentari comunisti alle prese con reality e rotocalchi". Iannone denuncia apertamente "le responsabilità alla luce delle quali le lacrime da coccodrillo di politici, istituzioni, potentati e soprattutto sindacati danno semplicemente il voltastomaco". "Non ci può essere Nazione dove padri e madri, figli e figlie - conclude Iannone - continuano ad essere sacrificati ogni giorno sull’altare del calcolo, della speculazione, dell’usura".

Tre persone identificate Tre persone sono state identificate dai carabinieri. Le posizioni delle tre persone (di 34, 19 e 20 anni) sono ora al vaglio della magistratura. I tre sono stati fermati all’alba in via dei Fori Imperiali dai carabinieri del nucleo radiomobile che hanno sequestrato una macchina fotografica digitale nella quale erano impresse le immagini delle opere incappucciate, decine di sacchi di plastica e alcuni volantini firmati CasaPound.

Statue incappucciate contro le morti bianche il blitz  a Palermo. Da piazza della Vittoria a piazza Marina, da piazza Valdesi a piazza Vittorio Veneto e a piazza Mondello, durante la notte i militanti siciliani di Casapound hanno messo a segno il loro ‘blitz’ per protestare contro gli infortuni sul lavoro, una vera e propria strage che nel 2007 ha fatto 1.200 vittime.

"Ogni maledetto giorno in Italia si muore sul lavoro, con cifre e proporzioni indegne di un Paese civile. Ogni maledetto giorno la Nazione cade strozzata dagli speculatori, dagli affaristi e dai loro padroni e padrini illustri’‘, denuncia Andrea La Barbera di Casapound Italia, che spiega: ”Casapound Italia ha nella notte deciso di incappucciare in tutte le città italiane, compresa Palermo, le statue per evitare ai loro occhi la vista di un dramma che ha responsabilità chiare, precise, evidenti. Responsabilità alla luce delle quali le lacrime da coccodrillo di politici, istituzioni, potentati e soprattutto sindacati danno semplicemente il voltastomaco. Perché non ci può essere Nazione dove padri e madri, figli e figlie continuano ad essere sacrificati ogni giorno sull’altare del calcolo, della speculazione, dell’usura"

 


 

INCIDENTI LAVORO MUORE OPERAIO DI 18 ANNI

Prato - E’ stato colpito alla testa da un macchinario, e per lui a nulla è valsa la corsa disperata in ospedale: un giovane operaio di 18 anni è morto in seguito a un incidente avvenuto nell’azienda di Vaiano  in provincia di Prato, dove lavorava, un’azienda di cuscini di proprietà dello zio. Il giovane, che abitava a Montale (Pistoia), era stato colpito alla testa da un macchinario mentre lavorava, riportando un forte trauma cranico e una profonda ferita alla testa. Era stato ricoverato nell’ospedale fiorentino di Careggi, ma non ce l’ha fatta ed è morto in ospedale.I suoi familiari hanno dato il consenso all’espianto degli organi.

 

Incidenti lavoro, operaio muore folgorato in stazione

Napoli - E’ morto folgorato da una scarica elettria di oltre 3mila volt, mentre lavorava nella stazione ferroviaria di Napoli. Vittima dell’ennesima morte bianca Ciro Cozzolino, 31 anni. L’operaio si trovava al binario 19 ed è stato folgorato morendo sul colpo. Inutili i soccorsi. Cozzolino stava lavorando alla rete aerea all’altezza del binario 19 quando una scarica elettrica lo ha ucciso sul colpo. Rfi ha aperto un’inchiesta per accertare l’esatta dinamica dell’incidente. Cozzolino lavorava presso una ditta appaltatrice esterna di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs) impegnata nel rinnovamento della linea di alimentazione elettrica dei treni non interessata, dal 10 settembre scorso, dalla circolazione ferroviaria. In quel lato della stazione, infatti, sono in corso lavori ai marciapiedi a servizio dei binari 18 e 19.

 

Incidenti lavoro, muore travolto da un macchinario

Teramo - Diego Malvone, 34 anni, imprenditore edile è morto questa mattina, a Roseto degli Abruzzi, travolto da un macchinario mentre lavorava in un cantiere. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato colpito alla testa durante l’esecuzione di alcuni lavori di costruzione di un edificio. Immediatamente soccorso, le sue condizioni sono apparse subito molto gravi. E’ deceduto poco dopo per un trauma toracico da schiacciamento.

 

Incidenti lavoro, operaio precipita e muore

Ad Agrigento un altro tragico incidente nel mondo del lavoro. Un operaio di 59 anni è precipitato improvvisamente dal terzo piano mentre stava sistemando dei pannelli su una pensilina.

 

Incidente sul lavoro, operaio ricoverato a causa di una violenta scossa elettrica

GROSSETO - Ha riportato gravi ustioni a una mano e ferite in varie parti del corpo un operaio di 24 anni folgorato da una violenta scossa elettrica dopo aver tagliato alcuni cavi di corrente ancora attivi. L’incidente e’ accaduto all’interno di una struttura turistico sportiva di Terrarossa, nel comune di Monte Argentario. L’uomo, dipendente di una ditta romana, e’ ricoverato ad Orbetello

 

Lavoro. Due operai feriti nel crollo di una palazzina

MANTOVA - Incidente sul lavoro quest’oggi a Castiglione delle Stiviere, due operai sono rimasti feriti nel crollo di una palazzina in ristrutturazione. Dei due, che stavano lavorando sull’impalcatura della facciata, uno è stato trasportato con elisoccorso a Brescia mentre l’altro si trova all’ospedale di Mantova, in codice giallo. Al momento sono in corso controlli tra le macerie dopo la segnalazione, da parte di alcuni passanti, che un’ eventuale terza persona possa essere rimasta coinvolta nel crollo. Il procuratore della repubblica di Mantova, Antonio Condorelli, ha dichiarato che «Non risultano denunce di persone scomparse, per cui riteniamo che sotto le macerie non vi sia nessuno. Comunque, per scrupolo, le ricerche continuano»

 

 

incidenti lavoro: diga verzegnis, operaio ferito

UDINE - Un operaio di 32 anni  Sanogo Mamadou, originario della Costa d’Avorio, e’ rimasto ferito, oggi, in un incidente sul lavoro avvenuto alla diga del lago di Verzegnis (Udine). L’uomo è caduto da una altezza di alcuni metri. L’operaio e’ scivolato da una scaletta che costeggia il muraglione dell’opera di contenimento. Mamadou e’ stato ricoverato nell’ospedale di Tolmezzo (Udine). le sue condizioni non sono gravi.

 

 

fonte: blog.libero.it »
Nov 28

In un periodo di recessione come quello che stiamo attraversando, quando gli investimenti vengono tagliati, i social media hanno la possibilità di dimostrare di essere di essere un modo conveniente di vendere ai consumatori. Tuttavia per farlo è necessario agire con attenzione, perché un tentativo inaccurato di un’azienda di generare buzz online può suscitare violente reazioni negative. Come accaduto ad esempio alla Johnson & Johnson, che con il video pubblicitario del Motrin rivolto alle mamme, ha suscitato molti commenti negativi via twitter, tanto da costringere l’azienda a scusarsi pubblicamente.

Secondo Brian Keeler, vice president della VShift, la credibilità e la partecipazione attiva dei consumatori alle azioni di marketing sono le chiavi vincenti per una strategia di comunicazione sui social media. Ad esempio, per quanto riguarda la credibilità, la Dell ha dedicato un team di 40 persone all’interazione con i consumatori sui blog, forum e social network, ma anche su siti esterni. Come ha spiegato Caroline Dietz, Dell ha iniziato ad occuparsi dei social media lo scorso anno, perchè si è accorta che i clienti online parlano dell’azienda e dei loro prodotti e non hanno potuto lasciarsi sfuggire l’occasione di partecipare alla discussione. Grazie a Twitter, ad esempio, Dell afferma di aver venduto pc per un valore di 0,000 (chissa come avranno fatto a calcolarlo)

Possono esserci altre modalità per interagire con i social media, come quelle di NetApp, che, investendo il 20% del suo budget di PR nei social media, ha invitato i suoi dipendenti a bloggare su siti esterni a proposito dei loro prodotti.

Secondo il blogger Dave Taylor, attualmente, uno dei modi più efficienti per fare pubblicità sui social media consiste nel fornire un nuovo prodotto ad un blogger per una prova: una valutazione negativa può nuocere molto al prodotto, ma il sostegno da parte di un blogger importante può diventare un potente strumento di marketing. Come realizzato ad esempio dalla Seagate Technology, che oltre ad aver aperto account sui maggiori social media, ha sponsorizzato Robert Scoble per ottenere delle recensioni a proposito dei loro prodotti.

Tutti questi esempi mostrano che, sebbene le aziende possano spaventarsi all’idea di entrare attivamente nei social media e perdere il controllo della comunicazione che li riguarda, nell’attuale panorama in cui la comunicazione e l’accesso alle informazioni sono sempre più facili, non ci sono possibilità di evitarlo (trust me!)

      

In un periodo di recessione come quello che stiamo attraversando, quando gli investimenti vengono tagliati, i social media hanno la possibilità di dimostrare di essere di essere un modo conveniente di vendere ai consumatori. Tuttavia per farlo è necessario agire con attenzione, perché un tentativo inaccurato di un’azienda di generare buzz online può suscitare violente reazioni negative. Come accaduto ad esempio alla Johnson & Johnson, che con il video pubblicitario del Motrin rivolto alle mamme, ha suscitato molti commenti negativi via twitter, tanto da costringere l’azienda a scusarsi pubblicamente.

Secondo Brian Keeler, vice president della VShift, la credibilità e la partecipazione attiva dei consumatori alle azioni di marketing sono le chiavi vincenti per una strategia di comunicazione sui social media. Ad esempio, per quanto riguarda la credibilità, la Dell ha dedicato un team di 40 persone all’interazione con i consumatori sui blog, forum e social network, ma anche su siti esterni. Come ha spiegato Caroline Dietz, Dell ha iniziato ad occuparsi dei social media lo scorso anno, perchè si è accorta che i clienti online parlano dell’azienda e dei loro prodotti e non hanno potuto lasciarsi sfuggire l’occasione di partecipare alla discussione. Grazie a Twitter, ad esempio, Dell afferma di aver venduto pc per un valore di 0,000 (chissa come avranno fatto a calcolarlo)

Possono esserci altre modalità per interagire con i social media, come quelle di NetApp, che, investendo il 20% del suo budget di PR nei social media, ha invitato i suoi dipendenti a bloggare su siti esterni a proposito dei loro prodotti.

Secondo il blogger Dave Taylor, attualmente, uno dei modi più efficienti per fare pubblicità sui social media consiste nel fornire un nuovo prodotto ad un blogger per una prova: una valutazione negativa può nuocere molto al prodotto, ma il sostegno da parte di un blogger importante può diventare un potente strumento di marketing. Come realizzato ad esempio dalla Seagate Technology, che oltre ad aver aperto account sui maggiori social media, ha sponsorizzato Robert Scoble per ottenere delle recensioni a proposito dei loro prodotti.

Tutti questi esempi mostrano che, sebbene le aziende possano spaventarsi all’idea di entrare attivamente nei social media e perdere il controllo della comunicazione che li riguarda, nell’attuale panorama in cui la comunicazione e l’accesso alle informazioni sono sempre più facili, non ci sono possibilità di evitarlo (trust me!)

      

Nov 28

http://www.talentfinder.it/blog-lavoro/index.php/all/2008/11/27/p248

Ciao,

mi chiamo Sonia, ho 26  anni e mi sono laureata: nel corso di questi anni ho anche avuto brevi esperienze lavorative.

Ho un problema, sono molto timida e mi rendo conto che quando vado a sostenere dei colloqui, non riesco a "vendermi" abbastanza bene e a volte mi faccio prendere in contropiede…

Potete darmi dei consigli, voi che siete esperti del mondo di "ricerca lavoro" come vi comportate di fronte questo tipo di persone? Che pensate di loro? Vorrei una mano per prendere coraggio e non abbattermi.
Spero in un vostro aiuto!
Sonia

Leggi Tutto! »

http://www.talentfinder.it/blog-lavoro/index.php/all/2008/11/27/p248

Ciao,

mi chiamo Sonia, ho 26  anni e mi sono laureata: nel corso di questi anni ho anche avuto brevi esperienze lavorative.

Ho un problema, sono molto timida e mi rendo conto che quando vado a sostenere dei colloqui, non riesco a "vendermi" abbastanza bene e a volte mi faccio prendere in contropiede…

Potete darmi dei consigli, voi che siete esperti del mondo di "ricerca lavoro" come vi comportate di fronte questo tipo di persone? Che pensate di loro? Vorrei una mano per prendere coraggio e non abbattermi.
Spero in un vostro aiuto!
Sonia

Leggi Tutto! »

fonte: talentfinder.it »
Nov 28

http://www.talentfinder.it/blog-lavoro/index.php/all/2008/11/27/p247

Salve sono Roberto
mi sono candidato per offerta di lavoro presso azienda XXX e sono stato appena scartato per un annuncio di lavoro,
 
Sono laureato in Ingegneria Elettronica, ho appena finito un master in Energia, conosco l’inglese discretamente e il portoghese in maniera fluente.
Per la figura inerente non c’era bisogno neanche della laurea e richiedeva come requisito la conoscenza del Portoghese.

A questo punto mi domando: Com’è possibile? Come avviene lo screening?
Grazie per la risposta.
Roberto

Leggi Tutto! »

http://www.talentfinder.it/blog-lavoro/index.php/all/2008/11/27/p247

Salve sono Roberto
mi sono candidato per offerta di lavoro presso azienda XXX e sono stato appena scartato per un annuncio di lavoro,
 
Sono laureato in Ingegneria Elettronica, ho appena finito un master in Energia, conosco l’inglese discretamente e il portoghese in maniera fluente.
Per la figura inerente non c’era bisogno neanche della laurea e richiedeva come requisito la conoscenza del Portoghese.

A questo punto mi domando: Com’è possibile? Come avviene lo screening?
Grazie per la risposta.
Roberto

Leggi Tutto! »

fonte: talentfinder.it »
Nov 28

Attivo il sito ufficiale del progetto “Animatori di conciliazione”, finanziato dalla Regione Puglia e attuato da una rete di soggetti pubblici e privati, composta da: IFOC (soggetto capofila), Agenzia Pedagogica Europea, Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Bari, in collaborazione con la Società Cooperativa Proxima.
Il sito nasce per promuovere e diffondere i risultati conseguiti attraverso la [...]
Attivo il sito ufficiale del progetto “Animatori di conciliazione”, finanziato dalla Regione Puglia e attuato da una rete di soggetti pubblici e privati, composta da: IFOC (soggetto capofila), Agenzia Pedagogica Europea, Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Bari, in collaborazione con la Società Cooperativa Proxima.
Il sito nasce per promuovere e diffondere i risultati conseguiti attraverso la [...]

Nov 28

On line il nuovo sito dell’Agriturismo Fasano a Cassano delle Murge - Bari realizzato da RCSW Servizi Web (www.rcsw.it). L’azienda agrituristica Fasano si trova in Puglia, nel territorio di Cassano delle Murge, in provincia di Bari. Dista da Bari appena 30 km ed è raggiungibile in 20-30 minuti; si trova a pochi chilometri da Santeramo in [...]
On line il nuovo sito dell’Agriturismo Fasano a Cassano delle Murge - Bari realizzato da RCSW Servizi Web (www.rcsw.it). L’azienda agrituristica Fasano si trova in Puglia, nel territorio di Cassano delle Murge, in provincia di Bari. Dista da Bari appena 30 km ed è raggiungibile in 20-30 minuti; si trova a pochi chilometri da Santeramo in [...]

Nov 28

Ultimamente si parla moltissimo di Web 2.0 e di nuovo modo di intendere la Rete. Il termine Web 2.0 indica un uso delle tecnologie della Rete sempre più orientato alle persone e all’interazione sociale. In questo contesto, vengono valorizzati i contenuti, i servizi e le tecnologie che sfruttano meglio il cosiddetto network effect, ossia il fenomeno [...]
Ultimamente si parla moltissimo di Web 2.0 e di nuovo modo di intendere la Rete. Il termine Web 2.0 indica un uso delle tecnologie della Rete sempre più orientato alle persone e all’interazione sociale. In questo contesto, vengono valorizzati i contenuti, i servizi e le tecnologie che sfruttano meglio il cosiddetto network effect, ossia il fenomeno [...]

Nov 28

Impresa edile Impredil sas ad Andria, si occupa della progettazione, realizzazione, ristrutturazione e vendita appartamenti, vendita locali commerciali e artigianali, fabbricati e box-auto su tutto il terittorio Pugliese, prevalentemente ad Andria e nel nord Barese.
Presentazione Appartamenti di nuova costruzione in via Bottego, Andria.
Impresa edile Impredil sas ad Andria, si occupa della progettazione, realizzazione, ristrutturazione e vendita appartamenti, vendita locali commerciali e artigianali, fabbricati e box-auto su tutto il terittorio Pugliese, prevalentemente ad Andria e nel nord Barese.
Presentazione Appartamenti di nuova costruzione in via Bottego, Andria.

Nov 28

Una delle mete classiche per trascorrere le festività Natalizie e il Capodanno, Vienna!
La capitale Austriaca, ricchissima di storia e di cultura, si trova sul fiume Danubio e dista pochi chilometri da un’altra bellissima capitale mitteleuropea: Bratislava. Grazie ai suoi numerosi monumenti, tra cui il Palazzo di Schonbrunn, e all’atmosfera magica che si respira lungo il [...]
Una delle mete classiche per trascorrere le festività Natalizie e il Capodanno, Vienna!
La capitale Austriaca, ricchissima di storia e di cultura, si trova sul fiume Danubio e dista pochi chilometri da un’altra bellissima capitale mitteleuropea: Bratislava. Grazie ai suoi numerosi monumenti, tra cui il Palazzo di Schonbrunn, e all’atmosfera magica che si respira lungo il [...]

Nov 28

Al posto degli “scontati” panettoni, o dei panettoni “scontati”.
Al posto degli “scontati” panettoni, o dei panettoni “scontati”.

Nov 28

Fonte:www.pubbliway.com
Le ultime elezioni presidenziali degli Stati Uniti sono state definite le prime elezioni di YouTube. Quattro anni fa i video on line non venivano quasi per nulla utilizzati mentre oggi rappresentano un fenomeno di massa, il cui utilizzo è stato fondamentale per la strategia elettorale di entrambi i candidati.
Quale modo migliore, infatti, per arrivare a [...]
Fonte:www.pubbliway.com
Le ultime elezioni presidenziali degli Stati Uniti sono state definite le prime elezioni di YouTube. Quattro anni fa i video on line non venivano quasi per nulla utilizzati mentre oggi rappresentano un fenomeno di massa, il cui utilizzo è stato fondamentale per la strategia elettorale di entrambi i candidati.
Quale modo migliore, infatti, per arrivare a [...]

Nov 28

Joyamo.it è il primo portale italiano di poker online a proporre un innovativo modello di remunerazione per i propri utenti. A partire da oggi, tutti i membri della community potranno guadagnare soldi veri per il solo fatto di avere invitato i propri amici ad unirsi ai tavoli da poker.
Ogni utente del poker di Joyamo, infatti, [...]
Joyamo.it è il primo portale italiano di poker online a proporre un innovativo modello di remunerazione per i propri utenti. A partire da oggi, tutti i membri della community potranno guadagnare soldi veri per il solo fatto di avere invitato i propri amici ad unirsi ai tavoli da poker.
Ogni utente del poker di Joyamo, infatti, [...]

Nov 28

Gruppo Sì, azienda produttrice di materassi di alta qualità, ha organizzato un importante Expo Day il 19 Ottobre 2008, all’interno del quale numerose sono state le novità esposte agli interessati.
Gruppo Sì è un’azienda innovativa capace di realizzare un sistema di traspirazione brevettato, Air System, e di reperire diversi associati ai quali offrire il [...]
Gruppo Sì, azienda produttrice di materassi di alta qualità, ha organizzato un importante Expo Day il 19 Ottobre 2008, all’interno del quale numerose sono state le novità esposte agli interessati.
Gruppo Sì è un’azienda innovativa capace di realizzare un sistema di traspirazione brevettato, Air System, e di reperire diversi associati ai quali offrire il [...]

Nov 28

La Francia, insieme all’Italia, è considerata la patria della moda. Alcune delle più importanti case di moda sono proprio francesi, come pure gli stilisti più amati e apprezzati.
In Francia, e in particolare a Parigi, si svolgono inoltre alcuni degli eventi più significativi di questo settore e la capitale francese, insieme a [...]
La Francia, insieme all’Italia, è considerata la patria della moda. Alcune delle più importanti case di moda sono proprio francesi, come pure gli stilisti più amati e apprezzati.
In Francia, e in particolare a Parigi, si svolgono inoltre alcuni degli eventi più significativi di questo settore e la capitale francese, insieme a [...]

Nov 26

La festa aziendale è una ricorrenza che molte aziende organizzano soprattutto per compensare la perdita di autorevolezza subita a causa della normale gerarchia sul posto di lavoro.
E’ un modo per assicurarsi una diversa socializzazione tra i dipendenti in un ambiente che non sia quello lavorativo.

A seconda dell’immagine che l’azienda ha sul mercato locale, nazionale o mondiale, la festa può essere più o meno imponente: si parte da semplici ritrovi tra colleghi a mega eventi dove la fantasia del catering non conoscerà limiti.
Il benessere dei dipendenti è molto importante quindi le feste aziendali devono essere un momento di puro divertimento, di gioco, di risate, in cui possono essere presentati particolari piani futuri dell’azienda ma dove parlare di lavoro è comunque “vietato”.
Nelle feste aziendali le preoccupazioni si devono dimenticare così da trascorrere del tempo insieme ai propri colleghi e magari scoprire dei lati diversi e più piacevoli del collega di scrivania con cui trascorriamo ogni giorno 8 ore del nostro tempo.

Tutti, però, sappiamo che le feste aziendali vengono viste molto spesso come un momento di ulteriore stress, una sorta di interminabile giornata lavorativa in cui si ritornerà ad essere “bloccati” in azienda per altre 4-5 ore, non sapendo come non commettere errori, come comportarsi con i superiori (mai visti prima), quando è il momento giusto per andare via…
Probabilmente il vero motivo per cui molti odiano le feste aziendali è riconducibile alla vita lavorativa all’interno della stessa azienda e non alla festa di per se.
A parte una normale riluttanza che si può avere verso il generale caos di tutte le feste, se il nostro lavoro non ci soddisfa e il rapporto con colleghi e superiori è conflittuale per vari motivi (leciti e non), anche la festa aziendale verrà vissuta nel peggiore dei modi.
Premettendo che le aziende dovrebbero essere le prime a capire che la festa aziendale non è come il giorno di Natale in cui tutti sono più buoni (e dopo?), cercate di trascorrere queste poche ore in serenità, accettando il fatto che quasi tutti i colleghi presenti la pensano come voi: “Sono venuto solo perché sarebbe stato sconveniente non esserci”.

Per le feste aziendali l’invito viene spesso esteso alle famiglie perciò non conoscere nuove persone sarà davvero impossibile: chi è già sposato potrà conoscere altre coppie e se ambedue avranno dei figli, anche loro potranno fare nuove amicizie. Anche per i single potrà essere l’occasione per conoscere un amico/a di un/una collega.

Probabilmente il momento di maggiore stress è l’incontro col grande capo (se mai avverrà), quello che forse vedrete solo in queste occasioni e che probabilmente dopo tre secondi che vi avrà conosciuto, si sarà già dimenticato di voi, del vostro nome e della vostra mansione in azienda.
Nessun problema. L’importante è restare calmi e tranquilli. Non è un colloquio di lavoro. Il vostro lavoro ce l’avete già e questa è solo una formalità doverosa durante tali eventi.

Alcuni consigli per sopravvivere alla festa aziendale possono essere:

  • vestitevi in maniera sobria, semplice, casual. Solitamente la giacca e la cravatta sono bandite ma chiedete ai vostri colleghi cosa è successo nella “passate edizioni” se questa è la vostra prima festa in azienda;
  • non gironzolate sempre intorno ai vostri superiori o ai capi per farvi notare, non servirà a nulla e vi noteranno solo in modo negativo;
  • tenete sempre in mano un bicchiere mezzo pieno in modo da avere una certa postura mentre camminate per cercare i vostri colleghi o altro;
  • bevete qualcosa di alcolico se vi sentite un po’ tesi e nervosi, vi aiutare a calmarvi e a socializzare meglio (bevete moderatamente, in base al vostro fisico e a seconda che guidiate o meno);
  • non bevete troppo altrimenti la socializzazione potrebbe cadere nel ridicolo o non avvenire affatto;
  • non andate via troppo presto o potreste apparire come snob o “orsi”;
  • non andate via troppo tardi se non sapete a cosa potreste andare in contro: in alcuni rarissimi casi vi ritroverete ad aiutare a pulire, altre volte potreste ritrovarvi a parlare di lavoro con un collega e a fare da “psicologo” ascoltando i suoi problemi. Se tutto ciò non vi dispiace, potete anche attardarvi, spesso questi sono i momenti più belli, rilassanti e “interattivi”;
  • non parlate di lavoro se non sono gli altri a farlo ma se la conversazione diventa troppo morbosa, sdrammatizzate e dite che siete tutti lì per divertirvi.

Cercate di vivere la festa aziendale come un momento di svago, di divertimento e di nuove conoscenze: sta comunque a voi decidere quanto e quando esporvi in determinate discussioni.
L’importante è sorridere con tutti, restare sereni e cogliere il maggior numero di aspetti positivi anche nelle situazioni “peggiori”.

Nov 26

Per aprire un negozio online ci vuole:

(tranne merce e contatti con i grossisti che si trovano nei motori di ricerca con un paio di giorni di fatica) un sito specializzato. Se hai un po’ di conoscenza di internet si può avere quasi tutto gratis.

1/ Hosting da 5 e qualcosa dollari all’anno (contratto di due anni) il dominio compreso -se non sbaglio, adesso tutti lo offrono compreso, e-shop software open source incluso. Puoi registare il dominio sul Registro del ccTLD.it (www.nic.it) Sinceramente, non sò che è stà cosa, il consiglio lo trovato pubblicato in una revista.

2/ E-shop software open source -ce ne sono diversi in net. Belli e semplici. A posto di e-shop software si può mettere il bottone di Paypal. Completamente gratuito.

 Se vuoi un negozio vero e proprio devi avere una partita IVA per la quale rivolgersi ad un commercialista (sempre consigliato da … ed il commercialista non è gratuito certo).

Dopodiche si deve communicare l’avvio dell’attività alla Camera Di Commercio.

Due buone notizie:

si può chiedere soldini al Commune o alla Regione per l’avvio di un’attività  online. (una amica aveva aperto lo studio con l’aiuto di commune di Torino, ha avuto poi grandi problemi per restituire questo prestito, perciò prima di prendere soldi valuta ben-bene se le condizioni sono accettabili perchè restituirli devi con i percenti)

Seconda buona notizia è che non ci vuole una licenza se non vendi alimentari.

Tutto questo se vendi quantità da negozio, non due-tre pezzi.

(Dalle riviste, propria esperienza e consigli di amici che lo hanno già fatto).

 

Nov 26

<p>
<i>
di MICHELA TRIGARI</i>
<p>
Un nuovo modello aziendale, ispirato ai paradigmi della musica: dall’accordatura degli strumenti alla sinfonia finale. Ecco allora che per far funzionare un’impresa serve un timbro distintivo, ritmo (regole-valori comuni e condivisi), armonia (valorizzazione e integrazione delle diversità) e melodia (creatività e innovazione). E’ quanto teorizza Franco Marzo, di Smart management srl, nel suo nuovo libro “Il modello B.A.C.H. - Business analysis of corporate harmony” (FrancoAngeli Edizioni). In uscita in questi giorni in libreria, il volume verrà presentato in anteprima il 27 novembre alle 18.30 a Milano, allo spazio Sirin in via Vela 15. <p>

“Nell’era della new economy alle aziende servono nuovi modelli organizzativi: non basta più analizzare i punti di forza e di debolezza, piuttosto che le opportunità o le minacce, per essere competitivi. In un mercato già saturo di beni materiali, per mandare in visibilio il pubblico, cioè cliente e stakeholder, e ottenere l’applauso, cioè volumi di vendite e sostegno economico finanziario, l’impresa deve suonare una musica risonante: potente, solida e affidabile da un lato, affascinante, orecchiabile, innovativa e creativa dall’altro”, spiega l’autore. <p>

Bolognese, 52 anni, self-made manager, negli oltre 25 anni di attività Franco Marzo ha percorso tutte le tappe di una carriera lavorando per Gavina, Polaroid, Volvo, Fondiaria Assicurazioni, Diners, San Paolo Imi, Sara Assicurazioni. Ora è tra i soci di Smart management, una società di consulenza, formazione e ricerca di Milano che si ispira ai modelli organizzativi e formativi dello sport e della musica. E’ al suo secondo libro: il primo, sempre con Franco Angeli, si intitola “Music manager®”: esperienza musica e arte manageriale”. <p>

Per portare un’impresa a suonare musica risonante, dice Marzo, c’è bisogno di “ritmo, armonia e melodia. Il ritmo sono le regole, che devono essere note, comuni, rispettate e condivise: da quelle per l’umana convivenza alla deontologia professionale fino al rispetto della legge. L’armonia, invece, è pensare che la diversità sia un valore da far crescere all’interno dell’azienda e da integrare insieme al resto delle conoscenze e delle competenze manageriali. La melodia, infine, è la capacità di valorizzare la creatività individuale e di gruppo, il pathos, la passione”, dice Franco Marzo. <p>

Se il teatro è il mercato globale, la musica l’output e l’orchestra la fabbrica, quest’ultima non deve necessariamente essere la Filarmonica di Berlino: “Deve però possedere una storia, una cultura e valori profondi, deve avere un senso indipendentemente dal genere di musica che ha deciso di suonare”, ovvero dal prodotto che ha scelto di commercializzare o dal servizio che ha preferito proporre, commenta l’autore. “L’azienda cioè deve emettere un suo timbro iniziale, deve dare il ‘La’, la vibrazione primaria, quello che una volta era il sogno dell’imprenditore” che l’ha fondata.<p>

Il senso profondo dell’impresa, allora, “va cercato in ciò che la connota sotto il profilo umano, nella relazione tra i musicisti, nella motivazione del personale, nell’onestà di fondo, nella tutela dei diritti dei lavoratori. Come in un’orchestra anche chi suona il triangolo ha la sua importanza, e deve avere il suo risalto, così l’immagine dell’azienda - sia all’interno sia all’esterno - la trasmette già subito la persona che sta al centralino”, continua Marzo. Come dire: una voce cortese e gentile è sempre meglio della segreteria telefonica.<p>

Ma in Italia esistono aziende del genere? “Le grandi case motociclistiche, automobilistiche o della moda incarnano un po’ questo spirito, questo modello organizzativo. La metafora è quella della musica come linguaggio universale; e Ferrari, Ducati, Brembo, Armani, solo per fare degli esempi, parlano questa lingua compresa da chiunque, suonano una musica che tutti riconoscono come tale. Una musica che funziona: unica, originale ed emozionante come quella che tutte le imprese, al di là della grandezza e del fatturato, dovrebbero suonare”.
<p>

fonte: data.kataweb.it »
Nov 26

SALUTE: A RISCHIO L’UDITO DI MILIONI DI GIOVANI

Il Comitato scientifico per i rischi sanitari emergenti, recentemente identificati della Commissione Europea, ha lanciato l’allarme nei confronti dell’uso di iPod e mp3

Il rapporto pubblicato il 14 ottobre 2008 dal Comitato Scientifico per i Rischi Sanitari Emergenti Recentemente Identificati (Csrsen) della Commissione Europea ha stabilito che il "5-10% di coloro che, per un periodo di almeno 5 anni, ascoltano la musica con apparecchi musicali portatili per più di un’ora al giorno tenendo l’apparecchio ad alto volume, rischiano una perdita permanente delle capacità uditive" .

Il team di 9 esperti del Comitato Scientifico, ha quindi stimato che tra i 2,5 e i 10 milioni di europei rischieranno di perdere l’udito se ascoltano la musica con lettori mp3 o iPod per più di cinque ore alla settimana per cinque anni, superando così i limiti imposti dalla Comunità Europea , 89 decibel, ed oltrepassando il livello di rumore legalmente consentito sul posto di lavoro e quindi considerato dannoso.

E’ un dato che spaventa e che deve allarmare soprattutto coloro che nutrono una certa "dipendenza" nei confronti di queste nuove tecnologie.

In passato il mirino era stato puntato su walkman e lettori cd, oggi invece sono mp3 ed iPod ad essere accusati di portare danni irreparabili all’udito, dato che sono in grado di riprodurre musica a volume molto elevato, senza danneggiare la qualità e la limpidezza del suono.

Sordità ed acufene sono solo due dei problemi che potrebbero colpire un giovane che ascolta musica a volume elevato per più di 5 ore al giorno. L’acufene o tinnitus è un disturbo costituito da rumori che, sotto forma di fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi e fastidi vari, vengono percepiti in un orecchio, in entrambi o in generale nella testa e che possono risultare fastidiosi incidendo sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Uno studio eseguito nel 2004 attesta che l’ascolto ottimale dovrebbe essere di circa un’ora al giorno e ad un volume che non vada oltre i 90 decibel, circa il 60% del livello di volume di un normale lettore mp3.

Già quattro anni fa quindi erano stati esaminati e calcolati i rischi provocati dall’uso di queste nuove apparecchiature. La Commissione intende prendere delle misure di regolamentazione a li vello comunitario per imporre che il volume dei lettori tipo Mp3 non superi il livello di guardia.

Secondo una nota della Comunità Europea, si stima che negli ultimi quattro anni siano stati venduti globalmente nell’Ue fra i 184 e i 246 milioni di lettori audio portatili, e in particolare tra i 124 e i 165 milioni di Mp3, mentre sarebbero fra i 50 e i 100 milioni le persone che fanno uso quotidianamente di questi apparecchi.

Sulla base dei dati pubblicati e delle analisi compiute, la Commissione organizzerà a Bruxelles all’inizio del 2009 una conferenza per valutare i reperti del Comitato Scientifico e discuterli con gli Stati membri, i rappresentanti dell’industria, i consumatori ed altre parti interessate, e per valutare quali soluzioni adottare.

Questi sono i problemi del passaggio dall’era analogica a quella digitale, che non devono generare "tecnofobia" o disincentivare l’acquisto di certi strumenti di ascolto, ma che meritano di essere conosciuti dai consumatori per essere prevenuti. Ma anche l’inquinamento provocato dalle discoteche non è da sottovalutare. Innovativa sotto questo punto di vista è la creazione della prima discoteca a minore impatto ambientale, la Club Watt di Rotterdam, inaugurata il 4 settembre scorso.

L’idea è della Sustainable Dance Club (SDC), un’azienda olandese che ha realizzato un originale ed intelligente modo per far divertire i giovani, inquinando meno l’ambiente e risparmiando energia.

Il pavimento della discoteca contiene un dispositivo in grado di trasformare in elettricità parte del calpestio di coloro che vi ballano sopra. Il motto del Club Watt è: "We want your energy".

Secondo il rapporto della SDC, la riduzione del consumo di energia è del 30%, di acqua del 50% e in termini di produzione di Co2 del 30%.

La musica da sempre è un collante sociale, un modo per trasmette e generare emozioni, é sinonimo di socializzazione, scambio, divertimento. E’ quindi auspicabile che non arrechi alienazione o danni di alcun tipo alla salute di coloro che la ascoltano, ma solo autentico benessere.

PER CHI VUOLE APPROFONDIRE

http://ec.europa.eu/health/opinions/en/hearing-losspersonal-

http://www.greenfacts.org

www.arpat.toscana.it/news/2005/099.pdf

fonte: blog.libero.it »
Nov 26

Anche ieri giornata nera: due vittime e sei feriti

Sei feriti e due vittime. E’ questa la triste statistica della giornata di ieri. La prima vittima è un operaio di 38 anni, Paolo Garavaglia, morto travolto da un tronco d’albero mentre stava lavorando nel parco della villa di un imprenditore a Capriano di Briosco. L’altra vittima è un imprenditore agricolo di Santa Croce Camerina (Rg), trovato morto sotto un trattore.

Sei invece gli altri operai feriti mentre si trovavano sul luogo del lavoro. Tra questi una donna di 31 anni della Bridgeport di Bolgare, azienda che produce valvole e accessori per impianti a gas, è rimasta ferita ad una mano e rischia di perde un dito. Ancora un operaio ferito a lavoro presso l’azienda Crespi di Ghemme. Un altro vicino Tivoli. Un altro all’opera al teatro di Roma. Altri due ricoverati all’ospedale di Castellaneta (Taranto) per le ferite riportate mentre svolgevano lavori di manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica.

fonte: blog.libero.it »
Nov 26

INQUINAMENTO AUTO TERRA! VIETA ACCESSO AI SUV IN TUTTI I VARCHI ZTL DI FIRENZE

Firenze, 24 Novembre 2008 - Questa notte sono apparsi 40 cartelli stradali nei 20 varchi di accesso alla ZTL di Firenze contro l’inquinamento da CO2 da auto che denunciavano i mancati controlli ai SUV. Si presentano così gli attivisti fiorentini dell’associazione ambientalista Terra!

Il Governo italiano boicotta il pacchetto clima dell’Unione europea, a danno dell’ambiente edegli Italiani. Il Comune di Firenze non controlla l’entrata dei SUV nel centro storico, che mette a rischio la salute dei fiorentini. "Secondo Terra! tocca ai cittadini organizzarsi - ha dichiarato Daniel Monetti di Terra! - e questa notte abbiamo voluto dare l’esempio."

La segnaletica stradale di Firenze, andando in tilt per l’emissione di CO2, ha denunciato: "Vietato l’ingresso al centro storico per i veicoli con emissioni di CO2 superiori a 120 g/km", "Vietato l’accesso ai SUV", "Vietato respirare!". Sono i cartelli stradali che gli attivisti dell’associazione Terra! hanno collocato in corrispondenza dei varchi ZTL di Firenze la scorsa notte, per denunciare il crescente inquinamento nella città e lo scarso impegno del Comune di Firenze ad esercitare i controlli sul passaggio dei SUV nel centro storico cittadino.

"È in gioco il futuro di tutti noi. Il nostro governo boicotta il pacchetto clima europeo e in questo modo minaccia la salvaguardia del pianeta, la sicurezza e la salute degli italiani - ha aggiunto Monetti - Ridurre le emissioni di CO2 non è un lusso, è una necessità. I danni alla salute che ciascuno di noi pagherà per i cambiamenti climatici e le sue incalcolabili conseguenze economiche, saranno di gran lunga superiori ai costi di investimento richiesti per una maggiore efficienza energetica".

Apponendo ai varchi della ZTL dei chiari cartelli di divieto d’accesso ai SUV Terra! ricorda che esiste un’ordinanza approvata proprio dal Comune di Firenze e in vigore dal gennaio 2005, che

vieta l’ingresso dei SUV nel centro storico. Mancano però controlli adeguati, e negli ultimi tre anni sono stati appena 120 - 150 i veicoli ai quali è stato respinto il rinnovo del permesso per entrare in centro, a fronte di 20-30 mila permessi complessivamente concessi. E’ un po’ poco nonostante le buone intenzioni - ha dichiarato Teresa Bagni, della sezione fiorentina di Terra! - Se veramente vogliamo che Firenze si riappropri del suo centro storico e che soprattutto voglia tutelare la salute dei fiorentini, bisogna che il Sindaco Domenici si faccia promotore di un’ordinanza che basi gli ingressi alla ZTL sulle emissioni di CO2 degli autoveicoli."

Terra! sottolinea come in 50 anni l’industria dell’automobile non ha fatto sostanziali passi in avanti ed è l’unico settore a non aver abbassato le emissioni. Nel 2005 il trasporto su strada è stato responsabile del 20,9% delle emissioni nazionali di gas serra e il 60% di queste emissioni deriva proprio dalle autovetture private. E il trend è in continua ascesa. Terra! richiede che siano fissati a 120 g per Km entro il 2012 i limiti di emissioni di CO2 per le auto di nuova produzione".

Terra! invita tutti i cittadini fiorentini a firmare una lettera indirizzata ai parlamentari europei, affinché si impegnino a tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini.

E’ possibile inviare le lettera con un semplice click dall’indirizzo http://www.terraonlus.it/mail.php

Per maggiori informazioni:

www.terraonlus.it/press-pack

www.terraonlus.it

fonte: blog.libero.it »
Nov 26

data-post-argomento

24-1770 businnes dislessia: il mio vissuto di madre

24-1769 donne affette da endometriosi: anche questa è violenza

23-1768 morti d’amianto: una vignetta che parla dei criminali

23-1767 morto Sandro Curzi, un comunista, una vita spesa bene

23-1766 famiglia: ogni tre giorni viene uccisa una donna

22-1765 a Chiaiano diecimila e-mail contro l’amianto

22-1764 donne e lavoro: in aumento le discriminazioni

22-1763 pedopornografia: l’Italia ai primi posti nel mondo

21-1762 strage alla Umbria Olii: dopo due anni ancora rinviii

21-1761 giornata mondiale: dalla parte del “disordine dei bambini”

21-1760 senza fondi la ricerca europea contro la tubercolosi

20-1759 strage sul lavoro, il sistema non si lascia intimidire

20-1768 psichiatria: attacco alla civiltà della legge Basaglia

19-1757 migranti: i medici non vengano meno ai loro doveri

19-1756 violenza contro le donne: la dis/informazione in Italia

19-1755 si rimette in cammino il movimento acqua pubblica

18-1754 IL PUNTO omicidio volontario alla ThyssenKrupp

18-1753 infermieri, un patto con le donne vittime di violenza

>>> SOMMARIO NOVEMBRE/1  POST 1752

fonte: blog.libero.it »
Nov 26

DISLESSIA, CRESCITA E SALUTE DEI BAMBINI

Il mio vissuto, in merito all’articolo della professoressa (vedi post 1742 del 14/11)

Le nostre storie sono tutte diverse e il bello della parola è che è uno tra i mezzi che abbiamo per raccontarcele. Così quando ho letto il pezzo sulla dislessia mi sono ritrovata a ricordare quando io, anzi i miei figli hanno cominciato a farci i conti. Per quanto ci siano cose peggiori, la dislessia è una gran scocciatura e a volte se mal gestita può creare problemi da cui i nostri ragazzi faticano ad uscire, non è facile gestire una difficoltà così evidente in ambito scolastico, che fa spesso pensare ai prof, ai genitori – ma ci fa o ci è?- e se ci è, definiamo questo modo di essere: pigro, distratto, disinteressato, potrebbe ma non vuole, cognitivamente ed affettivamente inadeguato… quante volte mi sono sentita dire che i miei figli sono viziati, che altri ragazzini dislessici – ci marciano-, - ne approfittano per non lavorare-. Perché è difficile per il mondo adulto capire che a volte dietro il disinteresse o i comportamenti indisciplinati ci siano dei reali problemi che provocano un disagio così profondo e di difficile gestione sia per i bambini che per i genitori.

Invece, spesso è “solo” la dislessia che si esprime in vari modi, leggere male a 15 aa, non ricordare la sequenza dei mesi dell’anno, le tabelline, scrivere come una gallina ubriaca, imparare a scrivere e dimenticarsene dopo le vacanze, fare errori di ortografia concessi solo alle elementari, ma quando hai 13 anni… non avere mai voglia di leggere (e ti credo!), scegliere modalità comunicative e di svago apparentemente superficiali…

A me non è mai capitato di vedere i miei figli obbligati ad usare un ausilio tipo il computer, anzi ho sempre dovuto lottare contro l’ignoranza di alcuni professori, la diffidenza di altri che vivono i genitori come rivendicativi e privi di obbiettività nei confronti dei loro figli, mi sono dovuta sorbire “predicozzi” su come mi dovevo comportare con i miei figli perché secondo alcuni avrei potuto rovinarli e farne dei diversi con “questa storia della dislessia e chessarà mai? Lo faccia leggere vedrà che impara!”. Fortunatamente ho anche trovato professori che mi hanno ascoltato e soprattutto sono stati realmente disponibili con i miei ragazzi e le cose adesso stanno andando per il verso giusto, ma quanta fatica, per me e  soprattutto per loro!!

Purtroppo il business sugli ausili è cosa nota, avete idea di quanto costi una carrozzina o un paio di scarpe ortopediche? Figuriamoci se l’interesse non si allarga anche a questa “nuova” problematica, che coinvolge non solo bambini e famiglie, ma scuola, servizio sanitario nazionale ecc.

Questo però non vuol dire che non dobbiamo servircene, ben venga la sintesi vocale, l’uso della calcolatrice e di tutti gli ausili  che fanno si che  il rendimento varii di molto, visto che quel che manca è un automatismo e non “il cervello”, l’uso del computer e di tutti gli altri ausili non è qualcosa che blocca lo sviluppo cognitivo dei nostri figli dislessici, anzi è uno strumento che apre le porte alla libera espressione dell’intelligenza, della curiosità, della gratificazione data dal riuscire a eseguire performances che per tanto tempo sono state così faticose da far loro perdere il piacere della conoscenza.

Ben vengano gli audiolibri che non fanno stancare dopo 5 righe di lettura “normale”, perdendo il ritmo e l’emozione del racconto, che  permettono di separarsi dalla dipendenza dell’adulto che legge per loro, felice di farlo certamente, ma io non so e posso solo immaginare cosa voglia dire per l’autostima di uno-a ragazzino-a farsi leggere un libro a 16 aa, invece l’audiolibro permette di entrare nei racconti come se la lettura fosse quella a cui i non dislessici sono abituati. Avete idea della fatica di studiare quando si aggiunge la fatica della lettura? Come faccio ad apprezzare le avventure del mio eroe se dopo qualche riga la - e - e la - a -, la - p - e la - q -  e chissà cos’altro si confonde? E’ come andare in montagna con qualcuno senza zaino, avendone a spalle uno che pesa 40 chili! Dopo un po’ in montagna non mi ci vedono neanche dipinto, e che spettacolo perdo se non guadagno la cima, e mai potrò dire - io lassù ci sono stato – mentre so che il mio amico ci va senza fatica.

Ogni ausilio va però usato solo quando ce n’è la necessità, dopo un’attenta valutazione dei bisogni del ragazzo-a, non tutti sono discalculici, non tutti hanno la stessa difficoltà orografica  o di lettura, i dilessici non sono tutti uguali, allora attenzione a sceglier bene, aiutati dai professionisti che si occupano con noi dei nostri figli. Il rapporto di noi genitori con il foniatra, lo psicologo, lo psicopedagogista, il logopedista (che è il riferimento più importante per i nostri figli) dev’essere di collaborazione, non di accettazione supina delle proposte, anche i nostri figli devono abituarsi ad esprimere i proprie opinioni sull’utilizzo dell’ausilio, le loro sensazioni, le loro esigenze, la loro rabbia e poi la loro soddisfazione per i risultati che arriveranno, non dimentichiamoci che i soggetti di questo cammino sono loro e non devono essere passivi, né ricevere l’ausilio e le proposte passivamente, quasi fossero dei malati a cui viene dato l’aiutino per tribolare di meno. I nostri figli dislessici devono essere protagonisti e crescere con la loro dislessia come compagna di viaggio magari noiosa e scomoda, ma sulla quale hanno il controllo, loro conducono la dislessia nei meandri dello studio e del loro sviluppo cognitivo e affettivo, non è la dislessia a condurli.

Quindi anche se ci sono interessi attorno a questo problema, sfruttiamo quel che il sistema ci offre e teniamo a bada con critica partecipazione tutto ciò che non centra niente con i nostri figli, i vostri alunni, i vostri pazienti dislessici, la speculazione non dovrà, non deve condizionare un cammino che  può essere complicato più del dovuto se ci lasciamo prendere dalla voglia di far finta che tutti ce l’abbiano con noi,  che sia tutto uno schifo, concentriamoci con e sui nostri figli e per il resto teniamo la guardia alta.

Dunque grazie a chi tiene alto il controllo sulle speculazioni e ci aiuta con spirito critico a guardare oltre.

Silvia Falco

fisioterapista

Redazione Lavoro e Salute        

fonte: blog.libero.it »
Nov 26

ANCHE QUESTA E’ VIOLENZA SULLE DONNE

E se la violenza si presentasse sotto forma di malattia cronica, dolorosa, invalidante ed i medici ti trattassero da isterica ed esaurita oppure peggio ignorassero quello che gli racconti? E se per avere una diagnosi precisa della malattia, dopo che ti hanno detto che sei stressata, stanca e che sei esagerata, si debbano attendere tra i 7 e 9 anni, possiamo definire anche questa una violenza? E se il tuo desiderio di diventare madre venga a trovarsi tragicamente, improvvisamente di fronte ad una malattia che invece ha lavorato in silenzio e ti ha occluso le tube, ha creato aderenze, sconvolto e distorto i tuoi organi riproduttivi e chi ti sta intorno ti consola con un “E’ la volontà di Dio”? E se per avere un figlio devi spendere tra i 10.000 ed i 20.000 euro andando in terra straniera perchè a casa tua hai una legge che violenta quotidianamente le donne (dicasi legge 40/2004)? E se in pochi anni subisci dai 2 ai 3 interventi in anestesia generale perchè la malattia si è riformata e magari il medico non ha operato in modo degno, si può definire volenza anche questa? Questa violenza che colpisce circa 3 milioni di donne in età fertile in Italia ha un nome, ENDOMETRIOSI un nome che quando nella maggior parte dei casi lo pronunci ti dicono: Endo…che?? Ecco, questo sentirsi dire endo…che?, è la violenza più grande nonostante tu abbia già fatto decine di visite ginecologiche, decine di volte hai raccontato le tue sofferenze, decine di volte hai pianto e pregato che i dolori passassero, ma quell’endo che?, ti riporta sempre e soltanto a sentirti sola e con un grande senso di smarrimento. La tua autostima, i tuoi rapporti sociali, la tua vita di coppia, il lavoro va a ramengo a causa sua, dell’endometriosi che si è intrufolata nella tua vita e si è fatta immediatamente viva con dolori al ciclo mestruale sempre più forti, dolori all’ovulazione che ti piegano in due, dolore ai rapporti sessuali che preghi solo che finisca in fretta e con un dolore lancinante nel cuore perchè ti hanno appena detto che a causa dell’ ENDOMETRIOSI, non potrai avere figli. Però lei è violenta e tenera come nessun’altra malattia perchè con tutte noi si è comportata in modo diverso:c’è chi non ha quasi mai dolore, chi dopo un intervento di pulizia ottimale (quando trovi il chirurgo competente) è riuscita ad avere un bambino anche due e chi invece con terapia ormonale continua (estroprogestinici) riesce a condurre una buona qualità di vita. C’è chi invece ha subito dei danni permanenti come una resezione intestinale, la perdita di un rene o lo strazio del vivere 6/8 mesi con un ano artificiale (il cosiddetto sacchetto); chi invece deve fare i conti con un danno chirurgico permanente come la vescica neurologica ovvero non sentire ed avere più la capacità di urinare spontaneamente e quindi doversi autocateterizzare. E questo senza che si possa rientrare in una categoria protetta per le esenzioni o per il lavoro…niente di niente!” L’ ENDOMETRIOSI di fatto non esiste e se ce l’hai ed in sala operatoria hanno sbagliato pazienza, ti tieni le infezioni batteriche e vai avanti e cerchi almeno di attivarti per aiutare altre donne. Ora io mi rivolgo a tutti coloro che leggeranno questo post e mi rivolgo in particolare alle giornaliste: ritenete giusto che in Italia nel 2007, l’ENDOMETRIOSI (dopo quello che ho raccontato, che è solo una piccola parte) non sia ancora stata riconosciuta malattia cronica? E che nonostante gli sforzi di tre parlamentari donne (Bianconi, Bianchi, Zanotti) e l’impegno delle associazioni di pazienti, non sia ancora stata approvata la legge che riconosca alle donne affette da endometriosi la possibilità di ottenere l’esenzione del ticket per le ingenti spese farmaceutiche sostenute? Le donne con endometriosi sintomatica sono circa il 65% del totale delle pazienti e purtroppo per chi lavora nel privato, ma anche nel pubblico, l’assentarsi per malattia almeno 3 giorni al mese o diverse settimane a causa degli interventi chirurgici, il rischio licenziamento o mobbing è dietro l’angolo. L’ignoranza ed il silenzio complice di una parte della classe medica, fa si che le donne con ENDOMETRIOSI si ritrovino a doversi battere con un mostro che le divora all’interno e con i mass media che snobbano o relegano in quart’ ultima pagina le notizie relative agli eventi organizzati dalle associazioni di pazienti. I mass media che dovrebbero fare su larga scala quanto noi stiamo cercando combattivamente di fare: INFORMARE PER PREVENIRE! PER UNA MALATTIA PER LA QUALE NON E’ POSSIBILE FARE PREVENZIONE, L’UNICO MODO DI ARGINARE I DANNI PROCURATI DALLA MALATTIA, E’ INFORMARE. Informare le ragazzine di 20 anni che non è NORMALE soffrire durante il ciclo, che non è normale fare l’amore ed avere dolore nel retto o sotto la pancia, che non è normale avere continuamente la cistite o il colon irritabile. Una donna forte e coraggiosa ha voluto raccontare la sua vita con l’endometriosi, con le difficoltà legate alla fecondazione assistita ed il suo viaggio “della speranza” in Austria. Una donna che sostiene ed è parte attiva dell’Associazione Progetto Endometriosi A.P.E. Onlus e che ha fatto della sua esperienza un libro dal titolo forte, ma significativo: “CANTO XXXV - INFERNO - DONNE AFFETTE DA ENDOMETRIOSI”. Il libro è uscito a fine novembre 2007 ed al momento in fase di ristampa. Veronica Prampolini, l’autrice, è una giovane donna di Reggio Emilia che con rabbia e caparbietà vuole, attraverso il suo libro, far puntare i riflettori su una malattia che coinvolge 3 milioni di giovani donne in Italia. Giovani donne che non possono esprimere al meglio ed in pieno la propria capacità lavorativa e personale. Veronica ha anche creato un sito internet: www.donneaffettedaendometriosi.it ed un blog http://blog.libero.it/librodade/ nel quale vengono raccolte le numerose testimonianze e ringraziamenti per il suo impegno. A fianco di Veronica c’è l’ A.P.E. Onlus associazione di pazienti a carattere nazionale con sede a Reggio Emilia che fa del fare informazione sulla malattia,la priorità assoluta. A coloro che leggeranno chiediamo semplicemente che venga fatta informazione corretta ed esauriente e che non si sottovaluti il problema per l’ennesima volta! Siamo stanche di sentirci classificate come malate di serie “C”, le malattie non hanno codici e circa 3 milioni di giovani donne in Italia hanno diritto a ricevere attenzione ed ascolto.

Grazie!

Associazione Progetto Endometriosi Onlus

www.apeonlus.info

fonte: blog.libero.it »
Nov 26

 

Incidenti lavoro, operaio muore travolto dal carico di una gru

Como - Un uomo è morto per un incidente sul lavoro mentre eseguiva opere di giardinaggio in una villa di Briosco.  L’operaio, Paolo Garavaglia,di 38 anni dipendente di una ditta di Capiago Intimiano, in provincia di Como, insieme al titolare dell’azienda, stava spostando alcuni tronchi d’albero precedentemente, tagliati con una piccola gru, manovrata dal principale. A un tratto dal gancio di carico si è staccato uno dei tronchi che ha investito la vittima uccidendola sul colpo. Inutile, infatti, si è rivelato l’intervento del 118, giunto sul posto con ambulanza ed elicottero di soccorso: ai sanitari non è rimasto che constatare il decesso mentre i carabinieri della Compagnia di Seregno stanno indagando sulle cause che hanno provocato la caduta del tronco dalla gru.

 

Incidenti lavoro, agricoltore muore travolto da un cingolato

CHIETI - Incidente agricolo mortale ad Atessa, (Chieti): ha perso la vita Camillo Cinalli, 57 anni, dipendente del Comune. L’uomo stava rientrando dai campi, era presso casa quando improvvisamente ha perso il controllo di un cingolato che si è ribaltato e lo ha schiacciato. Non si esclude che l’uomo sia stato colpito poco prima da malore.

Incidenti lavoro, morto agricoltore schiacciato dal trattore

 RAGUSA - Giovanni Agnello, imprenditore agricolo di 67 anni di Santa Croce Camerina (Rg), e’ stato trovato morto sotto un trattore. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, l’uomo sarebbe rimasto vittima di un infortunio sul lavoro mentre era alla guida del mezzo che si sarebbe ribaltato. L’imprenditore si era recato nel terreno di sua proprietà, nella periferia di Santa Croce Camerina a Punta Secca, per eseguire dei lavori.

 

Incidenti lavoro, operaio cade e si frattura una spalla

ROMA -  Un operaio è caduto durante i lavori di ristrutturazione all’interno del teatro dell’Opera di Roma: italiano, 41 anni, ha fatto un volo di circa due metri provocandosi la frattura della spalla. L’uomo è stato trasportato all’Umberto I.

 

Incidenti lavoro, operaio ferito dopo una caduta da una scala

SAVONA - Infortunio sul lavoro questo pomeriggio a Urbe in località Vara Inferiore, nei pressi del campo sportivo. Un manovale di origini algerine, P.M. 45enne residente a Millesimo è caduto procurandosi la frattura di un braccio.

Sul posto sono intervenuti i militi della croce rossa di Urbe e il personale medico del 118. L’uomo è stato trasferito in codice giallo al pronto soccorso del San Paolo di Savona.Secondo una prima ricostruzione l’uomo stava lavorando su una scala quando, per ragioni ancora da chiarire, ha perso l’equilibrio cadendo rovinosamente a terra e nel tentativo di proteggersi il volto si sarebbe fratturato il braccio.

 

Incidenti lavoro, impiegata ferita: perderà un dito

BERGAMO  - Incidente in  una ditta di Bolgare, dove un’impiegata, una donna di 31 anni, di Almenno San Salvatore, è rimasta impigliata con la sciarpa in un macchinario e ha riportato lo schiacciamento di una mano. Forse perderà un dito. Decisivo l’intervento di un collega della donna, un operaio che, vista la situazione, è riuscito a bloccare subito il macchinario, evitando conseguenze più gravi. Subito soccorsa, la donna è stata portata ai Riuniti di Bergamo con l’elicottero del 118 e le sue condizioni non sarebbero gravi.

L’incidente è avvenuto verso le 16 e in ditta, la Bridgeport di Bolgare, è scattato subito l’allarme, con l’intervento dei soccorritori ma anche della polizia locale e dei tecnici dell’Asl per valutare la situazione e il rispetto delle normative di sicurezza. Secondo una prima ricostruzione, la donna stava passando vicino a un grosso macchinario e la sua sciarpa è rimasta impigliata. La donna è stata dunque trascinata verso gli ingranaggi, prontamente bloccati da un operaio che ha assistito all’accaduto.

 

Incidenti lavoro, crolla muro della cucina, ferite due cuoche

ROMA - Momenti di paura invece stamani nella clinica Valle Fiorita, nella periferia nord a Roma, in via Torrevecchia. Uno dei muri della cucina è crollato per cause ancora da accertare. A rimanere ferite sono state le due cuoche trasportate all’ospedale San Filippo Neri.

 

Incidenti lavoro, operaio ferito da un nastro trasportatore

ROMA - Un operaio è rimasto ferito mentre lavorava nelle ex fabbriche Pirelli a Tivoli, in via Tiburtina 183. L’uomo è rimasto incastrato nel nastro trasportatore per cause ancora da accertare. E’ stato ricoverato per una probabile frattura al bacino e a una gamba.

 


Enel: al via la prima settimana internazionale della sicurezza sul lavoro

 

“Everyone for Safety” è lo slogan scelto per l’iniziativa che coinvolgerà i dipendenti delle sedi italiane e straniere dell’azienda. Secondo i dati dell’Enel negli ultimi 4 anni il numero complessivo degli infortuni è diminuito del 45%

ROMA - Sette giorni, dal 24 al 30 novembre, dedicati al tema della sicurezza sul lavoro. E’ stata inaugurata oggi alla presenza del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, la prima settimana internazionale sulla sicurezza promossa dall’Enel. "Everyone for Safety" è lo slogan scelto per l’iniziativa che coinvolgerà i dipendenti delle sedi italiane e straniere dell’azienda per l’energia elettrica. Durante la settimana verranno organizzate più di 250 iniziative per aumentare la consapevolezza sui temi della sicurezza e salute dei lavoratori, e giungere all’ambizioso obiettivo degli "infortuni zero". ”La sicurezza è una nostra priorità", ha sottolineato l’amministratore delegato dell’azienda Fulvio Conti. "Non è ammissibile che delle persone perdano la vita, o si facciano male lavorando, per l’Enel o per chiunque altro". L’amministratore delegato dell’Enel ha quindi fatto osservare un minuto di silenzio per i 13 operai del gruppo che quest’anno hanno perso la vita in Italia e all’estero. "Negli ultimi anni, grazie all’impegno profuso da tutto il nostro gruppo, gli indici della sicurezza di Enel sono migliorati", ha continuato. "Ma non potremo ritenerci soddisfatti finché non avremo raggiunto il traguardo zero incidenti’‘. Il ministro del Welfare Sacconi, dal canto suo, ha ribadito la necessità di "dare attuazione al testo unico" per la sicurezza sul lavoro. "Vogliamo farlo" ha spiegato, "anche se abbiamo chiesto alle parti sociali di individuare delle correzioni". Alcuni punti che prevedono "investimenti", comunque, secondo Sacconi stanno "per essere attuati". In particolare gli ambiti in cui il governo intende intervenire con priorità sono quelli della "formazione e informazione". Durante tutta la settimana i manager di Enel saranno impegnati in prima persona in oltre 60 "Safety Walk", una serie di visite agli impianti per promuovere la prevenzione degli infortuni, verificare l’applicazione delle norme, l’adozione di comportamenti sicuri, lo stato e la manutenzione di strutture e macchinari. Sono state programmate inoltre più di 80 simulazioni, dall’evacuazione di edifici alle esercitazioni antincendio, nonché momenti di formazione, workshop, coinvolgimento del territorio, delle scuole e delle famiglie.

Negli ultimi 4 anni, riferisce una nota dell’Enel, il numero complessivo di infortuni (in occasione di lavoro e in itinere) è diminuito del 45%, passando dai 1.336 del 2004 ai 740 del 2007. Anche l’indice di frequenza che rappresenta il numero di infortuni rapportato alle ore lavorate (espresse in milioni) è diminuito, passando da 9,69 del 2003 a 5,47 del 2007, con una riduzione del 44%. Gli infortuni si sono ridotti anche in termini di gravità:  tra il 2006 e il 2007 gli infortuni gravi che hanno riguardato i dipendenti Enel sono diminuiti da 17 a 11 e gli infortuni mortali, tra il 2005 e il 2007 sono passati da 4 a 1.

 

Fonte:  INAIL

 

fonte: blog.libero.it »
Nov 26

La festa aziendale è una ricorrenza che molte aziende organizzano soprattutto per compensare la perdita di autorevolezza subita a causa della normale gerarchia sul posto di lavoro.
E’ un modo per assicurarsi una diversa socializzazione tra i dipendenti in un ambiente che non sia quello lavorativo.

A seconda dell’immagine che l’azienda ha sul mercato locale, nazionale o mondiale, la festa può essere più o meno imponente: si parte da semplici ritrovi tra colleghi a mega eventi dove la fantasia del catering non conoscerà limiti.
Il benessere dei dipendenti è molto importante quindi le feste aziendali devono essere un momento di puro divertimento, di gioco, di risate, in cui possono essere presentati particolari piani futuri dell’azienda ma dove parlare di lavoro è comunque “vietato”.
Nelle feste aziendali le preoccupazioni si devono dimenticare così da trascorrere del tempo insieme ai propri colleghi e magari scoprire dei lati diversi e più piacevoli del collega di scrivania con cui trascorriamo ogni giorno 8 ore del nostro tempo.

Tutti, però, sappiamo che le feste aziendali vengono viste molto spesso come un momento di ulteriore stress, una sorta di interminabile giornata lavorativa in cui si ritornerà ad essere “bloccati” in azienda per altre 4-5 ore, non sapendo come non commettere errori, come comportarsi con i superiori (mai visti prima), quando è il momento giusto per andare via…
Probabilmente il vero motivo per cui molti odiano le feste aziendali è riconducibile alla vita lavorativa all’interno della stessa azienda e non alla festa di per se.
A parte una normale riluttanza che si può avere verso il generale caos di tutte le feste, se il nostro lavoro non ci soddisfa e il rapporto con colleghi e superiori è conflittuale per vari motivi (leciti e non), anche la festa aziendale verrà vissuta nel peggiore dei modi.
Premettendo che le aziende dovrebbero essere le prime a capire che la festa aziendale non è come il giorno di Natale in cui tutti sono più buoni (e dopo?), cercate di trascorrere queste poche ore in serenità, accettando il fatto che quasi tutti i colleghi presenti la pensano come voi: “Sono venuto solo perché sarebbe stato sconveniente non esserci”.

Per le feste aziendali l’invito viene spesso esteso alle famiglie perciò non conoscere nuove persone sarà davvero impossibile: chi è già sposato potrà conoscere altre coppie e se ambedue avranno dei figli, anche loro potranno fare nuove amicizie. Anche per i single potrà essere l’occasione per conoscere un amico/a di un/una collega.

Probabilmente il momento di maggiore stress è l’incontro col grande capo (se mai avverrà), quello che forse vedrete solo in queste occasioni e che probabilmente dopo tre secondi che vi avrà conosciuto, si sarà già dimenticato di voi, del vostro nome e della vostra mansione in azienda.
Nessun problema. L’importante è restare calmi e tranquilli. Non è un colloquio di lavoro. Il vostro lavoro ce l’avete già e questa è solo una formalità doverosa durante tali eventi.

Alcuni consigli per sopravvivere alla festa aziendale possono essere:

  • vestitevi in maniera sobria, semplice, casual. Solitamente la giacca e la cravatta sono bandite ma chiedete ai vostri colleghi cosa è successo nella “passate edizioni” se questa è la vostra prima festa in azienda;
  • non gironzolate sempre intorno ai vostri superiori o ai capi per farvi notare, non servirà a nulla e vi noteranno solo in modo negativo;
  • tenete sempre in mano un bicchiere mezzo pieno in modo da avere una certa postura mentre camminate per cercare i vostri colleghi o altro;
  • bevete qualcosa di alcolico se vi sentite un po’ tesi e nervosi, vi aiutare a calmarvi e a socializzare meglio (bevete moderatamente, in base al vostro fisico e a seconda che guidiate o meno);
  • non bevete troppo altrimenti la socializzazione potrebbe cadere nel ridicolo o non avvenire affatto;
  • non andate via troppo presto o potreste apparire come snob o “orsi”;
  • non andate via troppo tardi se non sapete a cosa potreste andare in contro: in alcuni rarissimi casi vi ritroverete ad aiutare a pulire, altre volte potreste ritrovarvi a parlare di lavoro con un collega e a fare da “psicologo” ascoltando i suoi problemi. Se tutto ciò non vi dispiace, potete anche attardarvi, spesso questi sono i momenti più belli, rilassanti e “interattivi”;
  • non parlate di lavoro se non sono gli altri a farlo ma se la conversazione diventa troppo morbosa, sdrammatizzate e dite che siete tutti lì per divertirvi.

Cercate di vivere la festa aziendale come un momento di svago, di divertimento e di nuove conoscenze: sta comunque a voi decidere quanto e quando esporvi in determinate discussioni.
L’importante è sorridere con tutti, restare sereni e cogliere il maggior numero di aspetti positivi anche nelle situazioni “peggiori”.

Nov 26

Molti prodotti chimici utilizzati nella maggior parte delle aziende (non solo chimiche) presentano diversi rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Il pericolo di questi prodotti si può nascondere dietro nomi molto comuni, e spesso sottovalutati, come: varichina, antigelo, diluente, vernice, sgrassante, alcol…
Sono tutti d’uso corrente durante una giornata lavorativa e senza rendersene conto vengono utilizzati diverse volte al mese.

Il fatto che questi prodotti siano pericolosi lo si deve alle proprietà intrinseche delle sostanze stesse nel momento in cui vengono a contatto con l’organismo umano durante il normale uso: infiammabilità , reattività, tossicità, corrosività..
Durante il normale orario di lavoro, i lavoratori possono essere esposti a sostanze pericolose sia accidentalmente (a causa di un’esplosione, un incendio, la rottura di tubature o serbatoi…) sia in modo abituale (utilizzo quotidiano sul posto di lavoro perché direttamente legate alla mansione svolta)
Il livello di gravità che tali sostanze possono avere sul corpo umano è legato alla quantità assunta e al tempo di esposizione durante il quale il lavoratore è stato in contatto con la sostanza stessa.

Effetti sulla salute
Negli esseri viventi, inclusi l’essere umano, la sostanza tossica può penetrare all’interno dell’organismo in tre modi principali: cute, polmoni (durante la respirazione), ingestione.
Certamente esistono diversi tipi di intossicazione:
-    acuta quando l’esposizione è di breve durata ma la potenza della sostanza e il suo assorbimento sono immediati o comunque molto rapidi;
-    cronica gli effetti dannosi sulla salute si manifestano dopo una prolungata/frequente esposizione a quantità talmente minime da non essere avvertite nell’immediatezza (pensiamo all’amianto, al carbone, ma anche a fumi di vario genere incluso quello attivo o passivo delle sigarette).
Qualunque dei due casi si prenda in esame, il livello di gravità è legato anche a caratteristiche fisiche soggettive.

Prevenzione
Di seguito potrete leggere un elenco delle accortezze che bisogna adottare (o devono essere adottate dall’azienda per cui si lavora) per ridurre al minimo gli effetti dannosi che le sostanze chimiche possono avere sul fisico dei lavoratori.
-    I recipienti che contengono prodotti pericolosi devono essere etichettati da chi lo ha appena riempito.
-    I fornitori di sostanze pericolose devono consegnare una scheda di sicurezza all’utilizzatore prodotto.
-    L’azienda deve avere come priorità il censimento delle sostanze pericolose limitandone l’utilizzo agli addetti e cercando continuamente sul mercato prodotti dalle pari caratteristiche ma meno tossici.
-    Istruire gli addetti ai lavori sulle etichette e la pericolosità delle sostanze.
-    Informare in anticipo i lavoratori sui rischi presentati dall’utilizzo di alcune sostanze tossiche soprattutto se si tratta di nuove od equivalenti prodotti.
-    Limitare sempre e comunque l’esposizione dei lavoratori a sostanze tossiche e far rispettare sempre i livelli di esposizione massima raccomandati (nelle schede di sicurezza viene riportato tale limite).
-    Installare e controllare periodicamente i sistemi di protezione collettiva (sensori di rilevamento, aeratori e purificatori d’aria…) oppure utilizzare i sistemi di protezione individuale quando questo non fosse possibile.
-    Dotare ogni posto di lavoro di una scheda informativa che spieghi ai lavoratori i rischi e le precauzioni da adottare durante l’orario di lavoro.

Fonte: Ispesl.it

Nov 26

Il lavoro del barman è, a detta di molti, uno dei più belli al mondo. Molto faticoso ma certamente remunerativo e, nella specialità acrobatica/freestyle, artistico e spettacolare da lasciare a bocca aperta chiunque abbia avuto la fortuna di vedere esibizioni del genere.
Degno di nota è Fabio Bacchi, arrivato 2° nella 75ima edizione dell’IBA 2007, il prestigioso concorso mondiale che decreta i campioni del mondo in questa professione.
Forse è anche grazie all’indimenticabile film del 1988 “Cocktail” con Tom Cruise che questo mestiere (nella specialità acrobatica, freestyle, bartender) si è ancor più diffuso nel mondo e in Italia, dove l’AIBES, (Associazione Italiana Barmen E Sostenitori) fondata nel lontano 1949, conta ben 3100 soci professionisti italiani.

I drink esistenti al mondo sono davvero tantissimi, ma solitamente i più richiesti non sono più di qualche decina.
L’importante in questo lavoro è sapere seguire le mode, riconoscere e analizzare i cambiamenti e adeguarsi di conseguenza.
Il barman deve saper dare un tocco di originalità e personalità ai suo drink, lasciando nel contempo una forte tradizione alla base.
A fine giornata stila una elenco degli “ingredienti” che mancano in magazzino in modo che la sera sia tutto pronto per servire i clienti ed eventualmente dare spettacolo.
Uno degli aspetti più importanti è saper comunicare con la clientela, soprattutto se il luogo di lavoro è una nave da crociera o un luogo poco affollato come i bar degli hotel di lusso (da precisare che in questo ultimo caso la componente spettacolo non sarà mai richiesta).

Competenze
Il barman deve conoscere approfonditamente il settore bevande, sia come modo di servire il prodotto che come varietà nell’offerta: cocktail, long drinks, analcolici, ecc.: non c’è cosa peggiore che dire al cliente di turno: “Mi dispiace ma questo cocktail non lo conosco”. I barman hanno comunque sempre a portata di mano un ricettario dove sono riportate tutte le quantità e modalità per preparare un qualsiasi cocktail.
Egli deve conoscere le tecniche di miscelazione delle diverse bevande, gli alcolici nazionali ed esteri ed avere un particolare senso creativo che gli permetta di sperimentare e appagare l’occhio della clientela. Molto importante è conoscere almeno la lingua inglese.

Formazione
Si può svolgere questa professione possedendo un diploma ad indirizzo alberghiero IPSSAR (Istituto Professionale Statale Servizi Alberghieri e Ristorativi) oppure un attestato di un corso regionale di formazione professionale o dopo aver frequentato uno dei tanti corsi specifici organizzati da associazioni accreditate.
Spesso viene richiesta un po’ di esperienza (già acquisita se si consegue la qualifica triennale di Operatore dei Servizi di Ristorazione presso una scuola media superiore IPSSAR) da effettuare possibilmente presso strutture di alto livello sia in Italia che all’estero.

Carriera
Dietro al bancone esistono solitamente il primo barman, o capo barman, e il secondo barman che si occupa perlopiù di riordinare e mantenere sempre pulito il bancone.
Mentre il barman non acrobatico ha dei turni di lavoro anche diurni, il barman acrobatico svolge il suo lavoro soprattutto la sera, in locali dove può dare spettacolo maneggiando con abilità bottiglie,  bicchieri e attrezzi del mestiere. Quindi soprattutto nell’ultimo caso, è difficile poter svolgere questo lavoro per 30-40 anni di continuo e la cosa migliore resta quella di metter da parte più denaro possibile per poi aprire un’attività in proprio come un locale o una scuola di insegnamento.
I barmen sono inquadrati al quarto livello quindi con una retribuzione minima di 14.500 € lordi/anno alla quale, però, vanno aggiunti straordinari e premi mensili. La cifra è puramente indicativa e in alcuni ambienti e molto facile guadagnare almeno 2500/3000 € lordi/mese.

Tendenze occupazionali
Le esigenze sempre più alte della clientela e i nuovi standard qualitativi hanno determinato degli importanti cambiamenti in tutto l’ambito della ristorazione.
Il servizio offerto dai barmen deve essere costantemente al massimo della professionalità anche se la richiesta di queste figure professionali è sempre in aumento: oggi, in Italia, si può contare su un ricambio stimato di 15.000 nuovi barmen all’anno.

Nov 26

Nell’articolo dedicato al franchising è stato descritto cosa sia questa forma di lavoro in proprio e come sia meglio muoversi se si ha l’intenzione di aprire un’ attività in questo modo.

Di seguito invece parleremo più dettagliatamente della figura del franchisee, l’esercente/gestore/proprietario del punto vendita aperto in franchising.
La sua attività è vincolata dal contratto stipulato con l’impresa o azienda che espone il proprio marchio sulla vetrina del negozio.

Le attività principali di questa figura professionale sono:

  • organizzare le campagne promozionali, allestire gli spazi del negozio, presentare i prodotti; tutto questo in linea con le direttive impartite dall’impresa affiliante;
  • selezionare e gestire il personale;
  • gestire gli aspetti finanziari ed amministrativi;
  • gestire il punto vendita affiliato;
  • organizzare dei servizi di vendita, di assistenza e gestione reclami attuando le politiche commerciali dell’impresa affiliante;
  • la stima dei budget annuali;
  • curare il cliente e assicurarsi che sia sempre soddisfatto.


Le competenze del franchisee sono legate alle capacità che ha nel gestire il punto vendita in rapporto ai vincoli contrattuali con l’azienda madre.
Per essere in grado di garantire questo, deve conoscere i principi dell’economia e della gestione di impresa nonché le operazioni minime di calcolo di bilancio e di gestione del budget.
Deve, ovviamente, conoscere approfonditamente i prodotti che vende e le regole che regolamentano il rapporto tra lui e l’azienda affiliante.
Ormai è scontato che deve possedere delle informazioni di base sull’informatica e sapere usare il software di gestione aziendale che prevede il sapere utilizzare il sistema di prezzatura attraverso il codice a barre del prodotto. E’ anche in grado di utilizzare gli strumenti elettronici di pagamento tramite bancomat e carte di credito oltre la registratore di cassa nelle funzioni più comuni ma anche meno usate come lo storno in caso di errori di battitura del prezzo indicato.
Ha anche capacità da venditore, sa seguire il cliente, consigliarlo, quindi un’ottima predisposizione al rapporto umano.

A differenza di un esercente tradizionale, quello del punto vendita in franchising si trova a lavorare con vincoli molto stretti ed ha quindi un grado ridotto di autonomia.
In compenso può godere di vantaggi e facilitazioni sia nella fase di avvio (accesso al credito facilitato, abbattimento delle barriere di ingresso nel mercato, diminuzione del rischio imprenditoriale), che nella fase gestionale, in quanto è alleviato dai compiti relativi al controllo amministrativo, alla scelta dei fornitori, alla gestione delle scorte, all’impostazione di campagne pubblicitarie e promozionali, alla formazione professionale, sempre a carico dell’azienda madre.

Ogni situazione lavorativa è a se ed è legata principalmente al tipo di attività gestita. Può comunque accadere che a seconda del contratto stipulato, egli entri in relazione con capi area, figure di controllo, dirigenti del marketing e così via facenti capo all’azienda madre.

Per avere una formazione in questo ambito è sufficiente un diploma di scuola media superiore (meglio se in economia e commercio) e aver già lavorato qualche tempo presso un locale commerciale in una mansione che gli abbia permesso di apprendere quanto necessario.
Esistono anche scuole di specializzazione specifiche per questo settore: “Scuola Italiana del Franchising” e la “Franchising School” sono le principali e promuovono corsi e seminari durante tutto l’anno.
La retribuzione del Franchisee non è fissa, ma è legata al fatturato del punto vendita che gestisce.

Questa figura non si trova solo nel Commercio ma anche in settori di attività, quali ad esempio, nell’ambito dei Servizi, l’intermediazione immobiliare e il settore degli Alberghi e della Ristorazione. Ad oggi risultano circa 43.000 franchisee, di cui un buon 50% opera nell’area Commercio e distribuzione.
Negli ultimi dieci anni si è registrata una crescita esponenziale del numero degli affiliati e anche per il futuro sono previsti ampi margini di crescita legati, da un alto, al consolidamento delle reti esistenti, e, dall’altro, all’entrata di nuovi operatori sul mercato.
In generale, come per gli Esercenti tradizionali, il numero dei maschi coinvolti in questo tipo di ‘business’ è superiore a quello delle femmine che tuttavia, nel Commercio, sono più del doppio rispetto ad altri settori dell’economia.

Nov 26

Pensando agli stati d’animo che molti lavoratori potrebbero avere nel primo giorno di lavoro (paura, ansia, timore di fare una brutta impressione, ecc.), abbiamo deciso di realizzare un articolo che potesse essere d’aiuto a superare questa particolare giornata lavorativa.

Il primo giorno di lavoro non è molto diverso da quello in cui avete sostenuto il colloquio e, per coerenza e ovvietà, il comportamento da adottare dovrebbe essere lo stesso che avete assunto durante il precedente incontro con il responsabile delle risorse umane: d’altronde è anche grazie a questo che siete stati assunti.

Per arrivare al tanto desiderato primo giorno lavorativo, avete faticato non poco:

  • avete individuato il lavoro che fa per voi analizzandovi per quanto riguarda conoscenze e titoli di studio richiesti;
  • lo avete cercato in internet, giornali, riviste oppure avete chiesto a parenti e amici se conoscevano un’azienda in cerca di dipendenti;
  • avete scritto e inviato curriculum e lettera di presentazione che probabilmente vi hanno impegnato per lungo tempo nella realizzazione.

Pertanto:

  • il vostro curriculum è stato efficace e la fortuna vi ha accompagnato volta per volta;
  • siete stati contattati per sostenere il colloquio e la vostra persona è stata ritenuta idonea al tipo di posizione ricercata;
  • siete stati assunti!


Il cambiamento non è facile per nessuno. Qualcuno riesce ad adattarsi più facilmente alle novità mentre altri posso fare più fatica e richiedere più tempo ma questo non vi deve intimorire, colleghi e i superiori potrebbero accorgersene. Non che questo sia una minaccia per un sereno rapporto di lavoro ma accadrà solo che ci vorrà un po’ più tempo per fare amicizia, un tempo che comunque potrebbe giovare a una migliore conoscenza reciproca.

La gestualità, i movimenti del corpo, il tono della voce nelle tantissime sfumature possibili fanno parte delle comunicazione perciò cercate di essere rilassati, tranquilli e soprattutto ricettivi: potranno esserci brevi momenti di entusiasmo misto ad inquietudine ma durante il primo giorno di lavoro è assolutamente normale.

Le aziende sanno benissimo che il primo giorno può essere difficile per tutti ed è per questo che solitamente fanno trascorrere le 8 ore in maniera molto leggera, magari facendovi riempire dei moduli utili all’accredito dello stipendio, portandovi a visitare la sede e tutti i suoi reparti, presentandovi a colleghi e superiori, ecc.
Spesso, se gli assunti sono più di uno, si viene riuniti in una stanza per meglio delineare la “missione aziendale”, e quello che sarà il vostro compito da ora in avanti.
Potreste anche essere informati sulle specifiche del Contratto Nazionale di Lavoro come: orario, retribuzione, ferie, permessi, malattia, ecc.

Appena sarete nella vostra postazione di lavoro (qualunque essa sia) sarà utile guardarsi in giro e porsi alcune domande:

  • come si chiama il mio lavoro e cosa devo fare esattamente;
  • quali sono i compiti e le responsabilità affidate;
  • a chi devo fare riferimento per chiedere chiarimenti in caso di dubbi o incertezze;
  • chi è il mio superiore diretto, con quali modalità devo riferire dell’andamento del lavoro, ecc.
  • Preparatevi comunque ad adattarvi alla nuova situazione e non diventate ancora più insicuri o nervosi se alcuni degli strumenti necessari allo svolgimento della mansione sono assenti.
  • Non imponete da subito un vostro stile ma “seguite la massa”, guardate come si comportano gli altri e per un po’ di tempo seguite i loro tempi, schemi, prassi e quant’altro.

Approfondimenti:
Farsi strada nel mondo del lavoro
Il Marketing di se stessi
Primo lavoro su Stepstone.it

Nov 26

Durante un colloquio di lavoro si viene sottoposti a diverse domande, necessarie sia a conoscervi più approfonditamente che valutare, per quanto possibile, il vostro carattere, la vostra psiche, l’attitudine alla posizione ricercata e altro.
Con questi presupposti è sicuramente importante essere pronti a qualunque domanda in modo da dimostrare un buon grado di sicurezza all’esaminatore e poter aumentare le chance di essere assunti.

Incominciamo con l’analizzare il tipo di esaminatore che potreste trovarvi di fronte

  • Seduttivo
    spesso accade tra sessi opposti quando l’esaminatore fa apparire che il colloquio non sia finalizzato alla conoscenza per scopi lavorativi ma personali. In questo caso risulta accomodante, assertivo/a, si complimenta spesso con il/la candidato/a e si atteggia in maniera provocatoria. Non siate suo/a complice!
  • Provocatorio
    l’esaminatore è molto freddo, ponte domande dirette a volte in modo nervoso e sbrigativo proprio come se volesse provocare il candidato. Fa di tutto per non creare un clima accogliente e cerca di far perdere le staffe al candidato. Attenti a controllare l’emotività perché potreste cadere nella sua trappola.
  • Paterno
    l’esaminatore mette troppo a proprio agio e crea un clima esageratamente confortevole e accogliente. Il rischio per il candidato è di “sedersi” e sviscerare più del dovuto senza la paura di essere giudicato. Attenzione perché siete lì proprio per essere giudicati.
  • Professionale
    è il meglio che possa capitare perché pone le domande in modo corretto senza alludere a nulla e senza mettere a disagio il candidato. La soglia di attenzione deve essere sempre alta ma vi sarà sicuramente più facile mantenerla in un clima “neutrale” e più sereno.


Domande specifiche per uomini e donne

Sono poche e a volte ma vale la pensa ricordarle.
Donne: ha intenzione di avere figli o altri figli?
Rispondete con sincerità (si vede se mentite) ma sottolineate che siete sicure che la pianificazione della vita familiare non inficerà sulle vostre capacità lavorative.
Uomini: Ha svolto il servizio militare/civile?
Specificate che mansione avete svolto e se avete acquisito delle competenze particolari.

Domande tipiche
Riportiamo un elenco delle domande tipiche che vengono poste ai candidati.
Mi parli di lei…/Si presenti…
Il candidato dovrà rispondere percorrendo la propria vita molto brevemente descrivendo esperienze particolari, qualità personali, interessi e hobbies.
Che progetti ha per il futuro? Cosa si aspetta di realizzare nei prossimi anni?
Le risposte non devono andare in contrasto con le aspettative dell’azienda e la aspirazioni devono coincidere con l’attività aziendale altrimenti sarà come dire che non volete quel lavoro perché appena possibile lo lascerete per seguire le vostre aspirazioni e sogni.
Quali sono le sue qualità ed i suoi difetti? Quali sono i suoi punti di forza e di debolezza?
Dire sempre la verità valorizzando le qualità che possono essere vantaggiose per l’azienda.
Quali sono stati i suoi maggiori successi?
Valorizzare quelli in cui sono stati ottenuti i migliori risultati e quelli che possono essere di interesse all’azienda.

Link utili
Come scrivere un curriculum vitae
Il Colloquio
Personalizza il tuo CV

Nov 26

I PRIMI PASSI NEL MONDO DEL LAVORO… CON UN APERITIVO
Sono aperte le selezioni per partecipare ad “Aperitivo con il Direttore”, l’iniziativa di ACTL per favorire l’ingresso dei giovani in azienda

Al via le selezioni per partecipare ai nuovi appuntamenti di “Aperitivo con il direttore”, ciclo di incontri (a partecipazione gratuita) con i responsabili della selezione di importanti aziende, rivolti ai giovani in cerca di lavoro che si svolgeranno nei locali di tendenza milanesi. L’aperitivo è un fenomeno molto amato dai giovani in cui mangiando e bevendo si socializza e ci si conosce in un clima informale. Partendo da questo ACTL vuole offrire ai giovani nuove modalità per entrare nel mondo del lavoro organizzando questi incontri.

Un’ottima opportunità per i giovani di conoscere più da vicino le realtà aziendali e le possibilità di carriera, confrontandosi direttamente con un responsabile aziendale. Un’occasione, inoltre, per presentarsi e farsi conoscere personalmente dalle aziende in modo informale ed esclusivo (ad ogni appuntamento parteciperanno al massimo 20 giovani).

Con “Aperitivo con il Direttore”, vogliamo creare un nuovo modo per far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro, un canale che favorisca l’incontro tra giovani e aziende. I giovani avranno l’occasione di fare domande ai responsabili aziendali, conoscere le modalità di recruiting, la filosofia, i valori aziendali e attraverso un primo “autoesame” decidere se hanno le caratteristiche necessarie per lavorare in quella realtà e se le loro aspettative professionali potrebbero realizzarsi in quel contesto lavorativo. Le aziende d’altro canto, potranno conoscere e valutare attitudini e motivazioni di potenziali nuove risorse”, dichiara Marina Verderajme, presidente di ACTL.

——————–

Prossimo appuntamento in calendario:
22 ottobre 2008 – KPMG
Il calendario degli incontri è periodicamente aggiornato e consultabile sul portale www.sportellostage.it

——————–


I DESTINATARI
Gli incontri si rivolgono a brillanti studenti universitari, laureandi e neolaureati.
Per conoscere i requisiti necessari per candidarsi a ciascun appuntamento consultare il portale www.sportellostage.it

LE SELEZIONI
Gli esperti della Selezione di ACTL – Sportello Stage sceglieranno i curricula dei candidati più in linea con il profilo richiesto dalle aziende. I giovani che supereranno le preselezioni parteciperanno all’“Aperitivo con il Direttore”.

COME PARTECIPARE
Per partecipare alle selezioni è necessario inviare il curriculum all’indirizzo aperitivodirettore@actl.it specificando nell’oggetto “Aperitivo con il Direttore Pirelli” o “Aperitivo con il Direttore KPMG”.
Le candidature per l’appuntamento del 22 ottobre dovranno pervenire entro il 20 ottobre
La partecipazione è gratuita. I posti sono limitati e prenotabili via mail: stampa@actl.it

Nov 26

Da qualche hanno molte nuove professioni vengono richieste da settori che lavorano per l’ambiente o a sua difesa ovvero aziende, ditte di servizi e altro che hanno deciso di proteggere l’ambiente secondo il proprio ramo di attività.
Parliamo soprattutto di lavori specialisti che rientrano nella progettazione o utilizzazione di nuove tecnologie per produzioni a basso impatto ambientale.
Infatti uno dei più grandi business che riguarda il presente e continuerà a svilupparsi per molti decenni a venire è quello legato a tutte le attività utili a preservare l’ambiente, limitando, il più possibile, l’altissimo inquinamento causato dalle attività dell’essere umano.

Il concetto che abbraccia questa filosofia di produzione è che “si continui a creare uno sviluppo che soddisfi i bisogni delle persone esistenti, senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i loro bisogni”. Perché questo avvenga, la Isfol ha identificato 8 aree di intervento:

  • architettura a basso impatto ambientale
  • acquacoltura ecocompatibile di qualità
  • agricoltura biologica
  • biotecnologie sostenibili
  • difesa del suolo e utilizzazione delle acque
  • aree protette e turismo sostenibile
  • energie rinnovabili
  • gestione integrata dei rifiuti urbani

Per ognuno di questi settori il mercato richiede figure specialistiche come ad esempio quella del progettista di manufatti edilizi nel caso dell’architettura a basso impatto ambientale.
Altro settore in forte espansione è l’acqua cultura soprattutto di prodotti ittici dove vengono richiesti manager esperti nei fondamenti di biologia e zootecnica capaci di studiare le strategia migliori a seconda della richiesta del mercato.
Il rapporto dell’Isfol individua anche nell’agricoltura biologica una grande possibilità di trovare lavoro come tecnico di qualità con funzioni di controllo della documentazione, di verifica dell’applicazione delle norme sulle colture e di coordinamento fra i vari soggetti della filiera.
Altri ancora riguardano il settore delle biotecnologie, difesa del suolo e sottosuolo, turismo sostenibile per le tante aree protette sparse nel mondo, ingegneri progettisti di sistemi che producano energia da fonti rinnovabili (eolico, solare, ecc.), esperti nel recupero delle materie per la gestione dei rifiuti.

Alcuni dati
Dallo studio dell’Isfol, in Italia, l’occupazione “pro ambiente” è cresciuta del 18%, passando dai 264 mila addetti del 1993 ai 311 mila del 2003.
Un settore che evidentemente è in continua crescita, che permette un stabilità di impiego maggiore (l’80% dei contratti e ha tempo indeterminato) e che annovera, tra gli assunti, un maggior numero di donne e personale molto qualificato.
Tra il 2003 e il 2004 bisogna segnalare la realizzazione di ben 1408 percorsi professioni tra pubblici e privati, 565 tra lauree triennali, specialistiche, di perfezionamento e di specializzazione, 222 master divisi in universitari, privati, alta formazione; in totale si parla di 2195 attività di studio e apprendimento dedicate al settore ambientale, oltre il 25% in più dell’anno precedente.
Da segnalare è l’alta percentuale di occupazione che si attesta al 42% per i laureati, al 45% dei qualificati e il 76% per chi ha conseguito una laurea breve. Inoltre fra i laureati il 56% svolge comunque un’attività coerente con il tipo di studi effettuati.

Nov 26

StepStone incontrerà il 15 ottobre studenti e aziende al Synesis Forum – Winter Edition

Milano, 15 ottobre 2008StepStone, leader in Europa nel recruiting online e nell’offerta di soluzioni tecnologiche per la gestione delle risorse umane, sarà presente al Career Forum dell’Università Cattolica di Milano del 15 ottobre, per incontrare studenti e aziende.
La job fair, giunta alla sua diciottesima edizione, è nata dalla collaborazione tra Synesis Career Service JEIA e il Servizio Stage e Placement dell’Università Cattolica di Milano e rappresenta uno dei più importanti career day in Italia e punto di riferimento per le aziende che desiderano entrare in contatto con gli studenti e i laureati provenienti da tutti gli atenei d’Italia. La novità per quest’anno è rappresentata dell’apertura anche alla fascia dei junior professional, ossia quei giovani professionisti che desiderano migliorare la propria situazione professionale, dandovi uno slancio vigoroso e incontrando le aziende in prima persona.

Il Career Day Cattolica, Winter Edition, rappresenta quindi un’opportunità imperdibile per gli studenti e i laureati di qualsiasi facoltà per incontrare e dialogare con le aziende e raccogliere i suggerimenti sulla costruzione di un iter professionale tarato sulle inclinazioni individuali. Interessanti sono le opportunità per conoscere le tendenze del mercato del lavoro nazionale e internazionale e di incontrare personalmente i manager delle aziende e i professionisti del settore e seguire le presentazioni aziendali e soprattutto presentare la propria candidatura mediante la consegna del proprio CV o prenotando colloqui diretti con i Responsabili delle Risorse Umane delle più rappresentative strutture organizzative dei settori merceologici più disparati. Saranno infatti presenti brand dell’information and communication technology, dell’automotive, dell’industria, del food, del chimico-farmaceutico, società di consulenza, istituti economici/finanziari.

StepStone ha scelto il Career Day Cattolica per incontrare laureandi, laureati e junior professional e far conoscere le novità che ha sviluppato per promuovere i giovani talenti sul mercato del lavoro. Infatti per i neodiplomati, neolaureati e per quanti si affacciano per la prima volta sul mondo del lavoro, StepStone ha realizzato sul proprio sito un’area dedicata, Primo Lavoro, che riporta offerte di lavoro che non richiedono pregresse esperienze lavorative e permettono di far acquisire competenze e far conoscere alle aziende risorse promettenti e dall’alto potenziale. Inoltre per i junior professional tante sono le opportunità consultabili su stepstone.it. Di recente StepStone ha siglato un accordo di partnership, tra i tanti, con Style.it, il sito di Vogue, Glamour e Vanity Fair, per cui dalla home page si accede alla pagina dedicata agli annunci di lavoro, www.style.stepstone.it, per i settori ‘Marketing e Pubblicità’, ‘Moda e Lusso’ e ‘Primo Lavoro’.

“Ho personalmente seguito il Synesis Formun negli anni, osservandone la continua crescita e la notevole caratterizzazione internazionale che ha acquisito nel tempo e ritengo fosse fondamentale da parte nostra parteciparvi per consolidare il dialogo diretto con entrambi i nostri interlocutori: gli studenti e le aziende e far incontrare, nella sede più appropriata, domanda e offerta.” - Afferma Filippo Loretoni, Country Manager di StepStone Italia.

Nov 26

Per poter ottenere la pensione di anzianità, i dipendenti privati devono possedere due requisiti fondamentali:

  • aver maturato 35 anni di contributi;
  • aver compiuto 58 anni.

Grazie, però, all’ultima riforma, la pensione è ottenibile anche senza aver raggiunto i 58 anni di età ma solo avendo maturato 40 anni di contributi: ad esempio, chi ha cominciato a lavorare a 16 anni, può accedere alla pensione a 56 anni.

Nel 2007 è stata varata la legge n. 247 che, modificando la legge 335/1995, ha stabilito che è possibile accedere alla pensione in base ad un “valore” ottenuto sommando l’età anagrafica agli anni di contribuzione, fermo restando che l’anzianità contributiva non deve essere inferiore a 35 anni.
Pertanto dal 1° gennaio 2008 al 30 giugno 2009 è possibile accedere alla pensione di anzianità con 35 anni di contributi e 58 di età. Successivamente accadrà che:

  • dal 1° luglio 2009 al 31 dicembre 2010, si dovranno aver compiuto 59 anni e avere una somma di età anagrafica e anzianità contributiva pari a 95;
  • per anni 2011 e 2012, si dovranno aver compiuto 60 anni e avere una somma di età anagrafica e anzianità contributiva pari a 96;
  • dal 2013 in poi, si dovranno aver compiuto 61 anni e avere una somma di età anagrafica e anzianità contributiva pari a 97

N.B: a queste condizioni vige la costante di avere almeno 35 anni di contributi; diversamente questo sistema di calcolo non è applicabile.

Precisazioni

Pensione di anzianità con 35 anni di contributi e 58 anni di età:
nel momento in cui si devono conteggiare i 35 anni di contributi (pari a 1820 contributi settimanali), non si devono considerare i contributi figurativi per malattia e disoccupazione (tranne in rari casi).
Dal 1° gennaio 2001 sono stati ritenuti validi i contributi figurativi per il trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia e altri pochi casi. Informatevi presso un consulente del lavoro/sindacalista.

Pensione di anzianità con 40 anni di contributi a qualunque età:
un lavoratore che ha maturato 40 anni di contributi nel 2008 (purché almeno 35 anni siano costituiti da contribuzione effettiva) può ottenere la pensione di anzianità indipendentemente dall’età.
In questo caso si tiene conto di tutta la contribuzione accreditata.

Invalidità:
i lavoratori con un’invalidità superiore al 74%, hanno diritto ad una maggiorazione sull’anzianità contributiva.

Lavori usuranti:
la legge prevede che chi svolge lavori considerati usuranti, possa anticipare l’accesso alla pensione in relazione allo svolgimento e alla durata dell’attività

Nov 26

http://www.talentfinder.it/blog-lavoro/index.php/all/2008/11/24/p245

Nell’ambito della fiera Job & Orienta – la più accreditata rassegna nazionale di servizi e percorsi rivolti all’orientamento, alla formazione e al lavoro, è stato presentato uno studio condotto da Unioncamere (http://www.unioncamere.it/) che ha evidenziato le figure professionali più richieste e i titoli di studio che darebbero maggiori opportunità di lavoro, anche in questo moneto di crisi economica.

Infatti, il mercato del lavoro – nonostante la fase economica attuale – dichiara la mancanza di alcune figure, quasi introvabili: stiamo parlando di figure specializzate, come infermieri, fisioterapisti, assistente tecnico clienti, sviluppatore software e farmacisti.

Altri sbocchi professionali sono nell’ambito meccanico, elettronico e agrario.

I laureati “mancanti”- dice Unioncamere – sono oltre 42.000 e ancora più imponente sarebbe la ricerca tra i diplomati specializzati che vede 88.000 figure, quasi tutte tecniche, scoperte.

Per saperne di più:
UNIONCAMERE

http://www.talentfinder.it/blog-lavoro/index.php/all/2008/11/24/p245

Nell’ambito della fiera Job & Orienta – la più accreditata rassegna nazionale di servizi e percorsi rivolti all’orientamento, alla formazione e al lavoro, è stato presentato uno studio condotto da Unioncamere (http://www.unioncamere.it/) che ha evidenziato le figure professionali più richieste e i titoli di studio che darebbero maggiori opportunità di lavoro, anche in questo moneto di crisi economica.

Infatti, il mercato del lavoro – nonostante la fase economica attuale – dichiara la mancanza di alcune figure, quasi introvabili: stiamo parlando di figure specializzate, come infermieri, fisioterapisti, assistente tecnico clienti, sviluppatore software e farmacisti.

Altri sbocchi professionali sono nell’ambito meccanico, elettronico e agrario.

I laureati “mancanti”- dice Unioncamere – sono oltre 42.000 e ancora più imponente sarebbe la ricerca tra i diplomati specializzati che vede 88.000 figure, quasi tutte tecniche, scoperte.

Per saperne di più:
UNIONCAMERE

fonte: talentfinder.it »
Nov 26

Fonte: www.pubbliway.com
I siti di social networking sono diventati ormai un’arma di successo, tanto che anche le aziende cominciano a farne uso per migliorare la propria immagine e farsi pubblicità. Dopo il successo di MySpace e Facebook, Air France e KLM hanno pensato ad un social network per gli amanti dei viaggi.
Air France e KLM hanno [...]
Fonte: www.pubbliway.com
I siti di social networking sono diventati ormai un’arma di successo, tanto che anche le aziende cominciano a farne uso per migliorare la propria immagine e farsi pubblicità. Dopo il successo di MySpace e Facebook, Air France e KLM hanno pensato ad un social network per gli amanti dei viaggi.
Air France e KLM hanno [...]

Nov 26

Vimodrone, 25 novembre - E’ stato omologato da Co.Ge.Ban. il primo prodotto a marchio DA Networks. A breve distanza dal suo ingresso ufficiale sul mercato, l’azienda che ha ereditato l’attività di DA Sistemi, configurandosi come il più importante player nazionale nel settore dei pagamenti elettronici, ha ottenuto la certificazione necessaria a presentare sul mercato la [...]
Vimodrone, 25 novembre - E’ stato omologato da Co.Ge.Ban. il primo prodotto a marchio DA Networks. A breve distanza dal suo ingresso ufficiale sul mercato, l’azienda che ha ereditato l’attività di DA Sistemi, configurandosi come il più importante player nazionale nel settore dei pagamenti elettronici, ha ottenuto la certificazione necessaria a presentare sul mercato la [...]

Nov 26

Questa particolare procedura che permette di avere un rimborso dell’iva sui beni acquistati che arrivano nel paese del turista all’interno del proprio bagaglio personale, ha permesso un incremento delle vendite del 15%.
Ormai è noto, Riccione è la ‘Capitale’ del della Riviera Romagnola, in questo periodo soprattutto per il capodanno Riccione, ma anche per quanto concerne [...]
Questa particolare procedura che permette di avere un rimborso dell’iva sui beni acquistati che arrivano nel paese del turista all’interno del proprio bagaglio personale, ha permesso un incremento delle vendite del 15%.
Ormai è noto, Riccione è la ‘Capitale’ del della Riviera Romagnola, in questo periodo soprattutto per il capodanno Riccione, ma anche per quanto concerne [...]

Nov 26

Al centro congressi Astro si è tenuto “Creativamenti” il terzo meeting nazionale dell’apprendimento e dell’insegnamento alternativo con seminari per docenti di ogni ordine e grado.
Insegnare con la creatività. Si è discusso di nuove metodologie formative al Grand Hotel Terme Astro, che dal 24 al 26 ottobre ha ospitato “Creativamenti”, il meeting organizzato dal gruppo Creativ [...]
Al centro congressi Astro si è tenuto “Creativamenti” il terzo meeting nazionale dell’apprendimento e dell’insegnamento alternativo con seminari per docenti di ogni ordine e grado.
Insegnare con la creatività. Si è discusso di nuove metodologie formative al Grand Hotel Terme Astro, che dal 24 al 26 ottobre ha ospitato “Creativamenti”, il meeting organizzato dal gruppo Creativ [...]

Nov 26

Recovery Italia azienda Italiana leader nel recupero dati e informatica forense lancia il servizio di recupero logico a prezzo fisso.
Nei seguenti casi fino a 100 GB:
- Files cancellati per errore
- Disco formattato
- Il sistema si blocca durante l’accesso ai files
- Il sistema operativo chiede di formattare il supporto
- Files corrotti
il servizio di recupero dati logico [...]
Recovery Italia azienda Italiana leader nel recupero dati e informatica forense lancia il servizio di recupero logico a prezzo fisso.
Nei seguenti casi fino a 100 GB:
- Files cancellati per errore
- Disco formattato
- Il sistema si blocca durante l’accesso ai files
- Il sistema operativo chiede di formattare il supporto
- Files corrotti
il servizio di recupero dati logico [...]

Nov 26

ADP è una multinazionale americana quotata a New York, con più di 9 miliardi di dollari di fatturato e 560.000 clienti in tutto il mondo. Si occupa della gestione amministrativa del personale aziendale: gestisce in outsourcing gli stipendi, i benefit, le pensioni, gli straordinari, i periodi di malattia e tutti gli altri aspetti contrattuali legati ai lavoratori dipendenti. Presente anche [...]
ADP è una multinazionale americana quotata a New York, con più di 9 miliardi di dollari di fatturato e 560.000 clienti in tutto il mondo. Si occupa della gestione amministrativa del personale aziendale: gestisce in outsourcing gli stipendi, i benefit, le pensioni, gli straordinari, i periodi di malattia e tutti gli altri aspetti contrattuali legati ai lavoratori dipendenti. Presente anche [...]

Nov 26

La violenza sui bambini è un argomento difficile da affrontare, poiché spesso non viene considerata a dovere la gravità di alcuni soprusi psicologici, che possono essere altrettanto pericolosi quanto quelli fisici. Un’altra tipologia di violenza su cui è necessario fare molta attenzione è l’abuso della forza fisica come mezzo di “educazione” verso i [...]
La violenza sui bambini è un argomento difficile da affrontare, poiché spesso non viene considerata a dovere la gravità di alcuni soprusi psicologici, che possono essere altrettanto pericolosi quanto quelli fisici. Un’altra tipologia di violenza su cui è necessario fare molta attenzione è l’abuso della forza fisica come mezzo di “educazione” verso i [...]

Nov 26

Come primo editore al mondo ad aver applicato la tecnologia di riconoscimento vocale all’apprendimento delle lingue straniere, Auralog si è affermata negli anni fino a diventare leader europeo nel suo settore con il suo metodo TELL ME MORE, che compie ora 10 anni di vita.
Grazie alle avanzate competenze tecnologiche, ad una qualità [...]
Come primo editore al mondo ad aver applicato la tecnologia di riconoscimento vocale all’apprendimento delle lingue straniere, Auralog si è affermata negli anni fino a diventare leader europeo nel suo settore con il suo metodo TELL ME MORE, che compie ora 10 anni di vita.
Grazie alle avanzate competenze tecnologiche, ad una qualità [...]

Nov 26

 
Neanche a ottobre si è vista la fine della crisi dei mercati finanziari. Anzi, sotto certi aspetti ci si è trovati ad affrontare un aggravarsi della situazione generale. Nei mercati monetari è andata allargandosi la forbice a causa soprattutto della crescente sfiducia nel settore bancario. Negli Stati Uniti sono sempre di più gli istituti [...]
 
Neanche a ottobre si è vista la fine della crisi dei mercati finanziari. Anzi, sotto certi aspetti ci si è trovati ad affrontare un aggravarsi della situazione generale. Nei mercati monetari è andata allargandosi la forbice a causa soprattutto della crescente sfiducia nel settore bancario. Negli Stati Uniti sono sempre di più gli istituti [...]

Nov 26

Una delle migliori console portatili che sono mai state realizzate è senza dubbio la Playstation. Creata dalla Sony e messa sul mercato per la prima volta nel 1994, è giunta oramai alla terza versione. E’ sempre stata una console molto apprezzata per i livelli di qualità grafica raggiunti.
I giochi per la Playstation che ci sono [...]
Una delle migliori console portatili che sono mai state realizzate è senza dubbio la Playstation. Creata dalla Sony e messa sul mercato per la prima volta nel 1994, è giunta oramai alla terza versione. E’ sempre stata una console molto apprezzata per i livelli di qualità grafica raggiunti.
I giochi per la Playstation che ci sono [...]

Nov 24

Molti prodotti chimici utilizzati nella maggior parte delle aziende (non solo chimiche) presentano diversi rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Il pericolo di questi prodotti si può nascondere dietro nomi molto comuni, e spesso sottovalutati, come: varichina, antigelo, diluente, vernice, sgrassante, alcol…
Sono tutti d’uso corrente durante una giornata lavorativa e senza rendersene conto vengono utilizzati diverse volte al mese.

Il fatto che questi prodotti siano pericolosi lo si deve alle proprietà intrinseche delle sostanze stesse nel momento in cui vengono a contatto con l’organismo umano durante il normale uso: infiammabilità , reattività, tossicità, corrosività..
Durante il normale orario di lavoro, i lavoratori possono essere esposti a sostanze pericolose sia accidentalmente (a causa di un’esplosione, un incendio, la rottura di tubature o serbatoi…) sia in modo abituale (utilizzo quotidiano sul posto di lavoro perché direttamente legate alla mansione svolta)
Il livello di gravità che tali sostanze possono avere sul corpo umano è legato alla quantità assunta e al tempo di esposizione durante il quale il lavoratore è stato in contatto con la sostanza stessa.

Effetti sulla salute
Negli esseri viventi, inclusi l’essere umano, la sostanza tossica può penetrare all’interno dell’organismo in tre modi principali: cute, polmoni (durante la respirazione), ingestione.
Certamente esistono diversi tipi di intossicazione:
-    acuta quando l’esposizione è di breve durata ma la potenza della sostanza e il suo assorbimento sono immediati o comunque molto rapidi;
-    cronica gli effetti dannosi sulla salute si manifestano dopo una prolungata/frequente esposizione a quantità talmente minime da non essere avvertite nell’immediatezza (pensiamo all’amianto, al carbone, ma anche a fumi di vario genere incluso quello attivo o passivo delle sigarette).
Qualunque dei due casi si prenda in esame, il livello di gravità è legato anche a caratteristiche fisiche soggettive.

Prevenzione
Di seguito potrete leggere un elenco delle accortezze che bisogna adottare (o devono essere adottate dall’azienda per cui si lavora) per ridurre al minimo gli effetti dannosi che le sostanze chimiche possono avere sul fisico dei lavoratori.
-    I recipienti che contengono prodotti pericolosi devono essere etichettati da chi lo ha appena riempito.
-    I fornitori di sostanze pericolose devono consegnare una scheda di sicurezza all’utilizzatore prodotto.
-    L’azienda deve avere come priorità il censimento delle sostanze pericolose limitandone l’utilizzo agli addetti e cercando continuamente sul mercato prodotti dalle pari caratteristiche ma meno tossici.
-    Istruire gli addetti ai lavori sulle etichette e la pericolosità delle sostanze.
-    Informare in anticipo i lavoratori sui rischi presentati dall’utilizzo di alcune sostanze tossiche soprattutto se si tratta di nuove od equivalenti prodotti.
-    Limitare sempre e comunque l’esposizione dei lavoratori a sostanze tossiche e far rispettare sempre i livelli di esposizione massima raccomandati (nelle schede di sicurezza viene riportato tale limite).
-    Installare e controllare periodicamente i sistemi di protezione collettiva (sensori di rilevamento, aeratori e purificatori d’aria…) oppure utilizzare i sistemi di protezione individuale quando questo non fosse possibile.
-    Dotare ogni posto di lavoro di una scheda informativa che spieghi ai lavoratori i rischi e le precauzioni da adottare durante l’orario di lavoro.

Fonte: Ispesl.it

Nov 24

Il lavoro del barman è, a detta di molti, uno dei più belli al mondo. Molto faticoso ma certamente remunerativo e, nella specialità acrobatica/freestyle, artistico e spettacolare da lasciare a bocca aperta chiunque abbia avuto la fortuna di vedere esibizioni del genere.
Degno di nota è Fabio Bacchi, arrivato 2° nella 75ima edizione dell’IBA 2007, il prestigioso concorso mondiale che decreta i campioni del mondo in questa professione.
Forse è anche grazie all’indimenticabile film del 1988 “Cocktail” con Tom Cruise che questo mestiere (nella specialità acrobatica, freestyle, bartender) si è ancor più diffuso nel mondo e in Italia, dove l’AIBES, (Associazione Italiana Barmen E Sostenitori) fondata nel lontano 1949, conta ben 3100 soci professionisti italiani.

I drink esistenti al mondo sono davvero tantissimi, ma solitamente i più richiesti non sono più di qualche decina.
L’importante in questo lavoro è sapere seguire le mode, riconoscere e analizzare i cambiamenti e adeguarsi di conseguenza.
Il barman deve saper dare un tocco di originalità e personalità ai suo drink, lasciando nel contempo una forte tradizione alla base.
A fine giornata stila una elenco degli “ingredienti” che mancano in magazzino in modo che la sera sia tutto pronto per servire i clienti ed eventualmente dare spettacolo.
Uno degli aspetti più importanti è saper comunicare con la clientela, soprattutto se il luogo di lavoro è una nave da crociera o un luogo poco affollato come i bar degli hotel di lusso (da precisare che in questo ultimo caso la componente spettacolo non sarà mai richiesta).

Competenze
Il barman deve conoscere approfonditamente il settore bevande, sia come modo di servire il prodotto che come varietà nell’offerta: cocktail, long drinks, analcolici, ecc.: non c’è cosa peggiore che dire al cliente di turno: “Mi dispiace ma questo cocktail non lo conosco”. I barman hanno comunque sempre a portata di mano un ricettario dove sono riportate tutte le quantità e modalità per preparare un qualsiasi cocktail.
Egli deve conoscere le tecniche di miscelazione delle diverse bevande, gli alcolici nazionali ed esteri ed avere un particolare senso creativo che gli permetta di sperimentare e appagare l’occhio della clientela. Molto importante è conoscere almeno la lingua inglese.

Formazione
Si può svolgere questa professione possedendo un diploma ad indirizzo alberghiero IPSSAR (Istituto Professionale Statale Servizi Alberghieri e Ristorativi) oppure un attestato di un corso regionale di formazione professionale o dopo aver frequentato uno dei tanti corsi specifici organizzati da associazioni accreditate.
Spesso viene richiesta un po’ di esperienza (già acquisita se si consegue la qualifica triennale di Operatore dei Servizi di Ristorazione presso una scuola media superiore IPSSAR) da effettuare possibilmente presso strutture di alto livello sia in Italia che all’estero.

Carriera
Dietro al bancone esistono solitamente il primo barman, o capo barman, e il secondo barman che si occupa perlopiù di riordinare e mantenere sempre pulito il bancone.
Mentre il barman non acrobatico ha dei turni di lavoro anche diurni, il barman acrobatico svolge il suo lavoro soprattutto la sera, in locali dove può dare spettacolo maneggiando con abilità bottiglie,  bicchieri e attrezzi del mestiere. Quindi soprattutto nell’ultimo caso, è difficile poter svolgere questo lavoro per 30-40 anni di continuo e la cosa migliore resta quella di metter da parte più denaro possibile per poi aprire un’attività in proprio come un locale o una scuola di insegnamento.
I barmen sono inquadrati al quarto livello quindi con una retribuzione minima di 14.500 € lordi/anno alla quale, però, vanno aggiunti straordinari e premi mensili. La cifra è puramente indicativa e in alcuni ambienti e molto facile guadagnare almeno 2500/3000 € lordi/mese.

Tendenze occupazionali
Le esigenze sempre più alte della clientela e i nuovi standard qualitativi hanno determinato degli importanti cambiamenti in tutto l’ambito della ristorazione.
Il servizio offerto dai barmen deve essere costantemente al massimo della professionalità anche se la richiesta di queste figure professionali è sempre in aumento: oggi, in Italia, si può contare su un ricambio stimato di 15.000 nuovi barmen all’anno.

Nov 24

Nell’articolo dedicato al franchising è stato descritto cosa sia questa forma di lavoro in proprio e come sia meglio muoversi se si ha l’intenzione di aprire un’ attività in questo modo.

Di seguito invece parleremo più dettagliatamente della figura del franchisee, l’esercente/gestore/proprietario del punto vendita aperto in franchising.
La sua attività è vincolata dal contratto stipulato con l’impresa o azienda che espone il proprio marchio sulla vetrina del negozio.

Le attività principali di questa figura professionale sono:

  • organizzare le campagne promozionali, allestire gli spazi del negozio, presentare i prodotti; tutto questo in linea con le direttive impartite dall’impresa affiliante;
  • selezionare e gestire il personale;
  • gestire gli aspetti finanziari ed amministrativi;
  • gestire il punto vendita affiliato;
  • organizzare dei servizi di vendita, di assistenza e gestione reclami attuando le politiche commerciali dell’impresa affiliante;
  • la stima dei budget annuali;
  • curare il cliente e assicurarsi che sia sempre soddisfatto.


Le competenze del franchisee sono legate alle capacità che ha nel gestire il punto vendita in rapporto ai vincoli contrattuali con l’azienda madre.
Per essere in grado di garantire questo, deve conoscere i principi dell’economia e della gestione di impresa nonché le operazioni minime di calcolo di bilancio e di gestione del budget.
Deve, ovviamente, conoscere approfonditamente i prodotti che vende e le regole che regolamentano il rapporto tra lui e l’azienda affiliante.
Ormai è scontato che deve possedere delle informazioni di base sull’informatica e sapere usare il software di gestione aziendale che prevede il sapere utilizzare il sistema di prezzatura attraverso il codice a barre del prodotto. E’ anche in grado di utilizzare gli strumenti elettronici di pagamento tramite bancomat e carte di credito oltre la registratore di cassa nelle funzioni più comuni ma anche meno usate come lo storno in caso di errori di battitura del prezzo indicato.
Ha anche capacità da venditore, sa seguire il cliente, consigliarlo, quindi un’ottima predisposizione al rapporto umano.

A differenza di un esercente tradizionale, quello del punto vendita in franchising si trova a lavorare con vincoli molto stretti ed ha quindi un grado ridotto di autonomia.
In compenso può godere di vantaggi e facilitazioni sia nella fase di avvio (accesso al credito facilitato, abbattimento delle barriere di ingresso nel mercato, diminuzione del rischio imprenditoriale), che nella fase gestionale, in quanto è alleviato dai compiti relativi al controllo amministrativo, alla scelta dei fornitori, alla gestione delle scorte, all’impostazione di campagne pubblicitarie e promozionali, alla formazione professionale, sempre a carico dell’azienda madre.

Ogni situazione lavorativa è a se ed è legata principalmente al tipo di attività gestita. Può comunque accadere che a seconda del contratto stipulato, egli entri in relazione con capi area, figure di controllo, dirigenti del marketing e così via facenti capo all’azienda madre.

Per avere una formazione in questo ambito è sufficiente un diploma di scuola media superiore (meglio se in economia e commercio) e aver già lavorato qualche tempo presso un locale commerciale in una mansione che gli abbia permesso di apprendere quanto necessario.
Esistono anche scuole di specializzazione specifiche per questo settore: “Scuola Italiana del Franchising” e la “Franchising School” sono le principali e promuovono corsi e seminari durante tutto l’anno.
La retribuzione del Franchisee non è fissa, ma è legata al fatturato del punto vendita che gestisce.

Questa figura non si trova solo nel Commercio ma anche in settori di attività, quali ad esempio, nell’ambito dei Servizi, l’intermediazione immobiliare e il settore degli Alberghi e della Ristorazione. Ad oggi risultano circa 43.000 franchisee, di cui un buon 50% opera nell’area Commercio e distribuzione.
Negli ultimi dieci anni si è registrata una crescita esponenziale del numero degli affiliati e anche per il futuro sono previsti ampi margini di crescita legati, da un alto, al consolidamento delle reti esistenti, e, dall’altro, all’entrata di nuovi operatori sul mercato.
In generale, come per gli Esercenti tradizionali, il numero dei maschi coinvolti in questo tipo di ‘business’ è superiore a quello delle femmine che tuttavia, nel Commercio, sono più del doppio rispetto ad altri settori dell’economia.

Nov 24

Pensando agli stati d’animo che molti lavoratori potrebbero avere nel primo giorno di lavoro (paura, ansia, timore di fare una brutta impressione, ecc.), abbiamo deciso di realizzare un articolo che potesse essere d’aiuto a superare questa particolare giornata lavorativa.

Il primo giorno di lavoro non è molto diverso da quello in cui avete sostenuto il colloquio e, per coerenza e ovvietà, il comportamento da adottare dovrebbe essere lo stesso che avete assunto durante il precedente incontro con il responsabile delle risorse umane: d’altronde è anche grazie a questo che siete stati assunti.

Per arrivare al tanto desiderato primo giorno lavorativo, avete faticato non poco:

  • avete individuato il lavoro che fa per voi analizzandovi per quanto riguarda conoscenze e titoli di studio richiesti;
  • lo avete cercato in internet, giornali, riviste oppure avete chiesto a parenti e amici se conoscevano un’azienda in cerca di dipendenti;
  • avete scritto e inviato curriculum e lettera di presentazione che probabilmente vi hanno impegnato per lungo tempo nella realizzazione.

Pertanto:

  • il vostro curriculum è stato efficace e la fortuna vi ha accompagnato volta per volta;
  • siete stati contattati per sostenere il colloquio e la vostra persona è stata ritenuta idonea al tipo di posizione ricercata;
  • siete stati assunti!


Il cambiamento non è facile per nessuno. Qualcuno riesce ad adattarsi più facilmente alle novità mentre altri posso fare più fatica e richiedere più tempo ma questo non vi deve intimorire, colleghi e i superiori potrebbero accorgersene. Non che questo sia una minaccia per un sereno rapporto di lavoro ma accadrà solo che ci vorrà un po’ più tempo per fare amicizia, un tempo che comunque potrebbe giovare a una migliore conoscenza reciproca.

La gestualità, i movimenti del corpo, il tono della voce nelle tantissime sfumature possibili fanno parte delle comunicazione perciò cercate di essere rilassati, tranquilli e soprattutto ricettivi: potranno esserci brevi momenti di entusiasmo misto ad inquietudine ma durante il primo giorno di lavoro è assolutamente normale.

Le aziende sanno benissimo che il primo giorno può essere difficile per tutti ed è per questo che solitamente fanno trascorrere le 8 ore in maniera molto leggera, magari facendovi riempire dei moduli utili all’accredito dello stipendio, portandovi a visitare la sede e tutti i suoi reparti, presentandovi a colleghi e superiori, ecc.
Spesso, se gli assunti sono più di uno, si viene riuniti in una stanza per meglio delineare la “missione aziendale”, e quello che sarà il vostro compito da ora in avanti.
Potreste anche essere informati sulle specifiche del Contratto Nazionale di Lavoro come: orario, retribuzione, ferie, permessi, malattia, ecc.

Appena sarete nella vostra postazione di lavoro (qualunque essa sia) sarà utile guardarsi in giro e porsi alcune domande:

  • come si chiama il mio lavoro e cosa devo fare esattamente;
  • quali sono i compiti e le responsabilità affidate;
  • a chi devo fare riferimento per chiedere chiarimenti in caso di dubbi o incertezze;
  • chi è il mio superiore diretto, con quali modalità devo riferire dell’andamento del lavoro, ecc.
  • Preparatevi comunque ad adattarvi alla nuova situazione e non diventate ancora più insicuri o nervosi se alcuni degli strumenti necessari allo svolgimento della mansione sono assenti.
  • Non imponete da subito un vostro stile ma “seguite la massa”, guardate come si comportano gli altri e per un po’ di tempo seguite i loro tempi, schemi, prassi e quant’altro.

Approfondimenti:
Farsi strada nel mondo del lavoro
Il Marketing di se stessi
Primo lavoro su Stepstone.it

Nov 24

Durante un colloquio di lavoro si viene sottoposti a diverse domande, necessarie sia a conoscervi più approfonditamente che valutare, per quanto possibile, il vostro carattere, la vostra psiche, l’attitudine alla posizione ricercata e altro.
Con questi presupposti è sicuramente importante essere pronti a qualunque domanda in modo da dimostrare un buon grado di sicurezza all’esaminatore e poter aumentare le chance di essere assunti.

Incominciamo con l’analizzare il tipo di esaminatore che potreste trovarvi di fronte

  • Seduttivo
    spesso accade tra sessi opposti quando l’esaminatore fa apparire che il colloquio non sia finalizzato alla conoscenza per scopi lavorativi ma personali. In questo caso risulta accomodante, assertivo/a, si complimenta spesso con il/la candidato/a e si atteggia in maniera provocatoria. Non siate suo/a complice!
  • Provocatorio
    l’esaminatore è molto freddo, ponte domande dirette a volte in modo nervoso e sbrigativo proprio come se volesse provocare il candidato. Fa di tutto per non creare un clima accogliente e cerca di far perdere le staffe al candidato. Attenti a controllare l’emotività perché potreste cadere nella sua trappola.
  • Paterno
    l’esaminatore mette troppo a proprio agio e crea un clima esageratamente confortevole e accogliente. Il rischio per il candidato è di “sedersi” e sviscerare più del dovuto senza la paura di essere giudicato. Attenzione perché siete lì proprio per essere giudicati.
  • Professionale
    è il meglio che possa capitare perché pone le domande in modo corretto senza alludere a nulla e senza mettere a disagio il candidato. La soglia di attenzione deve essere sempre alta ma vi sarà sicuramente più facile mantenerla in un clima “neutrale” e più sereno.


Domande specifiche per uomini e donne

Sono poche e a volte ma vale la pensa ricordarle.
Donne: ha intenzione di avere figli o altri figli?
Rispondete con sincerità (si vede se mentite) ma sottolineate che siete sicure che la pianificazione della vita familiare non inficerà sulle vostre capacità lavorative.
Uomini: Ha svolto il servizio militare/civile?
Specificate che mansione avete svolto e se avete acquisito delle competenze particolari.

Domande tipiche
Riportiamo un elenco delle domande tipiche che vengono poste ai candidati.
Mi parli di lei…/Si presenti…
Il candidato dovrà rispondere percorrendo la propria vita molto brevemente descrivendo esperienze particolari, qualità personali, interessi e hobbies.
Che progetti ha per il futuro? Cosa si aspetta di realizzare nei prossimi anni?
Le risposte non devono andare in contrasto con le aspettative dell’azienda e la aspirazioni devono coincidere con l’attività aziendale altrimenti sarà come dire che non volete quel lavoro perché appena possibile lo lascerete per seguire le vostre aspirazioni e sogni.
Quali sono le sue qualità ed i suoi difetti? Quali sono i suoi punti di forza e di debolezza?
Dire sempre la verità valorizzando le qualità che possono essere vantaggiose per l’azienda.
Quali sono stati i suoi maggiori successi?
Valorizzare quelli in cui sono stati ottenuti i migliori risultati e quelli che possono essere di interesse all’azienda.

Link utili
Come scrivere un curriculum vitae
Il Colloquio
Personalizza il tuo CV

Nov 24

I PRIMI PASSI NEL MONDO DEL LAVORO… CON UN APERITIVO
Sono aperte le selezioni per partecipare ad “Aperitivo con il Direttore”, l’iniziativa di ACTL per favorire l’ingresso dei giovani in azienda

Al via le selezioni per partecipare ai nuovi appuntamenti di “Aperitivo con il direttore”, ciclo di incontri (a partecipazione gratuita) con i responsabili della selezione di importanti aziende, rivolti ai giovani in cerca di lavoro che si svolgeranno nei locali di tendenza milanesi. L’aperitivo è un fenomeno molto amato dai giovani in cui mangiando e bevendo si socializza e ci si conosce in un clima informale. Partendo da questo ACTL vuole offrire ai giovani nuove modalità per entrare nel mondo del lavoro organizzando questi incontri.

Un’ottima opportunità per i giovani di conoscere più da vicino le realtà aziendali e le possibilità di carriera, confrontandosi direttamente con un responsabile aziendale. Un’occasione, inoltre, per presentarsi e farsi conoscere personalmente dalle aziende in modo informale ed esclusivo (ad ogni appuntamento parteciperanno al massimo 20 giovani).

Con “Aperitivo con il Direttore”, vogliamo creare un nuovo modo per far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro, un canale che favorisca l’incontro tra giovani e aziende. I giovani avranno l’occasione di fare domande ai responsabili aziendali, conoscere le modalità di recruiting, la filosofia, i valori aziendali e attraverso un primo “autoesame” decidere se hanno le caratteristiche necessarie per lavorare in quella realtà e se le loro aspettative professionali potrebbero realizzarsi in quel contesto lavorativo. Le aziende d’altro canto, potranno conoscere e valutare attitudini e motivazioni di potenziali nuove risorse”, dichiara Marina Verderajme, presidente di ACTL.

——————–

Prossimo appuntamento in calendario:
22 ottobre 2008 – KPMG
Il calendario degli incontri è periodicamente aggiornato e consultabile sul portale www.sportellostage.it

——————–


I DESTINATARI
Gli incontri si rivolgono a brillanti studenti universitari, laureandi e neolaureati.
Per conoscere i requisiti necessari per candidarsi a ciascun appuntamento consultare il portale www.sportellostage.it

LE SELEZIONI
Gli esperti della Selezione di ACTL – Sportello Stage sceglieranno i curricula dei candidati più in linea con il profilo richiesto dalle aziende. I giovani che supereranno le preselezioni parteciperanno all’“Aperitivo con il Direttore”.

COME PARTECIPARE
Per partecipare alle selezioni è necessario inviare il curriculum all’indirizzo aperitivodirettore@actl.it specificando nell’oggetto “Aperitivo con il Direttore Pirelli” o “Aperitivo con il Direttore KPMG”.
Le candidature per l’appuntamento del 22 ottobre dovranno pervenire entro il 20 ottobre
La partecipazione è gratuita. I posti sono limitati e prenotabili via mail: stampa@actl.it

Nov 24

Da qualche hanno molte nuove professioni vengono richieste da settori che lavorano per l’ambiente o a sua difesa ovvero aziende, ditte di servizi e altro che hanno deciso di proteggere l’ambiente secondo il proprio ramo di attività.
Parliamo soprattutto di lavori specialisti che rientrano nella progettazione o utilizzazione di nuove tecnologie per produzioni a basso impatto ambientale.
Infatti uno dei più grandi business che riguarda il presente e continuerà a svilupparsi per molti decenni a venire è quello legato a tutte le attività utili a preservare l’ambiente, limitando, il più possibile, l’altissimo inquinamento causato dalle attività dell’essere umano.

Il concetto che abbraccia questa filosofia di produzione è che “si continui a creare uno sviluppo che soddisfi i bisogni delle persone esistenti, senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i loro bisogni”. Perché questo avvenga, la Isfol ha identificato 8 aree di intervento:

  • architettura a basso impatto ambientale
  • acquacoltura ecocompatibile di qualità
  • agricoltura biologica
  • biotecnologie sostenibili
  • difesa del suolo e utilizzazione delle acque
  • aree protette e turismo sostenibile
  • energie rinnovabili
  • gestione integrata dei rifiuti urbani

Per ognuno di questi settori il mercato richiede figure specialistiche come ad esempio quella del progettista di manufatti edilizi nel caso dell’architettura a basso impatto ambientale.
Altro settore in forte espansione è l’acqua cultura soprattutto di prodotti ittici dove vengono richiesti manager esperti nei fondamenti di biologia e zootecnica capaci di studiare le strategia migliori a seconda della richiesta del mercato.
Il rapporto dell’Isfol individua anche nell’agricoltura biologica una grande possibilità di trovare lavoro come tecnico di qualità con funzioni di controllo della documentazione, di verifica dell’applicazione delle norme sulle colture e di coordinamento fra i vari soggetti della filiera.
Altri ancora riguardano il settore delle biotecnologie, difesa del suolo e sottosuolo, turismo sostenibile per le tante aree protette sparse nel mondo, ingegneri progettisti di sistemi che producano energia da fonti rinnovabili (eolico, solare, ecc.), esperti nel recupero delle materie per la gestione dei rifiuti.

Alcuni dati
Dallo studio dell’Isfol, in Italia, l’occupazione “pro ambiente” è cresciuta del 18%, passando dai 264 mila addetti del 1993 ai 311 mila del 2003.
Un settore che evidentemente è in continua crescita, che permette un stabilità di impiego maggiore (l’80% dei contratti e ha tempo indeterminato) e che annovera, tra gli assunti, un maggior numero di donne e personale molto qualificato.
Tra il 2003 e il 2004 bisogna segnalare la realizzazione di ben 1408 percorsi professioni tra pubblici e privati, 565 tra lauree triennali, specialistiche, di perfezionamento e di specializzazione, 222 master divisi in universitari, privati, alta formazione; in totale si parla di 2195 attività di studio e apprendimento dedicate al settore ambientale, oltre il 25% in più dell’anno precedente.
Da segnalare è l’alta percentuale di occupazione che si attesta al 42% per i laureati, al 45% dei qualificati e il 76% per chi ha conseguito una laurea breve. Inoltre fra i laureati il 56% svolge comunque un’attività coerente con il tipo di studi effettuati.

Nov 24

StepStone incontrerà il 15 ottobre studenti e aziende al Synesis Forum – Winter Edition

Milano, 15 ottobre 2008StepStone, leader in Europa nel recruiting online e nell’offerta di soluzioni tecnologiche per la gestione delle risorse umane, sarà presente al Career Forum dell’Università Cattolica di Milano del 15 ottobre, per incontrare studenti e aziende.
La job fair, giunta alla sua diciottesima edizione, è nata dalla collaborazione tra Synesis Career Service JEIA e il Servizio Stage e Placement dell’Università Cattolica di Milano e rappresenta uno dei più importanti career day in Italia e punto di riferimento per le aziende che desiderano entrare in contatto con gli studenti e i laureati provenienti da tutti gli atenei d’Italia. La novità per quest’anno è rappresentata dell’apertura anche alla fascia dei junior professional, ossia quei giovani professionisti che desiderano migliorare la propria situazione professionale, dandovi uno slancio vigoroso e incontrando le aziende in prima persona.

Il Career Day Cattolica, Winter Edition, rappresenta quindi un’opportunità imperdibile per gli studenti e i laureati di qualsiasi facoltà per incontrare e dialogare con le aziende e raccogliere i suggerimenti sulla costruzione di un iter professionale tarato sulle inclinazioni individuali. Interessanti sono le opportunità per conoscere le tendenze del mercato del lavoro nazionale e internazionale e di incontrare personalmente i manager delle aziende e i professionisti del settore e seguire le presentazioni aziendali e soprattutto presentare la propria candidatura mediante la consegna del proprio CV o prenotando colloqui diretti con i Responsabili delle Risorse Umane delle più rappresentative strutture organizzative dei settori merceologici più disparati. Saranno infatti presenti brand dell’information and communication technology, dell’automotive, dell’industria, del food, del chimico-farmaceutico, società di consulenza, istituti economici/finanziari.

StepStone ha scelto il Career Day Cattolica per incontrare laureandi, laureati e junior professional e far conoscere le novità che ha sviluppato per promuovere i giovani talenti sul mercato del lavoro. Infatti per i neodiplomati, neolaureati e per quanti si affacciano per la prima volta sul mondo del lavoro, StepStone ha realizzato sul proprio sito un’area dedicata, Primo Lavoro, che riporta offerte di lavoro che non richiedono pregresse esperienze lavorative e permettono di far acquisire competenze e far conoscere alle aziende risorse promettenti e dall’alto potenziale. Inoltre per i junior professional tante sono le opportunità consultabili su stepstone.it. Di recente StepStone ha siglato un accordo di partnership, tra i tanti, con Style.it, il sito di Vogue, Glamour e Vanity Fair, per cui dalla home page si accede alla pagina dedicata agli annunci di lavoro, www.style.stepstone.it, per i settori ‘Marketing e Pubblicità’, ‘Moda e Lusso’ e ‘Primo Lavoro’.

“Ho personalmente seguito il Synesis Formun negli anni, osservandone la continua crescita e la notevole caratterizzazione internazionale che ha acquisito nel tempo e ritengo fosse fondamentale da parte nostra parteciparvi per consolidare il dialogo diretto con entrambi i nostri interlocutori: gli studenti e le aziende e far incontrare, nella sede più appropriata, domanda e offerta.” - Afferma Filippo Loretoni, Country Manager di StepStone Italia.

Nov 24

Per poter ottenere la pensione di anzianità, i dipendenti privati devono possedere due requisiti fondamentali:

  • aver maturato 35 anni di contributi;
  • aver compiuto 58 anni.

Grazie, però, all’ultima riforma, la pensione è ottenibile anche senza aver raggiunto i 58 anni di età ma solo avendo maturato 40 anni di contributi: ad esempio, chi ha cominciato a lavorare a 16 anni, può accedere alla pensione a 56 anni.

Nel 2007 è stata varata la legge n. 247 che, modificando la legge 335/1995, ha stabilito che è possibile accedere alla pensione in base ad un “valore” ottenuto sommando l’età anagrafica agli anni di contribuzione, fermo restando che l’anzianità contributiva non deve essere inferiore a 35 anni.
Pertanto dal 1° gennaio 2008 al 30 giugno 2009 è possibile accedere alla pensione di anzianità con 35 anni di contributi e 58 di età. Successivamente accadrà che:

  • dal 1° luglio 2009 al 31 dicembre 2010, si dovranno aver compiuto 59 anni e avere una somma di età anagrafica e anzianità contributiva pari a 95;
  • per anni 2011 e 2012, si dovranno aver compiuto 60 anni e avere una somma di età anagrafica e anzianità contributiva pari a 96;
  • dal 2013 in poi, si dovranno aver compiuto 61 anni e avere una somma di età anagrafica e anzianità contributiva pari a 97

N.B: a queste condizioni vige la costante di avere almeno 35 anni di contributi; diversamente questo sistema di calcolo non è applicabile.

Precisazioni

Pensione di anzianità con 35 anni di contributi e 58 anni di età:
nel momento in cui si devono conteggiare i 35 anni di contributi (pari a 1820 contributi settimanali), non si devono considerare i contributi figurativi per malattia e disoccupazione (tranne in rari casi).
Dal 1° gennaio 2001 sono stati ritenuti validi i contributi figurativi per il trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia e altri pochi casi. Informatevi presso un consulente del lavoro/sindacalista.

Pensione di anzianità con 40 anni di contributi a qualunque età:
un lavoratore che ha maturato 40 anni di contributi nel 2008 (purché almeno 35 anni siano costituiti da contribuzione effettiva) può ottenere la pensione di anzianità indipendentemente dall’età.
In questo caso si tiene conto di tutta la contribuzione accreditata.

Invalidità:
i lavoratori con un’invalidità superiore al 74%, hanno diritto ad una maggiorazione sull’anzianità contributiva.

Lavori usuranti:
la legge prevede che chi svolge lavori considerati usuranti, possa anticipare l’accesso alla pensione in relazione allo svolgimento e alla durata dell’attività

Nov 24

L’autocandidatura è un metodo per ricercare lavoro in maniera autonoma e ha lo scopo di farci ottenere, in breve tempo, un colloquio con il capo del personale dell’azienda in cui ci piacerebbe lavorare.

Sono in molti a considerare l’autocandidatura il sistema migliore per trovare lavoro velocemente ma non tutti possono permettersi di seguire questa via al posto, ad esempio, di inviare online un curriculum presso le tante agenzie di lavoro interinale.

L’autocandidatura presuppone che si conosca, più o meno approfonditamente, qualcuno che sia in grado di metterci in contatto con una figura importante all’interno dell’azienda (non per forza col titolare) altrimenti tutti gli sforzi di spedire o recapitare personalmente il curriculum saranno vani.

Le strategie da attuare durante un’autocandidatura sono:

  1. compilare una lista delle aziende per le quali vorremmo lavorare acquisendo informazioni precise e aggiornate su di esse;
  2. ricercare per ogni azienda la persona che ha il potere di assumere un lavoratore: può essere lo stesso titolare se si stratta di una piccola attività oppure il capo del personale nel caso di aziende medie e medio-grandi;
  3. ricercare il “gancio” che può fare da tramite tra noi e l’azienda che può mettersi in contatto con il responsabile del personale. Il “gancio” può essere chiunque, magari un parente, un amico ma anche un ex compagno o professore di scuola o università oppure il nome di un esperto trovato su una rivista specialistica…
  4. scegliere in che modo approcciare con l’azienda. In questa fase vi sarà sicuramente corso in aiuto il vostro “gancio” consigliandovi di fare una semplice telefonata alla persona di riferimento ma se non ciò non fosse accaduto potete optare tra un contatto diretto, l’invio di una lettera, una telefonata. Tra tutte è preferibile una telefonata alla quale seguirà la richiesta di avere il nominativo in azienda al quale inviare una lettera; la visita (il contatto diretto) è sconsigliato perché invadente e poco professionale.

Fissato l’appuntamento per il colloquio, è importante sapere cosa ci aspetterà e come sarà più opportuno comportarci durante questa importante fase della ricerca di un lavoro: per approfondire questa fase vi rimandiamo all’articolo Colloquio di lavoro.

Una particolarità poco diffusa ma sempre gradita è l’invio di una nota di ringraziamento al selezionatore col quale avete sostenuto il colloquio.
Non sarà di certo per merito suo se il selezionatore deciderà di assumervi quando aveva già deciso di non farlo ma è un gesto che comunque rimarrà impresso a chi lo riceverà e, per questo, potrà tornarvi utile in futuro.
E’ preferibile comporla a mano se avete una buona calligrafia altrimenti meglio il PC.
Deve comprendere: ringraziamenti, una comunicazione di interesse per il lavoro e l’azienda, un brevissimo resoconto delle proprie capacità, saluti.

Fonte e approfondimenti: Trovareillavorochepiace.it

Nov 24

L'immagine “http://www.quasap.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/62f73_evoluzione.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Come già anticipato
qui, vi avvertivo di grossi cambiamenti in atto per quanto riguarda il lavoro da casa.

Ecco perchè oggi voglio darvi un link interessante.

www.alixia.net

Non vi scrivo altro sul progetto per non rovinarvi la sorpresa…..date un occhiata da soli e rendetevi conto del potenziale che si sta smuovendo.

Siamo in fase beta e stiamo lavorando alla creazione dei primi prodotti quindi siamo in continua evoluzione.

Stay Tuned

Nov 24

L'immagine “http://www.quasap.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/f29b3_social_circle.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Cos’è un Social Network?

La versione di Internet delle reti sociali è una delle forme più evolute di comunicazione in rete, ed è anche un tentativo di violare la “regola dei 150″. La rete delle relazioni sociali che ciascuno di noi tesse ogni giorno, in maniera più o meno casuale, nei vari ambiti della nostra vita, si può così “materializzare”, organizzare in una “mappa” consultabile, e arricchire di nuovi contatti.

Il fenomeno delle social network nacque negli Stati Uniti e si è sviluppato attorno a tre grandi filoni tematici: l’ambito professionale, quello dell’amicizia e quello delle relazioni amorose.

…la nuova tendenza del Social Network


Sempre dagli Stati Uniti si sono venuti a sviluppare dei Social Network “particolari” se così li vogliamo definire.

Questi Social Network di nuova generazione, oltre ad aggregare le persone si sono posti l’obiettivo di farle guadagnare. Le motivazioni di questo fenomeno sono presto dette.

  1. Sono le persone a creare un Social Network con i loro contenuti e quindi meritano una ricompensa.
  2. Con Social Network già in auge come Myspace invece di optare per un costoso lancio pubblicitario si è deciso di fondere il network marketing con il social network in modo che le persone siano interessate a frequentare il sito anche per le prospettive di guadagno.
  3. Semplicità di creazione di una downline, perchè essendo siti a registrazione gratuita attirano molte persone.

Naturalmente chi orbita nell’ambito del Lavoro da Casa come me non poteva lasciarsi scappare l’occasione.

Sto partecipando a due progetti:

  1. Il primo è Zenzuu
  2. Il secondo è Yuwie

http://www.quasap.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/de580_zenzuuLogo.gif

Zenzuu è un Social Network che condivide l’80% del netto ricavato dalla pubblicità con gli utenti “attivi”. Per attivi si intende il fare login almeno 30 volte al mese.

http://www.quasap.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/62f73_Yuwie-logo.jpg

Yuwie invece paga a percentuale per pagine viste. Quindi si percepisce una percentuale sia per le pagine che noi vediamo, sia per le nostre pagine viste da altri.

Entrambi hanno la registrazione e l’uso dei servizi completamente gratuito, quindi capirete che creare una downline consostente comporta uno sforzo pressochè nullo.

Sia Zenzuu che Yuwie prevedono una revenue su 10 livelli di profondità il che rende i guadagni potenzialmente ottimi.

L’unica pecca? oppure il grande vantaggio?

Questi siti sono ancora in lingua madre inglese il che potrebbe rivelarsi di ostacolo per chi non ha conoscenze di tale lingua.

Ma il vantaggio è che in Italia questi siti stanno prendendo piede ed essendo pochi gli italiani a bordo lo sviluppo di una propria downline potrebbe diventare enorme dato che non abbiamo pressochè concorrenza.

I Siti di Assistenza

Ecco che il Gruppo Alixia viene in soccorso a coloro che capiscono l’importanza di queste opportunità.
Infatti abbiamo già un sito dedicato all’assistenza online di Zenzuu. Il primo e unico in Italia. Tramite il sito si possono reperire traduzioni e tools utili allo sviluppo della propria downline grazie ad un forum interamente dedicato a Zenzuu, nonchè richiedere una propria pagina di presentazione in italiano. Il sito è www.alixiabay.com

Per Yuwie stiamo per creare un “Sistema Automatico” che permetterà di incassare su più fronti e un forum che sta per essere creato su Alixia Network

Il guadagno del futuro

In molti fra i più stimati marketer pensano che il guadagno con i Social Network sia il lavoro da casa del futuro. Io concordo ma secondo me è un ottimo inizio per chi affronta per la prima volta un sistema di Network Marketing. Si creano contatti con persone interessate agli stessi campi e si possono anche sviluppare collaborazioni per altri progetti.
Io personalmente ho trovato alcune persone molto capaci lavorando in Zenzuu con le quali stiamo sviluppando un progetto unico nel suo genere in Italia di cui ho già parlato qui
Quindi il partecipare a questi Social Network che pagano è utile sia per percepire entrate extra sia per conoscere e sviluppare altgri progetti.

Se vuoi iscriverti sotto il Gruppo Alixia puoi farlo con i link qui sotto:

Zenzuu

Yuwie

Nov 24

L'immagine “http://www.quasap.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/2b861_ebook-secrets-300.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Gli infoprodotti stanno raccogliendo successi sempre maggiori nel mercato italiano.

Ma cos’ è un infoprodotto?

Un Infoprodotto è un e-book che da spiegazioni dettagliate su di un determinato argomento rendendolo accessibile a tutti e insegnandone nel profondo le caratteristiche e l’utilizzo.

Si differenzia dal semplice Report per alcuni fattori fondamentali.

Il Report è principalmente una raccolta di link utili e utilità come già scritto in modo approfondito in una nostra pillola passata.

L’infoprodotto si distingue per un maggiore approfondimento e per la presenza di un vero e proprio “How To” e di consigli pratici per lo sviluppo.

In Italia si sono già formati gruppi di lavoro che si sono specializzati in questa attività e stanno ricevendo i primi successi. Purtroppo qui in Italia non è ancora ben sviluppato il pensiero dell’importanza e dell’utilità dell’infoprodotto.

Si tende nel nostro paese a comprare ciò che possiamo toccare con mano.

Altro difetto che sta rallentando lo sviluppo è che coloro che creano infoprodotti tendono a creare un gruppo quasi chiuso come se tutto il guadagno dovesse arrivare a loro. Ci sono alcuni che hanno intrapreso la via dell’affiliazione permettendo guadagni a coloro che vendono i loro infoprodotti ma con scarse cifre di guadagno.

Importantissimo è poi il prodotto da proporre. Se si cerca di vendere un infoprodotto che non ha mercato o che risulta logorroico, fatto male e lacunoso, si perde di credibilità e inoltre le vendite non decolleranno mai.

E se uno crea un infoprodotto come può distribuirlo?

Se si è esperti di marketing si può optare per il “fai da te” creando campagne pubblicitarie volte alla vendita.

Però nella maggior parte dei casi chi crea un buon infoprodotto non sempre sa come venderlo.
Ecco che vengono in “soccorso” questi gruppi che ti offrono di vendere il tuo scritto in cambio di una parcentuale sugli introiti.

Peccato che nel migliore dei casi ti chiedono il 30% del netto arrivando, a volte, anche al 50%. Quindi i tuoi ricavi crollano e ti viene da pensare se non è meglio studiare un bel po di marketing e decidere di creare per conto tuo una campagna.

Ma la situazione presto cambierà…

http://www.quasap.it/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/1f64f_Coming-soon.jpg

Eh si, per ora non vi posso dire molto perchè rischio che mi freghino l’idea ma entro i prossimi mesi nascerà in Italia il primo Social Network di affiliazioni e sul lavoro da casa come non se ne sono mai visti prima.

Il nostro gruppo sta lavorando alla creazione di tale network….

Alcune anticipazioni:

  1. Supporto per i sistemi di guadagno più sicuri e conosciuti in Italia che non avevano ancora una assistenza fatta da italiani per gli italiani.
  2. Possibilità di scegliere fra innumerevoli prodotti di vario genere. Dagli infoprodotti alla promozione vera e propria di siti web, allo sviluppo di reti Adsense
  3. Completamente gratuito. Si si, non vi saranno mai chiesti soldi per partecipare e divenire venditori.
  4. Interessanti sviluppi di MLM con commissioni fino al 10 livello.

…mi fermo qui altrimenti vi dico troppo…

Sappiate che il lancio avverrà entro il mese di Settembre quindi tenete d’occhio questo blog perchè ci saranno novità molto presto.

Finalmente un Network totalmente dedicato al lavoro da casa serio e sicuro, facile per tutti, dati i molti livelli di sviluppo e sopratutto GRATUITO

Coming Soon

Nov 23

Si chiamano rep-tiles quei poligoni che possono essere suddivisi in un certo numero di poligoni aventi la stessa forma. Ecco qualche esempio:

Quattro è un numero naturale per questo tipo di suddivisioni: è il numero di pezzi che servono per crearne uno grande il doppio di quello di partenza (raddoppiando le dimensioni, infatti, si quadruplicano le aree).

Ci sono anche esempi classificati come noiosi: per esempio, un quadrato può essere diviso in quattro quadrati più piccoli (o nove, o sedici, eccetera), ma quelli sono meno interessanti.

Ebbene, tanti anni fa un amico matematico ci fece un’avventura di D&D con una mappa basata su questo:

E per fortuna si è fermato qua. I Veri Matematici si sono invece chiesti se esistono rep-tiles composti da un numero qualunque di pezzi. Scopro oggi che esistono solo quattro tipi di rep-tiles non noiosi che possono essere suddivisi in due parti aventi la stessa forma: si chiamano Levy dragon, Twindragon, Heighway dragon e Tame twindragon. Dite voi se il titolo di questo post non è azzeccato…

(Le figure provengono da un post del 44-esimo carnevale della matematica in lingua inglese, dove potete anche trovare le immagini dei quattro draghi suddivisibili in due parti)
Si chiamano rep-tiles quei poligoni che possono essere suddivisi in un certo numero di poligoni aventi la stessa forma. Ecco qualche esempio:

Quattro è un numero naturale per questo tipo di suddivisioni: è il numero di pezzi che servono per crearne uno grande il doppio di quello di partenza (raddoppiando le dimensioni, infatti, si quadruplicano le aree).

Ci sono anche esempi classificati come noiosi: per esempio, un quadrato può essere diviso in quattro quadrati più piccoli (o nove, o sedici, eccetera), ma quelli sono meno interessanti.

Ebbene, tanti anni fa un amico matematico ci fece un’avventura di D&D con una mappa basata su questo:

E per fortuna si è fermato qua. I Veri Matematici si sono invece chiesti se esistono rep-tiles composti da un numero qualunque di pezzi. Scopro oggi che esistono solo quattro tipi di rep-tiles non noiosi che possono essere suddivisi in due parti aventi la stessa forma: si chiamano Levy dragon, Twindragon, Heighway dragon e Tame twindragon. Dite voi se il titolo di questo post non è azzeccato…

(Le figure provengono da un post del 44-esimo carnevale della matematica in lingua inglese, dove potete anche trovare le immagini dei quattro draghi suddivisibili in due parti)

Nov 23

Image of La fine dell'eternità

L’ho letto tanti anni fa e ne ho un vago ricordo, l’impressione che mi è rimasta è stata “ecco un bel modo di risolvere il paradosso dei viaggi nel tempo”. Devo rileggerlo prima che lo distruggano con un film.
Image of La fine dell'eternità

L’ho letto tanti anni fa e ne ho un vago ricordo, l’impressione che mi è rimasta è stata “ecco un bel modo di risolvere il paradosso dei viaggi nel tempo”. Devo rileggerlo prima che lo distruggano con un film.

Nov 23

“Prof, ha detto che questa formula si può applicare solo se qua viene un quadrato perfetto. A me viene 2232, non è un quadrato, come faccio?”.
“Prof, ha detto che questa formula si può applicare solo se qua viene un quadrato perfetto. A me viene 2232, non è un quadrato, come faccio?”.

Nov 23

Ci siamo, anche per questo mese: marcellosblog celebra il settimo carnevale della matematica. Accorrete numerosi!
Ci siamo, anche per questo mese: marcellosblog celebra il settimo carnevale della matematica. Accorrete numerosi!

Nov 23

Vediamo di utilizzare la formula di Eulero, che non si dica che le cose che fanno i matematici non servono mai a niente.

“Uh, è la prima volta che sento un matematico preoccuparsi dell’utilità della matematica”.

“No, in realtà volevo darmi un po’ di tono. In effetti i Veri Matematici non si preoccupano affatto delle applicazioni che possono avere le loro scoperte”.

“Ah, ecco, mi sembrava. E per cosa, allora, vorresti usare la formula di Eulero?”.

“Per analizzare i poliedri convessi regolari, cioè i poliedri convessi che hanno le facce tutte congruenti tra loro. Inoltre, le facce devono essere poligoni regolari”.

“Ah, ok, quindi diciamo che sono i solidi più regolari che ci siano”.

“Già. Ti avverto che dobbiamo usare un po’ di formule, ma sono formule semplici”.

“Va bene, sono pronto”.

“Per prima cosa, indichiamo con n il numero di spigoli per ciascuna faccia. Quindi, se le facce saranno tutte dei triangoli equilateri, avremo n = 3; se saranno quadrati, avremo n = 4, e così via”.

“Quanto si può andare avanti?”.

“Poco. Lo vediamo tra un momento”.

“Bene. Poi?”.

“Poi indichiamo con m il numero di spigoli incidenti in ciascun vertice. Data la regolarità della figura, m deve essere costante per ogni vertice”.

“Giusto”.

“Ora cominciamo con qualche calcolo. Con nF abbiamo indicato il numero di spigoli per ciascuna faccia, moltiplicato per il totale delle facce. Siccome due facce si incontrano sempre in uno spigolo, questa moltiplicazione ci darà il doppio del totale degli spigoli, cioè 2S”.

“Ok, ogni spigolo viene contato 2 volte perché compare sempre in due facce che si toccano”.

“Perfetto. Ora, con mV indichiamo la moltiplicazione del numero di spigoli incidenti in ciascun vertice per il totale dei vertici. Anche qui ogni spigolo viene contato due volte, perché ogni spigolo ha due estremi: dunque anche con questa moltiplicazione otteniamo il doppio del totale degli spigoli, cioè 2S”.

“Va bene. Direi che possiamo riassumere il tutto con la seguente uguaglianza:”.

nF = 2S = mV.

“Giusto. Quindi V è uguale a nF/m e S invece è uguale a nF/2”.

“Fin qua ci sono”.

“Ora ci ricordiamo di fatti vedere sabato alle 2”.

“Ok, quindi F + V - S = 2. Cosa devo fare?”.

“Devi sostituire al posto di V e S le due espressioni che hai trovato prima”.

“Bene: viene F + nF/m - nF/2 = 2”.

“Ora togliamo i denominatori, moltiplicando a destra e a sinistra per 2m”.

“Per ora è facile, viene 2mF + 2nF - mnF = 4m”.

“Ora, per semplicità, raccogliamo a fattore comune F”.

“Ecco: F(2m + 2n - mn) = 4m”.

“Benissimo. Naturalmente 4m è un numero positivo, giusto?”.

“Certamente: m è il numero di spigoli incidenti in ciascun vertice”.

“Molto bene. Anche F è positivo, perché rappresenta il numero di facce”.

“Certo. Ah, ho capito dove vuoi arrivare: l’espressione tra parentesi, cioè (2m + 2n - mn), è positiva pure lei”.

“Bravo. Aggiungiamo il fatto che n deve essere maggiore o uguale di 3, sei d’accordo anche su questo?”.

“Certo, una faccia deve essere almeno un triangolo, quindi almeno tre lati deve averli”.

“Allora cominciamo con un po’ di passaggi”.

2m + 2n - mn > 0,
2m > mn -2n = n(m - 2)

“Fin qua ci sono: hai portato dall’altra parte l’espressione mn - 2n e hai raccolto a fattore comune n”.

“Bene. Ora, ricordandoci che n deve essere maggiore o uguale di 3, possiamo andare avanti così”.

2m > n(m - 2) ≥ 3(m - 2) = 3m - 6,

cioè

2m > 3m - 6

e quindi

m < 6.

“Ah, ci sono. Abbiamo trovato una limitazione per m, bello”.

“Sì, e poi ce n’è un’altra: m deve essere come minimo uguale 3, perché in ogni vertice devono congiungersi almeno 3 spigoli, altrimenti non ottieni un solido. In pratica abbiamo 4 casi da provare:  m = 3, 4, 5, 6”.

“Va bene. Cominciamo da m = 3?”.

“Sì. Teniamo sempre in mente l’uguaglianza F(2m + 2n - mn) = 4m”.

“Ok. Se provo a sostituire m = 3, risulta F(6 + 2n - 3n) = 12”.

“Semplificando, F(6 - n) = 12. Ora proviamo a sostituire i possibili valori di n e vediamo che succede”.

“Se provo con n = 3, ottengo 3F = 12, quindi F = 4”.

“Giusto, hai trovato un caso accettabile. Quanto risulta V?”.

“Avevamo detto che V = nF/m, quindi viene V = 4”.

“E quanto risulta S?”.

“Dalla formula S = nF/2 ottengo S = 6”.

“Giusto. Quindi il primo solido che abbiamo trovato ha 4 facce triangolari, 4 vertici, 6 spigoli che si incontrano a 3 a 3 sui vertici. Si chiama tetraedro”.

“Wow. Ora devo provare con n = 4?”.

“Sì”.

“Vediamo: da F(6 - n) = 12 ottengo, questa volta, 2F = 12, quindi F = 6. Allora V = 8 e S = 12”.

“Bene, ecco il secondo solido: ha 6 facce quadrate, 8 vertici, 12 spigoli che si incontrano a 3 a 3 sui vertici. Questo è facile: è un cubo (o anche esaedro, se vogliamo mantenere la nomenclatura in -edro)”.

“Giusto. Vado avanti, provo con n = 5, che è anche l’ultimo valore accettabile, perché con n = 6 la parentesi (6 - n) diventa 0”.

“Benissimo, vai”.

“Questa volta da F(6 - n) = 12 ricavo F = 12. Dunque V = 20 e S = 30”.

“Si tratta di un solido con 12 facce pentagonali, 20 vertici e 30 spigoli che si incontrano a 3 a 3 sui vertici. Si chiama dodecaedro”.

“Bene, ora abbiamo finito?”.

“Abbiamo finito il caso m = 3. Ora dovresti provare m = 4”.

“Ok, riparto dalla formula iniziale: F(2m + 2n -mn) = 4m. Con m = 4 viene F(8 + 2n - 4n) = 16, cioè F(8 - 2n) = 16”.

“Puoi semplificare tutto per 2”.

“Ah, giusto, allora viene F(4 - n) = 8. Uh, posso provare solo n = 3, perché già con n = 4 si azzera la parentesi, e poi aumentando n ottengo numeri negativi”.

“Bene. Vai avanti”.

“Allora, con n = 3 risulta F = 8. Quindi V = 6 e S = 12”.

“Bene, questo è un solido con 8 facce triangolari, 6 vertici, 12 spigoli che si incontrano a 4 a 4 sui vertici. Si chiama ottaedro”.

“A questo punto devo già passare a m = 5, mi sa”.

“Sì, non hai altri casi per m = 4”.

“Allora vado. Questa volta la formula F(2m + 2n - mn) = 4m diventa F(10 + 2n - 5n) = 20, cioè F(10 - 3n) = 20”.

“Giusto”.

“Allora anche qua posso provare solo il valore di n = 3”.

“Vero. Vai pure”.

“Mi viene F = 20, quindi V = 12 e S = 30”.

“Bene, un solido con 20 facce triangolari, 12 vertici, 30 spigoli che si incontrano 5 a 5 sui vertici. Si chiama icosaedro”.

“Rimane… ehi, non rimane più niente, abbiamo provato tutti i possibili valori di m!”.

“Giusto, quindi non ci sono altri solidi, sono tutti qua, sono solo questi cinque”.

Poliedro Vertici Spigoli Facce n m
tetraedro 4 6 4 3 3
cubo 8 12 6 4 3
ottaedro 6 12 8 3 4
dodecaedro 20 30 12 5 3
icosaedro 12 30 20 3 5

“E l’utilità pratica di questa classificazione?”.

“Eccola qua”.


Vediamo di utilizzare la formula di Eulero, che non si dica che le cose che fanno i matematici non servono mai a niente.

“Uh, è la prima volta che sento un matematico preoccuparsi dell’utilità della matematica”.

“No, in realtà volevo darmi un po’ di tono. In effetti i Veri Matematici non si preoccupano affatto delle applicazioni che possono avere le loro scoperte”.

“Ah, ecco, mi sembrava. E per cosa, allora, vorresti usare la formula di Eulero?”.

“Per analizzare i poliedri convessi regolari, cioè i poliedri convessi che hanno le facce tutte congruenti tra loro. Inoltre, le facce devono essere poligoni regolari”.

“Ah, ok, quindi diciamo che sono i solidi più regolari che ci siano”.

“Già. Ti avverto che dobbiamo usare un po’ di formule, ma sono formule semplici”.

“Va bene, sono pronto”.

“Per prima cosa, indichiamo con n il numero di spigoli per ciascuna faccia. Quindi, se le facce saranno tutte dei triangoli equilateri, avremo n = 3; se saranno quadrati, avremo n = 4, e così via”.

“Quanto si può andare avanti?”.

“Poco. Lo vediamo tra un momento”.

“Bene. Poi?”.

“Poi indichiamo con m il numero di spigoli incidenti in ciascun vertice. Data la regolarità della figura, m deve essere costante per ogni vertice”.

“Giusto”.

“Ora cominciamo con qualche calcolo. Con nF abbiamo indicato il numero di spigoli per ciascuna faccia, moltiplicato per il totale delle facce. Siccome due facce si incontrano sempre in uno spigolo, questa moltiplicazione ci darà il doppio del totale degli spigoli, cioè 2S”.

“Ok, ogni spigolo viene contato 2 volte perché compare sempre in due facce che si toccano”.

“Perfetto. Ora, con mV indichiamo la moltiplicazione del numero di spigoli incidenti in ciascun vertice per il totale dei vertici. Anche qui ogni spigolo viene contato due volte, perché ogni spigolo ha due estremi: dunque anche con questa moltiplicazione otteniamo il doppio del totale degli spigoli, cioè 2S”.

“Va bene. Direi che possiamo riassumere il tutto con la seguente uguaglianza:”.

nF = 2S = mV.

“Giusto. Quindi V è uguale a nF/m e S invece è uguale a nF/2”.

“Fin qua ci sono”.

“Ora ci ricordiamo di fatti vedere sabato alle 2”.

“Ok, quindi F + V - S = 2. Cosa devo fare?”.

“Devi sostituire al posto di V e S le due espressioni che hai trovato prima”.

“Bene: viene F + nF/m - nF/2 = 2”.

“Ora togliamo i denominatori, moltiplicando a destra e a sinistra per 2m”.

“Per ora è facile, viene 2mF + 2nF - mnF = 4m”.

“Ora, per semplicità, raccogliamo a fattore comune F”.

“Ecco: F(2m + 2n - mn) = 4m”.

“Benissimo. Naturalmente 4m è un numero positivo, giusto?”.

“Certamente: m è il numero di spigoli incidenti in ciascun vertice”.

“Molto bene. Anche F è positivo, perché rappresenta il numero di facce”.

“Certo. Ah, ho capito dove vuoi arrivare: l’espressione tra parentesi, cioè (2m + 2n - mn), è positiva pure lei”.

“Bravo. Aggiungiamo il fatto che n deve essere maggiore o uguale di 3, sei d’accordo anche su questo?”.

“Certo, una faccia deve essere almeno un triangolo, quindi almeno tre lati deve averli”.

“Allora cominciamo con un po’ di passaggi”.

2m + 2n - mn > 0,
2m > mn -2n = n(m - 2)

“Fin qua ci sono: hai portato dall’altra parte l’espressione mn - 2n e hai raccolto a fattore comune n”.

“Bene. Ora, ricordandoci che n deve essere maggiore o uguale di 3, possiamo andare avanti così”.

2m > n(m - 2) ≥ 3(m - 2) = 3m - 6,

cioè

2m > 3m - 6

e quindi

m < 6.

“Ah, ci sono. Abbiamo trovato una limitazione per m, bello”.

“Sì, e poi ce n’è un’altra: m deve essere come minimo uguale 3, perché in ogni vertice devono congiungersi almeno 3 spigoli, altrimenti non ottieni un solido. In pratica abbiamo 4 casi da provare:  m = 3, 4, 5, 6”.

“Va bene. Cominciamo da m = 3?”.

“Sì. Teniamo sempre in mente l’uguaglianza F(2m + 2n - mn) = 4m”.

“Ok. Se provo a sostituire m = 3, risulta F(6 + 2n - 3n) = 12”.

“Semplificando, F(6 - n) = 12. Ora proviamo a sostituire i possibili valori di n e vediamo che succede”.

“Se provo con n = 3, ottengo 3F = 12, quindi F = 4”.

“Giusto, hai trovato un caso accettabile. Quanto risulta V?”.

“Avevamo detto che V = nF/m, quindi viene V = 4”.

“E quanto risulta S?”.

“Dalla formula S = nF/2 ottengo S = 6”.

“Giusto. Quindi il primo solido che abbiamo trovato ha 4 facce triangolari, 4 vertici, 6 spigoli che si incontrano a 3 a 3 sui vertici. Si chiama tetraedro”.

“Wow. Ora devo provare con n = 4?”.

“Sì”.

“Vediamo: da F(6 - n) = 12 ottengo, questa volta, 2F = 12, quindi F = 6. Allora V = 8 e S = 12”.

“Bene, ecco il secondo solido: ha 6 facce quadrate, 8 vertici, 12 spigoli che si incontrano a 3 a 3 sui vertici. Questo è facile: è un cubo (o anche esaedro, se vogliamo mantenere la nomenclatura in -edro)”.

“Giusto. Vado avanti, provo con n = 5, che è anche l’ultimo valore accettabile, perché con n = 6 la parentesi (6 - n) diventa 0”.

“Benissimo, vai”.

“Questa volta da F(6 - n) = 12 ricavo F = 12. Dunque V = 20 e S = 30”.

“Si tratta di un solido con 12 facce pentagonali, 20 vertici e 30 spigoli che si incontrano a 3 a 3 sui vertici. Si chiama dodecaedro”.

“Bene, ora abbiamo finito?”.

“Abbiamo finito il caso m = 3. Ora dovresti provare m = 4”.

“Ok, riparto dalla formula iniziale: F(2m + 2n -mn) = 4m. Con m = 4 viene F(8 + 2n - 4n) = 16, cioè F(8 - 2n) = 16”.

“Puoi semplificare tutto per 2”.

“Ah, giusto, allora viene F(4 - n) = 8. Uh, posso provare solo n = 3, perché già con n = 4 si azzera la parentesi, e poi aumentando n ottengo numeri negativi”.

“Bene. Vai avanti”.

“Allora, con n = 3 risulta F = 8. Quindi V = 6 e S = 12”.

“Bene, questo è un solido con 8 facce triangolari, 6 vertici, 12 spigoli che si incontrano a 4 a 4 sui vertici. Si chiama ottaedro”.

“A questo punto devo già passare a m = 5, mi sa”.

“Sì, non hai altri casi per m = 4”.

“Allora vado. Questa volta la formula F(2m + 2n - mn) = 4m diventa F(10 + 2n - 5n) = 20, cioè F(10 - 3n) = 20”.

“Giusto”.

“Allora anche qua posso provare solo il valore di n = 3”.

“Vero. Vai pure”.

“Mi viene F = 20, quindi V = 12 e S = 30”.

“Bene, un solido con 20 facce triangolari, 12 vertici, 30 spigoli che si incontrano 5 a 5 sui vertici. Si chiama icosaedro”.

“Rimane… ehi, non rimane più niente, abbiamo provato tutti i possibili valori di m!”.

“Giusto, quindi non ci sono altri solidi, sono tutti qua, sono solo questi cinque”.

Poliedro Vertici Spigoli Facce n m
tetraedro 4 6 4 3 3
cubo 8 12 6 4 3
ottaedro 6 12 8 3 4
dodecaedro 20 30 12 5 3
icosaedro 12 30 20 3 5

“E l’utilità pratica di questa classificazione?”.

“Eccola qua”.

Nov 23

Loro dicono che ho generosamente accettato di veder pubblicato sulle loro pagine la saga Verso l’infinito, ma con calma, in realtà sono stati loro ad essere generosi e ad aver accolto la mia richiesta di pubblicazione sulla prestigiosa rivista di matematica ricreativa.

Comunque sia, è tutto raccolto in un unico pdf, con tanto di appendice inedita.
Loro dicono che ho generosamente accettato di veder pubblicato sulle loro pagine la saga Verso l’infinito, ma con calma, in realtà sono stati loro ad essere generosi e ad aver accolto la mia richiesta di pubblicazione sulla prestigiosa rivista di matematica ricreativa.

Comunque sia, è tutto raccolto in un unico pdf, con tanto di appendice inedita.

Nov 23

Della più bella formula della matematica non ne parliamo nemmeno. La seconda, invece, è questa:

Fatti vedere sabato alle 2.

“Uh, sì, bella formula davvero”.

“È solo un sistema mnemonico che i matematici usano per ricordarsi la formula giusta”.

“Ah, avevo dimenticato lo humor da Vero Matematico. La formula, allora quale sarebbe?”.

“Questa: F + V = S + 2”.

“È decisamente meglio la frase, in effetti”.

“Se tu hai un poliedro semplice con F facce, V vertici e S spigoli, allora vale quella formula, che si chiama formula di Eulero, o relazione di Eulero”.

“Carina. Cosa sarebbe un poliedro semplice?”.

“Un poliedro senza buchi, cioè una figura come questa”.

“Essere senza buchi è una definizione matematica?”.

“Sì, anche se i Veri Matematici lo dicono in un modo un po’ diverso. Dicono che la figura può essere deformata con continuità, cioè senza tagli o strappi, in una sfera”.

“Come se fosse un oggetto di gomma?”.

“Esattamente. Per ogni poliedro vale la formula di Eulero, indipendentemente dal numero di facce e dal numero di lati per faccia. È una formula assolutamente generica”.

“E, data la sua genericità, avrà una dimostrazione complicatissima”.

“No, anzi, la dimostrazione è semplice ed è anche istruttiva, perché spiega un concetto molto importante utilizzato in matematica, il concetto di invariante”.

“E cosa sarebbe?”.

“Te lo spiego subito. Partiamo dall’inizio, esprimendo la formula di Eulero in questo modo: F + V - S = 2”.

“Va bene, hai portato a sinistra la S, è semplice”.

“Adesso ci concentriamo sull’espressione F + V - S”.

“Va bene. Che dobbiamo fare?”.

“Prendiamo il nostro poliedro generico, per esempio quello della figura di prima, e ne togliamo una faccia, per esempio quella che nella figura è indicata con AGF”.

“Ok, quella che nella figura è dietro”.

“Dobbiamo immaginare il nostro poliedro come se fosse vuoto”.

“Ok, togliendo una faccia possiamo vedere il suo interno, come se fosse una scatola con un buco”.

“Ottimo. Ora immaginiamo che questa scatola sia fatta di gomma. La possiamo deformare e stendere su un piano”.

“Va bene, ma non cambiano le cose?”.

“Guarda, deformando e stendendo su un piano si ottiene questa figura. Il numero di facce, di vertici oppure di spigoli è cambiato?”.

“Uhm, sembra di no. No, in effetti no, i segmenti che vedevo prima ci sono ancora tutti”.

“Molto bene. Quindi l’espressione F + V - S, rispetto a prima, non è cambiata”.

“No, è sempre la stessa”.

“Bene. Adesso osserviamo che nella nostra figura non tutti i poligoni che si vedono sono triangoli”.

“Ah, no. La figura iniziale era un poliedro, non avevi specificato che le facce dovevano essere triangolari”.

“Infatti. Allora facciamo in questo modo: tracciamo vari segmenti fino a che non otteniamo solo triangoli. Possiamo farlo come vogliamo, per esempio così”.

“Ok, ora ci sono solo triangoli, ma la figura è diversa”.

“È vero che è diversa, ma concentrati su F + V - S. Ogni volta che tracciamo un segmento, cosa succede alla figura?”

“Bè, abbiamo un segmento in più, quindi S aumenta di 1”.

“Certo. Ma tracciando un segmento in più, abbiamo anche una faccia in più, quindi anche F aumenta di 1. Mentre non cambiamo il numero di vertici”.

“Uhm, quindi passiamo da F + V - S a (F + 1) + V - (S + 1). Ehi, rimane uguale!”.

“Bravo. I Veri Matematici dicono che l’espressione F + V - S è un invariante: tracciando i segmenti che servono per ottenere solo triangoli il suo valore non cambia”.

“Bello! E adesso che facciamo?”.

“Adesso cominciamo a cancellare qualche triangolo, seguendo alcune regole. Per prima cosa, osserviamo che i triangoli presenti nella figura possono avere un solo lato oppure due verso l’esterno”.

“Bè, no. In questa figura tutti i triangoli che formano il bordo esterno hanno un solo lato che sta sul bordo”.

“Hai detto bene: in questa figura. In generale però non è detto che sia così, dobbiamo tener presente anche l’altra possibilità”.

“Ah, va bene”.

“A questo punto, cancelliamo un triangolo togliendo un lato che si affaccia all’esterno. Per esempio, cancelliamo il lato AG. Ecco la figura”.

“Allora, provo a fare i conti. Abbiamo perso un lato, quindi S diminuisce di 1. Ma abbiamo anche perso una faccia, quindi F diminuisce di 1. Il tuo invariante diventa (F - 1) + V - (S - 1). Ehi, non è cambiato nemmeno questa volta”.

“Già. Ora vado avanti un altro po’ per mostrarti un triangolo con due lati affacciato sul bordo: cancello prima il lato DG poi il lato DE. Ecco qua”.

“Ah, ecco come si fa ad avere triangoli che hanno sul bordo due lati! E adesso come facciamo a eliminarlo?”.

“Nel caso di triangoli con due lati sul bordo, dobbiamo eliminare entrambi i lati”.

“Va bene. In questo caso allora perdiamo una faccia e due lati, quindi F diminuisce di 1 mentre S dimiuisce di 2”.

“Non ti dimenticare del punto D”.

“Ah, giusto. Perdiamo anche un punto. Quindi abbiamo (F - 1) + (V - 1) - (S - 2)… anche in questo caso rimane uguale a F + V - S. La figura dovrebbe essere questa”.

“Esatto. Ora possiamo andare avanti, eliminando triangoli su triangoli. In questo procedimento perderemo spigoli, facce e vertici, ma il valore di F + V - S non cambierà mai”.

“E fino a che punto andiamo avanti?”.

“Fino a che non rimarrà un solo triangolo. A questo punto, quanto vale l’espressione F + V - S?”.

“Bè, un triangolo ha una faccia, tre vertici e tre spigoli, quindi F + V - S = 1+3-3 = 1. Il tuo invariante vale 1”.

“E quindi valeva uno anche all’inizio”.

“Ma allora la formula che mi hai detto è sbagliata. Dicevi che doveva risultare 2!”.

“Hai dimenticato il primo triangolo, quello che abbiamo tolto per poter schiacciare la figura su un piano. Il poliedro iniziale ha una faccia in più”.

“Uh, è vero. Inizialmente allora F + V - S valeva 2. Quindi la formula è giusta”.

“Già. C.V.D.”.

“C’è una battuta sulla sigla C.V.D.”.

“Ah sì? Non la conosco”.

“Sai cosa significa per un ingegnere C.V.D.?”.

“Cosa?”.

“Cazzo, Viene Diverso!”.

(questa deve essere la prima parolaccia che scrivo sul blog: sono un po’ turbato)
Della più bella formula della matematica non ne parliamo nemmeno. La seconda, invece, è questa:

Fatti vedere sabato alle 2.

“Uh, sì, bella formula davvero”.

“È solo un sistema mnemonico che i matematici usano per ricordarsi la formula giusta”.

“Ah, avevo dimenticato lo humor da Vero Matematico. La formula, allora quale sarebbe?”.

“Questa: F + V = S + 2”.

“È decisamente meglio la frase, in effetti”.

“Se tu hai un poliedro semplice con F facce, V vertici e S spigoli, allora vale quella formula, che si chiama formula di Eulero, o relazione di Eulero”.

“Carina. Cosa sarebbe un poliedro semplice?”.

“Un poliedro senza buchi, cioè una figura come questa”.

“Essere senza buchi è una definizione matematica?”.

“Sì, anche se i Veri Matematici lo dicono in un modo un po’ diverso. Dicono che la figura può essere deformata con continuità, cioè senza tagli o strappi, in una sfera”.

“Come se fosse un oggetto di gomma?”.

“Esattamente. Per ogni poliedro vale la formula di Eulero, indipendentemente dal numero di facce e dal numero di lati per faccia. È una formula assolutamente generica”.

“E, data la sua genericità, avrà una dimostrazione complicatissima”.

“No, anzi, la dimostrazione è semplice ed è anche istruttiva, perché spiega un concetto molto importante utilizzato in matematica, il concetto di invariante”.

“E cosa sarebbe?”.

“Te lo spiego subito. Partiamo dall’inizio, esprimendo la formula di Eulero in questo modo: F + V - S = 2”.

“Va bene, hai portato a sinistra la S, è semplice”.

“Adesso ci concentriamo sull’espressione F + V - S”.

“Va bene. Che dobbiamo fare?”.

“Prendiamo il nostro poliedro generico, per esempio quello della figura di prima, e ne togliamo una faccia, per esempio quella che nella figura è indicata con AGF”.

“Ok, quella che nella figura è dietro”.

“Dobbiamo immaginare il nostro poliedro come se fosse vuoto”.

“Ok, togliendo una faccia possiamo vedere il suo interno, come se fosse una scatola con un buco”.

“Ottimo. Ora immaginiamo che questa scatola sia fatta di gomma. La possiamo deformare e stendere su un piano”.

“Va bene, ma non cambiano le cose?”.

“Guarda, deformando e stendendo su un piano si ottiene questa figura. Il numero di facce, di vertici oppure di spigoli è cambiato?”.

“Uhm, sembra di no. No, in effetti no, i segmenti che vedevo prima ci sono ancora tutti”.

“Molto bene. Quindi l’espressione F + V - S, rispetto a prima, non è cambiata”.

“No, è sempre la stessa”.

“Bene. Adesso osserviamo che nella nostra figura non tutti i poligoni che si vedono sono triangoli”.

“Ah, no. La figura iniziale era un poliedro, non avevi specificato che le facce dovevano essere triangolari”.

“Infatti. Allora facciamo in questo modo: tracciamo vari segmenti fino a che non otteniamo solo triangoli. Possiamo farlo come vogliamo, per esempio così”.

“Ok, ora ci sono solo triangoli, ma la figura è diversa”.

“È vero che è diversa, ma concentrati su F + V - S. Ogni volta che tracciamo un segmento, cosa succede alla figura?”

“Bè, abbiamo un segmento in più, quindi S aumenta di 1”.

“Certo. Ma tracciando un segmento in più, abbiamo anche una faccia in più, quindi anche F aumenta di 1. Mentre non cambiamo il numero di vertici”.

“Uhm, quindi passiamo da F + V - S a (F + 1) + V - (S + 1). Ehi, rimane uguale!”.

“Bravo. I Veri Matematici dicono che l’espressione F + V - S è un invariante: tracciando i segmenti che servono per ottenere solo triangoli il suo valore non cambia”.

“Bello! E adesso che facciamo?”.

“Adesso cominciamo a cancellare qualche triangolo, seguendo alcune regole. Per prima cosa, osserviamo che i triangoli presenti nella figura possono avere un solo lato oppure due verso l’esterno”.

“Bè, no. In questa figura tutti i triangoli che formano il bordo esterno hanno un solo lato che sta sul bordo”.

“Hai detto bene: in questa figura. In generale però non è detto che sia così, dobbiamo tener presente anche l’altra possibilità”.

“Ah, va bene”.

“A questo punto, cancelliamo un triangolo togliendo un lato che si affaccia all’esterno. Per esempio, cancelliamo il lato AG. Ecco la figura”.

“Allora, provo a fare i conti. Abbiamo perso un lato, quindi S diminuisce di 1. Ma abbiamo anche perso una faccia, quindi F diminuisce di 1. Il tuo invariante diventa (F - 1) + V - (S - 1). Ehi, non è cambiato nemmeno questa volta”.

“Già. Ora vado avanti un altro po’ per mostrarti un triangolo con due lati affacciato sul bordo: cancello prima il lato DG poi il lato DE. Ecco qua”.

“Ah, ecco come si fa ad avere triangoli che hanno sul bordo due lati! E adesso come facciamo a eliminarlo?”.

“Nel caso di triangoli con due lati sul bordo, dobbiamo eliminare entrambi i lati”.

“Va bene. In questo caso allora perdiamo una faccia e due lati, quindi F diminuisce di 1 mentre S dimiuisce di 2”.

“Non ti dimenticare del punto D”.

“Ah, giusto. Perdiamo anche un punto. Quindi abbiamo (F - 1) + (V - 1) - (S - 2)… anche in questo caso rimane uguale a F + V - S. La figura dovrebbe essere questa”.

“Esatto. Ora possiamo andare avanti, eliminando triangoli su triangoli. In questo procedimento perderemo spigoli, facce e vertici, ma il valore di F + V - S non cambierà mai”.

“E fino a che punto andiamo avanti?”.

“Fino a che non rimarrà un solo triangolo. A questo punto, quanto vale l’espressione F + V - S?”.

“Bè, un triangolo ha una faccia, tre vertici e tre spigoli, quindi F + V - S = 1+3-3 = 1. Il tuo invariante vale 1”.

“E quindi valeva uno anche all’inizio”.

“Ma allora la formula che mi hai detto è sbagliata. Dicevi che doveva risultare 2!”.

“Hai dimenticato il primo triangolo, quello che abbiamo tolto per poter schiacciare la figura su un piano. Il poliedro iniziale ha una faccia in più”.

“Uh, è vero. Inizialmente allora F + V - S valeva 2. Quindi la formula è giusta”.

“Già. C.V.D.”.

“C’è una battuta sulla sigla C.V.D.”.

“Ah sì? Non la conosco”.

“Sai cosa significa per un ingegnere C.V.D.?”.

“Cosa?”.

“Cazzo, Viene Diverso!”.

(questa deve essere la prima parolaccia che scrivo sul blog: sono un po’ turbato)

Nov 23

Image of L'età del dubbio

Se, dopo aver finito di leggere un romanzo, ti domandi: e se capitasse a me, che farei?, allora il romanzo smette di essere una semplice storia e diventa un Romanzo.

Soprattutto se te l’ha regalato tua moglie per il tuo compleanno. E non sei più un picciotto vintino.

Image of L'età del dubbio

Se, dopo aver finito di leggere un romanzo, ti domandi: e se capitasse a me, che farei?, allora il romanzo smette di essere una semplice storia e diventa un Romanzo.

Soprattutto se te l’ha regalato tua moglie per il tuo compleanno. E non sei più un picciotto vintino.

Nov 23

Diciamo le stesse cose:

“Vietare le braghe calate sarebbe una sciocchezza, abbiamo cose più importanti di cui occuparci. Detto questo, ragazzi: tiratevi su i calzoni. State camminando al fianco di vostra madre, di vostra nonna, e vi si vedono le mutande. Voi dite, che c’è di male? Dai, per favore. Ci sono questioni che non si regolano per legge, ma c’è anche una questione di rispetto per quelli che non vogliono vedere le vostre mutande. E io sono uno di quelli”.

(via Wittgenstein)
Diciamo le stesse cose:

“Vietare le braghe calate sarebbe una sciocchezza, abbiamo cose più importanti di cui occuparci. Detto questo, ragazzi: tiratevi su i calzoni. State camminando al fianco di vostra madre, di vostra nonna, e vi si vedono le mutande. Voi dite, che c’è di male? Dai, per favore. Ci sono questioni che non si regolano per legge, ma c’è anche una questione di rispetto per quelli che non vogliono vedere le vostre mutande. E io sono uno di quelli”.

(via Wittgenstein)

Nov 23

Credevo di essere stato attento a non inserire in nessun luogo internettiano la mia data di nascita, ma facebook mi ha fregato. Per dare la definitiva mazzata alla mia psiche già in crisi per l’avanzamento inesorabile del tempo, oggi Ronkas si è presentato con un pacchettino regalo per me. E che regalo: una fantastica maglietta di xkcd.

C’era anche un bigliettino, di quelli che ti fanno pensare di aver fatto qualcosa di buono nella vita.
Credevo di essere stato attento a non inserire in nessun luogo internettiano la mia data di nascita, ma facebook mi ha fregato. Per dare la definitiva mazzata alla mia psiche già in crisi per l’avanzamento inesorabile del tempo, oggi Ronkas si è presentato con un pacchettino regalo per me. E che regalo: una fantastica maglietta di xkcd.

C’era anche un bigliettino, di quelli che ti fanno pensare di aver fatto qualcosa di buono nella vita.

Nov 23

Image of Guerra eterna

Scopro adesso che Ridley Scott girerà un film tratto da uno dei più bei romanzi di fantascienza dell’universo (ehm): Guerra Eterna. Se avete presente Fanteria dello Spazio di Heinlein, ecco, questo è il suo duale: in grado di fare cambiare opinione anche al più guerrafondaio dei lettori.
Image of Guerra eterna

Scopro adesso che Ridley Scott girerà un film tratto da uno dei più bei romanzi di fantascienza dell’universo (ehm): Guerra Eterna. Se avete presente Fanteria dello Spazio di Heinlein, ecco, questo è il suo duale: in grado di fare cambiare opinione anche al più guerrafondaio dei lettori.

Nov 23

C’è un giochino online sul problema degli n corpi: orbitrunner. Voi siete un sole (ehm) e non dovete farvi sfuggire i pianeti…
C’è un giochino online sul problema degli n corpi: orbitrunner. Voi siete un sole (ehm) e non dovete farvi sfuggire i pianeti…

Nov 23

Le maestre di mio figlio si sono lamentate del fatto che, spesso, i bambini copiano dalla lavagna e non ascoltano. Alla mattina io mi ero lamentato della stessa cosa con i miei studenti di quinta. Superiore.
Le maestre di mio figlio si sono lamentate del fatto che, spesso, i bambini copiano dalla lavagna e non ascoltano. Alla mattina io mi ero lamentato della stessa cosa con i miei studenti di quinta. Superiore.