Ago 30

La protesta per l’ospedale, manca democrazia

Intorno alla morte di Filippo Li Gambi e al cordoglio e alla rabbia di un intero paese sono state attivate un’inchiesta della magistratura, e un’indagine della Regione, è stata richiesta una relazione della Regione da parte del Ministero del Welfare, sarà attivata un’indagine dal Presidente della Commissione nazionale di Inchiesta sul Servizio sanitario nazionale del Senato. Interventi tutti, dovuti e doverosi, perché la vicenda è dolorosa e sconcertante.

Filippo Li Gambi aveva ventitré anni ed era rimasto gravemente ferito in un incidente. Era stato trasportato all’ospedale Santo Stefano di Mazzarino del Vallo, ma i medici non erano potuti intervenire perché la sala operatoria era chiusa. Trasferito all’ospedale di Caltanisetta, Filippo è deceduto poco dopo il ricovero. Dopo il suo funerale e intorno alla protesta del padre, si è raccolto l’intero paese: i negozi tengono le saracinesche abbassate e sono stati costituiti blocchi stradali. Con la tragica scomparsa di Filippo si è riaccesa una polemica che risale alla ristrutturazione della rete ospedaliera e ai primi di luglio, quando furono disattivate alcune unità operative della struttura ospedaliera senza attivare contestualmente un punto territoriale di assistenza. Che questa scelta sia rimessa in discussione di fronte a un fatto così grave è del tutto comprensibile, anche se il primo interrogativo resta un altro, vale a dire se la rete di emergenza per il trasferimento tempestivo al più vicino presidio attrezzato di un giovane che aveva subito un gravissimo incidente e conseguente emorragia abbia funzionato a dovere. Se cioè non ci troviamo di fronte a una morte evitabile. Questo interrogativo dei familiari e dell’intera popolazione è legittimo e deve trovare una risposta.

D’altra parte, a Mazzarino del Vallo come dovunque, le resistenze della cittadinanza alla chiusura dei piccoli ospedali sono prevedibili e comprensibili e suona terribilmente banale, in un contesto così drammatico, sottolineare che non si tratta solo di procedure burocratiche ma di processi che devono trovare tempi e luoghi pubblici di dibattito e di coinvolgimento della cittadinanza già nel percorso preliminare alle scelte. Non è solo questione di forma, ma di sostanza: ci sono problemi e soluzioni alternative che emergono solo in questi scambi.

La democrazia partecipata è ciò che manca quasi dovunque rispetto alla pianificazione delle reti ospedaliere ed assistenziali ed è anche la ragione di fondo di quel diffuso senso di sfiducia nella politica e nelle istituzioni che comprensibilmente esplode nella rabbia quando si verificano episodi gravissimi come la morte, forse evitabile, di un giovane. Cause e responsabilità vanno accertati. Il problema della democrazia resta.

Erminia Emprin

29/08/2009

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Ago 30

A volte la Bibbia è più chiara della politica

Un no secco al pacchetto sicurezza, convinto e motivato sia sul piano giuridico che su quello teologico. E’ questo il messaggio più forte lanciato dal Sinodo delle chiese valdesi e metodiste che si conclude oggi a Torre Pellice (To), nel cuore di quelle valli in cui questo antico movimento di riforma religiosa ha trovato rifugio nei secoli delle persecuzioni. Per questa piccola comunità che oggi conta trentamila persone e un centinaio di chiese da Trieste a Palermo, i recenti provvedimenti sull’immigrazione alimentano il pregiudizio e la xenofobia, negano principi costituzionali fondamentali, frenano i processi di integrazione e quindi di coesione sociale di una società sempre più palesemente multietnica, multiculturale e multireligiosa come quella italiana.

Affermazioni che valdesi si ripetono da settimane, ottenendo ben scarso ascolto da parte del mondo della politica e della grande informazione. E forse per questa ragione ieri hanno voluto compiere un gesto irrituale indicendo un digiuno di protesta e di solidarietà. Protesta contro il "pacchetto", solidarietà per le sue vittime designate e cioè quelle migliaia di immigrati che da qualche giorno vivono sul filo sottile della precarietà: chi è irregolare ha più paura e chi non lo è sa bene che può diventarlo da un giorno all’altro, entrando in un tunnel che lo allontana dai servizi sociali, dal lavoro, dalla possibilità di affittare una casa. Un digiuno vissuto nell’ascolto delle cronache degli ultimi anni: dall’assassinio di Jerry Masslo, forse la prima vittima di un’Italia che nel 1989 si credeva ancora un paese di emigrati, a quello di Abdul Guibre, ucciso per un pacco di biscotti. Razzismo, si dirà. Ma come definire gli oltre seimila morti di immigrazione nel Mediterrano? Ai valdesi non basta la ricostruzione tecnica di quello che è successo. Chiedono risposte sulle responsabilità politiche e impegnano la Tavola valdese - il loro organismo esecutivo - a richiedere la revisione delle norme adottate. Insomma la buttano in politica. Ma un attimo dopo, usciti in un corteo solenne e silenzioso dall’aula sinodale, entrano nel vicino tempio. Insieme italiani ed immigrati, giovani e anziani, pastori e laici. C’è anche un vescovo cattolico e non stupisce: l’impegno per gli immigrati costituisce la frontiera avanzata di un ecumenismo che su altri piani - bioetica, ora di religione, laicità dello Stato - si fa più difficile.

E in chiesa risuonano le impegnative parole dell’Antico Testamento ("Avrete la stessa legge tanto per lo straniero quanto per il nativo del paese") e delle scritture apostoliche ("Non c’è più né giudeo né greco né schiavo né libero…"). A volte la Bibbia parla con una chiarezza che la politica non riesce a trovare.

Paolo Naso, dell’Unione chiese valdesi e metodiste

Liberazione 28/08/2009

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Ago 30

Sono passati quindici anni dal 1994, anno della nascita di Emergency e del primo intervento nel Ruanda devastato dalla guerra civile.

In quindici anni, oltre tre milioni di persone sono state curate gratuitamente in Afganistan, Algeria, Angola, Cambogia, Eritrea, Iraq, Palestina, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan e in Italia.

Per celebrare i (primi) 15 anni di attivita’, Emergency ha deciso di trasformare il raduno nazionale dei volontari nella sua prima "Festa nazionale" con molti appuntamenti aperti al pubblico. A Firenze, al Mandela Forum e a Firenze Fiera, dall’8 al 13 settembre, spettacoli, dibattiti, incontri per conoscere il lavoro dell’associazione e per ragionare sul passato, sul presente e sul futuro dell’Ong fondata da Gino Strada..

Nella citta’ toscana si sveleranno al pubblico i segreti di ospedali efficienti e con standard di cura elevatissimi:

Mercoledi’ 9 settembre alle 15.00, l’incontro "Come si costruisce un ospedale modello: i centri di Emergency dalla missione esplorativa, alla progettazione, al mantenimento". Sabato 12 e domenica 13, al mattino, medici e infermieri racconteranno i nuovi obiettivi dell’associazione e le attivita’ degli ospedali di Emergency nel mondo.

Spazio anche per i dibattiti "politici" organizzati da PeaceReporter:

Martedi’ alle 18.00, sara’ l’Afganistan alla ribalta: "Una missione diversamente difensiva" il titolo dell’incontro per fare il punto su una guerra che vede sempre piu’ coinvolti i militari italiani.
Introdurra’ Enrico Piovesana con Nico Piro, inviato del Tg3, il direttore di Analisi Difesa Gianandrea Gaiani, il giornalista Emanuele Giordana, il generale Fabio Mini e Marco Garatti, chirurgo di Emergency di ritorno da Lashkar-gah, capoluogo del distretto di Helmand, teatro della grande offensiva statunitense di questa estate.
Giovedi’, sempre alle 18.00, si parlera’ di "I soldi per armi e guerra:
un pessimo investimento" con esperti del settore, tra cui Paolo Busoni, Angelo Baracca, Valter Bovolenta e Francesco Vignarca. Sabato, infine, "Il razzismo: una strana malattia", con lo scrittore Erri De Luca, Don Virginio Colmegna della Casa della Carita’ e Gabriele del Grande, fondatore di Fortress Europe.

Molti gli spettacoli in programma:

Presso Firenze Fiera, martedi’ 8 alle 21.00, "Venezia - Londra - New York - Firenze. Il cinema dei diritti" con la proiezione di: "Domani torno a casa" film-documentario di Fabrizio Lazzaretti e Paolo Santolini girato tra Afganistan e Sudan.
Mercoledi’ 9 alle 21.00, sara’ la volta di Lella Costa, che portera’ a Firenze un suo recital. Giovedi’ 10 alla stessa ora tocchera’ a Moni Ovadia con il suo classico e piu’ apprezzato spettacolo teatrale: "Oylem Goylem". Venerdi’ e sabato il palco del Mandela Forum ospitera’ alcuni grandi amici di Emergency. Venerdi’
alle 21.30 Gino Strada e Diego Cugia, il Jack Folla di Alcatraz, "giocheranno" con la storia e con il futuro dell’associazione - e con quello del nostro paese - insieme a Fiorella Mannoia, Gianni Mura, Vauro e Marco Paolini. Sabato alle 21.30, Serena Dandini condurra’ una serata in cui si alterneranno tra gli altri Antonio Cornacchione, Bebo Storti, Gaspare e Zuzzurro, Dario Vergassola.

Guarda lo spot dell’incontro nazionale: http://firenze.emergency.it
Tutti gli aggiornamenti su http://firenze.emergency.it

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Ago 30

LE NOTIZIE CHE NON HANNO FATTO NOTIZIA

Come ogni anno, Censura raccoglie le notizie che avrebbero dovuto occupare le prime pagine di tutti i giornali e telegiornali del mondo e che, invece, sono letteralmente e scrupolosamente “scomparse”.

Ecco qualche esempio:

• L’industria dell’energia e delle armi nucleari e gli enti governativi che sovrintendono alle attività nucleari stanno operando affinché grandi quantità di terreni e materiali contaminati dalla radioattività vengano riclassificati come “non radioattivi”. Non vogliono infatti pagare per isolare le scorie – che comprendono metallo, cemento, asfalto, plastica, terreni, attrezzature ed edifici – e hanno deciso di inviarle nei siti di stoccaggio ordinari o persino di riciclarle a scopo commerciale, col rischio che finiscano in oggetti di uso quotidiano.

• Oggi nel mondo esistono 27 milioni di schiavi, una cifra senza precedenti. Il commercio di esseri umani contende al traffico di droga e al contrabbando d’armi il triste primato di principale attività criminale del pianeta.

• L’addestramento segreto degli eserciti e della polizia latinoamericana, che un tempo avveniva nelle famigerate Scuole delle Americhe, è stato decentrato e sono nate le ILEA (International Law Enforcement Academy). Ci sono ILEA a Budapest, a Bangkok, a Gaborone, in Botswana; e a Roswell, in New Mexico. E ovviamente ci sono ILEA sparse in tutta l’America Latina. Qui, protetti dall’immunità alle accuse di crimini contro l’umanità, ogni anno 1.500 ufficiali apprendono presunti metodi “anti-terrorismo”, tra cui la tortura e le tecniche di esecuzione.

• L’indipendenza del Kosovo dalla Serbia non porterà né indipendenza né qualsivoglia forma di autogoverno. L’Unione Europea ha inviato nella regione 1.800 figure specializzate per contribuire alla nascita delle istituzioni del nuovo Kosovo. Al contempo la KFOR, la forza NATO di stanza nella regione, dispone di 16.000 soldati con completa sovranità. L’unica grande costruzione finora realizzata è stata Camp Bondsteel, la più grande base militare americana d’Europa.

Project Censored è un autorevole gruppo statunitense di ricerca sui media che si propone di promuovere il ruolo “del giornalismo indipendente in una società democratica”. Nasce nel 1976 da un’idea di Carl Jensen, docente presso la Sonoma State University, e dal 1996 è guidato da Peter Phillips, docente di Sociologia e da molto tempo attivo in organizzazioni no profit.

LE 25 NOTIZIE PIù CENSURATE - Peter Phillips e Project Censored

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Ago 30

Allevamenti industriali: fabbriche

di virus

Non mi stanco di denunciare le follie del modo industriale e globalizzato di produrre i cibi di cui ci nutriamo, il modo intensivo di produrre le carni, con centinaia di migliaia di maiali, vitelli o polli reclusi e stipati in gabbie, nutriti e abbeverati con sistemi automatici, cresciuti a forza di antibiotici per prevenire le malattie e aumentare il peso (il 70% degli antibiotici impiegati negli Stati Uniti viene somministrato ad animali sani per contrastare gli effetti della scarsità di igiene e del sovraffollamento).

Da queste condizioni di estrema concentrazione e di scarsa igiene, stanno nascendo virus nuovi, che già uccidono le persone. I CDC (Center for Discases Control) stimano che ogni anno due milioni di persone contraggono una infezione resistente agli antibiotici e 80.000 ne muoiono. Oggi i sistemi industriali di gestione degli animali e dei liquami degli allevamenti sono una pericolosissima bomba ecologica che può colpire soprattutto quel miliardo di esseri umani, soprattutto in Africa e Asia, concentrati nelle periferie urbane, in condizioni biologicamente vulnerabili (malnutriti) e in condizioni igienico sanitarie pessime, non raggiungibili da vaccini o medicine. Le multinazionali che in maggioranza gestiscono queste imprese parlano di una domanda di mercato delle carni in grande aumento e questo è il metodo per soddisfare la richiesta.

Come al solito, la grande assente è la politica che, quando si tratta di mettere regole alla economia, guarda da un’altra parte, non previene i disastri, e poi accolla alla spesa pubblica il peso dei danni che potevano essere evitati. La crisi finanziaria, nata negli USA dalle truffe di istituti di credito ai danni di istituzioni finanziarie di mezzo mondo, è nata dal non rispetto delle regole (la famosa deregulation), dalla mancanza dei controlli delle istituzioni politiche, e poi i soldi per rimediare sono venuti fuori dai bilanci dello Stato. I truffatori e i fabbricatori di virus possono dormire tranquilli, le sorti del mondo le decidono loro.

Chi parla di contenimento delle nascite, sviluppo sostenibile, autosufficienza alimentare ed energetica di ogni nazione, fonti rinnovabili, piccolo e diffuso modo di produrre sia cibi che energia, è solo un innocente sognatore, e non so quanto tempo ancora ci vorrà per capire che è questa l’unica strada da percorrere. Ma capitalisti e preti sono in trincea affinché nulla cambi, e noi siamo liberi di crepare di qualche “pandemia”, magari programmata, dove si salvano solo i più ricchi.

Paolo De Gregorio

www.bellaciao.org

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Ago 30

Nicola Bissi è il Campione italiano Radial U-19, bronzo nella classifica overall: la vela olimpica azzurra coltiva giovani promesse in Emilia - Romagna
Trapani, 29 agosto –Nicola Bissi del Circolo nautico Cervia chiude il Campionato Italiano Laser di Trapani 3° overall e 1° U-19 classe Laser Radial. 200 i velisti in gara  e 11 regate disputate [...]

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Ago 30

Vela – La velista cervese Karen Simoni nella rappresentativa italiana terza qualificata al Campionato Europeo Optimist a squadre
 
 
Pieve di Ledro, sabato 29 agosto 2009 – Bronzo per la squadra italiana Optimist nella cinque giorni di regate che ha visto coinvolti i team di 12 nazioni: Norvegia, Olanda, Irlanda, Germania, Croazia, Belgio, Russia, Slovenia, Svezia, Turchia, [...]

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Ago 30

 

ABITO SPOSO UOMO

 

Inizialmente l’abito sposo uomo era scuro e austero, nel corso degli anni,però anche la moda maschile per i matrimoni si è sviluppata fino ad arrivare a proporre molte linee di abito sposo uomo.
Centro Sposi Love aiuta tutti gli sposi a trovare l’abito sposo uomo adatto a lui, alle sue caratteristiche e al suo [...]

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Ago 30

Anteprima delle nuove collezioni SPOSA MILANO LOVE 2010

 
 
Nel giorno del proprio matrimonio si corona un sogno ed e’ giusto celebrare nel migliore dei modi questo momento che apre le porte a una nuova fase della vita.
Centro Sposi Love ha raccolto nel suo showroom le migliori collezioni di abiti da sposa a Milano, per permettervi di [...]

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Ago 30

RedOffice.it è il nuovo sito di e-commerce interamente dedicato alle forniture per uffici e alla cancelleria. Propone un ampio catalogo con oltre 15000 articoli suddivisi in categorie merceologiche facilmente navigabili.
L’obiettivo di Redoffice è diventare nel breve termine il punto di riferimento per i professionisti, gli uffici e i privati che indendono risparmiare tempo e denaro [...]

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Ago 30

Il russo Egor Silin trionfa in solitaria a Verrayes.
Era la tappa più attesa di questo 46° Giro ciclistico internazionale Valle d’Aosta/Mont Blanc e non ha deluso. Attacchi per tutta la giornata, con l’assolo decisivo del corridore della Nazionale Russa Egor Silin, che sulla lunga ascesa verso Cherezoulaz ha preso il largo e conservato il vantaggio [...]

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Ago 30

Di 24 ore di mountain bike in giro per il mondo ce ne sono molte, ma se una di queste si svolge in una città incantevole come Roma, il suo nome non può che essere “La 24 ore più bella del mondo”!
La 24 ore più bella del mondo è una staffetta in mountain bike che [...]

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Ago 30

Sapete per quale motivo continuiamo, o continueremo a parlare di Gallipoli? La risposta la potranno dare, i tanti che hanno scelto questa località per le vacanze estive, che volgono al termine, ma….. le ultime occasioni da non perdere sono tantissime, le ultime offerte si potranno trovare  in particolare in questo ultimo mese di vacanze: Settembre
Settembre  manterrà [...]

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Ago 30

Online il sito internet di Case Vacanza Orchidea; il sito è dedicato a chi vuole trascorrere una vacanza in Toscana all’insegna del benessere e alla scoperta delle tradizioni della Valle del Serchio e della Garfagnana (Lucca, Toscana).
Case vacanze orchidea, mette a disposizione della clientela la possibilità di usufruire di escursioni appositamente programmate a seconda delle [...]

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Ago 28

Gli articoli di oggi sono tre:

 

Molti hanno incominciato usare solo siti come Twitter per promuovere il proprio business. Ed hanno abbandonato altri tipi di promozione. Questo non è bene. Fanno troppa pubblicità e perdono i loro clienti a posto di aumentare le vendite. Si deve ricordare che anche quà vale la regola che 10% pubblicità e tutto il resto informazioni utili per il cliente. Allora i consigli sono: non abbandonare tutti i tipi di promozioni per soli siti di social networking. Non esagerare con la pubblicità, così la gente presterà più attenzione. Se usi programmi automatici per Twitter etc devi spesso rinnovare i tuoi post.

Vendi speranza non sapone.
Gente semplice vive nel presente. Come anche per il gatto esiste solo “oggi”. Gente di successo vive nel futuro. Chi vende con successo non vende solo l’oggetto. Vende l’idea, l’esperienza, il risultato.

Il segreto del copywriting
il problema è che non hai analizzato bene i motivi perchè non vanno le vendite. Il tuo contento è punto sul vendere. Ma la gente non vuole che qualcuno le vende qualcosa. Ma vuole comprare.

Le persone vogliono aver da fare con gli amici.

A questo punto. Pensa come dovrebbe essere il tuo amico ideale. E scrivi il tuo contenuto pensando a questo amico.

Affiliazioni
Questo potrebbe essere un lavoro molto reditizio da fare da casa.
Si dovrebbe creare un business plan quando incominci questo lavoro.
Si dovrebbe promuovere una o due programmi di ogni categoria. Non di piu. Controllare se crea i profitti questo programma e passare ad un altro se non và bene. Questo modo ha i suoi vantaggi e svantaggi. E’ sempre meglio avere una pagina speciale per ogni categoria.

L’altro modo è di scegliere una sola categoria e promuovere vari prodotti.

Hai bisogno di u po’ di relax? Visita anche

http://interestsgroup.blogspot.com/
http://vacation-travel-talk.blogspot.com/
http://pietre-semipreziose.myblog.it/
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fonte: blog-lavoro-internet.myblog.it » Vai al post originale

Ago 28

Badanti, dal 1° settembre le domande on line

Da martedì prossimo sarà possibile avviare la procedura per la regolarizzazione di colf e badanti attraverso un modulo da scaricare sul sito del ministero dell’Interno. Se, infatti, già da alcuni giorni è possibile pagare il contributo di 500 euro per ciascun lavoratore, presupposto indispensabile per la compilazione del modulo, dal 1° settembre fino alla fine del mese i datori di lavoro avranno la possibilità di compilare la domanda on line.

 

Come funziona la procedura

Prima di iniziare la procedura di emersione on line è dunque necessario pagare un contributo di  500 euro per ciascun lavoratore. Il pagamento potrà avvenire utilizzando il modello F24, reperibile presso gli sportelli bancari o postali e sui siti dell’Agenzia delle Entrate, del ministero del Lavoro, dell’Interno e dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps), insieme alle istruzioni per la compilazione.

È necessario, inoltre, acquistare una marca da bollo di 14,62 euro, il cui codice a barre telematico verrà richiesto durante la compilazione della domanda.

Una volta effettuato il pagamento, Il datore di lavoro potrà presentare la domanda, esclusivamente in via telematica, attraverso il sito internet del ministero dell’Interno (al momento sono disponibili i fac-simili dei moduli con diverse informazioni sulle procedure).

Avrà tempo per questo fino al 30 settembre, e la data effettiva della dichiarazione sarà quella indicata nella e-mail. La ricevuta sarà disponibile all’interno del sito nell’area “elenco domande inviate”, e potrà essere stampata successivamente alla ricezione della e-mail di conferma.

I requisiti richiesti per la domanda

Per quanto riguarda la regolarizzazione delle colf, possono presentare la domanda i datori di lavoro in possesso di un reddito annuo, per il 2008, non inferiore a 20 mila euro (se famiglia monoreddito). Mentre il reddito del nucleo familiare non potrà essere inferiore a 25 mila euro se i soggetti conviventi che percepiscono reddito sono più di uno.

Si può presentare una sola domanda per ciascun nucleo familiare.

Passando alle badanti, poi, possono presentare la domanda i soggetti in grado di dimostrare la limitazione dell’auto-sufficienza propria o della persona per cui si richiede l’assistenza al momento in cui è sorto il rapporto di lavoro, tramite la documentazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.

Per i cittadini in precedenza riconosciuti invalidi, invece, sarà sufficiente presentare la documentazione di invalidità civile.

Si possono presentare massimo due domande per nucleo familiare. Nel caso in cui si presentino due domande per assistere la stessa persona, la certificazione medica dovrà attestarne la necessità.

Ciascun nucleo familiare può, quindi, chiedere la regolarizzazione di massimo tre lavoratori (1 colf e 2 badanti).

Martina Aureli

www.ilsalvagente.it

Sul sito del Viminale una serie di domande e risposte utili per la regolarizzazione. Eccole di seguito:

 

1. Da quando sono in vigore le procedure per l’emersione?

Dal 21 agosto è possibile scaricare dai siti del Ministero dell’Interno, del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dell’Agenzia delle Entrate il mod. F24 “Versamenti con elementi identificativi” per il pagamento del contributo forfettario di 500 euro. Il programma per la compilazione dell’istanza sarà scaricabile dal sito del Ministero dell’Interno alla fine del mese di agosto, mentre il modulo di istanza sarà scaricabile dal 1° settembre.

La procedura on line per l’inoltro della domanda sarà attiva dal 1° al 30 settembre 2009.

2. Dove posso reperire i modelli F24 “Versamenti con elementi identificativi”?

I modelli F24 “Versamenti con elementi identificativi” sono reperibili on line sul sito del Ministero dell’Interno, su quello del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e su quello dell’Agenzia delle Entrate e possono essere stampati direttamente per effettuare il pagamento del contributo forfettario di 500 euro.

3. Devo presentare domanda per un domestico e una badante, posso fare un unico versamento utilizzando lo stesso modello F24 “Versamenti con elementi identificativi”?

Sì, è possibile utilizzare lo stesso modello F24 “Versamenti con elementi identificativi” per regolarizzare la posizione contributiva di uno o più lavoratori, avendo cura di compilare per ogni lavoratore dichiarato una riga del modulo stesso.

4. Pagando il contributo di 500 euro mi verranno chiesti altri versamenti arretrati?

Il contributo è rivolto a fornire la copertura assistenziale e previdenziale del periodo 1° aprile – 30 giugno 2009 (2° semestre 2009). Per il periodo precedente, i datori di lavoro che abbiano indicato nella domanda di emersione una data di inizio del rapporto di lavoro antecedente al 1° aprile, saranno invitati dall’INPS a compilare l’apposito mod. LD15-ter, scaricabile dal sito dell’Istituto stesso.

5. Il mio documento ha una numerazione inferiore a 17 caratteri. Cosa devo indicare nella compilazione del mod. F24 “Versamenti con elementi identificativi”?

In caso di numerazione del documento inferiore a 17 caratteri si deve riportare la numerazione reale, senza aggiunta di zeri o di altri segni.

6. Il lavoratore extracomunitario per il quale intendo presentare domanda di emersione è privo di passaporto. Come devo compilare il modello F24 nel campo “elementi identificativi”?

Nel campo “elementi identificativi” del relativo modello F24 può essere indicato anche il numero di un altro documento equipollente valido per l’ingresso in Italia, purchè sia lo stesso che sarà indicato nel modulo di dichiarazione di emersione.

Se il lavoratore è privo di documenti idonei non può essere regolarizzato.

7. Quale reddito occorre prendere in considerazione? L’imponibile, il lordo o il netto?

Il reddito è richiesto solo in caso di sostegno al lavoro familiare ed è il reddito imponibile (al lordo delle imposte).

8. Per la determinazione del reddito imponibile del datore di lavoro possono essere ricomprese anche altre fonti non soggette alla dichiarazione dei redditi?

Nella valutazione della capacità economica del datore di lavoro può essere presa in considerazione anche la disponibilità di un reddito esente da dichiarazione annuale e/o CUD (es: assegno di invalidità). Tale reddito dovrà comunque essere certificato.

9. Quali familiari possono integrare il reddito?

Il cumulo dei redditi è previsto solo per il nucleo familiare, intendendo per famiglia quella prevista dalla normativa vigente, ossia i familiari che hanno la medesima residenza.

10. Sono una persona anziana e vivo solo. Vorrei regolarizzare la sig.ra che mi aiuta in casa ma non ho reddito sufficiente, come posso fare?

Per regolarizzare le badanti non occorre certificare il possesso di un reddito ma solo esibire, al momento della convocazione presso lo Sportello Unico, il certificato medico dal quale risulti la limitazione dell’autosufficienza.

11. Vorrei regolarizzare la badante di mia madre che vive in città diversa dalla mia. Posso fare la domanda? Devo dimostrare i redditi?

Si, la domanda è telematica e viene inoltrata automaticamente allo Sportello competente in base alla provincia ove la badante lavora. E’ sufficiente produrre il certificato medico dal quale risulti la limitazione dell’autosufficienza e non occorre dimostrare il possesso di un reddito minimo.

12. Sono un cittadino extracomunitario in Italia da dieci anni e sono un commerciante benestante ma solo qualche mese fa ho chiesto la carta di soggiorno e non mi è stata rilasciata. Posso fare la domanda per regolarizzare la baby sitter di mia figlia?

Sì, la dichiarazione può essere presentata anche dal cittadino straniero in possesso della ricevuta di richiesta di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (già carta di soggiorno).

13. Vorrei regolarizzare la mia badante il cui passaporto è in scadenza. Posso procedere lo stesso?

E’ necessario esibire un documento in corso di validità (passaporto o altro documento equipollente) al momento della stipula del contratto di soggiorno. Nel caso in cui la domanda sia stata inoltrata indicando un documento scaduto o qualora il documento indicato sulla domanda sia scaduto nelle more della definizione della procedura, copia dello stesso dovrà comunque essere esibita al momento della convocazione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione.

14. Devo fare richiesta per due badanti, una che assiste mia madre, una che assiste mio suocero. Che certificato medico devo presentare allo Sportello?

Per ciascun congiunto dovrà essere presentato il certificato attestante la non autosufficienza..

15. Ho presentato domanda di nulla osta al lavoro per un cittadino straniero nel 2007; mi è stato comunicato che l’istanza è migrata nel decreto flussi 2008 ed è stata ammessa per la valutazione. Presentando una nuova istanza, la vecchia decade automaticamente? Come mi devo comportare?

La comunicazione che la domanda è migrata nel 2008 significa che lo Sportello Unico per l’Immigrazione competente ha iniziato a valutare le domande relative al decreto flussi 2008. La relativa convocazione verrà effettuata sulla base dell’ordine cronologico di acquisizione della domanda da parte del sistema.

La domanda di emersione deve essere presentata solo nel caso in cui lo straniero sia già presente sul territorio nazionale; in questo caso, nell’istanza va indicato di aver già prodotto domanda sulla base del decreto flussi ed automaticamente si rinuncia all’istanza già presentata.

16. Devo regolarizzare una badante. Se dopo la presentazione della domanda, in attesa di esser chiamato per la firma del contratto, la persona non autosufficiente cessa di vivere la domanda viene rigettata?

In caso di decesso del datore di lavoro, la domanda viene rigettata, ferma restando la possibilità, per i familiari dello stesso, di subentrare nell’assunzione.

17. Sono un datore di lavoro impossibilitato a sottoscrivere il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione. Chi può sostituirmi?

In caso di presenza di coniuge, figli, o altri parenti in linea retta o collaterale fino al 3° grado, essi possono sottoscrivere per conto del proprio congiunto, ai sensi dell’art.4 del DPR 445/2000, relativo agli impedimenti alla sottoscrizione da parte dell’interessato a sottoscrivere. Altrimenti, si deve far ricorso ad apposita delega notarile.

18. Devo pagare la marca da bollo come nel caso di domanda sulla base del decreto flussi?

Sì, va pagata la marca da bollo di euro 14,62 e nella domanda va indicato il numero del codice a barre della marca stessa, che dovrà essere esibita al momento della convocazione presso lo Sportello Unico.

19. Posso regolarizzare uno straniero colpito da provvedimento di espulsione?

È possibile regolarizzare stranieri espulsi per violazione delle norme sul soggiorno. Sono esclusi gli stranieri espulsi per motivi di ordine e sicurezza dello Stato o espulsi perché appartenenti ad una delle categorie indicate nell’art.13, c. 2, lett c) del Testo Unico sull’Immigrazione. Sono altresì esclusi coloro che risultino non ammissibili nel territorio nazionale sulla base di accordi o convenzioni internazionali o perché condannati per i reati previsti dagli artt. 380 e 381 del codice di procedura penale.

20. È consentita la domanda di emersione per un lavoratore impiegato come collaboratore domestico per 15 ore settimanali?

No, è possibile l’assunzione da parte di un unico datore di lavoro per orari di lavoro settimanali non inferiori a 20 ore.

21. È possibile presentare domanda di emersione per un lavoratore straniero domestico regolarmente soggiornante ma non abilitato a svolgere attività lavorativa oppure con permesso di soggiorno scaduto da più di 60 giorni il cui rinnovo sia stato richiesto oltre i termini?

La domanda di emersione può essere presentata dai datori di lavoro che occupino, alla data di presentazione della domanda, lavoratori stranieri comunque presenti sul territorio nazionale. Di conseguenza, tale istanza può essere presentata anche in favore di stranieri che, pur regolarmente presenti sul territorio nazionale, non potevano essere assunti in quanto privi del titolo di soggiorno che li abilitasse allo svolgimento di un’attività lavorativa (turismo, cure mediche, studio, motivi religiosi, etc.). Tale ipotesi comprende anche il caso di straniero con permesso di soggiorno scaduto da oltre 60 giorni e per il quale non sia stato richiesto nei termini il rinnovo.

22. Come posso certificare che il lavoratore clandestino è alle mie dipendenze da più di tre mesi alla data del 30 giugno? Ovviamente non esiste contratto, ci sono moduli o autocertificazioni da produrre?

Lo stesso modulo di domanda di emersione costituisce una autocertificazione di quanto in esso dichiarato.

La presentazione di falsa dichiarazione o l’utilizzo di documenti contraffatti costituisce reato.

23. Quando potrò ottenere la ricevuta di presentazione della domanda di emersione?

La ricevuta di presentazione della domanda di emersione sarà scaricabile dal sito del Ministero dell’Interno a decorrere da massimo 72 ore dall’invio della domanda e rimarrà a disposizione nel sito stesso a tempo indeterminato. Qualora decorse le 72 ore la ricevuta non fosse ancora disponibile, ci si potrà rivolgere all’Help Desk per la risoluzione del problema.

24. Sono un operatore di una Associazione che ha stipulato con i Ministeri dell’Interno e del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali un Protocollo di intesa per attività di informazione e di assistenza in materia di procedura di ricongiungimento familiare. Per operare anche a supporto dei datori di lavoro in questa procedura di emersione occorre un nuovo accreditamento o è sufficiente quello già ottenuto?

No, non occorre un ulteriore accreditamento, è sufficiente quello di cui si è già in possesso.

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Ago 28

A CHE PUNTO SIAMO?

Il progetto di raddoppio del tunnel autostradale del Frejus sembra essere entrato in una fase decisiva. Le istituzioni preposte, dalla Commissione inter-governativa (CIG) al CIPE alla Regione Piemonte (che pure ha espresso forti perplessità sul progetto), hanno dato parere favorevole all’opera. La SITAF, cioè la società proponente – già campione della cementificazione e imbruttimento della Valle –, si appresta a lanciare la gara d’appalto che dovrebbe portare all’apertura dei cantieri nei prossimi mesi, sbandierando l’inizio dei lavori dalla parte francese. Se è sempre meglio diffidare dei titoloni mediatici ad effetto e delle dichiarazioni trionfanti dei politici, è però indubbio che siamo in un momento decisivo, in cui è più che mai importante far sentire con forza e determinazione le ragioni di contrarietà, già espresse da enti locali, associazioni e abitanti del territorio, e che finora non sono state prese in considerazione.

Il fatto che, con il pretesto di garantire la sicurezza del tunnel, la SITAF proponga una nuova galleria di ben 8 metri di diametro rende evidente che la finalità reale è quella di poter incrementare il transito dei veicoli. Di fronte alla denuncia di questo inganno, SITAF e istituzioni regionali e nazionali avevano sempre negato, accusando di diffondere fasi allarmismi. Ma ora che tutto è stato approvato, il Presidente della SITAF e il Sottosegretario alle Infrastrutture hanno gettato la maschera, dichiarando pubblicamente che il nuovo traforo potrà essere usato per il passaggio di auto e TIR. Per cui è ora più evidente e reale che mai la prospettiva di un aumento di traffico pesante, richiamato da altri valichi come quello del Monte Bianco (messo già in sicurezza senza realizzare un nuovo tunnel e dove il passaggio di TIR è fortemente osteggiato dalla Regione e dalla popolazione).

Trasformare la nostra valle alpina in un corridoio di transito significa deteriorare ulteriormente la qualità dell’aria e dell’ambiente, condizionando così la vivibilità e la stessa economia fondata sul turismo. Chi mai verrebbe a passare le vacanze in un luogo prima deturpato per anni da cantieri con camion che transitano su e giù per la valle carichi di smarino, e poi, a tunnel funzionante, con un alto inquinamento atmosferico e acustico?

Il ricatto dei posti di lavoro che questi cantieri porterebbero alla Valle è una favola a cui pochi ormai dovrebbero credere. La manodopera arriverebbe da fuori, gli operai vivrebbero in cantieri autosufficienti e quindi senza nessun apporto alle economie locali. Anzi, il rischio più concreto è quello che i commercianti, gli unici che potrebbero in teoria trarre dei benefici, vedano al contrario diminuire gli introiti dei turisti, i quali verosimilmente preferiranno luoghi meno infrastrutturati e saturi di cantieri TIR e cemento.

Per quanto riguarda lo stoccaggio degli oltre 600.000 mc di smarino, lo stesso Studio di Impatto Ambientale (SIA) definisce le discariche previste “ad alto impatto”. Per i siti di deposito, restano sempre aperte le quattro ipotesi: a Bardonecchia, alla Maddalena di Chiomonte, fuori dalla Valle e alla cava di Meana (dove si sta studiando la costruzione di una teleferica da Susa, con un impatto devastante per quanto riguarda polveri, rumori e paesaggio). La SITAF intanto sta cercando di “regalare” un po’ di smarino a qualsiasi Comune disposto ad accettarlo!

Quest’opera, che è inserita nella “legge obbiettivo”, si può ancora fermare, ma per far ciò occorre un impegno di tutti quelli che non si rassegnano e che hanno a cuore la vivibilità del presente e del futuro della Valle di Susa.

Invitiamo tutti a partecipare alle prossime iniziative, tra cui il corteo del 29 agosto a Oulx, e ad esprimere il proprio dissenso nei mille modi che la fantasia e la partecipazione possono suggerire…

Come hanno dimostrato le lotte contro i cantieri del TAV in Bassa Valle, con una forte pressione popolare questi progetti nocivi si possono fermare (… e la SITAF, in questo caso, è senza dubbio il principale soggetto su cui concentrare la pressione).

Assemblea contro il raddoppio del Frejus e per il contingentamento dei TIR

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Ago 28

Mari inquinate, jeep sulle coste è il capitalismo, bellezza!

Che cosa farebbero i titolari della ditta di espurgo pozzi neri, i cui operai sono stati sorpresi a scaricare liquami o lavaggi di fogna nel mare di Capri, se mi presentassi nelle loro private case e gli versassi in camera da letto un vaso da notte con i miei personali e privati escrementi del giorno prima ? Mi coprirebbero di botte, suppongo, e farebbero bene. Che cosa dovrei fare io, se i predetti versassero, come risulta che abbiamo fatto, gli escrementi di alcune abitazioni private nel mare che è anche mio, che è parte di "casa mia" ? L’episodio dello sversamento di liquami nel mare di Capri è la metafora di tutte le violenze ambientali, compresi l’abuso nelle costruzioni abusive, lo sbarco di un arzillo sessantenne in autobarca nella spiaggia rosa dell’isola di Budelli, eccetera. Lo sversamento di liquami che ha fatto finire agli arresti i due operai, è stato riconosciuto anche come reato di "deturpamento di bellezze naturali". E’ tutta questione di "bellezza" ? Quando è sbarcata anche in Italia la contestazione ecologica, quarant’anni fa, la difesa dell’ambiente è stata praticata dai "pretori d’assalto" che sono riusciti a trovare, nelle pieghe delle leggi allora esistenti (scritte decenni prima senza pensare a particolari violazioni ecologiche, ma "solo" per la difesa del diritto alla salute umana), i motivi per colpire gli inquinatori. Per anni si è dibattuta la necessità di leggi per la difesa dell’ambiente e sono state formulate, o ereditate dalla Comunità europea, norme, ma sempre nel rispetto degli interessi privati ed economici, leggi che comunque mostravano la massima delicatezza verso ogni persona che, come scriveva Marx per gli inquinatori del suo tempo, intraprende to turn an honest penny , per guadagnarsi qualche meritato soldo; leggi poi lentamente svuotate mediante deroghe, testi unici, condoni, le uniche con cui anche la parte attenta della magistratura può operare. L’inquinamento del mare, al di là della formulazione del reato, è un crimine perché tocca un delicato e fragile insieme di rapporti ecologici che coinvolgono le catene di esseri viventi presenti nel mare - come spiega il dimenticato bel libro di Rachel Carson, Il mare intorno a noi , Einaudi, 1973 - e le alterazioni di tali equilibri ricadono, in forma diretta, sulla vita umana, di chi fa il bagno nelle acque inquinate, di chi consuma il pesce avvelenato dagli agenti inquinanti, dal carico di batteri e virus delle merde, dai prodotti petroliferi, dalle sostanze chimiche di rifiuto agricole e industriali, eccetera.

Un secondo punto riguarda i soldi. I reflui domestici o qualsiasi altro flusso di sostanze inquinanti che finiscono nel mare (limitiamoci a queste per ora) potrebbero essere trattati con adatte tecniche che fanno diminuire le sostanze inquinanti per renderle meno offensive per il mare, ma questa operazione costa dei soldi e, se venisse praticata, renderebbe più costose le merci e i servizi e, nel caso considerato, il prezzo del soggiorno a Capri. E qualcuno dei turisti magari non verrebbe a Capri e andrebbe altrove e ne soffrirebbe l’economia della città; da questo punto di vista i due inquinatori e tutti quelli come loro che fanno risparmiare i loro clienti scaricando i reflui in uno spazio che, secondo la mentalità corrente, è considerato "di nessuno", sono benemeriti difensori dell’economia, del turismo di Capri o di Ischia o quel che è.

Un terzo punto riguarda la proprietà; alcuni privati offendono e si appropriano di "beni" - il mare, i fiumi, l’aria, il suolo - che sono non "di nessuno", ma che sono miei e vostri, di ciascun lettore e cittadino italiano. Non usciremo mai dalle trappole ecologiche fino a quando la normativa ambientale non riconoscerà il mare - la "bellezza" di quello di Capri e la vita di qualsiasi mare - e tutti i beni ambientali come proprietà privata di tutti coloro che hanno il diritto di fruirne in forma pulita e non dannosa perché sono "loro", con lo stesso diritto di non vedere sporcata la propria camera da letto. Questi discorsi erano abbastanza comuni e accettati quarant’anni fa, quando l’ecologia è stata scoperta come nuova forma di violazione di diritti; allora i giuristi discussero con passione sulla classificazione dei beni ambientali: come "res nullius", di nessuno, o "res omnium" e molti conclusero giustamente che proprio "res omnium", proprietà privata di tutti, erano da considerare; col passare del tempo, a furia di furbizie e compromessi, siamo arrivati al mare di Capri di ieri l’altro o dell’Adriatico e del Tirreno o dello Jonio di tutti gli anni passati e futuri. Un ultimo punto, infine, riguarda i rapporti di classe associati alle alterazioni dell’ambiente. Lascio stare i rapporti fra padroni e operai, i muratori che, in cambio del salario, assicurano profitti ai loro padroni nella costruzione di edifici abusivi o fuori norma, i dipendenti delle imprese che inquinano il mare o l’aria per assicurare profitti ai loro padroni, vittime e complici di reati che colpiscono nella salute loro stessi e le loro famiglie. Anche i danni dovuti agli inquinamenti hanno carattere di classe; sono le classi più povere, i miserabili che fanno un bagno domenicale in spiagge sovraffollate e in un mare pieno di merde, umane e merceologiche, a essere colpiti da malattie; i loro padroni sanno dove trovare mare meno inquinato muovendosi con le loro barche potenti e inquinanti. Per farla breve, le violazioni ambientali sono inevitabili figlie della violenza del profitto e dell’interesse privato, la quale colpisce non solo i pesci che guizzano nel mare o gli uccelli che ci rallegrano col loro canto, ma colpisce gli altri esseri umani, specialmente i più deboli e i più poveri, trascinati dagli inquinatori ricchi a diventare anche loro inquinatori. Così con la società dei consumi, i poveri sono promossi da inquinati a inquinatori di se stessi e quindi ancora più poveri.

E’ il capitalismo, bellezza. So bene che non è politicamente corretto parlare così, ma va pur detto. Tutto il resto è chiacchiericcio.

Giorgio Nebbia

Liberazione

26/08/2009

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Ago 28

Cocaina. Consumo, psicopatologia, trattamento

Ricerche effettuate per conto dell’OMS già durante gli anni ’80 avevano dimostrato come il consumo di cocaina di per sé presentasse un basissimo profilo di rischio sia in termini di morbilità che di mortalità, sempre che il setting, ovvero il contesto in cui esso si collocava, fosse quello delle classi agiate.

Peraltro, a partire dagli anni ’90, si è assistito ad una rapida popolarizzazione del consumo che, da elitario che era, ha cominciato a diffondersi in misura sempre più massiccia a quegli strati sociali che in precedenza si rivolgevano prevalentemente all’eroina.

Il pregevole volume di Rigliano e Bignamini prende le mosse proprio da questo fenomeno, ed in particolare dalle sue motivazioni psicosociali (il ciclico alternarsi, anche a livello di cultura di massa, di fasi tendenzialmente depressive ad altre maniacali, contrassegnate dal passaggio dall’ideologia della crisi a quella edonistica della soddisfazione dei desideri anche più estremi e a quello che, molto efficacemente, Rigliano chiama il dogma della giovanilità obbligatoria), motivazioni che affondano le loro radici nella mutata temperie politico-economica degli ultimi due decenni.

I nove capitoli in cui si articola il libro, ricchi di riferimenti crociati che li armonizzano in un giuoco di reciproca interdipendenza, offrono nel loro insieme un panorama nitido e del tutto esauriente delle complesse problematiche legate all’uso della cocaina, i cui vari aspetti sono peraltro analizzati in dettaglio, capitolo per capitolo, nelle loro molteplici sfaccettature.

Particolarmente interessante risulta, nei capitoli 2 e 3, l’aggiornamento, riccamente documentato, sulle implicazioni neurobiologiche del consumo di cocaina alla luce delle più recenti scoperte nell’ambito delle neuroscienze. E’ sulla base di queste ultime, infatti, che oggi è possibile delineare con maggiore chiarezza le differenze e le analogie rilevabili rispetto all’uso delle altre sostanze psicotrope.

L’approccio dei capitoli successivi, dedicati alle problematiche diagnostiche (in particolare a quelle della cosiddetta doppia diagnosi), nonché alle strategie terapeutiche conseguenti, si colloca coerentemente nella scia della lettura in chiave sociologica del cocainismo, ampiamente illustrata nei primi capitoli del libro. È proprio tale background culturale e psicosociale, infatti, che costituisce il principale fattore in grado di condizionare, distorcendola, la percezione del fenomeno e quindi di determinare in larga misura la patogenicità del consumo della sostanza, da cui l’attenzione prioritaria da dedicare al lavoro psicologico sul paziente.

Il testo si conclude con un capitolo dedicato all’assunzione di cocaina associata a quella di altre sostanze psicotrope, e in primo luogo agli alcolici, la cui interazione risulta invariabilmente legata a gravi danni al consumatore, oltre che alla collettività nel suo insieme; il che offre lo spunto agli autori per proporre modelli avanzati di gestione di trattamento, soprattutto in un contesto come quello odierno in cui la pericolosità del fenomeno appare largamente sottovalutata.

Paolo Crocchiolo

www.fuoriluogo.it

Cocaina

Consumo, psicopatologia, trattamento

a cura di Paolo Rigliano e Emanuele Bignamini

Raffaello Cortina Editore, 2009

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Ago 28

L’aborto e la responsabilità

La legge 194 ha compiuto trent’anni. Dalla sua approvazione la questione dell’aborto non ha mai smesso di essere un nervo scoperto del dibattito pubblico italiano, pronto a farsi sentire a ogni delicato passaggio della vita politica e culturale del nostro paese. A partire da una rilettura dei testi femministi e del dibattito politico e istituzionale dell’epoca, questo libro ricostruisce il processo di elaborazione del principio di autodeterminazione da parte delle donne e le vicende che portarono nel 1978 all’approvazione della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. Sin da allora la questione dell’aborto rese evidente lo scarto tra la nuova coscienza della donne e le norme che avrebbero dovuto riconoscerla.

L’autrice riparte da questo scarto e dalla diversità di piani tra le riflessioni del movimento femminista e il dibattito tra le forze politiche per offrire una rilettura di trent’anni di conflitti che hanno al centro il riconoscimento della soggettività femminile, della sua libertà e responsabilità.

Cecilia D’Elia, laureata in filosofia, femminista, fa parte del Consiglio scientifico del Crs. Impegnata da qualche anno nel governo locale, è stata prima presidente della Commissione delle elette della Provincia e poi assessore alle Pari opportunità del Comune di Roma. Attualmente è vicepresidente e assessore alla Cultura della Provincia di Roma. 

Vai al sito dell’editore

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Ago 28

RINNOVO DEI LEA, E’ BENE VIGILARE

Riceviamo e pubblichiamo l’appello inviato al Ministero, alla Conferenza delle Regioni e a tutti gli assessori regionali alla Sanità da parte di GLIC, la rete italiana dei Centri di consulenza sugli ausili tecnologici per persone con disabilità

Al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
On. Maurizio Sacconi

Al Vice Ministro del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
On. Ferruccio Fazio

Al sottosegretario di Stato Settore Salute - Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
On. Francesca Martini

Al Presidente della Conferenza delle Regioni
On. Vasco Errani

Al Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni
On. Enrico Rossi

Al Direttore della Direz. Generale Programmazione Sanitaria Ministero della Salute
Dr. Filippo Palumbo

e p.c.: agli Assessori regionali alla Sanità e Politiche Sociali

OGGETTO: LEA - Nomenclatore Tariffario degli ausili e ausili tecnologici ICT

Egregi onorevoli,

la bozza di nuovo Nomenclatore Tariffario degli ausili prevista all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza in corso di rinnovo registra un’innovazione epocale: fra gli ausili prescrivibili vengono finalmente inseriti i cosiddetti “ausili tecnologici ICT” ovvero gli ausili informatici, per comunicazione e controllo dell’ambiente. Questa innovazione era da molti anni attesa sia dalle persone con disabilità che dagli operatori professionali.

In vista dell’auspicata approvazione del nuovo Nomenclatore, intendiamo rilanciare e precisare i contenuti dell’appello già inoltrato dalla scrivente GLIC e dalle Associazioni delle persone con disabilità (in primis FISH) unitamente ad alcuni organismi di rappresentanza degli operatori sanitari.

Esprimiamo vivissima preoccupazione per il fatto che nella bozza attuale di nuovo Nomenclatore Tariffario non siano presenti adeguate misure per garantire la qualità del percorso prescrittivo dei nuovi ausili ICT.  Così facendo, la prescrizione di ausili ICT rischia di trasformarsi in un motore di spesa protesica senza garanzie di appropriatezza e di qualità, con forti ricadute negative anche sugli utilizzatori finali e le loro famiglie.

I motivi di questa affermazione sono del tutto evidenti:
- si tratta di un settore innovativo, ad elevata specializzazione ed a rapidissima evoluzione: non può quindi essere affrontato con le stesse procedure previste per ausili più convenzionali;
- a differenza di altre tipologie di ausili, nel settore ICT un ausilio spesso non è costituito da un solo prodotto, bensì si tratta di comporre un sistema costituito da più dispositivi hardware e software;
- la proposta di ausili ICT va personalizzata dal punto di vista tecnico e sostenuta con indicazioni tecnico-metodologiche “ad hoc” che richiedono competenze fortemente specializzate ed integrate tra i settori tecnologico e riabilitativo;
- le figure sanitarie preposte alla prescrizione non possiedono, né probabilmente è loro compito possedere, una competenza tale da orientarsi tra le molteplici possibilità delle soluzioni ICT o da poter svolgere interventi di personalizzazione e follow-up mirati;
- i tradizionali canali di fornitura degli ausili non sono dotati di competenze ed esperienze in questo campo.
Pertanto riteniamo:
• che sugli ausili ICT occorra garantire al prescrittore un supporto di competenze specializzate e non improvvisate, in grado di consentire una prescrizione appropriata ed efficace, in ragione della complessità e specificità dell’ambito in questione;
• che il ruolo di consulente al prescrittore sia da attribuire a figure di provata competenza ed esperienza nel campo degli ausili tecnologici, riconoscendo in primo luogo le figure già operanti sul territorio nazionale.

Non appare adeguato quanto compare attualmente nella  bozza di DPCM  ed Intesa erogazione protesica, ovvero:
• che la funzione di supporto consulenziale al prescrittore possa essere attribuita tout-court alla figura di un “tecnico abilitato all’esercizio della professione o arte sanitaria ausiliaria”, in quanto è figura sprovvista di know-how tecnologico;
• che la funzione di supporto consulenziale al prescrittore possa essere agita da figure di generici tecnici elettronici-informatici, in quanto del tutto sprovvisti di know-how sulle applicazioni tecnologiche per la disabilità.

A fronte di queste considerazioni, va evidenziato il fatto che in Italia esistono ed operano da anni numerosi Centri Ausili specializzati nel settore delle tecnologie ICT, in gran parte aderenti alla rete GLIC. Si tratta di centri di competenza multidisciplinare indipendenti da interessi commerciali, situati nell’ambito di strutture pubbliche (ASL) o private, che erogano prestazioni finalizzate alla maggiore appropriatezza ed efficacia possibili delle proposte di ausili ICT . La rete GLIC fornisce occasioni e stimoli costanti al miglioramento degli standard metodologici e tecnici per i propri aderenti.
La mole di esperienze accumulate dai Centri italiani e l’assenza di interessi commerciali, fanno dei Centri Ausili un consulente di sperimentata efficacia a sostegno del prescrittore e dell’équipe riabilitativa. In molti paesi europei i Centri Ausili hanno ruoli riconosciuti nei percorsi di assistenza protesica: in Italia in alcune Regioni si sono avviati percorsi stabili o sperimentali che vedono i Centri Ausili tecnologici nel ruolo di supporto al processo prescrittivo.

Chiediamo pertanto:
• che nel testo sottoposto all’approvazione si tenga conto della risorsa costituita dai Centri Ausili tecnologici ICT;
• che siano riconosciute e inserite nell’allegato 5 elenco 2C alcune prestazioni erogabili dai Centri Ausili a titolo di consulenza ai medici prescrittori per l’individuazione, la personalizzazione e il supporto all’uso degli ausili tecnologici ICT.

Restiamo a disposizione per ogni forma di collaborazione a livello nazionale (proseguendo la collaborazione da tempo in atto con il Ministero del Welfare – Direz. Generale della Programmazione Sanitaria) ed a livello regionale per favorire il raggiungimento di un sistema di assistenza protesica sempre più efficace ed efficiente.

Distinti saluti ed auguri di buon lavoro

Per l’Associazione GLIC – rete italiana dei Centri Ausili tecnologici:
il presidente ing. Claudio Bitelli

www.centriausili.it 
responsabile Ausilioteca AIAS Bo onlus - Centro Ausili Tecnologici AUSL Bo - Centro Regionale Ausili RER
www.ausilioteca.org 
www.at4inclusion.org
c/o Area Ausili di Corte Roncati, 
via S. Isaia,.90 
40123 Bologna   
+39-051-6597711
+39-051-6597737
cbitelli@ausilioteca.org

IN DISABILI.COM:

NOMENCLATORE TARIFFARIO E LEA, PENDENZE URGENTI DA RISOLVERE

I NUOVI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA? PER IL MINISTRO NON ESISTONO!

IL GOVERNO VARA I NUOVI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA!

[Redazione]

www.disabili.com

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Ago 28

Quando i talebani andarono a scuola di mine dagli italiani

(Avvertenza: luoghi, nomi e episodi non hanno nessuna attinenza con la realtà…)

Circa tre anni fa la guerriglia talebana constatò che,a fronte di un crescente aumento dell’impegno militare NATO nel paese e l’arrivo di mezzi sofisticati, la pressione sulle truppe occidentali, effettuata con sporadici attacchi kamikaze e autobomba, sarebbe stata insufficiente per contrastare il salto di qualità bellica che le amministrazioni uSA dichiaravano di fare nel prossimo futuro . Presto dall’Iraq sarebbero giunti mezzi maggiormente corazzati e grazie a questi le operazioni di controllo del territorio da parte NATO sarebbero state più facili. Per contrastare ciò i talebani avevano dinanzi a loro degli ostacoli insormontabili per poter contrastare efficacemente gli infedeli.

In Iraq le migliaia di attacchi condotti con quelli che impropriamente si chiamano ordigni improvvisati, ma che sono delle opere d’arte da Artificiere con laurea 110 e lode, erano stati possibili perché la guerriglia sunnita aveva tra le proprie fila i migliori specialisti dell’exesercito di Saddam, capaci di istruire i gruppi di guastatori, disciplinandoli, insegnando loro la divisione dei compiti ed il modo di come reperire “sul campo” il materiale di base per costruire gli ordigni., scavando tra i depositi segreti di munizioni o tra i campi minati del periodo di Saddam .Grazie a ciò, in poco tempo, centinaia di piccoli gruppi negli ultimi anni furono addestrati e condussero migliaia di attacchi contro le truppe uSA ed alleate, in Iraq. Una situazione che aveva costretto gli USA ad una tregua con i ribelli sunniti , la elaborazione di una exit strategy, ma anche all’acquisto di costosissimi mezzi blindati. 

Purtroppo per i talebani tutto ciò non era possibile a causa di una totale inesperienza nel campo delle mine, al contrario dell’Alleanza del Nord che aveva tra le sue file fior di specialisti, in parte exsoldati afgani addestrati dai russi. Come fare a ridurre in poco tempo questo gap? Se lo chiesero i capi talebani, riunitisi nel sud del paese poco più di due anni fa. Un rompicapo inestricabile per uomini provenienti dalle madrasse pachistane, capaci di usare l’AK47 come noi facciamo con la forchetta negli spaghetti e di recitare a memoria il Corano ma incapaci di riconoscere le diverse tipologie di mine, costruire inneschi o reperire, come si suol dire “sul campo”, il materiale utile per costruire ordigni capaci di fermare le nuove generazioni di blindati.

I capi talebani si grattarono la testa per qualche giorno, fumando chili di oppio afgano ma fu Abdhallh, giovane talebano di Helmand , un tipo sveglio a cui piacevano soldi e donne, che trovò la soluzione: “-Mio cugino Mohamed , a Kabul, sta facendo un mucchio di soldi con gli infedeli nel disattivare le mine che i russi hanno seminato. Delle agenzie occidentali hanno addestrato lui e molti altri suoi parenti nel farlo e lo pagano bene! Dice che l’Afghanistan è pieno di milioni di mine e di esplosivi abbandonati e che se mettesse insieme quello che ha recuperato in una anno farebbe saltare in aria l’intera Kabul!Dice anche che ogni giorno arriva una nuova ONG con un contratto con L’ONU o la Nato per sminare in Afghanistan e bisognosa di personale!-" Estasiati i capi talebani ringraziarono Allah per aver loro donato il giovane e sveglio Abdullah e misero in moto l’operazione “Tutti a scuola all’ONU” 

Qualche giorno dopo le file dinanzi agli uffici di reclutamento per minatori si allungarono improvvisamente. Giovani con l’occhio sveglio, anche se digiuni di tecniche esplosive, dichiaravano che per dar da mangiare ai loro bambini erano disposti anche a correre il rischio di saltare in aria. La onnipotente ONG Hallo TrikTrak potè gonfiare ad oltre tremila il numero di dipendenti sminatori afgani nel suo organico aggiudicandosi lauti contratti con l’ONU e la Nato , estendendo il suo campo d’azione, senza noie, anche nell’Afghanistan del sud dove i talebani erano forti. L’ex maggiore dell’EI Giovanni Ridolfi , della PipperSos, era entusiasta di Ahmed, un giovane che alla fine del 2008 si era presentato implorandolo di prenderlo nella sua squadra di sminatori.In poco tempo era divenuto il leader che coordinava più squadre, capace di smontarti le pesanti mine anticarro Russe, recuperare l’esplosivo che contenevano, smontare gli inneschi e conoscere a memoria tutti i loro sistemi di attivazione e disattivazione. Peccato che Ahmed all’inizio dell’estate del 2009 se ne andò, lasciandogli però un bigliettino col quale raccomandava di prendere al posto suo , il latore della lettera, un cugino con due mogli, e tanti figli da sfamare ma volenteroso e sveglio come lui. Sì, quest’ultima generazione di sminatori afgani rimaneva poco a lavorare con gli occidentali, appena divenivano bravi, ecco che scomparivano ma gentilmente assicuravano un ricambio affidabile raccomandando amici e parenti per prendere il loro posto.

Negli ultimi tempi poi erano stati oggetto di strani rapimenti: le squadre, quelle che in particolar modo mappavano i campi minati russi contenenti le mine più grosse, venivano sequestrate dai talebani, ma rilasciate dopo poco con il solo furto dei cercamine e delle mappe. Boh! Che ci facevano ‘sti talebani con quella roba? Sicuramente i cercamine li rivendevano ai tombaroli di mezzo mondo e le mappe dei campi minati, disegnate su finissima carta , sicuramente erano ridotte a cartine per farsi delle canne di eccezionale “hashish afgano”!

Stranamente ,contemporaneamente a questi avvenimenti, la guerriglia afgana incominciò a condurre attacchi sempre più sofisticati alle truppe NATO. Spesso ordigni di grossa potenza, assemblate con mine anticarro e inneschi e provenienti da mine antiuomo russe e italiane, incominciarono a falcidiare i blindati occidentali con molte vittime. Sembrava quasi che tutto ad un tratto i talebani fossero andati alla scuola del perfetto artificiere e che fossero capaci di trasportare o reperire ovunque esplosivi e ordigni per tutto il paese sotto il naso della NATO. Ma come facevano? Eppure la ricognizione robotica non rilevava grandi passaggi di armi dai confini del SUD. Dove trovavano tutta quella materia prima per costruire gli ordigni ? Com’era possibile che gli ignoranti e fanatici talebani fossero divenuti così esperti e militarmente organizzati? Il mistero s’infittisce…

Antonio Camuso

Osservatorio sui Balcani di Brindisi

http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/afghanistan_6.htm

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Ago 28

La sfida laica ai tempi della bioetica e del dominio religioso

                                                                     La separazione tra pubblico e privato tende ormai a scomparire. Le scelte relative alla vita e alla morte, come al corpo e alla sessualità, escono dalla sfera privata e sembrano richiedere una stipulazione pubblica, non solo in termini giuridici, ma anche etici. In tale contesto, le religioni si trovano oggi ad esercitare una forte leadership culturale, per la loro capacità di fornire risposte rassicuranti a domande diffuse che riguardano temi come verità, bene comune, identità individuale e collettiva. L’etica laica, che non fonda i suoi argomenti sulla tradizione o su una presunta legge di natura, e cerca principi pratici condivisi, è sfidata a dare a sua volta risposte, se non rassicuranti, ragionevoli e convincenti. Vincere questa sfida comporta ripensare la laicità andando oltre il quadro mentale del Novecento e l’esausto dibattito tra laici e cattolici. Secondo Claudia Mancina al modello neutralista della laicità statale va preferito un modello di laicità inclusiva, aperta alle manifestazioni religiose, incentrata sull’eguale libertà degli individui, consapevole dell’ormai ineludibile pluralismo religioso ed etico delle nostre società. Una laicità che è soprattutto una virtù morale e politica dei cittadini, oltre che un principio costituzionale.

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Ago 28

Soprusi sul maestro "legato"  e lasciato morire nel letto

E’ un quadro inquietante quello che sta emergendo dalle testimonianze che ci giungono sul caso Mastrogiovanni, il maestro elementare di Castelnuovo Cilento morto lo scorso 4 agosto legato ad un letto nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Vallo della Lucania dove era ricoverato per essere sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Il racconto di parenti, personale dell’ospedale e quanti erano presenti il 31 luglio, giorno dell’arresto di Mastrogiovanni, al campeggio Club Costa di San Mauro Cilento ha portato i deputati radicali Rita Bernardini, Farina Coscioni, Maurizio Turco ed Elisabetta Zamparutti a presentare un’interrogazione parlamentare urgente ai ministri degli Interni, Roberto Maroni, e del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, per chiedere un’ispezione all’ospedale di Vallo «per il trattamento inumano subito da Francesco» spiegano «e perché sia avviata un’indagine interna alle forze dell’ordine per quanto riguarda l’ingente, eccessivo spiegamento di forze dell’ordine per la sua cattura».

Perché di vera e propria cattura si è trattata, quella mattina: decine di carabinieri e di agenti della polizia municipale hanno letteralmente circondato il bungalow dove alloggiava Mastrogiovanni che, in preda al panico, è scappato dalla finestra correndo verso il mare. Un testimone oculare, il figlio della proprietaria del campeggio dove era ospite il maestro, racconta che tra Francesco e le forze dell’ordine, dopo la fuga di quello che sembrava essere a tutti i residenti del camping un boss della camorra visto l’ingente spiegamento di forze dell’ordine messo in campo per catturarlo, non c’è stata alcuna colluttazione. «Anzi. Gli è stato permesso di fare la doccia, ha bevuto un caffè e fumato una sigaretta. Soltanto in un primo momento ha tentato di fuggire gettandosi in mare, ma la sua fuga non poteva sortire alcun effetto perché era guardato a vista da mare, dalla Guardia Costiera, e da terra da diversi agenti e vigili urbani di Pollica». Segno che Francesco era assolutamente nel pieno delle sue facoltà, come dimostra l’agghiacciante frase pronunciata salendo in ambulanza: «se mi portano all’ospedale di Vallo, non ne esco vivo».

Anche sulle motivazioni che hanno portato il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, a richiedere il Trattamento Sanitario Obbligatorio per Mastrogiovanni ci sono molti dubbi: in un primo momento Vassallo ha spiegato che il TSO è stato necessario dopo che, la sera del 30 luglio, il maestro avrebbe tamponato quattro automobili guidando a zig zag per le strade di Pollica; quindi il sindaco ha motivato la decisione affermando che Mastrogiovanni avrebbe attraversato, suonando il clacson all’impazzata, l’isola pedonale del paese.

I familiari non ci stanno: Vincenzo Serra, cognato del maestro, spiega che «riguardo la prima motivazione, nessun auto risulta tamponata e la macchina di Francesco è tutt’ora parcheggiata sotto la sua abitazione senza nemmeno un graffio. In relazione alla seconda, ci chiediamo sulla base di quale certificato medico il sindaco di Pollica abbia emesso l’ordinanza di TSO e se Francesco sia stato visitato da qualche dottore la sera stessa in cui avrebbe attraversato l’isola pedonale».

Per il maestro cilentano, come ci racconta Vincenzo, «non era il primo trattamento»: nell’autunno del 1999 Francesco, condannato a tre anni di reclusione dal tribunale di Vallo della Lucania per resistenza a pubblico ufficiale ma assolto in appello a Salerno, «ha subito tre trattamenti, l’ultimo tre o quattro anni fa. In quelle occasioni a Francesco è sempre stato permesso di comunicare telefonicamente con la famiglia». Non stavolta, però. «In quattro giorni ha fatto solo una telefonata alla mamma ottantenne, la mattina del suo ingresso in ospedale, poi il silenzio. Perché?» si domanda Vincenzo. Non era da lui che era solito chiamare la madre, quando era lontano da casa, tutti i giorni più volte al giorno, «e la stessa cosa era accaduta durante i TSO precedenti».

La mattina del 3 agosto, ventiquattro ore prima di morire, Francesco riceve in ospedale la visita di sua nipote: la ragazza, come emerge dal suo racconto, si è intrattenuta con lo psichiatra di turno che ha definito il maestro "un tipo atipico", sconsigliando la visita dei parenti al degente. Anche qui i familiari si chiedono il motivo della decisione. «Forse perché legato»?

Alle 7,20 del 4 agosto Francesco verrà trovato senza vita da un’infermiera. «Morte improvvisa» dicono dalla direzione sanitaria. Il primario, Michele Di Genio, ha spiegato alla famiglia Mastrogiovanni che il paziente, dieci minuti prima, stava bene tanto da aver tranquillamente parlato con un infermiere.

«Ma come?» si chiedono i parenti di Francesco «stava bene e avrebbe addirittura parlato con un operatore sanitario mentre era legato al letto, con le ferite ai polsi e alle caviglie, e ipersedato»? Dall’autopsia risulta che il maestro è morto per asfissia provocata da edema polmonare. «Morire con un edema non può definirsi "morte improvvisa"» si sfoga Vincenzo. «E’ possibile che né i medici del reparto né gli infermieri si siano accorti che Francesco non respirava più da tempo? E perché nella cartella clinica non viene fatto alcun riferimento al regime di contenzione al quale è stato sottoposto per quattro giorni»?

Come non bastasse, il medico legale della famiglia che ha assistito all’autopsia afferma la presenza, sul corpo di Francesco, di evidenti segni di colluttazione, oltre alle ferite ai polsi e alle caviglie. «Quelle ho purtroppo avuto modo di vederle personalmente» racconta Vincenzo, «e soprattutto la ferita al polso sinistro era molto profonda. Decisamente non un graffio come raccontano dall’ospedale».

Per rendere giustizia a Francesco e «perché la psichiatria di Vallo della Lucania diventi umana» parenti e amici del maestro di Castelnuovo Cilento hanno deciso di creare un Comitato: «anche stavolta lotteremo insieme» racconta Vincenzo «come quella volta a Salerno per i fatti del ‘99 quando il Presidente della Corte d’Appello, che poi assolse pienamente mio cognato, arrivò addirittura a mettersi le mani nei capelli ascoltando la relazione introduttiva di uno dei giudici del collegio in cui si denunciava il comportamento delle forze dell’ordine nei confronti di Francesco»: un vero e proprio accanimento, «con botte, calci, manganellate e prove create ad arte per incastrarlo» che porterà questo sfortunato maestro elementare a convivere con un forte disagio psichico. Fino alla morte.

Daniele Nalbone

Liberazione

23/08/2009

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Ago 28

Quando sento qualcuno che si lamenta perché è appena stato punto da una zanzara io faccio sempre presente che le zanzare non mi pungono. Ci sono, pungono quelli che sono vicini a me, ma non me.

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Ago 28

All’apparire di nuove attività artistiche anche il Fisco  si adegua.
La Risoluzione n. 239/E del 26/08  vuole fare chiarezza tra le nuove attività  artistiche o professionali, tra cui quella di  " autore intermediale" e di "blogger".

Il contribuente che dimostra di svolgere una nuova attività artistica, che non sia da lui già stata svolta prima, può usufruire di un Regine  "light " : un’Imposta sostitutiva dell’ IRPEF pari al 10%  del Reddito di lavoro autonomo.

Il soggetto interessato deve:
1) NON aver  esercitato  attività artistiche negli ultimi 3 anni;
2) dimostrare che  l’attività "nuova" non sia la prosecuzione di quella precendentemente svolta come dipendente.

L’ Agenzia delle Entrate comunica che farà accurati controlli sui contribuenti per evitare abusi  da coloro che usufruiranno  delle agevolazioni tributarie previste dal " Regime Light "

           Per  info  mail tofisco-blog@libero.it 

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Ago 28

Il “GRAN LEGATO” del: “G:.O:.M:.P:.A:. DI ROVIGO – S:.A:. il Sacro Principe N:.H:. Sandro PULIN”, il Sig. Tonino CASARI BARIANI, nella Sua nuova veste di: “Coordinatore Regionale per gli Emigranti Veneti nel Mondo – G:.O:.M:.P:.A:.”, ha ufficialmente comunicato di avere personalmente costituito ed aperto, per conto ed a nome del Giornalista N:.H:. Sandro PULIN, [...]

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Ago 28

Il “GRAN LEGATO” del: “G:.O:.M:.P:.A:. DI ROVIGO – S:.A:. il Sacro Principe N:.H:. Sandro PULIN”, il Sig. Tonino CASARI BARIANI, nella Sua nuova veste di: “Coordinatore Regionale per gli Emigranti Veneti nel Mondo – G:.O:.M:.P:.A:.”, ha ufficialmente comunicato di avere personalmente costituito ed aperto, per conto ed a nome del Giornalista N:.H:. Sandro PULIN, [...]

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Ago 28

DENTISTA DENTISTA
Che cos’è l’implantologia ?
L’implantologia è quella branca dell’odontoiatria che ci permette la sostituzione delle radici dentarie mancanti tramite gli impianti in titanio . Noi in implantologia utilizziamo la tecnica transmucosa che permette di intervenire senza punti di sutura,  senza ematomi , senza gonfiori, un intervento miniinvasivo che richiede 15-20 minuti circa ad impianto.
Volete conoscere i [...]

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Ago 28

Il gioco dei dadi è conosciuto come uno dei giochi più antichi in assoluto, probabilmente è proprio il gioco più vecchio del mondo, ma dopo tutti questi anni durante i quali persone di tutto il mondo hanno continuato a giocare a craps, ancora oggi, specie su internet, questo intramontabile gioco raccoglie un grande successo ed [...]

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Ago 28

www.Eleonorabonucci.com è il nuovo sito di vendita online della boutique ELEONORA BONUCCI sita in Viterbo c.so Italia 118.
Data la crescente rilevanza del settore e-commerce, e in virtù delle opportunità offerte da questo nuovo mercato, Eleonora Bonucci ha deciso di ampliare i propri orizzonti e di sfruttare al meglio le potenzialità del mondo di Internet.
Eleonorabonucci.com presenta [...]

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Ago 28

IL GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: GLI INNOCENTI DI JESSICA COSTANZO

Venerdì 28 agosto 2009 - ore 20,45
Biblioteca Comunale – Gorno (BG)
Lettura critica a cura di Nicola Andreoletti
L’Opera sarà presentata nell’ambito della manifestazione EVENTI GIOVANI

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Ago 28

Dopo tante abbuffate in riva al mare o simpatiche partecipazioni a sagre e serate alcoliche e’ ora di ripartire con i buoni propositi ed intraprendere una bella dieta in vista dell’inverno, dove non mancheranno sicuramente altre occasioni culinarie, ancora più ricche!
Anche se in realtà, dobbiamo ammettere che più del 90% DELLE DIETE NON FUNZIONA, [...]

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Ago 28

Creando una innovativa procedura di simulazione software, delle connessioni sinaptiche cerebrali, è stato realizzato, MDS Control (Multi-Dimensional Space Control).
MDS Control è un motore software di visione artificiale finalizzato all’analisi della scena, al monitoraggio ambientale, al riconoscimento biometrico, all’analisi comportamentale ed alla lettura di simboli ideografici e/o segni alfanumerici.
MDS Control non si limita al controllo della [...]

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Ago 28

Nella seconda tappa del Giro ciclistico internazionale Valle d’Aosta/Mont Blanc, tre francesi sul podio a Ville-la-Grand. Tre francesi nei primi quattro della classifica generale. Un dominio inaspettato, specialmente alla luce di quanto visto nelle ultime edizioni, dove i transalpini non avevano ottenuto risultati eclatanti.
Sorride il ventiquattrenne Yannick Marie che fà sua la tappa, la Chatel [...]

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Ago 28

La campagna di informazione del “Dico no alla droga” di Verona, continua senza sosta presso i commercianti del Centro commerciale “La Grande Mela”.
Nella serata di ieri, due volontari, si sono recati presso una decina di commercianti a rifornire gli espositori di opuscoli “La Verità sulla Droga”.
Sono circa una quindicina i commercianti che espongono l’espositore della [...]

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Ago 25

di LUCA BALDAZZI

“Dietro la telecamera, in studio o in diretta, c’è un mondo di mestieri. E per essere un buon professionista della tv bisogna saperli fare un po’ tutti”. Per Alessandro Ippolito, regista, autore, programmista e produttore milanese di lunga esperienza, la televisione del futuro continuerà a offrire ottime opportunità a chi si affaccia sul mercato del lavoro. A patto di prepararsi a diventare “professionisti a 360 gradi. Perché fare tv è una professione, come fare il medico o l’avvocato, e l’accesso è complesso: occorrono tirocinio e molta pratica”.

Non si parla, qui, di tronisti e veline, ma di tutta la “macchina” che c’è dietro il talk show, il reality, la fiction a puntate, il programma di approfondimento giornalistico e quello di puro intrattenimento. Il regista, lo sceneggiatore, l’autore, il tecnico delle luci e dell’audio, il montatore, lo scenografo. Tutte figure distinte, in passato. Mentre oggi, secondo Ippolito, la televisione richiede professionisti che riassumono in un’unica figura diversi saperi e competenze tecniche.

Parola di un regista con oltre trent’anni d’esperienza che ha firmato, tra l’altro, programmi come Telemike, Stranamore e Scherzi a parte. “Un regista televisivo oggi per esempio – dice – non può aver studiato solo regia, ma deve intendersi di luci, audio, alta definizione. E conoscere anche i problemi di costumisti e scenografi. L’avvento del digitale ha cambiato tutto, e inoltre la tv si fa sempre più di fretta. Anche il giornalista, che prima usciva con fonico, cameraman e tutta una troupe di supporto, oggi deve sapere dove mettere il microfono e fare tante altre cose oltre a ‘scrivere’ il pezzo”.

Per Ippolito il problema è nella formazione: “Esistono mille corsi che insegnano la teoria della comunicazione, ma non il mestiere”. E l’Università? “In molti casi è rimasta alla corazzata Potemkin. Siamo ancora all’uso della penna, mentre ai ragazzi bisognerebbe insegnare a scrivere con i nuovi linguaggi e le nuove tecnologie, con l’audio, il video, la musica. E poi spiegare la tecnica e fare pratica: ho incontrato giovani, usciti dal Dams o da Scienze della comunicazione, convinti che il piano sequenza sia uno strumento musicale! In passato le aziende di produzione televisiva potevano permettersi di ‘allevare’ professionisti con gli stage, ma oggi non è più possibile: non c’è tempo, la tv si fa troppo di corsa”.

Un paradosso perché - sostiene Ippolito – “mai come oggi la tv vive un momento straordinario, è sempre più contigua a Internet e ha bisogno di professionisti. L’arrivo del digitale e i programmi di montaggio sul pc di casa, in un primo tempo, hanno illuso tanti di potersi improvvisare registi. Ma ora l’alta definizione non permette ai dilettanti di lavorare, perché crea tanti problemi di fotografia, riprese, suoni che solo un professionista è in grado di risolvere”. Anche per questo, per formare esperti del mestiere a 360 gradi, Ippolito sta avviando a Milano una sua scuola: si chiama “Professione tv” (www.professione.tv) e prevede inizialmente quattro classi da 12 allievi, con stage “sul campo” per realizzare programmi dall’A alla Z, dall’organizzazione alla post-produzione, e con lezioni di noti produttori, attori e sceneggiatori. Il corso di nove mesi inizierà a fine settembre, e le iscrizioni sono ancora aperte.

 “L’obiettivo – dice il regista – è fare molto lavoro pratico: una ‘gavetta’ di nove mesi durante i quali i ragazzi selezionati realizzeranno e firmeranno i loro programmi. Gli spazi professionali ci sono: la tv è in continua evoluzione, è sempre più vicina al computer e sta cercando nuovi linguaggi espressivi. Ma non morirà di certo”.

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Ago 25

Emergenza rifiuti a Napoli una questione nazionale costruita a tavolino

 

Sabina Morandi, giornalista scientifica, la cui firma è comparsa per molti anni sulle pagine di questo giornale, ha voluto con questo libro mettere i puntini sulle i della questione spazzatura a Napoli. Risolta, secondo il tam tam mediatico governativo, ben lungi da una soluzione definitiva dice invece la free-lance. Anche perché, ci tiene a sottolinearlo, quella napoletana altro non è che una questione nazionale, con una crisi che non può essere definita un’emergenza ma un problema endemico costruito a tavolino nell’arco di vent’anni da governi diversi e ai danni di una delle regioni più belle d’Italia. Chi ci ha guadagnato, oltre alle cosche e a funzionari corrotti, sono stati gli imprenditori italiani che hanno approfittato dei servizi della camorra per risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti tossici. E proprio grazie a questi sconti che hanno saputo reggere la concorrenza delle più virtuose e sorvegliate aziende europee. Il libro di Sabina Morandi si basa su un minuzioso lavoro di ricerca sul campo basato su fonti giornalistiche e d’archivio.

Liberazione

22/08/2009

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Ago 25


E’ partita una gara a chi è più inumano e crudele. Hanno lasciato morire di sete, fame e stenti decine di disperati che cercavano speranza nel mare.
Guardiamo la Tv e speriamo di sentire urla di denuncia contro questi criminali
che si girano dall’altra parte, ma restiamo sempre delusi.
Il Papa che lancia strali, tuoni, e scomuniche per la RU486, si limita a sculacciate sommesse. Il capo dello Stato usa il "linguaggio istituzionale" che ascoltato da chi è abituato alle grida di Gasparri, sembra un tacito assenso.
Per queste ragioni c’è sembrato giusto fare il montaggio che vi alleghiamo:

In mezzo a disperati lasciati morire, italiani piegati dalla recessione, scuola stuprata e mutilata, stampa e TV asservite al governo solo la Lega Nord ha un serio programma alternativo e risolutivo:
Insegnare il dialetto nelle scuole. (il figlio di Bossi ringrazia)
Chiamare "radicio trevisan" il radicchio rosso di Treviso.
Cambiare l’inno nazionale.
UNA VERA RIVOLUZIONE!
A metà agosto siamo andati a Pontida per fare qualche foto e condividerle con voi. Ho rischiato la vita per questo servizio che vi linko perchè l’immagine 
è troppo grande per essere allegata. 
FOTO DI PONTIDA clicca 

Non ci resta che salutarvi. Da domani saremo di nuovo online.
Un caro saluto a tutti
Tubal e Sibilla

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Ago 25

Fughe tossiche a Rosignano : una consuetudine

La fuga di cloro dallo stabilimento Solvay di martedi 11 agosto è solo l’ultimo gentile omaggio della multinazionale belga alla popolazione e al turismo.  Centinaia di bagnanti hanno dovuto fuggire dalle spiagge in un ampio tratto tra Lillatro e Caletta, in preda a bruciore agli occhi e senso di soffocamento.

Più che di “fuga” si dovrebbe parlare di “scarico intenzionale”. Ormai è una consuetudine: nel periodo feriale vengono attuate manovre “di fermata” o di riduzione della produzione di vari impianti, manovre che si risolvono nell’emissione in aria o in acqua (Fosso bianco e quindi in mare) di sostanze tossiche in aggiunta a quelle costantemente scaricate.

Prima di questa, tra le altre ricordiamo la grande fuga di cloro del 13 agosto 1987, a causa della quale si stava per attivare l’evacuazione della popolazione di Vada, in particolare dei campeggiatori, con i pullman ATL.

O la moria di pesci in mare del 19 giugno 2007, dovuta ad un massiccio scarico di ammoniaca.

Se a questi gentili omaggi  aggiungiamo

            le centinaia di tonnellate di mercurio che sono ancora alle spiagge bianche,

            le centinaia di tonnellate di polveri sottili emesse dalle due recenti centrali elettriche turbogas,

            il nuovo sottopasso da cui non possono passare gli autobus, perchè condizionato dal binario di manovra Solvay (oltre che dalla subalternità e l’incapacità del comune),

            l’acqua che manca alla popolazione, perchè la consuma quasi tutta Solvay,

            il mega progetto di terminale di rigassificazione, con il traffico di 150 grandi navi gasiere manovrate da rimorchiatori ogni anno,

Il quadro è completo: sempre meno occupazione, sempre più intollerabile l’impatto ambientale.

* Cecina Rosignano Social Forum

* Medicina Democratica

* Comitato per la consultazione popolare sul terminal gas

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Ago 25

Ironia in punto di morte. Vietato essere patetici

Se fossi il giovane Golden Caufield l’avrei già chiamata: era infatti lo scapestrato adolescente di Salinger a sostenere che i libri belli ed importanti sono quelli che fanno venire voglia di chiamare al telefono l’autore. In realtà, questa m’è sempre apparsa, fino ad ieri, come una forma violenta e morbosa di intromissione nella privacy altrui. Fino a ieri, però. Fino a quando cioè non ho letto (e riletto) L’ultima estate di Cesarina Vighy (Fazi, pp. 190, euro 18). Chiuso questo libro, infatti, si ha voglia di saperne di più, di conoscere a che punto è la malattia dell’autrice, come prosegue la sua lotta con quella rara forma di sindrome neurologica che l’ha colpita. Nel romanzo, in realtà, l’io narrante, la signora Z. la cui esistenza è molto "contigua" se non addirittura ricalcata su quella dell’autrice, muore "con sufficiente dignità" proprio all’ultima pagina. Però, per fortuna nella vita reale, Cesarina Vighy è ancora viva e continua ad «urlare piangendo: Non sono stanca di vivere, sono stanca della malattia!». Libro prezioso e bello questo: non una semplice autobiografia (ma oggi si definiscono più pomposamente "autofiction") intrecciata con tante vicende della storia italiana, dal fascismo agli anni 70. Il recupero memoriale del passato della protagonista è sostenuto da una lingua che pare al contempo antica (quanti echi, quanti riflessi e traslati dalla nobilissima tradizione del romanzo ottocentesco) e modernissima (la continua interlocuzione con il lector in fabula : «Solo un po’ di pazienza, una piccola pausa: fate ricreazione, intanto»).

Ma ciò che più rimane, al di là della convincente misura narrativa, è la lezione etica e morale che promana da queste pagine, l’appello continuo ad una dignità della vita e della morte che pare essere il garbuglio che collega tutte le vicende della signora Z. Una vita tanto "italiana" quanto irregolare: nascita extramatrimoniale, sotto le bombe del primo conflitto mondiale, in una Venezia fosca e sognante, da genitori che sembrano usciti fuori direttamente dalle pagine di un romanzo d’appendice («mia madre, senza neanche sapere chi fosse Balzac, aveva avuto un’infanzia balzacchiana»), il fascismo e la guerra, una curiosa, sofferta educazione sentimentale, poi in una Roma vitalistica ed umorale la formazione erotico-politico-intellettuale (una relazione omosessuale, la psicanalisi, l’aborto, il femminismo, il matrimonio, la maternità), la passione sconfinata per l’arte e per la cultura. La protagonista, spesso per sorte, poi anche per scelta, sta sempre e comunque dalla parte che più le si addice, quella del torto: «per i ragazzi non ero abbastanza arrabbiata, per gli adulti troppo poco borghese, per i rossi ero troppo critica, quanto ai fasci ero io che non avrei mai varcato la loro soglia, per i sognatori di poesia non c’era posto da nessuna parte».

Fino all’incontro con la malattia che qui viene affrontata a colpi di un’ironia feroce ed implacabile, evitando alla grande la tentazione del dolorismo lagnoso, dell’elegia intrisa di patetismo richiesto ed esibito, della commemorazione di una antica sanità perduta che pare destino tristemente obbligato per tanti romanzi similari. Alla fine, ci troviamo davanti non certo ad «un’acquarello, ma un’autopsia». Sarcasmo a piene mani piuttosto che pathos: l’arma di chi, per ammissione stessa della protagonista, è nato pompiere, ma dopo una vita siffatta muore incendiaria. Così, inopinatamente, la malattia, con il trascorrere delle pagine, appare quasi come una "felix culpa" perché senza questa sventura l’autrice si sarebbe accontentata, come ci suggeriscono le note biografiche in copertina, di «diventare un dickinsoniano poeta postumo». Ma forse è meglio così. C’è un capitolo poi in finale di libro intitolato "I consigli di Madame la Palisse" che vale più di un intero corso di filosofia e che, se vivessimo in un paese civile, lontano dai diktat del cattolicesimo più fanatico ed intollerante, dovrebbero essere fotocopiate e distribuite negli ospedali come istruzioni per l’uso nell’ora della nostra ed altrui morte: "semplici consigli desunti dall’esperienza, un decaloghetto portatile".

Linnio Accorroni

Liberazione

23/8/2009

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Ago 25

Qualcosa di interessante sulla RAI

Per chi se la fosse persa, una puntata interessante (come molte delle altre, IMHO) di "C’era una volta" dal titolo "Inventori di malattie" sul disease mongering. Sicuramente da vedere e considerare.

La puntata può essere vista da youtube a questo indirizzo (è il primo di 5 spezzoni, gli altri li potrete trovare nell’elenco che troverete alla destra dello schermo una volta cliccato l’indirizzo qui sotto):
http://www.youtube.com/watch?v=W3D-P_rA4fM

oppure dal sito della rai (dopo avere installato un plugin della microsoft) a questo indirizzo (trasmissione intera):
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2d46eae7-7cab-4a04-a354-be9b1e43ef3f.html

Segnalazione di Antonio Muscolino

Medicina Democratica

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Ago 25

Spagna. Studio: cannabis efficace contro il cancro alla prostata

Alcune sostanze chimiche contenute nella cannabis sono in grado di bloccare la crescita di cellule tumorali della prostata coltivate in laboratorio.

Lo dimostra un esperimento dell’universita’ di Alcala a Madrid, che suggerisce come farmaci a base di particolari cannabinoidi possano un giorno sconfiggere questo ‘big killer’ al maschile.

Sul ‘British Journal of Cancer’, gli esperti guidati da Ines Diaz spiegano di aver testato le proprieta’ di queste sostanze anche su alcuni topi e di avere rilevato una significativa riduzione della progressione tumorale. Si tratta comunque di risultati ancora non definitivi e ci vorranno anni prima di poterli applicare all’uomo, specificano gli studiosi. "Non e’ assolutamente il caso, poi - spiega Lesley Walker, direttore della rivista e componente del Cancer Research Uk - che gli uomini si mettano a fumare marijuana per sconfiggere il cancro prostatico".

I due cannabinoidi studiati del team spagnolo, chiamati metanandamide e Jwh-015, pare agiscano contro il tumore bloccando un recettore sulla superficie delle cellule neoplastiche, impedendo loro di multiplicarsi. Si tratta del primo studio che dimostra le proprieta’ di queste due sostanze. E alcune aziende farmaceutiche sarebbero gia’ al lavoro per avanzare nella ricerca e arrivare a una cura per l’uomo.

fonte: da Notiziario Aduc

20 agosto 2009

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Ago 25

Desenzano dà il via alla campagna “Che cosa sono i Diritti Umani?” nella zona gardesana. Prima tappa della campagna, infatti, Sabato sera (29.08.09) presso il ristorante “La Pigna d’Oro” di Rivoltella (Desenzano), dove verrà proiettato per la prima volta nella nostra provincia il video “La Storia dei Diritti Umani”.
Gli invitati alla prima e i clienti [...]

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Ago 25

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze dell’attuale Governo del Ghana: “H.E. Hon. FIFI KWETEY”, con una Sua lettera ufficiale, ha chiesto ufficialmente aiuto a: “H.E. AMBASSADOR FOR PEACE / N:.H:. SANDRO PULIN” che é anche il: “S:.G:.M:. - S:.A:. il Sacro Principe del G:.O:.M:.P:.A:.”.
_______________________
24/08/2009 - Dopo il contatto diretto che “S:.A:. il Sacro Principe del [...]

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Ago 25

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze dell’attuale Governo del Ghana: “H.E. Hon. FIFI KWETEY”, con una Sua lettera ufficiale, ha chiesto ufficialmente aiuto a: “H.E. AMBASSADOR FOR PEACE / N:.H:. SANDRO PULIN” che é anche il: “S:.G:.M:. - S:.A:. il Sacro Principe del G:.O:.M:.P:.A:.”.
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24/08/2009 - Dopo il contatto diretto che “S:.A:. il Sacro Principe del [...]

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Ago 25

Ora e’ ufficiale !
Mobili Rossato dal 1936, da oltre 50 anni presente nel mercato dell’arredamento, rinnova il suo storico showroom a Pianiga VE con l’introduzione di nuovissime cucine moderne e cucine classiche.
Da Mobili Rossato potete trovare tutto l’arredamento per la vostra casa ; 2000 mq di mobili scelti in base alle tendenze del mercato di [...]

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Ago 25

Con Meridiana-Eurofly, raggiungere Milano da Catania, Napoli o Palermo costa solo 48 €. Milano è una città sorprendente: oltre ad essere la più importante piazza finanziaria d’Italia è, insieme a Parigi una delle capitali mondiali della Moda; shopping e vita notturna sono solo alcune delle molte attività ricreative offerte da questa grande città europea.
Milano è [...]

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Ago 25

Nuovo corso di Gp.Studios a Napoli
Gp.Studios, società specializzata nella Consulenza e nella Formazione per alberghi e ristoranti,  ha il piacere di comunicarVi  che è in arrivo a Napoli un percorso formativo altamente specializzato in
 

 
HOTEL INNOVATION MANAGEMENT

Quindici giornate di formazione a partire dal 9 Ottobre 2009, suddivise in 5 week end,  all’interno di una prestigiosa location [...]

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Ago 25

In questi giorni, dal 23 al 29 agosto si sta svolgendo il meeting a Rimini dove tanti argomenti saranno trattati e ospiti importanti ne parleranno
Il Meeting per l’Amicizia fra i Popoli presenta il Meeting 2009 che si tiene ogni anno nel quartiere fieristico di Rimini. Questo evento di livello internazionale ogni anno attira migliaia di [...]

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Ago 25

Convenienti, leggere, facili da usare: sono le chiusure in plastica Tamper Evident Plus di Bormioli Rocco.
Nella versione arricchita con il gel di silice sono ancora più performanti, perché preservano il prodotto dall’umidità.
La Divisione Plastica ha progettato e realizzato queste capsule per garantire un maggiore contrasto all’umidità e, nello stesso tempo, andare incontro alle esigenze di [...]

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Ago 25

Studiata per esaltare il bouquet di etichette italiane e straniere, la linea Premium è ancora più completa
Ottenuto con la macerazione delle bucce oppure con il tradizionale metodo “a lacrima”, il rosè è sempre più amato da intenditori e non per la sua capacità di sposarsi con una cucina che parla un linguaggio internazionale e ama [...]

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Ago 25

Sabato 12 settembre l’inaugurazione della villetta di Pieve di Campi realizzata da Vividomotica in partnership con Area Group Immobiliare.
E’ tutto pronto per l’inaugurazione di Casa Domotica, l’abitazione realizzata da Vividomotica in collaborazione con Area Group Immobiliare a Pieve di Campi (PR).
Sabato 12 settembre alle 18 ci sarà la cerimonia ufficiale alla presenza di esponenti [...]

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Ago 23

Ne abbiamo ancora uccisi 73

Ora non incolpate il mare di assassinio, anzi di strage. Incolpate, incolpiamoci noi stessi: nell’estate dei Vip, delle copertine dei giornali scandalistici, delle tv alla ricerca di uno scoop e delle polemiche politiche sui dialetti e sulle bandiere regionali, che spazio volete che abbia la notizia di 73 migranti morti per sfinimento o annegamento nel canale di Sicilia?

Lo spazio informativo magari tiene banco per qualche ora, poi tutto viene gestito in modo tale da rendere questi omicidi (perché di questo si tratta) come una conseguenza naturale di un modo di comportarsi: sfuggire alla miseria e attraversare il mare cercando rifugio nel Vecchio continente.

Ma le acque non hanno alcuna colpa. La colpa è tutta nostra, di un Paese che si è dimenticato di essere terra di confine tra due continenti, che ha gettato alle ortiche i suoi ideali di uguaglianza e giustizia sociale scritti nella Costituzione e che ha prediletto forze politiche dedite alla formazione di un regime fondato sulla criminalizzazione della differenza, qualunque essa sia; fondato sulla sicurezza, fatta con le ronde, con la militarizzazione delle città; fondato sulla discriminazione e non sul dialogo, sulla condanna preventiva e non sulla presunzione di innocenza.

Le politiche di respingimento dei migranti fatte dal nostro governo, in pieno accordo con Tripoli, hanno già causato un certo numero di vittime e hanno reincentivato la compravendita di schiavi nelle terre africane. Tutti sanno, e pochi dicono, che chi capita nei centri di permanenza libici esce morto o ceduto (vogliamo dire… “venduto”?) a qualche strozzino delle disperazioni, a qualche moderno schiavista che ne fa della manodopera che classificare come ipersfruttata è pur sempre e solo un autentico eufemismo.

Noi abbiamo respinto, noi abbiamo ucciso. Sì, abbiamo ucciso. E lo abbiamo fatto anche ignorando le grida di aiuto di quei 78 (così narrano le cronache) etiopi ed eritrei (tra cui anche donne e bambini) che per quasi un mese sono rimasti in balia delle onde e che, dopo poco meno di una settimana, erano già senza viveri e senza alcun collegamento con l’Italia o con Malta o con la Libia o la Tunisia.

Provate ad immaginare cosa significa rimanere su un gommone per ventitrè giorni, per ventiquattro notti, finendo ad assistere alla progressiva morte di quasi tutte e tutti… Bevendo l’acqua del mare, in mezzo ai capricci del mare, sotto un sole che stermina le menti, fuori da ogni brandello di quella maledetta ipocrisia che chiamiamo “civiltà”.

Dov’è questa miserabile vergogna? Dov’è l’istinto rabbioso che un poco ci prenda per farci sussultare e per creare in noi una giusta indignazione? E’ tutto in vacanza. Anche la democrazia, e non solo da questa estate.

Le Leggi criminali che sono state approvate per impedire ai migranti di entrare in Italia sono tali proprio in queste circostanze e sono lì a dire che la nostra di “civiltà” è quella dell’egoismo e della prepotenza.

Ed è francamente insopportabile sentire anche da sinistra, anche da quella comunista, dire che non serve la pietà cattolicamente intesa, o un sentimento di pena per tutto questo. Io mi sento di provare pena e pietà, ma non con lo sguardo alto verso il basso, ma diritto negli occhi dell’etiope o dell’eritreo che mi guarda. E mi sento di dirgli anche che tutta questa storia è legata a rapporti economici, a poteri politici che sono condizionati dal biglietto verde o dalla moneta nipponica e che chi, come noi, è nemico di quest’economia non può non vedere nella lotta per l’abolizione della Bossi-Fini o di altre disposizioni anti-migranti una battaglia di classe, materialista e, quindi, di liberazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

La tratta dei migranti fatta da organizzazioni clandestine è più che favorita dalle legislazioni restrizioniste fatte dall’Italia e dalla Libia: il proibizionismo incentiva la creazione di una rete “illegale” di rapporti che creano le migliori condizioni per il ricatto economico verso chi vuole fuggire e non trova altri mezzi se non i famosi “barconi” o gommoni delle mafie del mare (e della terra).

L’obiezione più comune, e anche più banale, che viene opposta a tutto questo riguarderebbe l’indiscriminato ingresso di chissà quante decine di migliaia di persone nel territorio italiano. Quale dramma comporti è ancora dato saperlo… visto che persino i dati ufficiali di questi giorni dicono che i teoricismi del “lavoro rubato” dagli stranieri sono tutti frutto delle psicosi xenofobe di questi decenni: i migranti compensano il loro lavoro con quello nostro e non tolgono un solo posto agli autoctoni ma, anzi, consentono a molti di noi di svolgere mansioni certamente meglio retribuite rispetto alle loro.

Quando in questi giorni andate al mare e fate il bagno, ricordatevi della storia dei 73 morti del canale di Sicilia. Ricordatevi e fate ricordare che c’è chi in mare si tuffa per rinfrescarsi e chi per fuggire dalle atrocità di una vita che gli viene, giorno dopo giorno, sempre più negata.

di Marco Sferini

su Lanterne rosse.it del 21/08/2009

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Ago 23

Braccialetti elettronici, 6milioni di euro buttati

Il ministero dell’Interno paga sei milioni di euro l’anno per il noleggio di braccialetti elettronici, che restano chiusi in una stanza. La denuncia arriva da Donato Capece, segretario del Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria). «Lo Stato paga sei milioni di euro l’anno, anche quest’anno, per il nolo dei braccialetti elettronici per i detenuti che non vengono utilizzati. Sono tenuti in una stanza blindata al Viminale. Purtroppo il contratto firmato con la Telecom nel 2001 obbliga lo stato a pagare e non solo, c’è anche una clausola che obbliga a non poter usare altre apparecchiature fino al 2011», spiega Capece.

«A settembre il consiglio dei ministri discuterà del piano Ionta per le carceri. Ma le risorse richieste non ci sono. Il piano prevede la costruzione di 15 nuovi istituti e il reperimento di 7mila nuovi posti attraverso la costruzione di nuovi padiglioni. Ci sono solo 200 milioni di euro messi a disposizione dal ministero delle Infrastrutture. Bisogna avere il coraggio di trovare misure alternative e pensare a carceri più a misura d’uomo. In carcere devono stare i detenuti con reati socialmente pericolosi o gravi, per tutti gli altri bisogna pensare ad altre soluzioni. Altrimenti il sistema carcerario, che per fine anno potrebbe vedere oltre 70mila reclusi, è destinato ad esplodere».
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Droghe: istigazione al consumo

l’arma "legale" di Giovanardi

Il caldo fa male e dà alla testa ai responsabili del dipartimento antidroga del governo. E’ l’unica spiegazione - spiega Franco Corleone di Fuoriluogo - all’ultima uscita del dipartimento guidato da Carlo Giovanardi che ha predisposto una segnalazione alla procura affinché valuti se i contenuti del video pubblicato sul blog di Beppe Grillo dal titolo Erba di casa mia «possano connotare gli estremi di reato» previsti degli articoli della legge sulle droghe, «istigazione e proselitismo e induzione all’uso di droghe». Il comico ovviamente ringrazia, con una lettera aperta a Giovanardi pubblicata sul suo blog. «Utilizzando il reato di istigazione al consumo, il dipartimento per le politiche antidroga sta attivamente perseguendo siti Internet, insegnanti e presidi, manifestazioni, feste, negozi e ora anche Beppe Grillo, per il solo fatto di esprimere opinioni contrarie alla verità governativa», ricorda Pietro Yates Moretti, vicepresidente dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori ( Aduc ). «Nonostante la legge italiana abbia raggiunto il massimo grado di severità e repressione mai conosciuto nel mondo occidentale, l’Italia - sottolinea Moretti - è l’unico Paese europeo dove il consumo di cannabis continua a crescere. Insomma, dopo sette anni da zar italiano antidroga, il sottosegretarioGiovanardi si è rivelato un inefficace quanto dannoso servitore dello Stato».

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Ago 23

Detenuti stipati come bestie, la metà dovrebbe stare fuori

Anche il carcere romano di Regina Coeli si è unito ieri alle proteste degli altri detenuti che stanno agitando diversi istituti di pena in questo torrido agosto. Una battitura delle sbarre è partita in mattinata. Notte agitata, invece, nel carcere femminile di Rebibbia, sempre a Roma, dove le detenute a causa del gran caldo hanno chiesto, e finalmente ottenuto, l’apertura delle celle dalla mattina alla sera, e così anche l’accesso alle docce.

Le proteste di questi giorni non sono una novità. Seppur coperte dal silenzio quasi totale dei media, nello scorso luglio una prima ondata di mobilitazioni aveva traversato decine di istituti penitenziari. Lanciano (7 giorni di battitura delle inferriate), Napoli Secondigliano, Reggio Emilia, Rebibbia reclusione, Rebibbia femminile, Genova-Marassi, Como, Ascoli Piacenza, Saluzzo, Catania, Palermo, Pisa, Verona e Venezia, solo per citarne alcuni. Allora si trattava d’iniziative concertate, con battiture delle sbarre e lo stato d’agitazione generale programmato per alcuni giorni, per poi proseguire altrove come in una sorta d’ideale staffetta.

Alcuni episodi isolati, ma importanti, avevano preannunciato questo ciclo di lotte. Il 19 aprile, a Trapani, una due giorni di battiture era trascesa in incidenti tra detenuti, in prevalenza tunisini, e agenti di custodia. A Poggioreale, invece, la protesta era scattata il 3 giugno.

Queste mobilitazioni hanno tutte in comune repertori d’azione e rivendicazioni. Alla base delle iniziative di protesta c’è sempre la richiesta di migliori condizioni materiali di vita. A Poggioreale, per esempio, si chiedeva l’abbassamento a non più di quattro del numero di detenuti in ogni cella e l’aumento delle ore d’aria, che in questo istituto a causa dell’eccezionale sovraffollamento (al momento delle proteste il numero raggiungeva le 2500 persone) è tradizionalmente ridotto ai minimi termini. Le altre richieste riguardavano l’accesso alle docce, che in estate diventa un problema d’igiene drammatico. Se a Poggioreale è possibile solo due volte a settimana, nella stragrande maggioranza degli istituti di pena è precluso la domenica. Nell’Italia rurale e contadina di un tempo, la domenica oltre ad essere il giorno del Signore era anche quello del bagno. Nelle carceri, invece, è il giorno in cui per regolamento non ci si lava. Inutile cercare una ragione logica. Non c’è. Banale ottusità e l’idea che chi è recluso vale meno di una bestia.

Quando la Francia della terza repubblica progettava il suo nuovo sistema penitenziario, il padre della sociologia Émile Durkheim dava consigli affinché le condizioni di vita del detenuto non si allontanassero molto dalla durezza spartana della vita di strada condotta da un normale clochard.

E’ passato molto più di un secolo da allora, ma la mentalità dei burocrati dell’amministrazione penitenziaria non è molto evoluta. La domenica non ci si lava. E se c’è sovraffollamento, ci si lava a giorni alterni oppure non più di due volte a settimana. La mancanza d’igiene evidentemente fa parte del percorso di rieducazione. E’ un’idea di purificazione al rovescio. Una pulizia dell’anima, mica del corpo. E poco importa se la mancanza d’igiene scatena poi le emergenze vere, come quella sanitaria ricordata in una lettera aperta della Cgil funzione pubblica dell’Umbria alla presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti. «Il raddoppio della popolazione detenuta - scrive il sindacato - grava su un organico sanitario già di fatto insufficiente e rialimenta focolai di infezioni quali la scabbia, la tbc, epatiti di varia natura difficili da gestire in situazione di sovraffollamento e di ridotto organico».

Non stupisce, dunque, se intorno a Ferragosto, anche per l’imprevista attenzione suscitata dalle visite parlamentari, il ciclo di proteste sia ripreso con i picchi raggiunti dalle proteste di Como e Sollicciano. In realtà molte altre strutture si sono mobilitate o lo stanno facendo in queste ore, non tutte però riescono a far pervenire la notizia all’esterno.

Queste proteste un primo obiettivo l’hanno comunque raggiunto, mettendo in evidenza come la strada della costruzione di nuove carceri scelta dal governo non solo non andrà da nessuna parte, ma non è la soluzione.

Come ha sostenuto ai microfoni di Radio vaticana il cappellano di Rebibbia, Sandro Spriano: «L’unica via è mettere mano al Codice penale, alla depenalizzazione dei reati, e non immaginare che tutto debba essere semplicemente punito con il carcere. Potremmo costruirne 100 all’anno e non risolveremmo il problema!». La vera emergenza è dunque l’abolizione delle leggi che producono detenzione, oltre ad una amnistia che riporti nei parametri della legalità il numero delle presenze dentro le celle. Gli unici provvedimenti che hanno decarcerizzato negli ultimi 20 anni sono stati il decreto Bondi sulla detenzione cautelare (4 mila scarcerazioni), l’indultino del 2003 (1500) e l’indulto del 2006. Altrimenti dalla legge Martelli sull’immigrazione del 1991 ad oggi, passando per la Bossi-Fini (2002), la ex Cirielli (2005), Fini-Giovanardi (2006) e il pacchetto Maroni (2009), si è passati dai 29 mila detenuti del 1990 ai 64 mila attuali. Serve anche praticare delle misure alternative più automatiche, «su Roma - ha spiegato ancora don Spriano - su circa 2500 detenuti solo 50 sono in semi-libertà; e poi più del 50% non sono ancora condannati in maniera definitiva, non dovrebbero stare nemmeno in carcere, però stanno lì».

Paolo Persichetti

Liberazione - 21/08/2009

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Ago 23

Storia di Anna badante "regolare" con visto turistico

"Dodici famiglie, dieci morti, uno lasciato". E’ il personale bilancio di sette anni di lavoro come badante di Anna. Lo sintetizza con chiarezza, a dispetto del suo italiano stentato, che peggiora quando la fretta di raccontare la incalza. La incontro alla sede del patronato Alci di Ancona; due occhi verdi come laghi, lo sguardo diretto, che non abbassa mai e che si vela di lacrime solo quando racconta della famiglia lontana e dei suoi anziani che sono morti. Dieci, appunto. E’ vestita completamente di nero, come le donne sarde o le contadine marchigiane nell’Ottocento. I capelli raccolti sulla nuca che, mi dice - orgogliosamente - sono lunghissimi, perchè non li ha mai tagliati nella vita: suo marito non vuole. Anna nel tempo libero "fa le carte", a connazionali e italiani che vogliono conoscere il proprio futuro.

Viene dalla Moladavia - "piccolo paese Moldavia, bello paese", precisa mentre gli occhi luccicano - e da sette anni vive in Ancona. E’ una dei tanti immigrati entrati legalmente in Italia per restarvi illegalmente. Li chiamano overstayers, un termine che ad Anna non dice nulla. Non sa nemmeno di esserlo. Nell’immaginario collettivo i "clandestini" arrivano per mare su un gommone o aggrappati al telaio dei camion: per molti è davvero questa la strada che porta in Italia, ma in realtà la maggior parte (in media oltre il 60% degli ingressi l’anno, secondo i dati del ministero dell’Interno) transita dalle frontiere con visti regolari. Anna è una di loro. E’ arrivata con un visto turistico di 10 giorni in Ancona nel 2000, senza soldi e senza conoscere l’italiano, nemmeno per le richieste minime ma essenziali. Ha pagato 200 euro il biglietto di viaggio, ma, dice, c’è chi arriva a pagare anche 800 euro per entrare in Italia con la speranza di un lavoro. Nei primi giorni ha dormito per strada, "una notte vicino al mare", poi ha incontrato una donna ucraina in stazione, l’ha sentita parlare e forse per un attimo si è sentita meno straniera. E’ stata lei a darle l’indirizzo della Caritas, dove è stata aiutata e accolta per i primi 45 giorni della sua permanenza in Italia. Poi il primo impiego, da irregolare, presso un prete, che si è preso cura di lei per due anni e le ha permesso di mettersi in regola con la sanatoria del 2002.

Oggi ha un regolare permesso di soggiorno, "grazie a Berlusconi" dice. In quel tesserino c’è tutta la sua storia. La legittima, oggi, a protestare e raccontare, a chiedere persino: "Perché noi non possiamo votare?" E’ la prima cosa che mi mostra quando mi incontra; lo mette sul tavolo ben in vista, me lo sistema davanti. Poi mi abbraccia affettuosamente, come se ci conoscessimo da tempo. Ha un diploma di infermiera e, nel suo paese, ha lavorato con persone psichiatriche, epilettiche e tossicodipendenti; racconta che il suo lavoro era esattamente uguale a quello delle infermiere italiane: flebo, medicazioni, farmaci. Per questo in Italia ha curato anche persone malate, anche in condizioni molto grave, malati di tumore. La Perestroika ha messo in ginocchio il sistema economico e la sua vita: due figli da far studiare e un marito che si ammala di cuore e ha bisogno di un intervento quando ormai lo stipendio è ridotto a pochi spiccioli. "Sono venuta solo per lavorare e guadagnare". La spinta è il bisogno economico, la disperazione: per questo non vuole restare in Italia a lungo. Non tutti i lavori sono andati bene ricorda Anna: "Piangevo notte e giorno. Mi dicevano: non fai niente, non capisci niente, non sai cucinare, mangi troppo".

A dispetto delle ore contrattualizzate, lavora tutto il giorno: lava, stira, pulisce, accudisce, se serve fa anche punture. E sente che non tutti i suoi diritti sono rispettati. Ma oggi, spiega, in Italia la situazione è più difficile di alcuni anni fa, la crisi si sente, ci sono molte donne straniere che offrono il proprio lavoro. "Trovare lavoro è difficile. Qualcuno vende il lavoro". I dati sembrano darle ragione: già a metà del 2009 l’Acli Colf di Ancona registra un numero di contratti portati a termine e chiusi pari al 2009. La sensazione del patronato è che pesi anche solo la paura di non farcela a sostenere i costi, con un potere di acquisto delle pensioni che si riduce e l’incertezza della durata della crisi economica.

Redattore sociale

Liberazione 20/08/2009

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Ago 23

La necessità di diminuire i costi da parte delle aziende ha reso possibile una rapida diffusione dell’open source come scelta per realizzazione siti di privati e aziende. Grazie all’utilizzo di CMS (Content Management System, sistema di gestione del contenuto) come Joomla è possibile creare, editare e pubblicare contenuti sui siti web attraverso un’interfaccia semplice e intuitiva. Per la realizzazione di siti in Joomla è necessario procedere alla registrazione dei siti internet su server con supporto mysql.

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Ago 23

PENOMBRA MATTUTINA - Maria Paraggio
978-88-567-1285-8
Prezzo: € 12.00
Numero pagine: 50
“Scrivo versi e li ho sempre scritti perché è il mio modo di fermare un’emozione, come una foto, un dipinto. [...] Lo faccio semplicemente perché non riuscirei in altro modo ad esprimere ciò che sento” (Nota dell’autrice). È questo l’incipit della silloge di Maria Paraggio, un lavoro [...]

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Ago 23

Paradosso del gatto di Schrödinger Lodovico Mancusi
ISBN e EAN 978-88-567-0542-3
Prezzo: € 13.50
Numero pagine: 150
Un vecchio malato soggetto a improvvise perdite di coscienza e un’Entità sconosciuta che in lui sembra nascondersi e progressivamente conformarsi ai suoi ricordi, fino ad assumerne completamente la personalità. Intorno a queste due figure altri personaggi vivono normalmente incapaci di comprendere, perplessi [...]

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Ago 23

La giuria sceglie la band puteolana come miglior gruppo del concorso musicale associato al Festival

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Ago 23

Utilizziamo grandi quantità di energia per rinfrescare gli ambienti in estate e riscaldarli in inverno. Ma risparmiare sui costi e ridurre i consumi è possibile.
Come? Con tende da sole di qualità come quelle di Amplast&co, che contribuiscono a migliorare l’efficienza energetica degli edifici.
L’azienda produce tende tecniche per abitazioni ed uffici che garantiscono una efficace protezione [...]

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Ago 23

Claudia Porchietto, a capo dell’’opposizione nel consiglio provinciale di Torino, fa qualche riflessione sull’attuale situazione imprenditoriale della provincia di Torino, coadiuvata da numerose segnalazioni provenienti direttamente dal territorio e dichiara di essere alla ricerca di nuove strade per uscire in tempi brevi dalla crisi
Fronteggiare la crisi rappresenta uno dei problemi più urgenti per tutto il [...]

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Ago 23

Titolo dell’evento: “PROSPETTIVE CONTEMPORANEE – L’Arte dell’architettura e l’architettura dell’arte”
CAPITOLO QUATTRO-Personale di Stefano Fioresi
Inaugurazione: 26 settembre 2009 alle h.18,00
Location: LA CONTEMPORANEA – studio | art gallery – Arte Architettura Interior Design
Via della Rocca ,36 10123 Torino
www.lacontemporaneatorino.com
TEL+39.011.0744659
Periodo: dal 26 settembre al 24 ottobre 2009
Orari: feriali 15.30 19.30; Domenica e festivi su appuntamento
Ingresso: gratuito
Organizzazione: 
Casa d’Arte San Lorenzo [...]

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Ago 23

CONFESSIONI POETICHE - Giorgia Basso
978-88-567-1286-5
Prezzo: € 11.50
Numero pagine: 81
In Confessioni poetiche si legge la necessità, l’urgenza di far emergere dal profondo dell’animo quell’universo interiore fatto di suggestioni, immagini, sensazioni ed emozioni altrimenti inesprimibili. [...] Nello svolgersi dei versi la parola poetica invita alla riflessione e al dialogo. Sono forme espressive con molteplici sfumature quelle di [...]

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Ago 23

A meno di 2 settimana dal debutto in rete di Progetto Italia News e Tv, nata per dare la migliore informazione quotidiana on-line e la migliore selezione TV in rete, e presto anche sul satellite, registriamo con orgoglio e felicità oltre 10000 visite sui nostri siti.
Sono state numerosissime le mail e i telegramma di congratulazioni
al [...]

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Ago 23

Sorano è uno dei principali borghi dell’Area del Tufo, una cittadina ricca di fascino ed incanto, sicuramente capace di affascinare e sorprendere per la bellezza del suo centro storico, tipicamente medievale, dove sorgono monumenti sicuramente meritevoli di essere scoperti ed apprezzati per la loro meraviglia e rilevanza storica, quali ad esempio la Chiesa di San [...]

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Ago 21

fastnom

Questo articolo è troppo importante per me. All’inizio del anno ho subito anch’io penalizzazioni che mi hanno fatto un gran male. Perciò solo questa risposta e niente più in questo post.

Analisi del sito: il sito è molto bello ed ha tantissime informazioni importanti.
La risposta:
Prima di tutto il tuo sito ha pochissimi backlinks in confronto dei tuoi competitori.
Il tuo sito ha contenuto veramente eccellente e per questo motivo per un po’ di tempo eri sui primi posti nelle ricerche.
Ma hai esagerato proprio con la quantità di KW-s e Google questo non lo apprezza.

Pubblicizza il tuo sito alla radio. Più di 50 radio FM!! Oggi solo 24 euro+iva. Clicca qui

Penalizzato per la quantità di KW-s e con assenza di backlinks il contenuto di tuo sito non ha più forze per competere con gli altri.

I miei raccomandazioni:
1. Liberati dai KW-s eccessivi. Questo è assolutamente indispensabile per rimuovere la penalità.
2. Incomincia subito di creare i backlinks.
3. Apro Google Webmaster Tools, fai analisi e rimuovi tutti errori che ti dice.
Dopo aver fatto tutto questo fai una nuova mappa del sito in modo da far notare a Google i cambiamenti.
4. Aggiungi nuovi articoli che darà il nuovo valore al sito.
5. Rafforza le tue PPC inserimenti.

Quello che ho notato io dalla mia esperienza.
1 -ci sono programmi che automaticamente aggiungono il tuo indirizzo ai piccoli motori di ricerca. Probabilmente questi cancellano il tuo link dopo 6 mesi o un anno. Perciò si devono rinnovare sempre.
2 -una volta ogni tanto si deve aggiungere qualcosa di nuovo al sito. Le pagine dove aggiungo qualcosa mantengono il PR.
3 -non usare mai “profili” quando scrivi un commento in altri siti. Usa soltanto Nome/URL. Hanno poco valore ma lo hanno. Invece “profilo” non ti dà niente.

Visita anche

http://interestsgroup.blogspot.com/
http://vacation-travel-talk.blogspot.com/
http://pietre-semipreziose.myblog.it/
http://yungdrung-bon.blogs.it/

 

fonte: blog-lavoro-internet.myblog.it » Vai al post originale

Ago 21

Così un piccolo sito ha svelato la strage, nel silenzio dei media

La notizia che l’Italia sta facendo di tutto per non vedere l’ha data lui sul suo sito, Fortress Europe . Liberazione l’aveva pubblicata in prima pagina il 13 agosto (con i verbi al condizionale), Gabriele Del Grande - a cui era arrivata nelle stesse ore - ha scelto di verificarla con maggiore rigore e l’ha messa in rete domenica 16, riprendendola il giorno dopo sulle pagine de L’Unità , con cui collabora. In un assordante silenzio degli altri media.

Cos’è "Fortress Europe"? Come fa un piccolo sito indipendente a battere organi d’informazione ricchi e potenti?

Il sito è nato senza grandi pretese, come blog, a gennaio 2006. Lavoravo a Redattore sociale , avevo raccolto notizie sui migranti morti nel Canale di Sicilia, alle frontiere dell’Europa, e ho deciso di metterle in rete. In questi tre anni il blog è diventato un osservatorio sulle vittime dell’emigrazione, non si occupa più solo del Mediterraneo. Oltre a me ci lavorano decine di giornalisti fotografi e videomaker con cui ho stabilito contatti, ed è tradotto in 18 lingue, tutte quelle parlate nel bacino del Mediterraneo. Sottolineo che dietro non c’è una ong o una associazione. Semplicemente una rete di contatti. Esempio: conosco un’associazione di Salonicco, ci scambiamo informazioni, loro traducono e mettono sul loro sito gli articoli che pubblico, su Fortress Europe tornano le loro traduzioni. Certo, lavoro molto sul campo. Sono praticamente due anni che viaggio ininterrottamente, in Libia ero stato in novembre. Ci seguono 30-40mila persone. I nostri dati sulle vittime sono molto ripresi: dal New York Times a Porta a porta , per capirci, e da tanti altri, in mezzo a questi due estremi.

Il tutto senza soldi?

Lavoro come free lance, pubblico su varie testate, un po’ di soldi mi arrivano da lì.

Senza soldi, senza nessuna struttura dietro, e la notizia della strage di Bengasi la dai tu. Giornalisticamente parlando, una bella soddisfazione. Quanti anni hai?

Ventisette. Beh sì, diciamo che se un giovane giornalista come me riesce a tirare su una notizia simile è un po’ un punto d’accusa verso tv e grandi giornali. Loro, che hanno tanta più esperienza e grossi budget, se volessero potrebbero fare su questi temi molta informazione seria.

Come si produce una notizia fuori dal circuito dei grandi media? Racconta della notizia della strage. Com’è andata?

Il 10 agosto ha parlato della sparatoria il sito Shabelle Media Network, uno dei tanti punti informativi della diaspora somala, che è molto frammentata. Shabelle l’aveva messa in rete basandosi su una fonte diretta: la telefonata di uno dei prigionieri del centro di detenzione di Ganfuda, dov’è avvenuto il fatto. Accade anche nei nostri Centri di identificazione: qualcuno riesce a non farsi sequestrare il cellulare e lo usa per comunicare con l’esterno, magari corrompendo una guardia. C’è stato un immediato tam tam su vari siti somali e poi su alcuni siti libici. A questo punto è arrivata la smentita. L’ambasciatore libico a Mogadiscio, Ciise Rabiic Canshuur, l’ha definita una menzogna. Ho preferito verificare bene. Ho attivato alcuni contatti che ho in Libia e trovato la conferma, da una fonte del tutto diversa: un’altra comunità, diversa dalla somala, che ha a sua volta detenuti a Ganfuda. Tutto coincideva: spari sulla folla, 5 morti, poi altre 15 vittime nei duri scontri che hanno coinvolto tutti i detenuti del campo, e 50 feriti. A questo punto, domenica 16, l’ho messa sul sito.

L’hai messa sul sito. Ma il sistema dell’informazione non ha reagito.

Voi avete fatto la prima pagina, L’Unità mi ha dato spazio. Certo, le agenzie di stampa tacciono. Non accade sempre: a volte riprendono i dati che pubblichiamo. In questo caso c’è stata la smentita ufficiale di un governo, evidentemente secondo i canoni questo basta a considerare la notizia non attendibile. Comunque Achnur, Oim - l’Organizzazione mondiale per le migrazioni - Human Rights, Amnesty International sono stati informati da me della notizia, come ho fatto in altri casi, e stanno facendo i loro accertamenti. Lunedì il sito ha avuto circa 1500 contatti, oggi (ieri per chi legge, ndr) me ne aspetto altrettanti. La notizia circola: certo, soprattutto nei movimenti, tra le associazioni. Non sui maggiori giornali: in Italia se non lo dice l’Ansa il fatto non esiste. Come Fortress Europe sto continuando a lavorare per cercare i dettagli del fatto (ne sappiamo ancora poco) e li metterò in rete.

Contestualmente "Fortress Europe" lancia l’idea di mandare messaggi di protesta all’ambasciata afghana e di raccogliere testimonianze per portare davanti al Comitato contro la tortura dell’Onu Libia e Italia. Quindi l’informazione diventa immediatamente azione, impegno?

Sì, l’idea è quella. Non solo raccontare. Aprire un dibattito, Chiedersi cosa facciamo. Quando Gheddafi è venuto a Roma abbiamo lanciato lo slogan "Io non respingo" attraverso la nostra newsletter (20mila iscritti): ne sono scaturite 108 iniziative di protesta in 80 città. Senza nessuna struttura dietro, solo il fatto di stare in una rete. Chi latita invece è il mondo della politica, qualcuno che dica: porto questo fatto in Parlamento, facciamoci una battaglia.

http://fortresseurope.blogspot.com

Carla Cotti

Liberazione 19/7/2009

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Ago 21

Bankitalia: i migranti non portano via lavoro

Lavorano più degli italiani, con buste paga inferiori del 10%, hanno un buon livello di istruzione ma, soprattutto, non "portano via" lavoro ai residenti del Bel Paese. Bankitalia, che ieri ha presentato uno studio dedicato alle economie regionali, la chiama «complementarietà». Tradotto, vuol dire una parola che farà rizzare i capelli al senatur: convivenza. Italiani e migranti possono convivere anzi, possono lavorare gomito a gomito. Una realtà che al Nord, proprio la terra del leghismo, produce il 60% del valore aggiunto e dove risiedono il 70% dei cosiddetti stranieri, in totale circa 3,4 milioni. Per ora la bilancia pende a favore degli italiani, ovviamente: diversi i capitoli in cui si registra il divario. Uno tra i più importanti è sicuramente il prestito bancario. Secondo le rilevazioni di Banca d’Italia, infatti, a parità di caratteristiche dell’impresa e dell’imprenditore, il costo del credito è superiore di circa 60 punti base a quello per le ditte residenti.

Non è la prima volta che Bankitalia sottolinea l’infondatezza della politica del centrodestra sull’immigrazione. Già nella relazione annuale, presentata pochi mesi fa, Bankitalia mise in evidenza l’assurdità del separatismo, che non fa altro che nuocere alla stessa economia del nostro Paese. Sarà per i migranti, infatti, come ribadì Bankitalia, se lo Stato italiano riuscirà a pagare le pensioni alla generazione che andrà in pensione tra 15-20 anni.

Sempre secondo elaborazioni della Banca d’Italia, i redditi da lavoro dipendente nel settore privato degli stranieri sono inferiori di circa l’11 per cento a quelli degli italiani. Il differenziale salariale, oltre al minore livello di istruzione degli stranieri, è attribuibile anche a una maggiore concentrazione in settori di attività e mansioni meno qualificate e in imprese meno produttive ed è più basso al Sud.

Il 44% degli immigrati infatti è impiegato in occupazioni non qualificate o semi-qualificate (contro il 15% degli italiani), una percentuale che sale a quasi il 60% nel Mezzogiorno. Una nota dolente è rappresentata dalle nuove generazioni di stranieri che, secondo la Banca d’Italia «rappresentano una componente rilevante della futura forza lavoro nel paese». Nel 2007-2008 gli alunni con cittadinanza non italiana erano 570mila (di cui in terzo nati in Italia), il 6,4% del totale. Tuttavia uno straniero su quattro fra i 15 e i 10 anni (uno su tre se risiede al Mezzogiorno) ha abbandonato la scuola contro il 12% degli italiani, una percentuale già alta per il contesto internazionale.

Nel 2008, gli occupati con cittadinanza estera di età compresa tra i 25 e i 65 anni in possesso al più di un titolo di studio corrispondente alla scuola media inferiore erano il 44 per cento, quasi 7 punti percentuali in più rispetto al corrispondente valore per gli italiani; quelli in possesso di una laurea erano circa il 13 per cento a fronte del 18 per gli italiani.

L’afflusso degli immigrati non ha interessato in maniera uniforme tutte le aree del Paese: l’incidenza della popolazione straniera è oggi molto più elevata nel Centro Nord (quasi l’8 per cento) rispetto al Mezzogiorno (2,1 per cento). In Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte, dove si concentra il 45 per cento della popolazione italiana e si produce poco meno del 60 per cento del valore aggiunto nazionale, risiedono quasi il 70 per cento degli stranieri. Nel 2008, ricorda Bankitalia citando i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, i lavoratori stranieri residenti in Italia rappresentavano il 7,5 per cento dell’occupazione complessiva; al Centro Nord l’incidenza era superiore al 9 per cento, a fronte del 3 nel Mezzogiorno.

Altro dato interessante è quello sul tasso di occupazione degli stranieri in età lavorativa che è pari al 67 per cento, 9 punti percentuali in più rispetto agli italiani. Il divario è in parte riconducibile a caratteristiche individuali, quali la minore età media degli stranieri e la necessità di avere un lavoro per ottenere il permesso di soggiorno, in parte alla loro concentrazione nelle aree più sviluppate del Paese, dove è più forte la domanda di lavoro. Il tasso di occupazione degli stranieri residenti nel Mezzogiorno è pari al 59 per cento, circa 9 punti percentuali in meno rispetto a quello del Centro Nord. È ragionevole ipotizzare che i più bassi tassi di occupazione nel meridione risentano della maggiore diffusione del lavoro sommerso e dei fenomeni di irregolarità, si legge nello studio.

Fabio Sebastiani

Liberazione
19/08/2009

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Ago 21

Lavoro, ieri due morti: a Lecco e Lucca, entrambi erano edili

Un operaio di 53 anni di origine peruviana, German Gerardo Carrasco Huanan, è morto l’altro ieri dopo essere caduto dal tetto dell’Oleificio Rocchi di sant’Alessio (Lucca) dove lavorava per conto di una ditta esterna, la Caf di Firenze. L’uomo, che è risultato regolarmente assunto, in occasione del periodo di ferie dell’oleificio stava provvedendo assieme ad altri operai alla sostituzione della copertura del tetto in eternit per collocarne una nuova in materiale più avanzato. Il peruviano è caduto da una altezza di sette metri.

Intanto, è deceduto all’ospedale di Lecco Vincenzo Facchinetti, l’operaio edile di 62 anni di Cerete (Bergamo) che era rimasto gravemente infortunato lo scorso 20 luglio in un incidente sul lavoro in un cantiere di Primaluna (Lecco), in Valsassina. L’operaio dopo una caduta dalla scala da un’altezza di circa tre metri aveva riportato un trauma cranico ed encefalico.

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Ago 21

Mentre l’Italia affonda, per Berlusconi non c’è crisi

Solo Berlusconi e i suoi continuano a blaterare che la crisi è superata, forse neppure sapendo leggere tutti i segnali che arrivano dal Paese e dal mondo, né il malessere di strati sempre più larghi di popolazione.

Invece la crisi si aggira come un fantasma maligno sulle nostre teste, e non dà segni di cedimento. Non ancora. Lo dicono molti numeri: primo, l’andamento del prodotto interno lordo, cioè della ricchezza nazionale prodotta dagli italiani nei diversi settori e comparti industriali, commerciali, finanziari, delle utility, dei servizi e della pubblica amministrazione.

La Confcommercio ieri ha scoperchiato il pentolone e ci ha detto che se «nel 2008 gli italiani hanno stretto la cinghia, e tra crisi globale e timori per il posto di lavoro hanno ridotto dell’1% i consumi, per l’anno in corso le stime sono ancora peggiori, con la previsione di un "crollo" dell’1,9% e con il Pil in discesa libera a meno 4,8%».

I dati sono in bella evidenza nel "Rapporto sul Terziario 2009" che fissa le spese delle famiglie italiane negli ultimi anni e non risparmia previsioni altrettanto negative nel futuro prossimo. Per Confcommercio, infatti, «per rivedere il segno "più" bisognerà aspettare il 2010 nei consumi e il 2011 per il Pil», con alcuni comparti particolarmente penalizzati, perché nel momento in cui sono costrette a scegliere su cosa debbono risparmiare e aspettare tempi meno cupi e incerti, le famiglie italiane tagliano prima di tutto sulle spese per auto e moto (meno 15,1%), nei servizi di trasporto (meno 7,4), negli elettrodomestici (meno 7,1) e nei prodotti alimentari più cari come il pesce (meno 5,4). Sono però in calo del 3%, stando alle misurazioni effettuate dall’associazione dei commercianti, anche gli acquisti di beni di consumo alimentare primario come pane, frutta, latte e uova, che nell’ultinmo anno hanno subito un’impennata dei prezzi al dettaglio.

Il secondo parametro su cui riflettere, per capire dove sta andando a parare la crisi che Berlusconi e i suoi non riescono neppure a percepire, ce lo fornisce l’Inps che ha emanato una nota sul ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni. L’Istituto di previdenza avverte che «ci sono oltre 20 mila lavoratori, dipendenti di circa 4 mila imprese, che stanno già utilizzando la cassa integrazione in deroga».

L’Istituto di Antono Mastrapasqua specifica che la Cig in deroga «sarà fruibile nelle prossime settimane da altri 80 mila lavoratori». Per l’Inps: «Sono poco meno di 15mila le aziende che dallo scorso mese di aprile (data delle nuove norme) hanno fatto pervenire le domande, per un totale di 104 mila lavoratori».

Terzo segnale di allarme forte: il Sole 24 Ore , giornale confindustriale sempre molto attento sensibile e informato sulle questioni che riguardano i redditi di lavoratori e pensionati, ha ripreso l’ultimo "Rapporto del Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale sugli andamenti finanziari del sistema pensionistico obbligatorio" elaborato dal Ministero del Lavoro e del Welfare.

Vi si legge che «la possibilità di mantenere stabile il rapporto tra spesa pensionistica e Pil, anche nei prossimi anni, richiederebbe un tasso di crescita reale dell’economia pari all’1,8% annuo». E siccome invece l’economia italiana continua a decrescere, come ci dicono tutti gli enti economici e statistici nazionali e internazionali, e in ultimo la Confcommercio, ciò significa, secondo l’organo di stampa degli industriali italiani e secondo il giudizio degli esperti al servizio di Maurizio Sacconi, che «gli effetti della recessione in atto, se confermati nella dimensione prospettata, determineranno un incremento del rapporto fra spesa pensionistica e Pil di circa il 10% nel triennio 2008-2010». Come si dice: uomo (e più ancora donna) avvisato, mezzo salvato.

Domanda retorica finale: il ministro Sacconi questi dati li fornisce al suo capo oppure no? Se no, Berlusconi non sa di che parla; se sì, peggio, sa tutto e prende gli italiani per i fondelli. Ma questo è cosa nota.

Gemma Contin

Liberazione 18/08/2009

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Ago 21

Rimini e tutta la riviera sono città antiche e ricche di storia, che offrono agli amanti delle belle arti moltissimi luoghi da visitare per ammirare le bellezze architettoniche del passato.
Numerosi sono i monumenti e i luoghi d’interesse, che testimoniano la lunga storia di questa città e della riviera, centro importante fin dall’epoca romana, quando era [...]

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Ago 21

Sogni una vacanza in Sardegna? Scopri i last minute e le nuove offerte speciali presenti nel sito di sweetsardinia.it!

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Ago 21

I volontari della Chiesa di Scientology sono scesi nelle piazze e nelle strade anche a Cremona per continuare il lavoro che da oltre due decenni li vede protagonisti nella prevenzione, sulle ali dello slogan “Le droghe privano la vita delle gioie e delle sensazioni che sono, comunque, l’unica ragione di vivere”, di L. Ron Hubbard.
 
Continuando [...]

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Ago 21

Per il mese di settembre le scuole di Firenze, Milano e Siena offrono l’opportunità di partecipare allo speciale corso “La Dolce Vita”: una settimana di lezioni di lingua italiana seguite da alcune attività culturali, accompagnati da una guida esperta e disponibile.
Ogni scuola ha il suo programma specifico, che varia in base a ciò che offrono [...]

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Ago 21

In tutti i periodi dell’anno, ma in estate ancora di più, è importante sfoggiare un corpo asciutto e un fisico in forma, che si può ottenere solo con il costante esercizio fisico durante i mesi precedenti.
Per fare bella figura in spiaggia, è inutile ricorrere alle diete dell’ultimo momento, al digiuno, alle corse impazzite la settimana [...]

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Ago 21

“Che cosa ti impedisce di essere te stesso?” questa è solo una delle moltissime domande cui si può trovare risposta partecipando al seminario
Sabato 22 e domenica 23 agosto Seminario Dianetics Hubbard presso la Chiesa di Scientology in Via Lepontina n. 4 a Milano.
Dianetics fu pubblicato la prima volta nel 1950 e afferma che [...]

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Ago 21

Omer, azienda specializzata in meccanica di precisione, si occupa di produzioni meccaniche conto terzi e della produzione di trituratori e macinatori progettati da WRS Italia.

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Ago 21

A pochi giorni dal via della tradizionale marathon in mountain bike di Livigno, dove ricordiamo è ancora possibile iscriversi, il piccolo Tibet apre le danze con La Pedaleda Tour una quattro giorni di puro divertimento in compagnia di Hans “no way” Rey.

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Ago 21

I nuovi prodotti di Bormioli Rocco rendono omaggio all’enogastronomia italiana.
Il gelato, il vino, il cappuccino: specialità tutte italiane che le ultime novità di Bormioli Rocco valorizzano ancora di più, grazie a prodotti che sposano design e funzionalità. Scopriamoli uno ad uno:
Dolce estate con le coppe gelato California
In fatto di gelato gli italiani la sanno lunga, [...]

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Ago 21

A Roma i monumenti da visitare sono davvero tantissimi. Roma è da 34 secoli una delle più importanti e conosciute città del mondo. Nel panorama storico costituisce un caso unico.
A testimonianza di questo vi sono tombe etrusche, fori repubblicani, templi imperiali, basiliche paleocristiane, campanili medioevali, palazzi rinascimentali e chiese barocche. A Roma la concentrazione di [...]

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Ago 19

About a year ago I was very surprized when I saw a man with so little laptop that seemed small like a book. I even asked that man if this computer could work normally or it was only a toy. These devices become normal utilities today and there are even specialized sites selling laptop and netbook accessories so different and beautiful that you canot renounce on them once you see them in the e-shop. Imagine how nice will become your netbook with those romantic  skins or with that interesting portable speaker that seems an UFO. Are you not romantic? Well, did you think about a DVD MultiDrive for your netbook? Visit GearZap and I’m sure you will find something among the accessories completely new for you.

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Ago 19

Se potesse abrogare il Sud come punto cardinale lo farebbe. Odia i poveri. I più deboli sono nemici. Solo il Nord ha senso, quel Nord che considerava gli immigrati italiani animali sporchi da emarginare. Berlusconi lascia mano libera per non perdere la poltrona.

LA LEGA AVANGUARDIA DEL PASSATO

Manovre d’Agosto

Quando gli italiani decideranno che il tempo nuovo sarà quello futuro e non quello passato, allora la Lega avrà chiuso la sua storia. Non credo che occorra invocare un dio per salvare la civiltà dal tramonto come scrisse Heidegger, penso che tutto si risolverà con una irruzione improvvisa di coscienza, di consapevolezza, di chiarezza.

La Lega nasce con la testa volta all’indietro e continua a camminare di schiena. È come un’avanguardia del passato. Si è inventata una identità che appartiene ad una geografia pre-unitaria, ha costruito una regione dalle conformazioni medievali, ha preso come eroe un personaggio del XII secolo, ha utilizzato simboli antichi, ha celebrato riti pagani, ha cominciato col chiedere la secessione e ha finito col proporre il federalismo fiscale. In un pianeta sempre più interdipendente la Lega alza i muri. Odia gli immigrati, non sopporta le altre culture, le altre religioni, i più poveri e più deboli sono i nemici, se potessero abrogare il sud come punto cardinale lo farebbero subito, l’est non conta, l’ovest ha qualche ragione di esistere. Solo il nord ha senso. Ha trovato terreno fertile in un quadro politico che ha poco da spartire con questa visione pre-unitaria, asfittica e illiberale. Ma il Popolo della Libertà lascia mano libera alla Lega perché sa che è l’unica condizione per tenere in pugno il Paese. La Lega ha il coltello dalla parte del manico. Difende e sostiene Berlusconi in cambio di una delega in bianco sulle spinose questioni con le quali compattare l’elettorato leghista: guerra a tutto campo agli “altri”, rafforzamento dei privilegi padani, soffocamento delle regioni del sud, indebolimento di qualsiasi forza d’opposizione, ordine, purezza, campanilismo, localismo, etnocentrismo, affermazione dei dialetti, tutto un recupero di elementi anche positivi sfruttati spregiudicamente per fini elettoralistici e per costruire fossati sempre più impervi fra il Sé e gli altri, fra il privilegio ristretto di un gruppo e la fatica dei popoli che arrancano sulla strada della vita.

Tutto al passato, nulla al futuro.

È l’idea vetusta di una politica che ha bisogno del nemico su cui riversare le proprie nevrosi e alimentare il populismo celodurista. Già visto e sperimentato. Gli attacchi ai clandestini, le parole di Bossi sugli “immigrati assassini” rientrano in una prospettiva politica che il filosofo Renè Girard ha meravigliosamente smascherato con il suo pensiero della violenza mimetica, ossia la canalizzazione di ogni pulsione aggressiva contro un nemico individuato come capro espiatorio e di lì tessere i legami di gruppo per ottenere il consenso. Negli Stati Uniti la guerra scatenata dalla Lega agli immigrati e ai rom era già stata inscenata all’inizio del Novecento contro di noi, italiani emigranti nel Nuovo Mondo. Con le stesse parole, con la stessa violenza, con la stessa ideologia ripiena di razzismo. Da una relazione dell’ispettorato all’immigrazione del Congresso americano sugli italiani del 1912 leggiamo: “Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.

Fortunatamente i processi storici in atto nel mondo hanno altri percorsi. Guardano al futuro, aprono gli occhi dei popoli verso l’orizzonte dell’avvenire di un mondo che non può più vivere secondo logiche da apartheid, non può più sperimentare forme di isolamento e di menefreghismo nei confronti degli altri e della Madre Terra pena l’estinzione totale del genere umano. È il grande messaggio che ci viene da Hiroshima e Nagasaki, nei giorni del ricordo. Il cinismo della politica Usa mascherato di opportunismo strategico (oramai il Giappone era in ginocchio ed era chiaro che lo sgancio di quelle bombe serviva solo a sperimentarne la potenza) volle che quelle due città annientate, distrutte, incenerite, diventassero il simbolo di tutte le città della terra. Di più: fossero il simbolo della nuova politica cresciuta sul crinale atomico. Einstein e Freud avvertirono subito la metamorfosi dell’uomo e della polis nell’era atomica, ossia il passaggio dalle forze di Thantos a quelle di Eros, l’uscita dall’individualismo dei popoli e la ricerca di una unità possibile. E il grande paleontologo francese Teilhard de Chardin scrisse nel 1947 queste pagine stupende: “Facendo esplodere gi atomi, abbiamo addentato il frutto della grande scoperta e ciò è sufficiente perché, contemporaneamente, lo spettro delle battaglie sanguinose si dilegui sotto i raggi di una qualche ascendente unanimità (…) Perché un vero obiettivo ci è or ora apparso, un obiettivo che noi possiamo raggiungere solo inarcandoci tutti contemporaneamente in uno sforzo comune; le nostre attività non possono più, d’ora innanzi, fare altro che ravvicinarsi e convergere in un’atmosfera di simpatia: di simpatia ripeto perché guardare tutti insieme appassionatamente una stessa cosa significa inevitabilmente cominciare ad amarsi”.

La Lega è rimasta indietro anche su questa metànoia della storia, ha voltato gli occhi verso un mondo antico che non esiste più. Ricordo che qualche anno fa Bossi tirò in ballo perfino Gandhi, paragonando la Lega alle lotta per l’indipendenza dell’India. Il mondo pacifista e nonviolento s’alzò in piedi scandalizzato. Il Mahatma avrebbe aborrito una prospettiva egoistica, individualista, mercantile e violenta di pensarsi al mondo come gruppo umano, lo avrebbe liquidato come una ideologia della prepotenza, del disprezzo, della forza, nulla di cui spartire con l’ahimsa, la nonviolenza che si realizza con il satyagraha, la forza della verità..

La storia, fortunatamente, batte in una direzione futura e non ci saranno leggi alla sicurezza che sapranno fermarne il corso. Una lezione grandiosa ci viene da oltre oceano dove Obama ha già fatto, con la sua elezione, il rovesciamento ideologico di ogni sguardo leghista. Un nero presidente della nazione più potente del mondo, una identità globale frutto di contaminazioni africane, asiatiche, americane che invoca la responsabilità planetaria e allunga le mani all’islam. Un presidente che cerca di scardinare i privilegi su cui si è stratificata la società americana, chiedendo una sanità più equa e condivisa, invocando un mondo senza atomiche e una terra sostenibile. Un mondo non ego-centrico ma allocentrico in cui tutti gli uomini possano partecipare al banchetto delle risorse planetarie, dove nessuno sia mai clandestino, esubero, illegale.

Perché o questa sarà la condizione dell’uomo nel tempo futuro o non ci sarà mai un futuro. Ecco perché la Lega ha il fiato corto. Volge le spalle all’orizzonte e si compiace di essere il mondo mentre non è che un frammento, eppure infinitesimale, di un pluriverso di culture, religioni, idiomi, rappresentazioni del reale… Come scrisse Monod: “Siamo zingari sperduti nell’infinito spazio “.

Francesco Comina

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Francesco Comina, giornalista, ha lavorato a il Mattino dell’Alto Adige e a L’Adige, è stato assessore della Provincia di Bolzano nella scorsa legislatura e vicepresidente della Regione. Ha scritto alcuni libri fra cui Non giuro a Hitler. La testimonianza di Josef Mayr-Nusser (S. Paolo), Il monaco che amava il jazz. Testimoni e maestri, migranti e poeti (il Margine), con Marcelo Barros, Il sapore della libertà (la Meridiana), con Arturo Paoli, Qui la mèta è partire (la Meridiana). Ha scritto anche un testo teatrale, Sulle strade dell’acqua. Dramma in due atti e in quattro continenti (il margine). E’ coordinatore del Centro della Pace del comune di Bolzano.

www.arcoiris.tv

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Ago 19

L’ Agenzia delle Entrate indaga sulle attività balneari, locali, yacht e matrimoni anche in collaborazione  con la SIAE.
Il Fisco non conosce vacanze: negli ultimi mesi ha indagato in tutta Italia sulle attività " a rischio di evasione" nel periodo estivo ed i risultati non si sono fatti attendere.

Molti stabilimenti balneari e locali dichiarano un Reddito inferiore a 10mila Euro, i Funzionari del Fisco, hanno ricostruito un reale giro d’affari attraverso il numero dei lettini od ombrelloni affittati. Controlli a tappeto sulle coste italiane anche ai restaurant  ai quali è stato accertato un reddito almeno doppio del dichiarato.
Per non parlare del sommerso scaturito da posteggiatori abusivi che, in località alla moda o in prossimità di locali,  fanno pagare anche 20 Euro per dare un’occhiatina alle auto, rilascindo anche ricevute
non fiscali per un lavoro "a nero"

La SIAE è stata di aiuto per i controlli, ricollegando i Diritti d’ Autore per le esecuzioni musicali  per  le organizzazione di matrimoni. Un business di vere nozze " a nero" che coinvolge  gli addobbi, i servizi fotografici e i banchetti.

Molto sommerso, alcuni senza  Partita IVA  oppure evasori totali.

                 Per  info  mail tofisco-blog@libero.it 

fonte: http://blog.libero.it/Contabilizzando » Vai al post originale

Ago 19

FINE AGOSTO RIAPRE IL RISTORANTE TRATTORIA FUOCOLENTO A FERRARA
Ambiente ricavato da una macelleria fino ‘800, come testimoniano i numerosi ganci ancora infissi nel soffitto a cassettoni, decorato con immagini di ortaggi tipici dei mercati del tempo.
Tutto nasce dall’idea di recuperare e valorizzare le infinite ricchezze enogastronomiche della nostra Italia. Ecco, quindi, che lo chef e [...]

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Ago 19

Probabilmente ci abbiamo provato tutti, da bambini, a scrivere messaggi “segreti” con il cosiddetto inchiostro simpatico, ossia, più semplicemente, con del normalissimo succo di limone. Bastava passare il foglio scritto sopra la fiamma di una candela, per vedere il testo comparire come per miracolo. In tempi moderni, l’inchiostro invisibile esiste davvero, e per vederlo non [...]

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Ago 19

E’ nato Comunicati Stampa di CasaSocial.net, il primo ed unico sito di comunicato stampa riservato ai siti che parlano della casa, dei mobili e degli sposi; difatti è possibile inviare il proprio comunicato stampa e verrà pubblicato a discrezione del regolamento, presente sul sito.
Comunicati Stampa di CasaSocial.net presenta varie sezioni, tra cui quella dell’arredamento, del [...]

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Ago 19

Le novità nel mondo dell’elettronica e dell’informatica sono talmente tante e veloci che spessi si fatica a stare al passo. Un computer nuovo, dopo sei mesi, un anno, è già superato. Il mondo dei prodotti consumabili e dei dispositivi portatili è fra i più interessanti perché sono gli oggetti che utilizziamo più frequentemente nel corso [...]

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Ago 19

Il salento, la punta del tacco d’Italia, rappresenta tappa per moltissimi turisti provenienti da ogni parte del mondo. Gli alloggi nel Salento puntano ormai su un’accoglienza turistica gradevole e ben vista, non per niente la popolazione salentina viene definita ospitale ed accolgiente. Sicuramente questo fattore è importantissimo per l’incremento turistico in Puglia, dovuto non solo [...]

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Ago 19

I volontari della Chiesa di Scientology di Milano, portano la prevenzione al mare presso il campeggio St Michael a Tirrenia che, gestito dalla famiglia Burchi, offre agli ospiti il messaggio di vita della campagna “Dico NO alla droga”, diventato ora anche il nome della neonata associazione nazionale che partecipa al progetto.
Per il lancio di [...]

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Ago 19

I divani Tino Mariani divani e poltrone.
Tino Mariani presenta divani moderni e divani classici divani trasformabili e divani letto realizzabili Su Misura con rivestimenti in tessuto, pelli, microfibre e alcantara ; i divani letto vengono suddivisi in divani letto classici e divani letto moderni. Ogni divano letto è personalizzabile nella scelta delle imbottiture e delle [...]

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Ago 19

Quando nel 1960 Eugenio Panizzi decide di fondare una sua piccola ditta, lì in un caratteristico borgo di Murano, in realtà, in pochi avrebbero previsto un futuro ricco di soddisfazioni e riconoscimenti. Una naturale passione per il vetro e per le sue lavorazioni, passione si, ma soprattutto prospettiva di lavoro duro, sacrificio, abnegazione. Valori di [...]

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Ago 19

L’artigianato è ancora uno dei settori più importanti e riconosciuti anche all’estero del made in italy. Possedere arredi, decorazioni o mobili artigianali è senza dubbio un valore aggiunto per la propria casa.
Il fascino dell’artigianato è una di quelle cose che non passano mai di moda. Gli artigiani italiani si tramandano da secoli le conoscenze e [...]

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Ago 19

E’ online un blog tutto nuovo che ti aiuta a compiere tutte le scelte sull’acquisto della tua prima casa.
Comprare-Casa.net, questo il suo nome, è una risorsa che ti da la possibilità di arrivare pronto e preparato all’appuntamento con il tuo nuovo spazio di mondo: la tua prima casa.

Perchè è necessario arrivare pronti e preparati? [...]

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Ago 17

Tremendo. La cosa più schifosa in online business è di cercare i KW-s. Mio dio, qualnte volte ho già pianto che non ho studiato questo! Generalmente lo capisco ma quando arriviamo al punto -non capisco e basta. Overture non si apre mai. Tanto per trovare una scusa. Non sò come mettere questo nella testa. Il problema è che anche un schifoso articolo non lo puoi scrivere bene se non hai trovato i KW! Uuuuuu…..

Keyword Selector Tool questo è basato su Overture e si apre. Scrivi KW, vedi il numero di ricerche che è uscito, moltiplica per 3 perchè Yahoo occupa la terza parte delle ricerche effettivamente fatte e copia i primi 6 KW. In tutto dovrebbero uscire 200-300 KW. Sparati.

Andiamo avanti. Vediamo quanto dobbiamo spendere per ogni KW. Informazione molto confortante ed incoragiante: 95% di quelli che incominciano con PPC perdono qualche migliaia di dollari prima che incominciano capire quello che devono fare per guadagnare.

A proposito di Yahoo e guadagni online. Questo quà sotto è Yahoo search che ti paga per le tue ricerche. No, sul serio. E’ vero, Yahoo non è lo stesso che Google, ma ha DUE punti a favore: primo -condivide i guadagni. Google -soltanto se adsence che non è per tutti. E TU personalmente non puoi cliccarci sopra. Quà invece lo DEVI fare quanto vuoi. Secondo -i risultati di ricerca sono un po’ diversi da Google. Io per me ho trovato soluzioni molto importanti su Yahoo. E di guadagni? Io faccio poche ricerche sinceramete. Ma passando di tanto in tanto per il mio account trovo che la cifra aumenta ed aumenta. Non è male, insomma. Devo essere più attiva. Almeno questo sito PAGA (PayPal). A differenza di Zenzuu, per esempio.

View Bids Tool

Scrivi il tuo KW, escequante olte verrà cliccato, quanto ti consigliano pagare per questa inserzione. Per esempio io avevo inserito “hand made necklace” e mi hanno scritto che “Non sarà cliccato più di 4 volte al mese e non mi consigliano pagare per questo KW più di 0,19″

La parola “adwords” sarebbe cliccata 280 volte consigliata pagare non più di 2,20. Ho calcolato che dovrei pagare 616 dollari per questi clics. E che? Se vendo una cosa che costa per esempio 14 dollari tanto per dire, nè vendo un paio al mese grazie a questi clicchi (28 dollari) ho speso 616 dollari per pubblicità… Insomma…

Il prezzo per Adwords dev’essere duplicato.

L’articolo dice che se io devo vendere auricolari specializzati che costano qualche centinaio di dollari, questi auricolari costano meno di un dollaro la pubblicità allora se io ne vendo anche un paio al mese, mi guadagno da mangiare.

Mmmm… Questa è la differenza…

E così per tutte le KW che hai individuato.

Allora, se il prezzo del prodotto è alto, il prezzo di pubblicità è basso hai tutte le carte per aver successo SE SAI VENDERE il tuo prodotto a queste persone interessate.

Oppp…


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Ago 17

Il gossip si allarga, la libertà delle donne si restringe

Qual è lo spazio riservato alle donne oggi in Italia? Qual è il modo in cui è loro concesso vivere in questo paese? Nelle cronache di questi ultimi mesi risalta un cambiamento pervasivo del senso comune nella rappresentazione della soggettività femminile. Non una questione culturale, non solo un problema di laicità, al contrario un problema politico grave e generale che descrivo in tre punti.

Berlusconi torna al governo nella primavera del 2008 e da subito fa uso di un linguaggio sfacciatamente, provocatoriamente sessista, tanto che, ancor prima di toccare le vette di volgarità e maschilismo raggiunte nel clima rovente dell’ultima campagna elettorale, è oggetto di denuncia e di un ricorso presentato alla Corte di Strasburgo dalle deputate Gottardi e Concia del Pd, che ne chiedono la condanna per violazione dei diritti fondamentali delle donne tutelati dalle norme della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La denuncia di Veronica Lario mette a nudo lo scambio sesso-potere che è, fra l’altro, dietro le candidature Pdl alle europee. Si inizia a parlare di indebita, scandalosa commistione pubblico-privato e già qui il dibattito ‘contro’ manifesta un certo arretramento culturale: la critica rivela quasi una feticizzazione della sfera privata, la riproposizione della separazione ideologica dalla sfera pubblica che sin dai primi anni ‘70 il femminismo ha denunciato, affermando che "il personale è politico". Ed allora non è la confusione pubblico/privato a dover preoccupare ma piuttosto: 1) la politica che questi fatti mettono in atto, se è vero che il personale è politico e i rapporti fra i sessi hanno sempre un significato politico; 2) la candidatura di veline (come la scelta di ministri e ministre legati al premier da rapporti che nulla hanno a che fare con il governo del Paese) che rivela l’assoluto disprezzo di Berlusconi per le istituzioni.

Repubblica cavalca il caso D’Addario, lo scandalo delle escort a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa facendone il principale argomento di opposizione a Berlusconi, in ciò seguita da molti. Si scatena, forse al di là delle intenzioni, una campagna sessuofobica e moralista in cui ricorre ossessivamente il termine "prostituta", mentre la rappresentazione della sessualità femminile, della libertà sessuale tout court, fra denunce di materialismo individualista, interpretazioni post-patriarcali e letture vittimiste dello scambio sesso-danaro, assume connotati davvero preoccupanti.

Qual è il problema politico - al di là del legittimo desiderio di liquidare un premier erotomane, ma soprattutto populista e inadeguato, perché guidato dall’interesse proprio e delle proprie aziende? È male che un uomo vada con una prostituta? È male solo se questi è il capo del governo? Sarebbe male anche se non ci fosse un problema di coerenza politica, se cioè Berlusconi non avesse mai cercato il consenso della Chiesa su temi eticamente sensibili, se mai avesse partecipato ad un family day, si fosse anzi speso per una riforma in senso pluralista delle famiglie in Italia? Su questi punti ci vorrebbe chiarezza. Si rischia altrimenti di preparare un terreno favorevole all’approvazione del disegno proibizionista del governo, quando e se il premier darà via libera alla sua presentazione. Purtroppo il dato culturale che emerge è invece assai chiaro e devastante: scopriamo che la prostituzione è considerata immorale e scandalosa quasi unanimemente anche a sinistra, se non altro perché della libera scelta di una donna che si prostituisce sempre pare legittimo dubitare. Si tenta eventualmente la "difesa" di queste giovani donne argomentando che nell’accedere allo scambio turpe premier e escort non sono comunque sullo stesso piano perché, certo, lui ha più potere e per l’appunto, maggiori possibilità di scelta. A me pare che comunque D’Addario o chi per lei si muova pienamente all’interno del patriarcato ma, azzarderei, ci si muove meglio di tante mogli che scambiano abitualmente sesso con un po’ di serenità familiare.

Mentre si discute di potere e sesso a pagamento accade che l’età pensionabile per le donne nel pubblico impiego venga aumentata a 65 anni. L’uguaglianza, parola estranea al vocabolario di questa maggioranza politica, ma largamente latitante pure nella scorsa campagna elettorale, tanto da sembrare scomparsa dall’agenda politica, è rispolverata guarda caso in quest’occasione, per eliminare quello che viene presentato come un anacronistico privilegio femminile. Si racconta la favola della donna emancipata che pretende e merita parità, occultando il fatto che le donne in tutto il mondo, e particolarmente in Italia, svolgono nelle famiglie la gran parte del lavoro domestico e di cura, un lavoro il cui peso cresce man mano che il lavoro "produttivo", specie femminile, si precarizza o viene meno, man mano che il welfare si ritira, i servizi sociali sono ridotti all’osso, e alle famiglie è addossata per intero l’assistenza di bimbi, anziani, disabili. La risposta a tutto questo è un’idea mistificante dell’uguaglianza che, con l’aumento dell’età pensionabile, non fa altro che riallocare il valore economico del lavoro domestico svolto dalle donne a chi quel lavoro non svolge, cioè agli uomini.

Ed ecco infine il tema della laicità, ancora una volta calpestata da quanti sono insorti contro l’approvazione da parte dell’Aifa della pillola RU486. Dedico a questo punto uno spazio più ristretto non perché lo ritenga un tema minore, ma perché i rigurgiti del patriarcato che la vicenda ha indotto sono stati ampiamente analizzati e denunciati dalle donne sulla stampa degli ultimi giorni, con argomenti che largamente condivido. L’idea conclusiva e brutale che sorregge le reazioni delle gerarchie ecclesiastiche e di quanti ne rincorrono spasmodicamente il consenso è che, data la vigenza di quella sciagura della legge 194, che almeno le donne partoriscano con dolore e fra tante difficoltà, vista anche la sorprendente (?) diffusione dell’obiezione di coscienza fra medici e sanitari.

Resta da segnalare un dato, se vogliamo pure di civiltà giuridica, che questa vicenda, insieme alle altre che ho qui commentato, denuncia a chiare lettere: in questo paese le donne godono di uno statuto di cittadinanza dimezzato, segnato da uguaglianza zero, pari dignità sociale zero, libertà ridotte o negate. Non è un problema meno serio della crisi della democrazia, né dell’attacco al lavoro salariato. La sinistra di alternativa deve farne un punto qualificante della sua azione politica. Subito!

Maria Rosaria Marella

Liberazione  15/08/2009

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Ago 17

Famiglie italiane e badanti Un paese più ricco o più "in nero"?

Il rapporto del Censis, su collaboratrici familiari e "badanti", giunge a ridosso della regolarizzazione che riguarderà almeno 500 mila persone. Si tratta di dati quantitativi da cui emergono però importanti spunti di riflessione sul mondo sommerso del lavoro e della riorganizzazione della società nell’epoca del nucleo familiare ristretto.

Dal rapporto risulta che oltre il 10% delle famiglie italiane ha alle proprie dipendenze figure di questo tipo. Rispetto all’ultima rilevazione, effettuata nel 2001, si tratta di una crescita del 37%. In stragrande maggioranza sono donne. Una parte di queste sono già regolarmente assunte e quindi garantite dal contratto generale, molte, in quanto straniere e irregolarmente presenti non lo sono altre non rientrano nemmeno in questa ricerca. Il 71,6% è costituito da donne immigrate presenti in media da 7 anni e mezzo in Italia, lavorano 35 ore alla settimana guadagnando circa 930 euro al mese. Ma se è vero che chi ha come compito quello di tenere pulita la casa finisce col "rispettare" la media delle ore lavorative dichiarate, sono tantissime quelle che, dovendo accudire anziani non autosufficienti, vivono in casa con questi. Spesso per loro, e sono tante, il confine fra tempo di vita e tempo di lavoro è labile, ce ne sono che denunciano di lavorare 18 ore di fila quasi senza avere giorni di riposo. Le 930 euro di salario poi corrispondono ad una prestazione di 35 ore settimanali a cui vanno aggiunti i regolari contributi.

Caf e patronati sono pieni di vertenze di lavoratrici che denunciano di aver percepito non più di 600 euro mensili o di coloro che, per restare in regola con il contratto di soggiorno, si sono viste detrarre dal salario i contributi. Si apprende poi che il 58,1% lavora per una sola famiglia, le altre si dividono fra una casa e l’altra. Si spiegherebbe in questa maniera il fatto che le famiglie che dichiarano di aver una persona alle proprie dipendenze è di 2.451.0000 (il 10,5% delle famiglie italiane) mentre le lavoratrici risultano essere 1.485.000. Un gap che non può essere spiegato con la capacità e l’efficienza delle lavoratrici di saltare da una famiglia all’altra ma che va cercata nel sottobosco del lavoro nero. Quelle che possono rientrare a pieno titolo nella categoria delle "badanti" (termine spesso vissuto giustamente dalle stesse come dequalificante) sono quel 35,6% che vive stabilmente presso la famiglia per cui lavora. L’82,9% si occupa della pulizia della casa, il 54,3% di preparare i pasti, il 42,7% anche di fare la spesa.

Ma il principale ruolo sociale, quello che ha fatto passare anche ai leghisti più accaniti la voglia di procedere con espulsioni di massa, riguarda l’assistenza ad anziani, (se ne occupa il 49,5%) e a persone non autosufficienti (32,4%). In crescita esponenziale la percentuale di coloro che avendo negli anni maturato competenze professionali, provvede anche a fornire specifica assistenza medica (28,8%). La presenza di colf e badanti è oramai diffusa su tutto il territorio nazionale anche se ancora la prevalenza è nelle grandi città e nelle province centro-settentrionali, più marcata nei luoghi in cui la frammentazione del nucleo familiare e le necessità lavorative creano forti condizioni di disagio per anziani e minori. Non a caso il 36,6% delle interpellate dichiara che rientra fra i propri compiti il semplice "fare compagnia", garantire soprattutto per anziani e non autosufficienti anche un sostegno psicologico e affettivo che altrimenti manca. Il problema della regolarizzazione riguarda almeno i due terzi delle lavoratrici straniere - il resto viene da paesi comunitari o hanno ottenuto la cittadinanza - molte faticano con i rinnovi, confessano la propria condizione di irregolarità malgrado lavorino in Italia da oltre sei anni. Rispetto all’ultima rilevazione si è poi alzata l’età media delle lavoratrici, il 13,6% ha superato i 50 anni, mentre la maggioranza relativa (il 39,3%) ha una età compresa fra i 30 e i 40.

Ma i numeri non riescono a raccontare progetti di vita, tentativi di lasciare una professione spesso carica di sfruttamento e di soprusi per valorizzare studi e competenze dimenticate in un cassetto nei propri paesi di origine. Gran parte delle donne impegnate in queste professioni ha infatti un tasso di scolarizzazione estremamente elevato - rapporto Caritas Migrantes - e aspira a veder riconosciuti i propri titoli per poi poter ricostruire in Italia, su basi più stabili, il proprio nucleo familiare. Molte sono quelle che tutt’ora continuano ad inviare enormi rimesse nei paesi di origine alle proprie famiglie. Donne che suppliscono a un welfare assente, forza lavoro non più status symbol dei ricchi ma di cui necessita anche il traballante ceto medio. Nell’Italia del boom economico, a svolgere questi compiti erano ragazze italiane, le preferite erano marchigiane e venete, per affidabilità e pulizia ma erano poche le famiglie che potevano vantarne l’utilizzo. Oggi, ad averne bisogno sono in molti e a competere per questi lavori sono tornate anche le donne italiane, figlie e mogli di un paese in crisi dove la forbice fra poveri e benestanti continua ad allargarsi.

Stefano Galieni

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Ago 17

L’ora di Dio. una storia tra i banchi

Tra i banchi della scuola italiana (pubblica) l’insegnamento della religione cattolica non è entrato subito. Per quanto zoppicante il vecchio Stato post-unitario aveva mantenuto del vecchio repertorio risorgimentale la bandiera dell’anticlericalismo. Nella neonata nazione solo nelle scuole elementari era permesso l’insegnamento (facoltativo) della religione cattolica.

Da dove nasce l’ora di religione? Bisogna aspettare almeno mezzo secolo perché faccia la sua comparsa nelle scuole. E’ il primo governo fascista con la riforma Gentile della scuola nel 1923, pochi mesi dopo la Marcia su Roma, a rendere obbligatorio l’insegnamento della religione cattolica. Ma è il Concordato del ‘29 firmato da Mussolini con il Vaticano a sancire l’ingresso definitivo dell’ora di religione in tutti gli ordini e gradi della scuola, dalle elementari alle medie e superiori. La formula che fissa il passaggio è perentorio. La religione cattolica è riconosciuta come «fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica». Passa il fascismo, c’è la lotta di Resistenza, finisce la guerra e nasce la Repubblica. Ma col Vaticano - che fino all’ultimo inclina per il mantenimento della monarchia e solo malvolentieri accetterà la democrazia - le nuove istituzioni repubblicane cercano un riconoscimento reciproco in nome del realismo. Il compromesso tra poteri si raggiunge in punta di equilibrio col tormentato (e discusso) articolo 7 della Costituzione: «Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale». Nelle scuole tutto rimane come prima. Passeranno decenni prima che un governo italiano torni a discutere con il Vaticano di insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche. Lo fa Craxi nel 1984 che nella modifica concordataria trasforma la formula decisiva per l’ora di religione. «La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principî del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado». Sembra un passo in avanti. La religione cattolica non è più «il fondamento e il coronamento dell’istruzione pubblica», come era scritto nei Patti lateranensi del ‘29. Stavolta la faccenda è messa nei termini di una concessione. E’ la Repubblica italiana che "riconosce" il valore del cattolicesimo e ne assicura l’insegnamento. Nei fatti, però, l’insegnamento della religione cattolica (da allora chiamato con la sigla Irc) viene esteso anche alle scuole materne. Non solo. Per giustificare un’anomalia solo italiana - dato che in nessun altro paese occidentale la scuola pubblica si fa carico di insegnare una confessione religiosa - si fa passare la religione cattolica per una materia di interesse generale imprescindibile per la cultura nazionale. La musica non cambia, si spaccia una confessione religiosa particolare per cultura di rilevanza universale di cui lo Stato deve garantire l’insegnamento nelle scuole pubbliche. E non con propri insegnanti scelti in base a concorsi pubblici. I docenti li sceglie il Vaticano. E’ la Curia a nominarli, a suo insindacabile giudizio. Però è lo Stato a pagarli. La spesa annua per pagare lo stipendio a circa 25 mila insegnanti di religione - i dati riporati sul sito dell’Uaar risalgono al 2001 - si aggira intorno ai 620 milioni di euro. Milleduecento miliardi delle vecchie lire. Non basta. Dal 2003 (per effetto della legge 186) gli insegnanti di religione sono entrati in ruolo, quantunque non abbiano mai sostenuto un concorso pubblico.

Però lo Stato non può intervenire sulla disciplina. A scanso d’equivoci un protocollo del concordato stabilisce: l’insegnamento della religione «è impartito in conformità della dottrina della Chiesa». Evidente come il sole. Quell’ora è di monopolio assoluto della Chiesa che ne dispone per insegnare la propria visione confessionale. E di insegnare altre confessioni non si fa proprio cenno nella modifica del concordato. A meno che a un docente non venga in mente di rischiare il proprio posto. La Chiesa li sceglie, la Chiesa può prendere provvedimenti qualora un insegnante non segua la retta via nella vita privata. Lo dice anche il Codice di diritto canonico. «L’Ordinario del luogo si dia premura che coloro, i quali sono deputati come insegnanti della religione nelle scuole, anche non cattoliche, siano eccellenti per retta dottrina, per testimonianza di vita cristiana e per abilità pedagogica». Non solo, gli insegnanti di religione, per mantenere il posto, devono chiedere ogni dodici mesi il nulla osta all’autorità diocesana che potrebbe intervenire in caso di «condotta morale pubblica in contrasto con gli insegnamenti della Chiesa». Detta in soldoni, se a un docente di religione dovesse capitare d’essere piantato dal consorte e di divorziare, potrebbe per giunta perdere anche il lavoro. Ha fatto scalpore, ad esempio, il caso della prof in gravidanza fuori dal matrimonio licenziata dalla Curia. A nulla valse il ricorso.

Alle materne e alle elementari le ore di religione sono due - in base a una modifica della revisione del concordato - mentre si riduce a una alle medie e alle superiori. La Cei ha insistito perché l’ora (o le ore) non capitassero alla fine dell’orario scolastico. Motivo? La naturale propensione degli studenti a dileguarsi.

L’ora alternativa a quella di religione? Certo, in teoria si può fare. Il concordato riconosce la possibilità di «non avvalersene». Ma di fatto le scuole non hanno i soldi per organizzare attività alternative. Però è un diritto di genitori e studenti pretenderlo.

Tonino Bucci

Liberazione - 14/08/2009

foto: Bruno Domingos/Reuters

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Ago 17

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